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Sangue versato per chi? Il dibattito sul «pro multis»

Sangue versato per chi? Il dibattito sul «pro multis»
Titolo Sangue versato per chi? Il dibattito sul «pro multis»
Autore
Argomento Scienze umane Religione e fede
Collana Giornale di teologia, 369
Editore Queriniana
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 248
Pubblicazione 01/2014
ISBN 9788839908698
 
18,00

 
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Il sangue di Cristo è stato versato per tutti (come fino ad oggi si è detto nella messa), per molti (come chiede Benedetto XVI) oppure per moltitudini? L’interrogativo sul come tradurre oggi l’espressione pro multis implica questioni molteplici. La più decisiva è la destinazione universale della salvezza, di cui l’eucaristia è attualizzazione e annuncio. Ma la risposta deve necessariamente toccare anche l’esegesi, l’inculturazione del messaggio evangelico e la stessa relazione che intercorre tra chiesa e mondo, nell’ottica del Vaticano II. Di fronte alla richiesta romana, che vorrebbe imporre alla chiesa italiana la versione per molti, anche i risvolti liturgico-pastorali non risultano essere meno delicati. Quale sarebbe l’utilità di avere affiancato al latino le lingue parlate come «voce della chiesa» (Paolo VI), per ricorrere a un italiano artificioso e servilmente ricalcato sul latino, alla portata dei soli che sono capaci di decodificarlo? E, soprattutto, che ne è del diritto degli episcopati a predisporre i testi liturgici negli idiomi nazionali? La grandissima maggioranza dei vescovi italiani si è dichiarata contraria a un cambiamento che in altre chiese (in particolare nel mondo anglosassone) è già entrato in vigore.
 
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