Le tracce sono i veri testimoni "silenti" del crimine. Sono sempre presenti e sono affidabili perché non possono mentire, non si dimenticano, non si confondono, non possono essere sbagliate. Solo l'errore umano nell'individuarle e studiarle può sminuirne il valore. Oggigiorno, il rischio di errori è meno accentuato rispetto al passato. La scena del crimine non è più un bacino di raccolta indifferenziata di tracce, lasciata al caso e all'esperienza dell'investigatore. Le tracce vengono ricercate, interpretate e reperiate con rigore logico, metodo scientifico ed elevata tecnologia, potendo fornire un prezioso contributo alla ricostruzione del fatto. Ma l'errore è sempre possibile. Sta al processo penale e ai suoi protagonisti individuarlo. Tuttavia, il sillogismo "scena-scienza-prova penale" si rivela difficile. Il problema di fondo è che le investigazioni sul locus commissi delicti si sottraggono alle tradizionali regole del procedimento probatorio. Il codice di rito risulta inadeguato ad ospitare i "nuovi" prodotti tecnico-scientifici nelle dinamiche di formazione della prova penale, poco attente alla fase di ricerca della fonte di prova. I rilievi e gli accertamenti non ripetibili sfuggono alle norme e alle categorie concettuali elaborate nel 1988, finendo per proiettare al dibattimento prove precostituite sottratte al contraddittorio, che la difesa non è stata in grado di controllare né bilanciare con le investigazioni difensive.
Manuale delle investigazioni sulla scena del crimine. Norme, tecniche, scienze, logica
Titolo | Manuale delle investigazioni sulla scena del crimine. Norme, tecniche, scienze, logica |
Curatori | Donatella Curtotti, Luigi Saravo |
Argomento | Diritto Diritto di specifiche giurisdizioni |
Collana | Procedure on line |
Editore | Giappichelli |
Formato |
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Pagine | XXVIII-1090 |
Pubblicazione | 10/2013 |
ISBN | 9788834829004 |