Viella: SENZA COLLANA
Critica del testo. Volume 2
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2019
pagine: 192
"Critica del testo" è una rivista fondata in Italia nel 1998 da Roberto Antonelli, che si presenta come ancorata alle più salde e prestigiose radici della filologia romanza e italiana, ma aperta alle prospettive che la crisi della cultura umanistica e lo sviluppo di nuove proposte metodologiche hanno posto sin dall'inizio del XX secolo, secondo una concezione pluralistica e aperta di "critica" e di "testo".
La chiesa di San Giacomo dall'Orio. Una trama millenaria di arte e fede
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2019
pagine: 268
Sorta forse prima del Mille in un'area adiacente il Canal Grande e ancora ricoperta di zone lacustri che saranno poi velocemente colmate seguendo la rapida espansione della città, la chiesa di San Giacomo dall'Orio ha mantenuto il proprio carattere antico, isolata rispetto agli edifici circostanti. La piccola facciata è tuttora orientata verso il canale mentre le absidi sono rivolte verso il campo che abbraccia l'edificio quasi su tutti i lati: una situazione inusuale nella fitta trama urbana di Venezia. Per secoli il quartiere, oscillante tra la periferia e il centro realtino, è stato abitato da operai e artigiani, in prevalenza impiegati nelle manifatture tessili e capaci di manifestare un'intensa attività devozionale; poche invece le famiglie patrizie. E come un vero e proprio palinsesto, la chiesa è stata sottoposta nei secoli a continui restauri e rifacimenti che restituiscono oggi un complesso armonico, di una bellezza del tutto singolare e riconoscibile. Il volume illustra tutti questi aspetti attraverso nuove ricerche, intrecciando le committenze artistiche con l'ambiente sociale della parrocchia, la sua vita religiosa e il suo contesto urbano.
Popolo e bene comune in Italia fra XIII e XIV secolo
E. Igor Mineo
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2018
pagine: 144
Cos'è il «popolo» in una qualunque città dell'Italia comunale tra XIII e XIV secolo? Un segmento della società, un insieme di associazioni federate, un'istituzione o un complesso di istituzioni? In genere tutte queste cose insieme, ma anche, spesso, la memoria tormentata e confusa di una dimensione unitaria che era andata in pezzi nel corso del XIII secolo, e che, anch'essa, poteva essere detta «popolo». Alla fine del Duecento, nel pieno dell'affermazione della parte «popolare» in alcune città importanti, uno spazio tanto semantico quanto sociale si è definitivamente scomposto, rivelando una nuova pluralità di significati di «popolo», anche in contraddizione fra loro, mentre altri riferimenti alla totalità politica prendono forma, e in particolare una nuova nozione di «bene comune». Proveniente direttamente dal lessico teologico e intensamente evocativo di un'armonia politica contraddetta quotidianamente dall'esperienza del conflitto fra fazioni, e fra milites/magnati e popolo organizzato, il «bene comune» si mostra per quel che è: metafora idealizzata e sfuggente della comunità lacerata, e insieme il suo orizzonte utopico.

