Una pellicola sottile, un materiale povero e artificiale, spesso utilizzato nei cantieri, si trasforma in un medium, in uno strumento di metamorfosi. Increspature, pieghe, onde, come ritmo evanescente dell'aria, avvolgono le figure e ne dissolvono i contorni. I soggetti sembrano emergere e scomparire, attraversati dalla stessa vibrazione che anima l'ondeggiare dei campi mossi dalla brezza estiva o le foglie della foresta al tramonto. La plastica perde la propria funzione e diventa membrana, atmosfera, pelle condivisa tra il corpo e il mondo. [Alessio de'Navasques] Il vuoto evocato da Solzi non coincide con l'assenza. Assomiglia piuttosto a uno spazio originario, a una condizione che precede la forma e ne rende possibile l'emergere. Un luogo di attesa, fragile e instabile, nel quale qualcosa sta per apparire senza essere ancora definito. Solzi guarda i suoi soggetti con una misura rara: abbastanza vicino da coglierne la vulnerabilità, ma abbastanza distante da non interromperla. [Rischa Paterlini]
Void
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| Titolo | Void |
| Autore | Attilio Solzi |
| Curatori | A. de'Navasques, R. Paterlini |
| Traduttore | S. McMahon |
| Editore | Anticamente Presente Editore |
| Formato |
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| Pagine | 244 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791281974166 |

