Ares: Sagitta
Io, militare italiano nel conflitto mondiale. Diari di guerra 1943-1945
Enrico Cattaneo, Giuseppe De Carli
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2017
pagine: 300
Il Diario del capitano dei bersaglieri Giuseppe De Carli inizia il 10 luglio 1943, il giorno dello sbarco in Sicilia delle truppe alleate. L’«Operazione Husky» fu colossale: circa 1.400 navi con migliaia di mezzi da sbarco e circa 150mila uomini. Contrariamente a quanto si pensa, sia lo sbarco sia l’avanzata anglo-americana non furono agevoli. Le forze tedesche e i reparti italiani opposero una tenace resistenza, impegnando gli Alleati in duri combattimenti con notevole spargimento di sangue. Questo Diario inedito racconta con cruda verità il dramma di quei giorni, manifesta con impressionante evidenza lo sconvolgimento della coscienza di un capitano dopo l’8 settembre 1943 e, estendendosi il testo sin quasi alla fine della guerra, descrive la difficile condizione dei militari italiani nelle mani degli angloamericani dopo l’Armistizio e la dichiarazione italiana di guerra alla Germania. Enrico Cattaneo è un ragazzo di 19 anni chiamato a portare le armi e spedito in Grecia quando lo Stato fascista aveva già arruolato tutte le classi militari idonee e da ultimo si era visto costretto a richiamare dei ragazzi che non avevano fatto il servizio militare e la cui istruzione fu rabberciata in pochi giorni. Disperso con altri pochi nella lotta coi partigiani greci, spinto dalla fame si consegna a un reparto tedesco. Poi dopo l’otto settembre, rifiutatosi di combattere con loro come militare dell’esercito fascista della Repubblica di Salò, viene fatto prigioniero e deportato in Russia ove attraversa vicende di ogni genere fino a che, miracolosamente, riesce a tornare a casa. L’Introduzione è di Edoardo Bressan, storico, professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Macerata. La Presentazione del Diario di Enrico Cattaneo è di Luigi Trezzi, storico economico, professore ordinario presso l’Università degli studi di Milano Bicocca. Le Note storiche sono di Paolo De Carli, giurista pubblicista, professore ordinario presso l’Università degli studi di Milano.
Omosessualità & speranza nell'esperienza di uno psicologo
Gerard Van den Aardweg
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2017
pagine: 192
Siamo tutti bisessuali? E omosessuali si nasce, o si diventa? Mentre la propaganda omosessuale recepita dai mass media insiste col dire che l’omosessualità è una insindacabile scelta culturale, uno psicologo olandese con anni di esperienza clinica sostiene, invece, che l’omosessualità ha radici psichiche non irreformabili che vanno attentamente valutate. E tali da offrire per gli omosessuali infelici che lo desiderano una possibilità di cambiamento.
Per l'umano & per l'eterno. Il dialogo con don Giussani continua
Gianfranco Amato, Gabriele Mangiarotti
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2016
pagine: 128
Di fronte alla grave crisi personale e sociale che attanaglia il tempo presente, due amici, discepoli di mons. Luigi Giussani, rendono pubblico il loro dialogo sull'uomo e sul bene comune che continua, anche oltre la morte, quotidianamente, col Fondatore del Movimento di CL, attraverso i suoi scritti e, grazie alla preghiera, nella comunione dei santi. Un testo che, nel suggerire un metodo per discernere la realtà e vivificarla, ripropone con speciale evidenza l'identikit del cristiano, uomo nel mondo ma non di questo mondo. Così gli spunti qui offerti si fanno invito ad approfondire l'intera opera di Giussani a cui puntualmente si riferiscono, per imparare, come lui, a pensare, amare e agire nella presenza di Cristo a ogni livello dell'esistenza, ogni istante della propria vita.
Gli anni spezzati. Il commissario Luigi Calabresi, medaglia d'oro
Luciano Garibaldi
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2013
pagine: 208
"Garibaldi seguì negli anni la vicenda Calabresi con passione civile e rigore di cronista, ne fece una battaglia di principio e di verità storica. Anche grazie a testimonianze come la sua, a Calabresi fu data dal presidente Ciampi, con trentadue anni di ritardo, la medaglia d'oro al valor civile. Un riconoscimento postumo, assai postumo, che si insinuava come una piccola parentesi nel fiume di parole, interventi, pressioni per la grazia a Sofri e Bompressi. Nell'immaginario collettivo del Paese, i martiri erano diventati loro, non Calabresi. La vicenda Calabresi resta una ferita profonda nella storia civile ma anche culturale del nostro Paese. Non possiamo dimenticare che si mobilitarono contro di lui, in un famigerato manifesto, i quattro quinti della cultura e dell'intellighentia italiana. Ottocento firmatari, l'intero establishment culturale, accademico, editoriale e giornalistico italiano, tuttora in auge, si schierarono contro di lui, lo squalificarono, lo delegittimarono. Garibaldi ripercorre in modo appassionato e incalzante, attento ai dettagli e alle sfumature, la vicenda Calabresi, preceduta dal caso Pinelli - che Garibaldi tratta col rispetto che merita - e dal caso Valpreda, con rimandi alla vicenda Tortora e al sequestro Sossi, per poi tuffarsi in quel tunnel misterioso delle stragi senza volto e senza mandante che restano come un macigno sulla coscienza civile e nella memoria divisa del nostro Paese". (Dalla Prefazione di Marcello Veneziani)
Gli anni spezzati. Il giudice. Nella prigione delle BR
Mario Sossi, Luciano Garibaldi
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2013
pagine: 256
Per 35 giorni in balia di due fantasmi incappucciati di cui si ignora tutto tranne la fredda determinazione: pronti a uccidere. Fu questa la condizione in cui visse, da giovedì 18 aprile a giovedì 23 maggio 1974, prigioniero delle Brigate Rosse, il giudice Mario Sossi. Quattro anni dopo, egli ricostruì nei minimi particolari, con l'aiuto dell'amico e giornalista-storico Luciano Garibaldi, la sua allucinante avventura. Lo fece con spietata sincerità, prima di tutto verso sé stesso, per tener fede a un impegno preso tacitamente durante quegli interminabili giorni nel "carcere del popolo": spiegare agli italiani, soprattutto ai giovani, quale spaventosa ideologia di morte si nascondesse dietro l'utopia rivoluzionaria. E lo fece sebbene non mancasse chi lo sconsigliava, data la sua condizione di "condannato a morte in libertà provvisoria", ribadita dai capi brigatisti il 22 maggio 1978 nell'aula di giustizia di Torino dove venivano processati. Da questa sua testimonianza è tratta la fiction televisiva "Gli anni spezzati. Il giudice", prodotta dalla Albatross Entertainment e diretta dal regista e sceneggiatore Graziano Diana, Premio Acqui Storia 2013 "La storia in Tv". Ma il libro che, edizione dopo edizione, si impone come un classico degli "anni di piombo", è anche una storia d'amore, l'amore di un uomo per la propria moglie, di una donna per il proprio marito. È la cronaca commovente di un dialogo a distanza tra il giudice Sossi e sua moglie Grazia...
Antidizionario dell'Occidente. Stili di vita nella tarda modernità
Gianfranco Morra
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2010
Attraverso ottantasette voci, da Agnello a Voto, Gianfranco Morra svolge un corredo di riflessioni, tra antropologia e sociologia, che illuminano la condizione attuale dell'uomo occidentale, immerso in un contesto politico-culturale dove evidenti sono i segni di decadenza. Se in Europa invertebrata (Ares, 2006) Morra aveva denunciato limiti e insufficienze della costruzione politica europea, in questo saggio interpreta le trasformazioni avvenute nel costume e nell'etica dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri. Le voci qui accolte fotografano infatti i valori prevalenti nel nostro Paese, assai simili a quelli degli altri Paesi occidentali. È giudizio comune che l'Occidente, nel secolo appena trascorso, sia cambiato più che nei due millenni precedenti, e che i fondamenti della civiltà occidentale si siano oggi indeboliti al punto da produrre crisi di identità e paralisi della solidarietà. Questi valori costituiscono lo sfondo dell'Antidizionario, il riferimento a un lascito del passato indebolito e dimenticato, ma non ancora estinto. In un presente nel quale prevalgono l'eclissi della ragione, lo sfascio morale, la morte del diritto e l'assenza di Dio; e nel quale tuttavia non è difficile scorgere nostalgie di senso e attese di un recupero nel futuro. Non si tratta dunque di un "dizionario", ma di un "antidizionario", che intende cogliere gli aspetti più evidenti dell'antioccidentalismo dell'Occidente.
L'eskimo in redazione. Quando le Brigate Rosse erano «sedicenti»
Michele Brambilla
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2010
pagine: 264
Se si leggono le ricostruzioni che storici e giornalisti fanno degli anni di piombo, sembra che i brigatisti rossi e i loro stretti parenti siano sempre stati considerati dei folli, isolati da tutto il resto del Paese. Sembra che il progetto di una società comunista, da realizzare attraverso una rivoluzione, sia stata una pazza idea nelle menti di pochi. Ma non andò così. Per una decina d'anni, diciamo dal 1968 in poi, l'estremismo di sinistra poté godere della benevolenza, del consenso, e a volte della complicità della maggior parte dei giornali e del mondo della cultura ufficiale. Ci volle il cadavere di Moro fatto trovare a metà strada fra le sedi della Dc e del Pci per interrompere una mistificazione che i mass media conducevano dal tempo della scoperta dei primi covi delle Brigate Rosse. Per dieci anni gli italiani furono ingannati dai nove decimi della stampa nazionale, che chiamò "sedicenti" le Brigate Rosse e nascose e negò qualsiasi episodio di violenza e di estrema sinistra. Perché accadde tutto questo? Molti giornalisti agirono per fede politica. Ma molti altri, più semplicemente, si accodarono seguendo il vento, che in quel momento sembrava portare a un immancabile trionfo del marxismo. Così, legioni di cronisti "borghesi" si misero l'eskimo, confermando una vecchia battuta di Leo Longanesi, e cioè che lo stemma al centro della bandiera italiana dovrebbe essere la scritta: "Ho famiglia".
Il Jihad e la Crociata
Marco Meschini
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2007
pagine: 160
12 settembre 2006: Benedetto XVI tiene una Lectio Magistralis all'Università di Ratisbone e... apriti cielo. Le parole del pontefice scatenano una ridda di proteste, minacce e violenze da un capo all'altro del mondo, non solo negli ambienti musulmani, ma anche tra molti esponenti del mondo occidentale. Già al tempo della discussione tra Manuele II Paleologo e il dotto Persiano (XV) si imponeva il problema del "jihad", la guerra santa musulmana. Ma che cos'è il jihad? E che cosa furono le Crociate, spesso semplicisticamente paragonate al jihad come espressioni speulari? Con piglio polemico, fondato su una rigorose ricostruzione storica, il libro fa chiarezza di questi temi fra storia e attualità.
Fare la verità nella carità. Da J. Ratzinger a Benedetto XVI
Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), Giuseppe De Carli
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2005
pagine: 96
Inchiostro rosso. Le vere veline dell'era Berlusconi
Massimo Pandolfi, Riccardo Fantini
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2004
pagine: 400
Una ricerca statistica, realizzata in sei mesi di monitoraggio dei giornali, dei lanci di agenzia, dei programmi radiotelevisivi e del dibattito parlamentare, allo scopo di provocare un'ampia riflessione sui tempi, i luoghi e le modalità dell'informazione politica in Italia. La politica - e di conseguenza l'informazione che ne dà conto - ha come fine il bene comune e si concretizza in un'azione di convergenza al vero di due o più parti che la pensano diversamente verso il massimo bene attuabile condiviso. Un volume che "difende" Berlusconi, in quanto bersaglio di una "demonizzazione" tipica della stampa italiana, ma che più in generale rivendica che tutte le parti politiche ritornino a confrontarsi sui programmi e la loro realizzazione.
Roma dolce casa. Il nostro viaggio verso il cattolicesimo
Scott Hahn, Kimberly Hahn
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2001
pagine: 240
La storia della conversone al cattolicesimo di un ministro protestante e di sua moglie. Perché "quando si cerca sinceramente il Padre si finisce per ritornare a casa" come nota il card. Tettamanzi nella Presentazione.

