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Bollati Boringhieri: Nuova cultura

Le grandi civiltà del Sahara antico

Le grandi civiltà del Sahara antico

Fabrizio Mori

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2000

pagine: 349

77,47 €

Viaggio in Italia

Viaggio in Italia

François de Sade

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 1996

pagine: 422-LXXVI

Il viaggio in Italia del marchese de Sade si svolse nel 1775-76. E' descritto rapidamente l'itinerario che lo porta dal castello di La Coste, in Provenza, in Italia, ma l'autore si sofferma dettagliatamente su Firenze, Roma (e dintorni), Napoli (e dintorni). Il testo del "Viaggio in Italia" è prevalentemente descrittivo di luoghi, monumenti, opere d'arte. Ma non mancano le osservazioni di costume: la corruzione a Firenze, la prostituzione infantile a Napoli, una curiosa versione del martirio di sant'Agnese a Roma... Le illustrazioni sono tutte dovute al pittore Jean-Baptiste Tierce, e si tratta di disegni, sanguigne, "gouaches" eseguiti su richiesta del marchese, mentre i due viaggiavano insieme.
61,97 €

Metodo e prassi nella storia dell'arte

Metodo e prassi nella storia dell'arte

Otto Pächt

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 1994

pagine: XVI-152

La questione non è quella di porsi il problema del metodo come fine a se stesso, né di delineare una ricerca sui fondamenti, ma di approfondire alcuni aspetti pratici relativi al mestiere degli storici dell'arte. E' quindi necessario individuare gli strumenti e i metodi più adeguati per affinare i propri organi di ricezione, se è vero che questi strumenti e metodi non si possono dedurre in astratto ma solo sul terreno concreto dell'empiria. Questo terreno non può che essere quello storico, che rispetto ai procedimenti psicologici o sociologici ha il vantaggio di poter verificare le sue affermazioni: il tentativo di vedere la singola opera in prospettiva storica è il tentativo di liberarla dal suo isolamento, perciò all'arbitrio dell'interpretazione soggettiva.
20,66 €

Nascita di una religione. Le origini del cristianesimo

Nascita di una religione. Le origini del cristianesimo

Ugo Bonanate

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 1994

pagine: 216

La figura di Gesù, il carattere delle più antiche comunità cristiane, l'invenzione della Chiesa: i primi due secoli della storia del Cristianesimo sono ripercorsi attraverso le fonti neotestamentarie e gli studi più aggiornati. Un laico, docente di filosofia, affronta questioni di eccezionale rilievo in modo semplice. Il punto di partenza è la constatazione che la conoscenza che si ha in Italia dei fatti religiosi è quasi inesistente anche tra gli stessi cattolici a cui manca tradizionalmente la consuetudine diretta con la Bibbia.
20,66 €

La comunità, la morte, l'Occidente

La comunità, la morte, l'Occidente

Domenico Losurdo

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 1991

pagine: 252-VIII

25,00 €

Teorie etiche contemporanee

Teorie etiche contemporanee

Carlo A. Viano

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 1990

pagine: 276

23,00 €

Venezia e il ghetto. Cinquecento anni del «recinto degli ebrei»

Venezia e il ghetto. Cinquecento anni del «recinto degli ebrei»

Donatella Calabi

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2016

pagine: 216

Cinquecento anni fa, il 29 marzo 1516, il Senato della Serenissima Repubblica di Venezia deliberò che gli ebrei di diverse contrade cittadine si trasferissero "uniti" (cioè tutti) nella corte di case site in Ghetto, presso San Girolamo. Nasceva così il primo "recinto degli ebrei". Si trattava in origine del "geto de rame", il luogo in cui venivano riversati ("gettati") gli scarti della lavorazione delle fonderie presenti nella zona. Nel corso dei secoli, e su tutti i continenti, questa parola veneziana sarebbe presto diventata sinonimo di segregazione. Nato come misura di confinamento, il Ghetto diviene in breve un luogo effervescente e cosmopolita, che accoglie gli ebrei provenienti dai luoghi più diversi, oltre a rappresentare uno dei centri di commercio fondamentali della Repubblica veneziana. La struttura architettonica delle sue case, inusuale per Venezia - con i suoi caseggiati stranamente sviluppati in altezza per far posto al numero crescente di abitanti confinati nel luogo -, si intreccia alla vicenda storica del luogo, decisamente centrale per l'Italia e per l'Europa. Qui sorgono i banchi di pegno dai quali passerà buona parte del prestito di denaro della potenza lagunare, ma nel Ghetto non mancano le professioni liberali e la cultura, che fanno di Venezia una delle capitali indiscusse del mondo ebraico e non solo.
18,00 €

Trattato di psicoanalisi

Trattato di psicoanalisi

Cesare L. Musatti

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2015

pagine: XXV-428

Manuale esemplare su cui si sono formate intere generazioni di analisti, uomini di cultura e studenti, il "Trattato di psicoanalisi" dì Cesare L. Musatti, qui riproposto, è ancora oggi l'esposizione più approfondita ed esauriente - arricchita di casi clinici - della dottrina freudiana. Nelle sei parti in cui è diviso (Le origini della psicoanalisi; La teoria psicoanalitica del sogno; Le disfunzioni momentanee della vita comune; I prodotti della fantasia e le raffigurazioni dell'arte; La dottrina degli istinti; La struttura della personalità umana), ogni caposaldo è sapientemente illustrato. Musatti, grande analista lui stesso e direttore delle Opere di Freud, condivide con il fondatore della psicoanalisi anche una prosa di assoluta limpidezza. È capace di alta e scrupolosissima divulgazione, ma senza ossequi ortodossi: non rinuncia mai alla propria indipendenza di giudizio, segnalando gli aspetti che lo lasciano "dubbioso e perplesso" o gli sembrano "bisognosi di chiarimenti, di integrazioni o di revisioni", nella consapevolezza che in ogni caso "per oltrepassare Freud bisogna passare attraverso Freud".
43,00 €

Lettere di prigiornieri di guerra italiani 1915-1918

Lettere di prigiornieri di guerra italiani 1915-1918

Leo Spitzer

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2014

pagine: XXXIII-345

Durante la Grande Guerra accadde qualcosa di cui gli assalti, le trincee, la prigionia e l'onnipresenza della morte furono la micidiale occasione, ma che ebbe natura tanto incruenta quanto dirimente: l'italiano popolare passò dall'oralità dialettale alla scrittura. La lontananza da casa fece sì che una quantità enorme di corrispondenza intercorresse tra i soldati e i loro familiari, mogli, fidanzate e amici. Lettere e cartoline di persone semplici, poco istruite, testimoniavano con grafia incerta e balbettii stilistici del confronto in atto tra il dialetto e la parola scritta, e dei suoi effetti ibridanti e contorsivi su lessico e sintassi. Della rivoluzione linguistica maturata tra formule convenzionali di saluto ed emozioni universali difficili da esprimere, tentativi maldestri di criptare passaggi delicati e improvvisi abbandoni a guizzi di spirito, si accorse per primo un giovane filologo austriaco che lavorava per il fronte nemico. Leo Spitzer, la cui futura grandezza di studioso si annunciò proprio allora, era un funzionario dell'Ufficio di censura militare di Vienna addetto al flusso postale di prigionieri sia appartenenti al Regno d'Italia sia italofoni imperialregi, come trentini, friulani o istriani. Osservatorio privilegiato per chi, come lui, preferiva di gran lunga "penetrare nella biologia della lingua" piuttosto che respirare "il tanfo polveroso di una scienza squallida", che avrebbe contribuito a svecchiare.
20,00 €

La galleria interiore dell'ingegnere

La galleria interiore dell'ingegnere

Manuela Marchesini

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2014

pagine: 192

Il giorno del funerale di Carlo Emilio Gadda, un piccolo gruppo di amici, tra i quali Pietro Citati, Gianfranco Contini e i suoi due editori, Giulio Einaudi e Livio Garzanti, imbucò qualche moneta nella gettoniera a tempo per illuminare il ciclo caravaggesco di san Matteo, conservato a Roma nella Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi. Un omaggio che l'autore della "Cognizione del dolore" senz'altro avrebbe apprezzato. Nei suoi anni romani Gadda non mancava, infatti, una quasi quotidiana visita alla Cappella dove poteva ammirare, gigantesco, immobile, e muto, il suo amatissimo idolo lombardo, punto di arrivo di un'"idolatria" che lo scrittore coltivava dagli anni venti, quando già affermava che la contemplazione delle opere di Caravaggio era capace di procurargli una "vera ebbrezza mista di gratitudine". Ma la predilezione gaddiana per le arti figurative non si esaurisce a Caravaggio: Raffaello, Michelangelo, Tiziano sono gli indicatori di una polarità figurativa, gli estremi di una galleria interiore che struttura da cima a fondo la sua opera, dalle prime prove del Racconto italiano fino al Pasticciaccio. Manuela Marchesini esplora una zona poco conosciuta e piena di sorprese dell'opera di Gadda. Ragionare della sua "galleria figurativa" significa d'altronde addentrarsi nel gioco di specchi caratteristico del modo di procedere nell'elaborazione della sua prosa.
15,00 €

Cinque meditazioni sulla morte ovvero sulla vita

Cinque meditazioni sulla morte ovvero sulla vita

François Cheng

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2014

pagine: 128

"La vita genera la vita, senza fine": recita così l'antichissima massima cinese che Francois Cheng ha calligrafato sulla copertina del libro. In quei caratteri che "tuonano come colpi di cembalo" una sapienza plurimillenaria ci trasmette intatto il senso del nostro essere qui e ora. Noi viventi ci aggiriamo nell'indissolubile reame di vita e morte, ma l'unico modo per dire pienamente sì alla vita è lasciare che la morte si riveli come la nostra dimensione più segreta e personale, il nostro bene più prezioso. Con un rovesciamento prospettico che toglie ogni cupezza e temibilità al mistero dei misteri, Cheng fa traboccare di vita le grandi questioni religiose, metafisiche e morali, dal creato alla bellezza alla presenza del male. Gli basta sfiorare le tradizioni di Oriente e Occidente, cedendo spesso la parola ai poeti e in ultimo, quasi un canto mormorato, a se stesso, al proprio pensiero poetante. Nessuna magniloquenza viene a turbare questa maniera affabile di intrattenere degli amici. Nel tono di Cheng, lontano migrante cinese diventato accademico di Francia, riconosciamo l'universale vitalità dell'appello francescano a "nostra sorella morte".
15,00 €

L'invenzione dell'Italia moderna. Leopardi, Manzoni e altre imprese ideali prima dell'Unità

L'invenzione dell'Italia moderna. Leopardi, Manzoni e altre imprese ideali prima dell'Unità

Giulio Bollati

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2014

pagine: XIX-211

Alle grandi imprese sconfitte si rende onore soltanto se non le si celebra con il riguardo sepolcrale che le condannerebbe per sempre alla giacitura. Ciò che è irrealizzato attenta ancora – giudice silenzioso delle sorti che gli hanno voltato le spalle – all'ordine che invano cercò di scuotere e ricreare. Ma le sue ragioni perdute si impennano e scaldano gli animi a patto che qualcuno le tragga fuori dai recinti degli specialismi o dei clichés storiografici. Per questo la vicenda dell'Italia preunitaria e il lascito che ci ha trasmesso trovano in Giulio Bollati, editore e studioso, uno degli interpreti più congeniali. L'editore sensibile al minimo sintomo di convergenza tra saperi scientifici e umanistici procede al passo con l'italianista, a cui si deve l'anamnesi acutissima ed empatica del progetto di modernità che tra fine Settecento e metà Ottocento, in un vortice di idealità spesso dissonanti, cercò di aggiornare l'antica, esclusiva primazia italiana nelle lettere e nelle arti, aprendola alla società in mutamento. Spogliata degli orpelli risorgimentisti, sottratta all'abuso della retorica posteriore, la coppia di aggettivi morale e civile mostra qui una pregnanza quasi eversiva, che ambisce a cambiare il corso delle cose. Eversore e oltraggioso, agli occhi dei contemporanei, è il Leopardi antologista della Crestomazia, che da cinque secoli di prosa italiana «stacca» e «straccia» di furia brani inusitati, insidiando la maestà del Trecento a profitto dell'ingegnoso Galileo. Altrettanto radicale della ripugnanza leopardiana verso i sentimenti maneggevoli con cui liberali e moderati intendono plasmare la materia che si chiamerà Stato unitario è l'esonero dall'azione attorno al quale si arrovella il Manzoni tragediografo. Due posizioni affratellate nella marginalità. A quell'altezza tuttavia i veri soccombenti hanno già un volto, che la scrittura elegante di Bollati profila vividamente: gli illuministi lombardi, un gruppo di aristocratici fautori di una nuova validazione delle virtù nobiliari attraverso il perseguimento dell'utile pubblico. L'insuccesso della loro esortazione a rinunciare a «ogni idea di ceto», giacché «il ceto d'un uomo dabbene è il genere umano», non smette di ripercuotersi sull'oggi, dominato da caste che neppure il conte Verri avrebbe immaginato.
22,00 €

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