Ponte alle Grazie: Scrittori
Come le vene vivono del sangue. Vita imperdonabile di Antonia Pozzi
Gaia De Pascale
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2016
pagine: 160
Molto è già stato detto su Antonia Pozzi, ragazza "imperdonabile" che, nonostante la sua breve vita, ha lasciato più di trecento poesie, numerose lettere, pagine di diari e circa tremila fotografie, e la cui figura è oggetto di una straordinaria riscoperta tanto di pubblico quanto di critica. Eppure c'è sempre, quando si parla di lei, l'impressione di qualcosa di incompiuto. Come se la "troppa vita" che le scorreva nel sangue non si sia mai voluta lasciare decifrare fino in fondo. Come se ci fosse sempre troppo da dire, e nello stesso tempo un'urgenza di silenzio avesse costantemente attraversato lei e le persone che le stavano accanto. Per raccontare questo personaggio complesso, profondo e a tratti enigmatico, che ha attraversato gli anni Trenta con intelligenza e passione, sofferenza e determinazione, Gaia De Pascale ha scelto la via del romanzo. Il libro dà la parola alla stessa Antonia, scavando nell'animo della protagonista e restituendo le persone, i luoghi e le atmosfere di un tempo cruciale sotto ogni punto di vista per la storia del nostro Paese. In bilico tra realtà e finzione, "Come le vene vivono del sangue" usa il verosimile come unico mezzo possibile per accedere al fondo segreto dell'esistenza di Antonia Pozzi, e rende omaggio a una indimenticabile figura femminile che ha saputo attraversare con la stessa profondità tanto la vita quanto la morte.
Al giardino ancora non l'ho detto
Pia Pera
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2016
pagine: 224
"Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite - non posso nemmeno incominciare a spiegare l'importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo 'Orto di un perdigiorno' - non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. 'L'orto di un perdigiorno' si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: "Ho la dispensa piena". Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un'altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo." (Luigi Spagnol)
Braci nella notte
Rachel Kushner
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2015
pagine: 416
Cuba. Gli anni fra il colpo di Stato di Batista e la rivoluzione castrista. Gli americani vivono in un paradiso coloniale: governano le piantagioni di canna da zucchero e le miniere di nichel nella provincia di Oriente, ignorando (o fingendo di ignorare) che quel mondo è destinato a crollare. Fra loro crescono e si formano i giovani K.C. (che a Cuba è nato) e Everly (che ci è arrivata a otto anni), osservatori privilegiati del lusso e dello sfarzo, delle meschinità grandi e piccole, degli ideali e della grettezza degli adulti. All'Avana, intanto, una ballerina "francese" del Cabaret Tokio stringe relazioni con presidenti, dittatori e ribelli. E con un misterioso "tedesco", dal passato e dai traffici poco chiari... Rachel Kushner, conosciuta in tutto il mondo per "i lanciafiamme", in questo suo primo romanzo ricostruisce con estrema cura il mondo della Cuba "americana" degli anni Cinquanta: un mondo superato ormai dalla Storia, superficialmente splendente ma segnato da profondissime contraddizioni e, nella decadente inconsapevolezza dei suoi protagonisti, inevitabilmente avviato alla fine. Su questo sfondo si intrecciano le vicende di una moltitudine di personaggi, in un racconto di straordinaria vivacità narrativa in cui la Storia e l'esistenza dei singoli si affiancano, si incontrano, si scontrano.
Il giardino delle mosche
Andrea Tarabbia
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2015
pagine: 336
Tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si scopriva fragile e una certa visione del mondo si avviava al tramonto, Andrej Cikatilo, marito e padre di famiglia, comunista convinto e lavoratore, mutilava e uccideva nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime bambini e ragazzi di entrambi i sessi, ma anche donne - avevano tutte una caratteristica comune: vivevano ai margini della società o non si sapevano adattare alle sue regole. Erano insomma simboli del fallimento dell'Idea comunista, sintomi dell'imminente crollo del Socialismo reale. Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all'arresto. E fa di più. Osa raccontare l'orrore e il fallimento in prima persona: Cikatilo, infatti, in questo libro dice "io". È lui stesso a farci entrare nella propria vita e nella propria testa, a svelarci le sue pulsioni più segrete, le sue umiliazioni e ossessioni. "Il giardino delle mosche" è un libro lirico e crudele allo stesso tempo: la storia di un'anima sbagliata, una meditazione sul potere e la sconfitta e, soprattutto, una discesa impietosa fino alle radici del Male.
Una così breve distanza ci separa
Scott Blackwood
Libro: Copertina morbida
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2015
pagine: 219
Austin, Texas, una sera d'autunno inoltrato. Zadie, Elizabeth e Meredith stanno chiudendo la gelateria in cui lavorano. Entrano due uomini. Pochi minuti dopo il locale è in fiamme, le tre ragazze sono sul pavimento, legate, nude. Uccise. Le indagini sono difficili: l'incendio e l'acqua hanno cancellato ogni traccia; gli assassini sono spariti nel nulla. La vita di chi resta è stravolta per sempre, e sono i sopravvissuti i protagonisti di questo romanzo a più voci: da Kate, madre di due delle ragazze uccise, a Hollis, veterano della guerra in Iraq dalla mente confusa che vive per strada nella sua "macchina decorata", a Jack, il pompiere che per primo è entrato nella gelateria incendiata, a Michael, che quella notte doveva solo fare il palo e guidare la macchina... Ognuno di loro deve convivere coi propri fantasmi, e i fantasmi stessi, le ragazze, di tanto in tanto prendono la parola, in capitoli di grandissima forza emotiva. "Una così breve distanza ci separa" è anche un giallo, ma è molto più di questo. È la descrizione di una comunità toccata dalla violenza più brutale, dei suoi tentativi di andare avanti e della sua necessità di fare i conti con l'inconcepibile.
Il pittore di ventagli
Hubert Haddad
Libro: Copertina morbida
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2014
pagine: 160
È in fondo alla contrada di Atòra, sull'isola di Honshu, in Giappone, che Matabei Reien si ritira per scappare ai furori del mondo contemporaneo. In questo luogo sperduto tra montagne e Pacifico, si nasconde la tranquilla pensione di donna Hison, e poco distante un giardino fuori dal tempo. Poco a poco, Matabei si lega al vecchio giardiniere, il maestro Osaki, e scopre in lui uno straordinario pittore di ventagli, diventando suo allievo. Fantastico labirinto dalle prospettive ingannevoli, il giardino del maestro Osaki è anche cornice di ferite e passioni, ben lontane dalla via dello Zen, e che verranno violentemente spazzate via dalla furia dello tsunami. Cosa resterà di Matabei e dei suoi preziosi ventagli?
La scena interiore. Fatti
Marcel Cohen
Libro: Copertina morbida
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2014
pagine: 142
È il 14 agosto del 1943, Parigi è occupata e i rastrellamenti sconvolgono la città. Mentre il piccolo Marcel sta giocando al parco insieme alla governante Annette, la polizia fa irruzione nell'appartamento di famiglia. Al ritorno dal parco, la portinaia blocca i due, salvandoli: dal marciapiede di fronte, a cinque anni di età, l'autore di questo libro vede la madre, il padre, la sorellina neonata, i nonni paterni, due zii e una prozia salire su un camion, destinati ad Auschwitz: nessuno farà ritorno. Per la prima volta dopo settant'anni, sulla base dei pochissimi ricordi - le sue scarse memorie personali, qualche foto, i rarissimi e miseri oggetti rimasti: un portauovo, un braccialetto, una cuffia, un pupazzo... -, Marcel Cohen tenta di ricostruire, quasi indiziariamente, le vite dei suoi cari annichilite dalla violenza nazista, rendendo a ciascuna un omaggio profondo e una forma di lacunosa ma folgorante sopravvivenza. Cohen, scrittore per nulla incline al sentimentalismo, è capace di ricavare miracolosamente da questo materiale un racconto di immensa capacità evocativa, che vale tanto per quello che dice quanto per i suoi inevitabili e dolorosi silenzi. La virtù di questo libro, infatti, sta nel saper far parlare il silenzio, le scandalose falle della storia, le carenze della nostra memoria, senza mai ricorrere ai trucchi della finzione, dell'astrazione. Quello che non si sa rimane quello che non si sa, quello che non si saprà mai.
Il superlativo di amare
Sergio Garufi
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2014
pagine: 224
Gino, quasi cinquant'anni, umbro di origine, scrittore di un solo libro, campa a Roma come traduttore (ora è alle prese con Cortázar, ma poi non si prospetta niente di buono), trascina una relazione con una donna sposata, non ha soldi, non ha certezze, non ha legami. Insomma, all'apparenza, è uno dei tanti sfigati ultraquarantenni che popolano la narrativa italiana. Ma non è così. Il problema di Gino è che, uno a uno, i suoi desideri sembrano avverarsi: lo scotto da pagare sarà notevole, sarà paradossale, ma quello che avete in mano, cari lettori, in piena controtendenza, è la tragicommedia di un uomo che ce la fa. Ambientato tra Roma, Parigi, Bruxelles e l'Umbria, "Il superlativo di amare" è un romanzo che ne contiene molti: il romanzo di un uomo nel pieno della maturità che deve fare i conti con l'eterno conflitto tra le aspettative giovanili e la loro evaporazione; il romanzo di una generazione che è stata tenuta in panchina e a cui ora viene chiesto di farsi completamente da parte; ma anche, e prima di tutto, il romanzo di un amore e di una cocciuta, ironica, romantica fedeltà a sé stessi e alla propria storia, alle passioni mai spente e agli ideali inattinti della giovinezza, unico antidoto contro la vanità e l'indifferenza di un mondo che promette sempre di mutare per rimanere sempre uguale.
Le mogli di Los Alamos
TARASHEA NESBIT
Libro: Copertina morbida
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2014
pagine: 235
1943. Un gruppo di donne si trasferisce a Los Alamos, nel deserto del Nuovo Messico, al seguito dei mariti, scienziati impegnati nella costruzione della prima bomba atomica: ma loro, le mogli, non ne sanno nulla. Un'intera cittadina di spartane abitazioni, chiusa da controlli severissimi, è stata creata per loro: ma lo spirito d'avventura e la tenacia le spinge a lottare per migliorare la propria condizione, ora così diversa da quella precedente di donne colte e privilegiate, a malapena sfiorate dai disagi della guerra. A poco a poco, nel corso dei successivi due anni, cercano di ridare un senso a una vita quotidiana segnata dal segreto: tessono legami tra loro, mettono in piedi le loro famiglie, si inseriscono in una difficile realtà di convivenza con i militari e con le popolazioni indiane che vivono nei paraggi. I mariti restano assenti, sullo sfondo, occupati nelle loro indicibili ricerche: fino all'agosto 1945, quando l'esplosione degli ordigni atomici su Hiroshima e Nagasaki fa comprendere a tutte perché erano lì e deflagrare nella quieta quotidianità familiare dilemmi morali e dubbi esistenziali insolubili.
Malinteso a Mosca
Simone de Beauvoir
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2014
pagine: 128
Nicole e André, professori francesi in pensione, partono per Mosca nella seconda metà degli anni Sessanta. Vanno a trovare Maša, figlia di primo letto di André, che ha sposato un russo. Rimarranno lì per un mese, il tempo di rivedere Mosca e altre città, per quanto la burocrazia russa permetterà loro. Maša li accompagnerà per tutto il tempo facendogli da guida: un semplice malinteso, una crisi tra i due, nata per motivi futili, si risolverà alla fine in un nuovo equilibrio sentimentale. È il cambiamento, del resto, il tema centrale del libro: il cambiamento dell'età matura, la necessaria trasformazione dei rapporti, della realtà, della politica. Questo romanzo breve di grande intensità, scritto all'incirca nel 1965, fu escluso dalla raccolta Una donna spezzata per motivi non del tutto chiari, probabilmente non letterari, vista la sua indubbia qualità: ragioni di ordine forse politico, forse personale, legate al carattere di alter ego dei due protagonisti, che corrispondono all'autrice stessa e al suo compagno Jean-Paul Sartre. Quel che è certo è che Malinteso a Mosca dev'essere annoverato fra le più interessanti riscoperte editoriali degli ultimi anni, come scrive il curatore dell'edizione statunitense, anche perché «presenta caratteristiche uniche nella produzione narrativa della Beauvoir: va dunque considerato parte integrante del suo corpus, arricchendo così in maniera considerevole la reputazione dei suoi scritti».
I lanciafiamme
Rachel Kushner
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2014
pagine: 560
Manhattan, 1977. Da poco giunta dal Nevada, la giovane e bellissima Reno viene introdotta nel mondo artistico da Sandro Valera, italiano la cui famiglia possiede una celebre fabbrica di moto e pneumatici e con cui presto allaccia una relazione. In questa New York in cui tutti paiono brillanti e inafferrabili, in fuga da se stessi e da relazioni stabili, dal proprio passato e da famiglie troppo ingombranti, la fusione tra l'arte e la vita è la prospettiva più elettrizzante: Reno trova lì la sua strada al sesso e all'amore e trasforma la sua grande passione per le due ruote in un progetto artistico. Ma sarà un viaggio in Italia a cambiarne per sempre l'esistenza. Mentre incalzano le notizie di rapimenti e attentati e dilagano gli scioperi operai, Reno si ritrova dapprima immersa nella placida vita borghese della famiglia Valera, in una villa sul lago di Como che trasuda nostalgie fasciste, e poi all'improvviso proiettata nella Roma dei movimenti e delle manifestazioni, coinvolta in eventi di cui le sfugge la portata. "I lanciafiamme" è un'esplorazione intensa e coraggiosa dell'arte, del femminino, della menzogna e del radicalismo politico.
La vita in tempo di pace
Francesco Pecoraro
Libro: Copertina morbida
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2013
pagine: 512
L'ingegner Ivo Brandani è sempre vissuto in tempo di pace. Quando il libro comincia, il 29 maggio 2015, Ivo ha sessantanove anni, è disilluso, arrabbiato, morbosamente attaccato alla vita. Lavora per conto di una multinazionale a un progetto segreto e sconcertante, la ricostruzione in materiali sintetici della barriera corallina del Mar Rosso: quella vera sta morendo per l'inquinamento atmosferico. Nel limbo sognante di un viaggio di ritorno dall'Egitto, si ricompongono a ritroso le varie fasi della sua esistenza di piccolo borghese: la decadenza profonda degli anni Duemila, i soprusi e le ipocrisie di un Paese travolto dal servilismo e dalla burocrazia, il sogno illusorio di un luogo incontaminato e incorruttibile, l'Egeo. E poi, ancora indietro nel tempo, le lotte studentesche degli anni Sessanta, la scoperta dell'amore e del sesso, fino ad arrivare al mondo barbarico del dopoguerra, in cui Brandani ha vissuto gli incubi e le sfide della prima infanzia. Chirurgico e torrenziale, divagante e avvincente, "La vita in tempo di pace" racconta, dal punto di vista di un antieroe lucidissimo, la storia del nostro Paese e le contraddizioni della nostra borghesia: le debolezze, le aspirazioni, gli slanci e le sporcizie, quel che ci illudevamo di essere e quel che alla fine, nostro malgrado, siamo diventati."

