L'autore, figlio degli anni '80, cresce in una famiglia operaia dove l'educazione è fatta di silenzi paterni, madri inflessibili e regole non scritte. È un mondo concreto, analogico, spesso ruvido ma solido. Ora, da padre, osserva con occhio critico e affettuoso il modo in cui le nuove generazioni vengono cresciute, immerse nella digitalità, iperprotette, e spesso prive di strumenti emotivi e limiti chiari. Il libro è un memoir che racconta con uno stile diretto, ironico, talvolta lirico la quotidianità di allora: la scuola autoritaria, il rispetto guadagnato con fatica, le domeniche come rituale familiare, l'assenza come forma di presenza. L'intreccio narrativo si sviluppa come un confronto interiore e sociale: da una parte il bambino che è stato, dall'altra il padre che è diventato. Il conflitto principale è duplice: interno (accettare o criticare il modello educativo in cui è cresciuto) ed esterno (il divario generazionale tra modelli educativi). Il lettore ideale è chi è cresciuto tra gli anni '70 e '90, chi oggi è genitore, educatore, o semplicemente chi ha il desiderio di riscoprire il senso dell'educare, ma questo libro parla anche ai giovani di oggi.
Cronache di un'educazione vintage. Quando lo sguardo era umano, non un algoritmo
| Titolo | Cronache di un'educazione vintage. Quando lo sguardo era umano, non un algoritmo |
| Autore | Marco La Iacona |
| Editore | Pathos Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 166 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791255233145 |

