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Abscondita: Carte d'artisti

Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci. Nota e digressione

Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci. Nota e digressione

Paul Valéry

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 125

"È il maestro dei volti, delle anatomie, delle macchine. Sa come nasce un sorriso; e può inserirlo sulla facciata di una casa, o nei meandri di un giardino. Scapiglia e arriccia i filamenti delle acque, le lingue del fuoco. (...) Fa un Cristo, un angelo, un mostro, prendendo ciò che è noto e si trova dappertutto, e inserendolo in un ordine nuovo". Tale per Valéry, la figura di Leonardo come artista. Ma per Valéry, Leonardo è anche una figura della coscienza riflessa, intesa come "il centro di gravità intorno al quale si organizza il sistema del mondo: mondo della natura, degli oggetti, delle sensazioni, dei pensieri, delle astrazioni, degli stimoli". Così, Stefano Agosti nel saggio che accompagna la sua traduzione di questi due scritti di Valéry su Leonardo, rispettivamente del 1894 e del 1919. Ad essi si aggiungono le annotazioni e commenti in margine, redatti dall'autore nel 1930, per una pubblicazione in facsimile dei due testi. Di questa figura emblematica dell'universo mentale di Valéry, il lettore potrà ora conoscere - grazie anche al saggio precitato del curatore - le complesse diramazioni e potenzialità, le creazioni compiute e le possibilità virtuali, con cui Valéry non cessò mai di confrontarsi, lungo l'intero arco della propria speculazione intorno all'attività del pensiero e alle forme dell'arte.
19,00

Piero della Francesca

Piero della Francesca

Roberto Longhi

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 327

"... Qui dunque pare svelarsi l'inclinazione fondamentale di Piero, quella di vedere e rappresentare il mondo come eterno e spiegato spettacolo. In confronto alla condensazione drammatica del mondo di Masaccio dove un manipolo serrato di uomini colmi di energia sembra intavolare le battute essenziali di una vita attiva sopra un palcoscenico serrato fra lume ed ombra, il mondo di Piero si svolge lucido come un drappo colorato che si avvolga di una fatalità più calma, indifferente: l'ora del mattino, il meriggio, la luna piena. Sotto questa perenne protezione ogni fatto si espone con naturale solennità nel vario teatro di architettura, di figure, di monti, di nuvole, di imprese, in una placata evidenza di forme gravi, ma sempre vestite di colore."
32,00

Cahier 1917-1955. Con un omaggio di Brassaï

Cahier 1917-1955. Con un omaggio di Brassaï

Georges Braque

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 146

Gravemente ferito al fronte, trapanato al cranio, costretto a una lunga convalescenza, Braque rinuncia gradatamente all'esercizio della pittura e incomincia, nel 1917, a redigere queste massime fulminanti. Sino all'anno in cui dipingerà "Chaise", soggetto a lui caro e più volte ripreso negli anni successivi, consegna alle pagine del "Cahier" le riflessioni che gli sono state compagne nella solitudine del suo atelier, che forse l'hanno tormentato, su cui forse si è interrogato senza fine prima che si trasformassero in certezze. Pierre Reverdy, in "Note éternelle du présente" ha scritto: "Dunque, gli oggetti, nella forma in cui Braque ha voluto rendermeli sensibili, sono i termini del suo linguaggio ". E all'inizio del Cahier Braque dichiara: "Non basta far vedere quel che si dipinge. Bisogna anche farlo toccare". E per illustrare questa massima disegna una teiera, simile a tutte le teiere che ha dipinto o inciso su pietra. Sembra così far eco alle parole di Reverdy: "La poesia consiste nel creare un oggetto sostitutivo in grado di colmare nel cuore dell'uomo il vuoto prodotto dall'assenza dell'oggetto reale agognato, di tutto il reale agognato ". Nel Cahier ogni aforisma ha forza e significato soprattutto in virtù della magia del disegno. Le parole attraversano le forme, e le forme esaltano la risonanza delle parole.
20,00

Lettere e scritti

Lettere e scritti

Auguste Renoir

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 111

Per un singolare contrappasso, Pierre-Auguste Renoir è noto oggi soprattutto come pittore impressionista, mentre all'impressionismo dedicò solo una parte della sua vita di artista. Della pittura "en plein air" fu, verso il 1863, uno dei fondatori, con Monet e Bazille, ma già alla fine degli anni Settanta considerava quella esperienza esaurita, un vicolo cieco. Dopo di allora continuò a dipingere per altri quarantanni, superando le premesse impressionistiche, anzi negandole, in nome di un classicismo di cui nel nostro secolo è stato uno dei precursori. Basta osservare il suo percorso pittorico per capire come Renoir, per primo, abbia avvertito i limiti della tendenza espressiva che aveva contribuito a creare. Quello che rimane costante, in tutta la sua opera, è un indiretto atto d'accusa nei confronti di quell'intelligenza che non nasce dall'istinto e non si risolve nell'esistere. Per questo dipingeva fiori, prati, bambini e soprattutto donne. Per Renoir non la storia, ma la natura era "magistra vitae". E ogni forma di cultura, o di ragionamento, era per lui un inganno, un decadimento rispetto alla sapienza originaria che non è contenuta nei libri, e che è la sola che conti. Ma non bisogna equivocare. Renoir fu in realtà un pittore-intellettuale incontentabile e inappagato, costantemente insoddisfatto dei suoi esiti. Le sue riflessioni sull'arte e soprattutto le sue lettere, che dal 1865, l'anno delle prime ricerche impressioniste, giungono sino al 1918.
19,00

L'arte del buddhismo

L'arte del buddhismo

Henri Focillon

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 161

"Questo mio lavoro intende mostrare come i diversi popoli asiatici, nella misura in cui accoglievano e assimilavano la filosofia indiana, le idee nate dalla meditazione del Saggio sotto l'albero della Bodhi, gli aneddoti popolari generati dalla più aggraziata e lussureggiante immaginazione, hanno elaborato le forme concrete attraverso cui la religione buddhista doveva tradurre al meglio il loro specifico ideale. Non deve essere considerato un manuale di arte buddhista, ma un saggio sull'estetica di quest'arte, uno studio dei rapporti tra il pensiero religioso e le formule plastiche e tecniche che esso ha talvolta ispirato, talvolta ricevuto dall' esterno e modificato".
21,00

Diari (1898-1918)

Diari (1898-1918)

Paul Klee

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 415

"Nell'aldiqua non mi si può afferrare. Ho la mia dimora tra i morti come tra i non nati. Più vicino del consueto al cuore della creazione, ma non ancora abbatsanza vicino" (Dichiarazione di Klee incisa sulla lastra tombale). Con uno scritto di Elena Pontiggia.
36,00

Scritti, interviste, lettere

Scritti, interviste, lettere

Felice Casorati

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 215

"Il volume raccoglie, per la prima volta, tutti gli scritti di Felice Casorati (Novara 1883 - Torino 1963), uno dei massimi artisti italiani del ventesimo secolo, maestro del Ritorno all'ordine di statura europea. Ai testi teorici, in cui Casorati condensa la sua poetica e discute il concetto stesso di arte, si affiancano in queste pagine conferenze e interviste in cui ricostruisce vivacemente il suo percorso espressivo, le sue esperienze, i suoi amori intellettuali. Completa il volume una serie di toccanti lettere giovanili, comprese in un arco di tempo che va dal 1907 al 1920. Percorse da accenti intimisti e malinconici che si caricano a volte di coloriture crepuscolari, secondo la sensibilità dell'epoca, queste carte ci restituiscono un'immagine dell'artista diversa da quella che contraddistingue la sua maturità, ma radicalmente lontana anche da quella freddezza di cui tante volte è stato accusato. 'I miei candidissimi detrattori' ha scritto Casorati 'amano, nei miei riguardi, parlare di freddezza di cerebralità di astrattezza o che so io: termini tutti che nella loro imprecisione suonano, all'incirca, sinonimi; che equivalgono, cioè, al dire che la mia pittura è staccata dalla vita. [...] L'accusarmi - con questi lumi - di essere freddo o non abbastanza sensuale non è che negarmi una certa limitata forma di sensualità. Chi potrebbe negare la sensualità di Ingres, soltanto perché il suo colore non è quello di Delacroix?'" (Elena Pontiggia)
22,00

Pagine sull'arte

Pagine sull'arte

Gabriele D'Annunzio

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 152

"Il ponte di travi di tavole e di ruote, dove Michelangelo saliva per dipingere la volta della Sistina, mi s'è ricomposto nel sogno. Ho sfiorato il prodigio con le ciglia, ho toccato il prodigio con la mano. 'Questa è una bella materia' fece Francesco Francia palpando la statua di Papa Giulio. E il Buonarroti si sdegnò. L'opera titanica è bella come un'ala di farfalla. Veduta da vicino, in ogni parte e nel tutto ha la perfezione compatta d'un guscio d'ovo, una continuità simile alla politezza d'un dente d'elefante. E una tra le più belle materie del mondo, nata intiera da un cervello maschio come certe gemme virtuose che gli antichi lapidarii credevano generate nel capo di certi animali solinghi. O chiome delle potenti sibille! Sembra che la lentezza dei secoli non basti a formare il pregio d'un sol frammento di questo intonaco; e questo intonaco Michelangelo lo preparava da sé ed era costretto a dipingerlo in un paio d'ore, dopo aver macinato da sé i colori, dopo aver fatto ogni mestiere da sé. Le spatolate sono visibili. Mi commuovono a dentro come se fossero le tracce lasciate da un combattimento vinto a furia di lampi mentali. La volta era scarsamente rischiarata. In qual penosa attitudine il pittore dipingesse si sa dal suo crudo sonetto a Giovanni da Pistoia. Non aveva egli la guida dei cartoni. E con che s'aiutava egli dunque? Ecco questa mano di Domineddio, gigantesca."
21,00

Pellegrinaggi d'arte

Pellegrinaggi d'arte

Bernard Berenson

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 206

"In passato, quando mi ponevo di fronte a un lavoro d'arte, la sua appartenenza a una particolare serie di lavori, a una certa epoca, a una determinata scuola, mi assorbiva in modo così completo ch'esso perdeva per me la propria specificità. Era mia regola costante, allora, cercar di conoscere tutto quello che si sapeva in proposito. Non intendo dire dell'oggetto in questione, bensì del genere al quale apparteneva: cristiano dei primi secoli, bizantino, romanico, gotico e così via. Mi sprofondavo interamente nell'uno o nell'altro di quei grandi capitoli e li vivevo in serie successive. L'individuale, lo specifico lavoro artistico da cui avevo preso le mosse non era che un ago dentro il mucchio di fieno costituito dal suo genere: un ago da scoprire, il giorno che ne avessi avuto voglia, sulla scorta delle indicazioni affidate alla memoria o alla carta. (...) Ora capisco bene di aver perduto gran parte di quanto in passato mi accompagnava come un patrimonio sempre disponibile. Ho perduto memoria di fatti e di nomi, ho perduto moltissimo di quanto costituiva il corredo dottrinale riferentesi a questa o a quell'opera: quasi tutto ho perduto, ma non la prospettiva e la processione del tempo, ossia ciò che costituisce il senso da cui la cultura viene generata." (Bernard Berenson9 Con uno scritto di Emilio Cecchi.
22,00

Concetti fondamentali della storia dell'arte

Concetti fondamentali della storia dell'arte

Heinrich Wölfflin

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 303

"Come orientamento generale, basterà dire quanto segue: i "Concetti fondamentali" sono sorti dalla necessità di offrire una più salda base all'analisi della storia dell'arte; non a un giudizio di valore, dunque, di cui qui non si parla, bensì alla definizione dello stile. A tale scopo è sommamente interessante conoscere la forma rappresentativa dinanzi a cui ci si trova volta per volta (conviene parlare di forme della rappresentazione piuttosto che di forme visive). La forma della rappresentazione visiva non è ovviamente qualcosa di esteriore, ma ha un'importanza determinante anche per il contenuto della rappresentazione, e in questo senso la storia del succedersi dei concetti figurativi è già storia dell'arte. Il modo di vedere o, come preferiamo dire, della rappresentazione visiva, non è sempre e ovunque identico, avendo, come tutto ciò che vive, una sua evoluzione. Vi sono gradi nella rappresentazione visiva di cui lo storico dell'arte deve tener conto. Si parla di modi di vedere arcaici e "immaturi", così come si parla, d'altra parte, di periodi di "arte matura" e di "arte tardiva". (...) Ora, nel presente volume non si vuole offrire un compendio di storia, ma si cerca di stabilire certi criteri di valutazione con cui si possono misurare, con una certa esattezza, i mutamenti storici e i caratteri nazionali."
29,00

Ricostruire e meccanizzare l'universo

Ricostruire e meccanizzare l'universo

Fortunato Depero

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 293

Fortunato Depero (1892-1960) è stato il protagonista dell'arte meccanica che ha caratterizzato il futurismo degli anni venti. La raccolta dei suoi scritti teorici permette di ripercorrere e analizzare le tappe più significative di un itinerario creativo che, investendo la pittura, la scultura, il teatro, l'architettura, le parole in libertà e l'arte pubblicitaria, è stato tra i maggiori contributi formulati dal futurismo per il rinnovamento dell'arte italiana. Giovanni Lista, specialista del futurismo, firma questa riedizione dei testi, procedendo inoltre ad un nuovo esame del particolare metodo di sfigurazione e stilizzazione con cui Depero rielaborava le apparenze fenomeniche della realtà per restituirle in chiave meccanica. Ne riabilita quindi la poetica qualificandola di ludica e felice parentesi di meccanicismo dal sapore illuminista all'interno della modernolatria tecnologica preconizzata dal futurismo marinettiano.
29,00

Aforismi sull'arte

Aforismi sull'arte

Johann H. Füssli

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2012

pagine: 140

Scritti da Johann Heinrich Füssli in un lunghissimo arco di tempo, tra il 1788 e il 1818, gli "Aforismi sulle arti figurative" furono poi seguiti nel 1820 dalla pubblicazione di tre "Lezioni" sullo stesso argomento. Ma sono soprattutto gli Aforismi che possono lasciare sconcertato e stupito il lettore di oggi, essendo molto arduo ritrovare in questi testi l'immagine nota di Füssli, emblema dell'artista romantico e demoniaco, autore del celeberrimo Incubo. Gli aforismi testimoniano, infatti, una severità e un rigore di pensiero insospettabili nell'audacissimo e rivoluzionario pittore, formatosi, lui svizzero di nascita, nell'ambito della cultura tedesca, ma realizzatosi appieno in Inghilterra. In realtà Füssli fu sempre ossessionato dal contrasto tra un introspettivo istinto visionario e un ineludibile principio di costruzione armoniosa della forma. Negli Aforismi questa tormentosa antinomia costituisce una sorta di tema costante sviluppato con una miriade di meditazioni attraverso cui il grande maestro cercò di conferire ordine a una materia in continua trasformazione.
19,00

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