Parlare del positivismo (e dell'anti-positivismo) filosofico e giuridico ottocentesco è sempre impresa assai ardua, perché si tratta di movimenti estremamente complessi, che esprimono personalità non sempre riconducibili a posizioni omologhe, seppur ispirantisi ad alcuni fondamentali presupposti comuni. La reazione positivistica è diretta contro le due grandi correnti di pensiero che cronologicamente l'hanno preceduta: l'illuminismo da un lato e l'idealismo dall'altro. Del primo il positivismo ripudia l'astratto razionalismo; del secondo non accetta il voler fondare tutta la realtà sopra un indimostrabile Spirito assoluto. Anche il clima storico in cui maturano le diverse concezioni positivistiche e anti-positivistiche incide sul pensiero dei diversi autori, ma nonostante tutte le diversità, che rendono difficile l'unificazione, esiste un presupposto unitario (rispettivamente anti-metafisico o filo-metafisico) che merita di essere evidenziato. A segnalare le diverse sfaccettature di tale presupposto mirano i contributi contenuti nel presente volume.
Il diritto naturale tra positivismo e antipositivismo nel pensiero giuridico e politico ottocentesco
| Titolo | Il diritto naturale tra positivismo e antipositivismo nel pensiero giuridico e politico ottocentesco |
| Volume | 6 |
| Curatori | F. Todescan, G. Dioni |
| Collana | Collana della Minerva, 6 |
| Editore | EDIFIR |
| Formato |
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| Pagine | 164 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788892803718 |

