Esistono formule codificate per definire una didattica dell'architettura in grado di rispondere alle istanze di un rinnovato approccio alla conoscenza e alla ormai sempre più evidente e necessaria contaminazione dei saperi? Viviamo una fase storica in cui l'insegnamento e l'apprendimento risultano essere oggetto di costanti rielaborazioni e affinamenti volti a interpretare le esigenze del tempo presente e futuro. La posta in gioco è alta: si tratta di restituire centralità al ruolo dell'insegnante quale figura di riferimento dei differenti percorsi educativi e formativi, all'interno di scenari orientati al ripensamento dei mestieri e delle professioni. La riflessione sui criteri universali della formazione costituisce, in questa sede, l'avvio di un dibattito teso a esplorare l'elevata specificità dell'insegnamento delle discipline dell'architettura, fondata su una equilibrata alchimia che condensa e fonde insieme i saperi scientifici, umanistici e le conoscenze tecniche: azione questa caratterizzata da un imprescindibile approccio esperienziale-sperimentale accompagnato da logiche inclusive e globali. Un apprendimento maieutico che interpreta le dimensioni ideative, progettuali, costruttive, quali elementi sostanziali e integrati del fare architettura. I metodi e gli strumenti rappresentano i mezzi e non i fini di una didattica aperta e sempre più rispondente alle necessità dei singoli individui. Il confronto diretto tra alcuni prestigiosi esponenti delle principali Scuole di Architettura europee intende fornire un ulteriore contributo al dibattito, utile a tracciare il quadro delle più significative esperienze in essere in materia di didattica dell'architettura nelle loro principali declinazioni.
Formamentis. Per una didattica dell'architettura
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| Titolo | Formamentis. Per una didattica dell'architettura |
| Curatori | E. Faroldi, M. P. Vettori |
| Collana | Alleli/Research |
| Editore | LetteraVentidue |
| Formato |
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| Pagine | 192 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791256441532 |

