Silvana: Arte e archeologia
Raffaello e l'immagine della natura. La raffigurazione del mondo naturale nelle decorazioni delle Logge vaticane
Libro: Libro rilegato
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 287
Le Logge vaticane - al centro del triplice porticato ideato da Bramante per connettere gli appartamenti papali al resto del complesso edificato - sono considerate fra i lasciti più significativi di Raffaello, nonché il raggiungimento supremo prodotto dall'arte moderna nella stagione chiamata Rinascimento. Ammirate nel corso dei secoli e considerate da generazioni di artisti modello al quale ispirarsi, le Logge raccontano le storie della Bibbia, attraverso cinquantadue scene incastonate in una decorazione a stucco e ad affresco con un tripudio di fiori, di frutta, di uccelli e animali tra i più vari. Il volume propone una nuova lettura del capolavoro ideato da Raffaello, conducendo il lettore proprio dentro la flora e la fauna delle Logge: attraverso il riconoscimento e lo studio di ciascuna delle creature viventi che popolano gli affreschi e del significato simbolico spesso loro sotteso, si intende svelare questo eccezionale repertorio della natura, e insieme mostrare l'originale e complessa articolazione del linguaggio pittorico che in parte si collega allo stile fantastico delle grottesche romane e in parte lo rielabora nel nuovo spirito del Rinascimento.
La collezione della National Gallery
M. Levey
Libro
editore: Silvana
anno edizione: 1993
pagine: 256
Un profilo storico dell'istituzione, dalla sua nascita nel 1824 a oggi. Le schede, in particolare, presentano la scelta di 250 capolavori ordinati secondo le diverse scuole lungo un ideale percorso dell'arte europea dal primo Rinascimento agli inizi del Novecento: dall'eccezionale panorama della pittura italiana (XIII-XVIII secolo) agli altri prestigiosi nuclei di Paesi Bassi, Germania, Fiandre, Olanda, Spagna, Inghilterra, Francia.
Visioni di Calabria nei disegni di Teodoro Brenson
F. Taverniti
Libro
editore: Silvana
anno edizione: 1992
pagine: 152
Visioni anatomiche. Le forme del corpo negli anni del Barocco
A. Carlino, R. Ciardi
Libro: Copertina rigida
editore: Silvana
anno edizione: 2012
pagine: 200
L'età barocca coincide con un'epoca di notevole effervescenza per la storia della medicina, dopo la lunga stagione umanistica e rinascimentale. Caratterizza questo periodo un clima di tensione tra conservazione e innovazione, a partire dal dibattito provocato dalla dimostrazione, dovuta a William Harvey, della circolazione del sangue, fino alle considerazioni di Cartesio sul cervello, sede di un'anima che organizza le sensazioni in funzione della formazione delle idee. Irrompono principi che portano alla spiegazione del corpo umano in termini di macchina composta a sua volta di macchine infinitesimali, e l'anatomia, grazie a siringhe da iniezione e microscopi, opera ormai su singole parti, su singoli organi o su specifici apparati, mezzo per indagare, attraverso la sua frammentazione, i funzionamenti e i meccanismi reconditi del corpo umano. Cercando le intersezioni tra i dati elaborati nelle facoltà mediche e quelli provenienti dalle accademie d'arte, è stato possibile costruire queste "Visioni anatomiche negli anni del Barocco": visioni che stanno alla base del percorso guidato che conduce alla conoscenza del corpo e alla acquisizione delle conoscenze essenziali per mantenerlo in vita e in salute, ma che servono anche di supporto per l'ideazione delle opere d'arte contemporanee, dove il corpo reale, attraverso la disposizione delle membra e le intrecciature "artificiose" delle parti, è sottoposto a moti e mutamenti, a sensazioni...
Gli etruschi e gli scavi in Toscana nel Risorgimento. I lavori della società Colombaria tra il 1858 e il 1866
Stefano Bruni
Libro: Copertina rigida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 216
Per oltre mezzo secolo, dal 1 821 al 1871, Firenze e la Toscana svolsero un ruolo determinante nel processo dell'Unità italiana, dalla formazione della coscienza nazionale alla unificazione territoriale. Alla gloria delle lettere e delle arti deve essere, tuttavia, aggiunto anche il recupero del passato etrusco della regione e, più latamente, della nazione, questione che nell'arco del quindicennio a cavallo dell'Unità non resta relegata al solo, ristretto ambito accademico, ma investe, con tutta la sua forza, la stessa coscienza nazionale, aggregandosi attorno al problema della creazione di un Museo Nazionale Etrusco. Nella prospettiva di cristallizzare l'identità nazionale anche nel nome degli Etruschi, nel 1852 il progetto, vagheggiato da Alessandro François fin dalla metà degli anni trenta, cominciò a prendere corpo in seno al gruppo dei liberali moderati capeggiato da Gino Capponi e nel 1 858, grazie a una sottoscrizione pubblica, a cui contribuirono i più bei nomi dell'intera Toscana e di gran parte d'Italia, iniziò la serie di campagne di scavo che fino al 1 866 si svolsero in molte zone dell'antica Etruria toscana. L'impresa, tenacemente voluta dal Capponi, da Pietro Capei e da Giovan Pietro Vieusseux, portò alla realizzazione del Museo Etrusco di Firenze, in un primo momento previsto, nel quadro delle iniziative tese a trasformare Firenze nella "Atene d'Italia", nell'antico Palagio del Podestà, inaugurato nel 1871 nel Cenacolo di Fuligno, a fianco del Museo Egizio.

