RP Libri: Poesia
Vite vacue
Chiara Scaglianti
Libro: Libro in brossura
editore: RP Libri
anno edizione: 2022
pagine: 48
Vite vacue è un percorso tra polarità opposte e complementari, che trovano sintesi nella compresenza di creazione e distruzione. Presenza e assenza, vicinanza e allontanamento, eros e thanatos, prigionia e libertà. Sfumature e assenza di colore: si vogliono indagare anche i “passaggi intermedi” dell’esistenza, fatta di giorno, di crepuscolo e di notte, cercando di fare luce, ma an- che di cogliere le parti oscure, riguardo alle contraddizioni che attraversano la vita e la morte e che, per non sopperire l’una all’altra, devono per forza trovare un punto d’incontro per poter coesistere. Il dolore della perdita e la ricerca incessante dell’identità sono i fili conduttori, che trovano sintesi nel vuoto, spesso dai toni cupi, talvolta con sfumature di gioia. Vite vacue racconta la difficile ricerca di equilibrio, la sensazione di appagamento a cui si alterna la successiva caduta, come quella del romantico diviso tra il divino e l’infernale, ma che ritrova, infine, la speranza nell’innocenza dell’origine della vita.
Il sorriso adolescente dei morti
Riccardo Delfino
Libro: Libro in brossura
editore: RP Libri
anno edizione: 2021
Ma tu, tu sei la pianta. Quaderni di poesia
Claudia Olivero
Libro
editore: RP Libri
anno edizione: 2021
Personat. Passacaglia e fuga
Roberto Ranieri
Libro: Libro in brossura
editore: RP Libri
anno edizione: 2020
pagine: 60
“Questa personalissima raccolta di versi di Roberto Ranieri, intitolata Personat (Passacaglia e fuga) non è composta da poesie separabili e indipendenti tra loro. Infatti, all’interno delle quattro sezioni (Levare, Passacaglia, Cadenza e Fuga), gli spazi servono a isolare sezioni testuali omogenee, che nella tipica Passacaglia di matrice musicale classica (memorabili, in tal senso, la passacaglia di Bach - in do minore - o quella in re minore di Buxtehude) formano una autentica rapsodia sinfonica. In questo caso la Passacaglia coincide con cinquantaquattro ottave regolari di novenari, mentre nella sezione in Levare le ottave sono due, sempre separate. In Cadenza il testo è invece compatto, mentre in Fuga le sottosezioni sono due: nella prima le spaziature sono tra blocchi semantici coerenti, nella seconda tornano le ottave separate. Un lavoro dunque di precisione stilistica e metrica, dove un certo sperimentalismo s’abbina a una sinfonia meta-classica che prende spunto dal quotidiano e dal popolare per ergersi a composizione quasi canzonatoria, giullaresca. Ed è questa variazione di temi e di registri che più affascina nella poesia dell’autore veneto: quel sottile equilibrio tra mera composizione scrittoria e una forte consapevolezza morale e poetica del “dire in quanto s(u)ono”. (dalla introduzione di Antonio Bux).

