Castelvecchi: Filosofia e pensiero critico
Mente e habitus. Fondamenti filosofici e approdi cognitivi della teoria della pratica di Bourdieu
Miriam Aiello
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2022
pagine: 248
Sebbene abbia a lungo accompagnato la riflessione filosofica sul comportamento umano, è nel pensiero di Pierre Bourdieu che il concetto di habitus ha ritrovato centralità e nuovi significati teorici. Esso designa una struttura pratico-cognitiva acquisita – attraverso le esperienze sociali, l’appartenenza di classe e le origini familiari – che agisce come principio generatore delle azioni. In questo studio il concetto di habitus viene esplorato da un’angolazione inedita: quella della concezione del mentale che vi è implicita. Questa ricostruzione filosoficamente orientata della teoria della pratica contribuisce sia a una più accurata comprensione dell’impianto teorico-sociale di Bourdieu, sia alla filosofia contemporanea interessata ai temi dell’azione, della conoscenza e della soggettività.
Napoli capitale dei lumi. Scienza, economia e politica
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2022
pagine: 202
Nel Settecento la città di Napoli, come Parigi, Londra, Edimburgo, partecipò, con il variegato e fecondo contributo dei suoi intellettuali, filosofi ed economisti, al dibattito europeo per la costruzione della Modernità. Il pensiero illuminista stava cambiando i paradigmi del vivere civile e ogni collettività cittadina generava, dal proprio spazio culturale e sociale, un nuovo progetto di futuro. La scuola illuminista meridionale ebbe il merito di una visione originale e incredibilmente attuale, proponendo un modello economico solidale che perseguisse, tra i suoi obiettivi, il raggiungimento del benessere e della felicità del popolo. Con i contributi di Antonio Coratti, Dionysis G. Drosos, Paolo Quintili, Valentina Sperotto.
Le libertà in ostaggio. Mappe di mediazione interculturale tra storia, politica e diritto
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2021
pagine: 128
Le migrazioni ridefiniscono il senso della storia. Con intensità diverse, ma in qualsiasi epoca, non solo nell’età contemporanea. E lo fanno agendo a tutti i livelli (individuale, di gruppo, nazionale, internazionale) e sotto molteplici aspetti (culturale, sociale, giuridico, antropologico, economico). “Le libertà in ostaggio” propone un percorso di approfondimento del fenomeno migratorio in età contemporanea, attraverso due sezioni, una storica e una giuridica, che si intrecciano illustrando le nuove domande di cittadinanza provenienti dalle soggettività non autoctone che si muovono nello spazio pubblico del presente. Tracciare nuove mappe di libertà, ponendo al centro dell’indagine il significato storico-politologico delle migrazioni e le sue argomentazioni giuridiche – declinate in senso interculturale –, significa riorientare il lettore e l’operatore sociale lungo un tragitto sempre in trasformazione e intriso di problematiche, ma pure contrassegnato da rinnovate opportunità. Con i contributi di Domenico Bilotti, Luca Castagna, Donato Di Sanzo, Gianfranco Macrì, Stefano Montesano, Paolo Naso.
Ritorno a Francoforte. Le avventure della nuova teoria critica
Giorgio Fazio
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2021
pagine: 416
Negli ultimi decenni molti filosofi hanno lavorato a un “ritorno” alla Teoria Critica della Scuola di Francoforte, nell’intento di riattualizzare il programma che negli anni Trenta fu di Horkheimer, Adorno e Marcuse. In un poderoso sforzo di ricostruzione, Giorgio Fazio racconta l’evoluzione di temi e approcci nel corso delle tre generazioni che si sono succedute dopo l’esaurimento della prima Scuola di Francoforte, con particolare attenzione agli itinerari di ricerca di Jürgen Habermas, Axel Honneth, Nancy Fraser, Wolfgang Streeck, Rahel Jaeggi e Hartmut Rosa. Si scopre così una tradizione di pensiero molto fertile, capace di offrire strumenti indispensabili a un programma di teoria critica della società, in un tempo in cui non poche delle premesse teoriche e delle aspettative politiche presenti ai suoi esordi sono crollate: oggi più che mai urge elaborare una diagnosi delle patologie che affliggono le società contemporanee e promuovere efficaci e radicali percorsi di emancipazione.
Disobbedire alla pena. Studio su resistenza e ingiustizia in riferimento a Francisco Suárez (1548-1617)
Domenico Bilotti
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2021
pagine: 216
Cosa si intende per “diritto di resistenza”? Quali sono la sua origine e la sua attualità? Espressione più lucida di un dibattito risalente alla canonistica italiana dell’XI secolo, è il giurista iberico Francisco Suárez ad aver posto per primo il tema di una disobbedienza orientata secundum principia iuris, avviando un lungimirante discorso sulle possibilità del diritto di resistenza e la conseguente irrogabilità delle pene. Domenico Bilotti ha ricostruito con sapienza questo sforzo teoretico, che trae la propria linfa dalle migliori acquisizioni della scienza canonistica, del diritto pubblico ed ecclesiastico e della filosofia politica. Prefazione di Gianfranco Macrì.
Clistene l'ateniese. Sulla rappresentazione dello spazio e del tempo in Grecia dalla fine del VI secolo alla morte di Platone
Pierre Lévêque, Pierre Vidal-Naquet
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2020
pagine: 191
Unanimemente riconosciuto come un classico della letteratura sulla storia greca, “Clistene l’ateniese” viene finalmente tradotto in italiano. I due autori, tra gli storici più autorevoli del Novecento, offrono una ricostruzione accurata del progetto politico, sociale e culturale della riforma di Clistene, opera che segna un profondo ripensamento delle istituzioni ateniesi e un’inedita trasformazione del tempo e dello spazio in senso civico. La travagliata storia del riformatore che anticipa l’introduzione della democrazia ad Atene si accompagna all’affascinante percorso che tratteggia l’evoluzione del pensiero sulla polis dai primi filosofi ionici a Platone. Prefazione di Francesco Fronterotta.
Popolo, nazione ed esclusi. Tra mito e concetto
Giovanni Magrì
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2020
pagine: 143
Questo libro ripercorre la storia dei termini “popolo” e “nazione”, scandendola in tre momenti (Il popolo della res publica, Il popolo dello Stato, Lo Stato diventa nazione), e giunge con metodo critico-razionale alla conclusione che “popolo” è un concetto strumentale del discorso giuridico-politico, mentre “nazione” è una costruzione mitologico-politica. Fermarsi qui, tuttavia, significherebbe consegnare alla psicologia delle masse e alle sue derive irrazionalistiche troppe pagine importanti della storia e considerare impraticabile un’analisi razionale dei nazionalismi e dei populismi. Giovanni Magrì quindi riprende alcune aperture verso conclusioni ulteriori (tra cui il bisogno di protezione dalle disuguaglianze della globalizzazione, l’identità linguistica come luogo di costruzione di prospettive di senso su un mondo comune) e mette alla prova le posizioni teoriche del testo applicandole al tema della responsabilità collettiva dei popoli. Postfazione di Alessio Lo Giudice.
Tre saggi su Rousseau. Proprietà, volontà generale, politica
Mario Reale
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2019
pagine: 159
In "L’idea di proprietà in Rousseau", il saggio più lungo e generale di quelli che formano questo libro, si esaminano i diversi significati della proprietà nelle opere rousseauiane. Se nell’Émile viene avanzata una proposta del tutto positiva della proprietà fondata, con Locke, sul lavoro, nel Discorso sull’ineguaglianza già si affianca a questa concezione la dura condanna della grande proprietà che genera forti asimmetrie sociali. Fino al Contratto questo doppio registro rimane al fondo delle molte e interessanti prospettive che Rousseau avanza circa la proprietà. In Rousseau, Diderot e la volontà generale sono messi a tema i rapporti, allora amichevoli, tra i due autori, e si propone un concetto della volontà generale rousseauiana che si chiarisce proprio nella critica al direttore dell’Enciclopedia. Nell’ultimo saggio, infine, si studia il complesso e difficile rapporto tra le due più grandi opere filosofico-politiche di Rousseau: il "Discorso sull’ineguaglianza" e il "Contratto sociale". Postfazione di Stefano Petrucciani.
Critica come prassi sociale. Autocomprensione sociale...
Robin Celikates
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
Critica come prassi sociale è un tentativo di ripensare la tradizione della teoria critica, accusata troppo spesso di paternalismo. Sulla base di quale diritto l'intellettuale critico pretende di indicare la via di uscita ai dominati, agli oppressi? Confrontandosi con Pierre Bourdieu e Luc Boltanski, oltre che con la psicanalisi, Robin Celikates elabora una nuova idea di teoria critica come pratica sociale che non presuppone una posizione privilegiata di conoscenza, ma accoglie le istanze degli agenti sociali senza identificarsi con essi. Solo un approccio allo stesso tempo non paternalistico, pragmatico e dialogico potrà realizzare il potenziale emancipatorio della teoria critica della Scuola di Francoforte.

