Bollati Boringhieri: Saggi.Storia, filosofia e scienze sociali
L'individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale
Elena Pulcini
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2001
pagine: 230
L'altra Africa. Tra dono e mercato
Serge Latouche
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2000
pagine: 240
Lo sviluppo dell'economia italiana. Dalla ricostruzione alla moneta europea
Augusto Graziani
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2000
pagine: 304
Hutu-tutsi. Alle radici del genocidio rwandese
Michela Fusaschi
Libro: Libro rilegato
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2000
pagine: 187
Il lavoro propone una ricerca delle ragioni profonde del conflitto che ha sconvolto il piccolo paese africano, analizzandone le premesse storico-antropologiche. L'autrice intraprende una completa rilettura della vasta letteratura etnografica e sociologica sul Rwanda, affrontando in particolare la revisione critica dei concetti di etnia e conflitto etnico impiegati indiscriminatamente quali categorie.
Manuale di sopravvivenza
Giorgio Cesarano
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2000
pagine: 214
Nodo centrale della riflessione di Cesarano è "il carattere 'finito' dell'economia politica". La conquista materiale del pianeta da parte sistema capitalistico come suo universo-politico ha evidenziato la scadenza ultimativa delle contraddizioni insite nel suo modo di prodursi, in quanto l'oggetto della sua produzione, il mondo, ha assunto ormai un carattere fittizio e antinaturale.
La cultura dell'harem. Erotismo e sessualità nel Magreb
Malek Chebel
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2000
pagine: 203
Con un approccio che coniuga antropologia, etnografia e psicoanalisi, l'autore indaga i fantasmi che popolano l'universo erotico maghrebino maschile e femminile: quelli maschili dalla voracità sessuale e quelli femminili che rinviano alle figure della lacerazione. Viene così sollevato il velo sull'aspetto più segreto della vita di società come quelle maghrebine ancora soggette alle leggi dell'islam mentre non sfuggono agli assalti della modernità.
Wittgenstein su regole e linguaggio privato
Saul Kripke
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2000
pagine: 152
Nel paragrafo 201 delle Ricerche filosofiche Wittgenstein dice: «Il nostro paradosso era questo: una regola non può determinare alcun modo d'agire, poiché qualsiasi modo d'agire può essere messo d'accordo con la regola». Da tale paradosso, che costituisce forse il punto centrale delle Ricerche, ha origine una nuova forma di scetticismo, paragonabile solo allo scetticismo classico di Hume e ricco d'insospettate conseguenze per la filosofia della matematica, della logica e della psicologia. In questo saggio, straordinario per la concisa lucidità e la forza delle argomentazioni, Saul Kripke percorre in una prospettiva assolutamente originale il testo wittgensteiniano e propone una «soluzione scettica» del paradosso. Un esempio singolare di un confronto teoretico-filologico tra due grandi pensatori del nostro tempo.
Il sistema mafia. Dall'economia-mondo al dominio locale
Fabio Armao
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 1999
pagine: 290
Mafia è uno dei pochissimi lemmi italiani che troverebbe spazio in un ipotetico dizionario della lingua (parlata) universale. Associato ancora adesso a manifestazioni tipiche del nostro Mezzogiorno, esso definisce tuttavia un fenomeno che ha origine in contesti sociali apparentemente molto diversi tra loro - anche Cina, Giappone, Russia - e che travalica i limiti, già per altro assai vasti, della criminalità. La mafia è un vero e proprio sistema di potere che si sviluppa al confine tra lecito e illecito, mescolando elementi propri dell'agire politico-sociale e dell'agire economico.
Sull'identità meridionale. Forme di una cultura mediterranea
Mario Alcaro
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 1999
pagine: 152
La realtà del Sud è sicuramente dolorosa, ma per fortuna non è fatta solo di criminalità mafiosa, lavoro nero e disoccupazione: accanto a queste piaghe su cui insiste unicamente un sistema d'informazione pigro e interessato, nel Sud è dato rinvenire consuetudini, modi di sentire e valori in cui rivive la grande tradizione culturale del Mediterraneo. In questo libro se ne segnalano alcuni: la cultura del dono, il senso di ospitalità e l'attaccamento alle "appartenenze" comunitarie; l'intenso rapporto con la natura che trova una espressione esemplare in alcuni esponenti della tradizione filosofica meridionale; la dominanza nella mentalità del Sud dell'"archetipo materno" (e delle sue "umane" manifestazioni) che potrebbe valere come antidoto ai modelli esasperatamente competitivi oggi dominanti; la complessa ideologia della morte, il culto della memoria e il permanente bisogno di un dialogo con i defunti. Queste le tematiche con cui l'autore rivolge un esplicito invito alle comunità meridionali: riconsiderare e ritrovare la propria identità collocando la riscoperta delle proprie tradizioni nell'orizzonte culturale della postmodernità.
Nome e necessità
Saul Kripke
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 1999
pagine: 176
Le tappe principali nella storia della filosofia e della scienza sono state sempre segnate da un nuovo modo di intendere le nozioni fondamentali di "necessità", possibilità", "essenza", "verità analitica". Questo breve libro, dovuto a uno dei maggiori logici e filosofi contemporanei, rappresenta una svolta del genere. Kripke vi espone senza alcun tecnicismo le idee che hanno guidato le sue ricerche logiche o che queste gli hanno suggerito. Ne emerge una metafisica molto diversa da quella corrente, di stampo empiristico. Kripke riprende la distinzione aristotelica, a lungo rifiutata, tra proprietà essenziali e proprietà accidentali; critica gran parte delle teorie di Frege e Russell sul linguaggio e sul modo in cui i nomi si riferiscono alle cose; riesamina le concezioni di Kant, e sottopone a una critica serrata il materialismo come teoria della mente. Per la forza delle sue argomentazioni, il libro costituisce una di quelle opere con cui ogni cultore di studi filosofici è chiamato a misurarsi.
E il Signore parlò a Mosè. Come la Bibbia divenne sacra
Michael L. Satlow
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 455
La Bibbia non è nata già fatta. Né l'Antico né il Nuovo Testamento hanno avuto una storia anche solo vagamente lineare. In effetti, tutta la vicenda di come la Bibbia è giunta a essere il testo che noi oggi conosciamo - fissato nel canone ebraico e in quello cristiano - è molto più affascinante di quanto ci si potrebbe aspettare. Quella che narra Michael Satlow è dunque la storia altamente romanzesca di un certo numero di testi, scritti in periodi storici differenti, da persone differenti, in lingue differenti e per scopi differenti, che per una serie di contingenze storiche alla fine sono diventati il primo libro dell'umanità. In maniera inaspettata e unica, questi testi dopo secoli di dibattiti e di intricate vicende, e dopo essere rimasti dormienti e impolverati negli archivi di un tempio periferico del Medio Oriente - sono stati infine riconosciuti come vera "parola di Dio" da ebrei e cristiani. Ma questo è avvenuto solo molto tempo dopo: almeno mille anni dopo le prime composizioni. I protagonisti di questa epopea sono molti e spesso oscuri e anonimi; ci sono gli scribi, i traduttori, gli stranieri e le guerre, i sacerdoti, i re e i profeti, i babilonesi, gli assiri, gli egizi, i greci e i romani. Finché, per motivi sostanzialmente politici, il partito dei sadducei decise di dare alle parole rinvenute nel Tempio di Gerusalemme un valore di legge, coinvolgendo in questo anche il neonato movimento cristiano, fino ad allora pressoché inconsapevole dell'esistenza delle Scritture.
Vita quotidiana. Dall'esperienza artistica al pensiero in atto
Enrica Lisciani-Petrini
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 261
La tradizione filosofica ha sempre registrato una singolare incapacità a confrontarsi con l'esperienza del quotidiano. Fatalmente attratta dalla sfera dell'eccezionale, dell'eroico, dell'autentico, essa, nelle sue linee portanti, è sembrata perdere i contatti con quella dimensione in cui pure siamo inevitabilmente coinvolti. Così, rimossa o sublimata dai protocolli autoreferenziali del pensiero, la vita quotidiana ne è rimasta a lungo esclusa. L'intenzione prima di questo libro è rompere tale interdetto, riportando la sfera del quotidiano al cuore della riflessione contemporanea. Consapevole della difficoltà del proprio tentativo – nulla ci sfugge più di quanto è da sempre sotto i nostri occhi –, Enrica Lisciani-Petrini adotta una strategia di aggiramento singolarmente felice. Anziché partire dal piano del discorso filosofico, perviene ad esso attraverso i linguaggi dell'arte, della letteratura, della psicoanalisi, del cinema, della musica, della moda, direttamente affacciati sul flusso della vita di ogni giorno. La vertigine mortale di Büchner/Berg o le scene di strada di Brecht, la sonorità dissonante di Schönberg o le note sconvolte del jazz, l'epica metropolitana di Döblin, l'irrisolta enigmaticità di Schnitzler/Kubrick o l'inautenticità sussurrante di Bergman, la fotografia struccata di Evans o l'«angelo qualsiasi» di Klee, oltre a costituire le tessere analitiche di questo straordinario mosaico lessicale, rimettono in tensione produttiva quotidianità e pensiero. A partire da qui vengono alla luce segmenti della riflessione novecentesca, a volte celati o contraddetti dai loro stessi autori, che penetrano la grana impersonale della quotidianità, senza per questo scioglierne l'enigma. La riflessione heideggeriana degli anni venti sulla vita fattizia, le illuminazioni di Benjamin sugli oggetti d'arte, le diagnosi di Lukács sulla vita alienata o i ritratti di Foucault degli uomini senza gloria aprono interrogativi cui la filosofia oggi è sempre più urgentemente chiamata a rispondere.

