Geoffrey Scott, originale figura di poeta e studioso, compone con questo libro una brillante "storia naturale" del pensiero architettonico, per scoprire quanto di vero o di falso esista dietro la riflessione moderna. Pubblicato alla vigilia della Prima Guerra Mondiale e poi riveduto nel 1924, "L'architettura dell'Umanesimo" esprime una tensione estetizzante e un'acuta insofferenza per ogni approccio utilitarista. Per Scott, infatti, ciò che si avverte come "bellezza" non è mai materia di dimostrazione logica, ma si fonda piuttosto sul lavoro inconscio della memoria e affiora semplicemente come "piacere". L'educazione della facoltà creativa consisterà, allora, nell'affinare la sensibilità e ciò avverrà con l'abitudine a contemplare opere che incarnino i valori "umanizzati" di massa, spazio, linea e coerenza. È nella tradizione italiana, dal XV al XVIII secolo, che Scott ritrova tali valori: recuperarli è per lui un tentativo di ravvivare nei lettori il senso del gusto, avvilito dall'eclettismo vittoriano.
L'architettura dell'umanesimo. Contributo alla storia del gusto
| Titolo | L'architettura dell'umanesimo. Contributo alla storia del gusto |
| Autore | Geoffrey Scott |
| Traduttore | Elena Croce |
| Collana | Le Navi, 1 |
| Editore | Castelvecchi |
| Formato |
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| Pagine | 187 |
| Pubblicazione | 08/2014 |
| ISBN | 9788868263270 |

