Il Vaticanus graecus 1851 rappresenta un unicum assoluto nel patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana: è l'unico ciclo manoscrittizio greco di epoca medievale giunto fino a noi interamente dedicato ai fasti profani di un matrimonio imperiale bizantino. Le sue pagine custodiscono lo sguardo affascinante, per quanto frammentario, sull'arrivo a Costantinopoli di una giovane sposa straniera: un rebus storico a lungo rimasto nell'ombra a causa dei danni del tempo e del disordine dei fogli. Il volume invita a un'esperienza di studio immersiva e diretta. Grazie alla ricostruzione facsimilare del manoscritto, il lettore può esaminare le carte superstiti nei colori e nelle dimensioni originali, affiancate dalla riproduzione dei fogli perduti, mappati a partire da microscopiche tracce materiali. Corredata da un rigoroso studio codicologico, paleografico, letterario e storico-artistico, nonché dalla prima edizione critica del poema, l'opera offre tutti gli strumenti per decifrare le evidenze materiali del manoscritto e svelare i segreti di questo capolavoro.
Fragmenta carminis picti quod dicitur epithalamium (Vat. gr. 1851). Text, critical studies, reconstructed facsimile
| Titolo | Fragmenta carminis picti quod dicitur epithalamium (Vat. gr. 1851). Text, critical studies, reconstructed facsimile |
| Curatori | P. Schreiner, A. Németh, V. Tsamakda |
| Collana | Documenti e riproduzioni, NS5 |
| Editore | Biblioteca Apostolica Vaticana |
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| Pagine | 520 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788821011368 |

