C'è un'ironia arguta, quasi un colore di superficie, che attraversa i versi di Rime obbligate. Ma è un colore che non deve ingannare: sotto, le radici di questa scrittura affondano in un terreno erudito, coltivato da secoli di poesia lirica greca e latina. Ernesto Anastasio, al suo debutto poetico, costruisce un dialogo serrato tra classicità e contemporaneo. Fermi a un casello, con dentro la malinconia scanzonata di una generazione - la Generazione X, cresciuta tra disillusione e ironia - i suoi versi si travestono ora in Argo che attende un re lontano, ora in Catullo, ora in un satrapo frustrato che sogna, insieme a noi, un destino più nobile. Non è un'operazione nostalgica né un esercizio erudito fine a se stesso: è un modo per dire, con gli strumenti della classicità, qualcosa che riguarda il presente e la sua stanchezza. La formazione classica dell'autore - liceo classico, poi anni di studio dei lirici latini e greci, da Saffo a Catullo a Kavafis - non è un vezzo citazionista, ma la lente attraverso cui filtra un'esperienza contemporanea di crisi e di attesa.
Rime obbligate
in uscita
| Titolo | Rime obbligate |
| Autore | Ernesto Anastasio |
| Collana | Calligraphia, 3310 |
| Editore | Graphe.it |
| Formato |
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| Pagine | 54 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893722896 |

