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Intellettuali. Una débâcle di classe

Intellettuali. Una débâcle di classe
Titolo Intellettuali. Una débâcle di classe
Autore
Argomento Società, scienze sociali e politica Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Collana Agata
Editore Giuliano Ladolfi Editore
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 60
Pubblicazione 01/2014
ISBN 9788866441311
 
10,00

 
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Ordinabile
Il testo propone alcuni interrogativi sulla funzione e sul ruolo dell'intellettuale nell'Italia contemporanea. Che cosa rimane oggi dell'intellettuale universale o intellettuale engagé è probabilmente la più annosa delle questioni; mutazione, souvenir, abdicazione o ancora un'ennesima, onesta dissimulazione? Mirella Serri: "Sono rari in Italia gli scrittori, gli uomini di spettacolo, gli artisti che sono orgogliosi di dimostrare la propria indipendenza." Franco Ferrarotti: "L'intellettuale sviluppa l'arte della sopravvivenza attraverso una duplicità di comportamenti. L'esempio ideale è per me quello del grande poeta Gioacchino Belli: di giorno lavora negli uffici delle censura del Vaticano e di notte scrive sonetti all'acido solforico contro il Papa e i cardinali." Alberto Abruzzese: "Quando tocchi una visibilità da intellettuale, il professionista - medico, ingegnere, imprenditore che sia - si spinge in tal modo oltre la propria stessa professione." Erri De Luca: "Nel caso di intellettuale come sostantivo puro, l'ambito si restringe a singoli individui, indipendentemente dalla professione svolta. Ratzinger è un intellettuale."
 
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