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Gentile e Leibniz. Verso una virtualità dell'atto

Gentile e Leibniz. Verso una virtualità dell'atto
Titolo Gentile e Leibniz. Verso una virtualità dell'atto
Autore
Prefazione
Collana Esperienze filosofiche
Editore Mimesis
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 256
Pubblicazione 06/2018
ISBN 9788857541273
 
22,00

 
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La possibilità di una convergenza tra il pensiero di Leibniz e quello di Gentile è stabilita, nel quadro di una vera e propria renaissance leibniziana in Italia, dall’affermazione gentiliana per cui l’opera del filosofo di Lipsia è interpretabile come una definitiva apertura all’autonomia assoluta del soggetto. Questa indicazione di Gentile pare invitare a comprendere il leibnizianismo non solo come precursore della celebre stagione idealista, ma anche come anticamera speculativa dell’attualismo stesso. Sulla scorta di tale traccia esegetica, si rende evidente in questo studio il tentativo di Gentile di spingere la trascendentalità del suo atto puro in direzione di un esito speculativo evocato, per via gnoseologica, dalla virtualità dei "Nuovi saggi sull’intelletto umano" di Leibniz. Sarà proprio l’assorbimento di questo carattere del leibnizianismo, in vista dell’"Io penso" di matrice kantiana, a consentire a Gentile di lasciarsi alle spalle la potenza e il possibile evocati dalla tradizione filosofica occidentale per render ragione del mondo e della sua libertà. La ricerca di Ilich Molin suggerisce così di considerare come la risemantizzazione gentiliana dello statuto ontologico della virtualità leibniziana – risemantizzazione chiamata a tradurre la dimensione latente dell’atto – apra le porte a un’inedita interpretazione della via imboccata dall’idealismo attuale. La virtualità dell’atto, infatti, custode delle determinazioni che si affacciano al cospetto del soggetto, consente di decifrare l’intima struttura dell’autoctisi gentiliana e di dar voce, autenticamente, al venire alla luce delle cose e del mondo, mantenendo l’intrascendibilità di un atto che, da nulla anticipato, non dipende da alcun presupposto. Prefazione di Davide Spanio.
 
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