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Dante e la medicina. Malati e malattie nella Divina Commedia

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Dante e la medicina. Malati e malattie nella Divina Commedia
Titolo Dante e la medicina. Malati e malattie nella Divina Commedia
Autore
Collana Il richiamo della memoria, 20
Editore Edizioni Setteponti
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 322
Pubblicazione 2026
ISBN 9791282169646
 
18,00 €

 
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Quello che si propone ai lettori è un "giro-visita" virtuale, -tranquilli non è obbligatorio indossare camici, guanti e fonendoscopio -, tra gli innumerevoli reparti di quella immensa "Clinica medica e chirurgica" che è la Divina Commedia, dietro al codazzo di quel geniale ed inimitabile "Primario" che fu Dante Alighieri. Ma sgombriamo subito il campo da equivoci. Dante non fu medico e non curò i corpi dei malati (anche se lo scopo della sua Commedia era di curarne e purgarne le anime!). Ma di certo era un "sapiens de Medicina". Insomma di medicina ne sapeva quanto o forse più di un medico. Ma quale medicina? Nel medioevo la medicina non si basava su basi scientifiche, ma era un misto di filosofia, alchimia, erboristeria e... magia. Comunque Dante si iscrisse all'Arte dei Medici e degli Speziali (i nostri moderni farmacisti) per poter far politica. Chi voleva entrare nell'agone politico della Firenze di fine duecento, doveva iscriversi obbligatoriamente ad una corporazione di Arti e Mestieri. Così prevedevano gli Ordinamenti di Giustizia di Giano della Bella (1293-1295), emanati con lo scopo di tenere lontani dalle leve del potere i nobili e gli aristocratici, detti anche magnati.
 

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