Cesati: Strumenti di letteratura italiana
Pasolini e Zanzotto: due poeti per il terzo millennio
Alberto Russo Previtali
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 134
Negli ultimi decenni Pasolini e Zanzotto sono venuti ad occupare un posto sempre più centrale e rilevante nella storia della poesia. Ma la loro presenza è animata da una forza che oltrepassa l'orizzonte propriamente letterario, facendo risuonare le loro voci nel pieno dei dibattiti decisivi del XXI secolo. La loro critica e la loro resistenza ai mutamenti che sono all'origine del mondo attuale si rivelano oggi come delle anticipazioni e delle testimonianze. A un secolo dalla loro nascita, questi poeti si presentano sempre più accomunati nella difesa di alcuni valori fondamentali dell'umano. Il saggio propone una ricostruzione delle convergenze tra questi due itinerari poetici, cercando di penetrare nei loro rapporti profondi, ma tentando soprattutto, attraverso gli strumenti della critica e dell'analisi testuale, di fare emergere il loro insegnamento, il sapere poetico che hanno lasciato in eredità agli uomini del terzo millennio.
Come sono fatti questi romanzi? Le forme della narrativa italiana di oggi
Maurizio Dardano
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 196
Il saggio si compone di due parti: la prima tratta del pubblico dei lettori e di problemi riguardanti lo studio della narrativa contemporanea; la seconda analizza gli aspetti formali di sedici romanzi pubblicati negli anni 2013-2020 dai seguenti autori: Albinati, Ballestra, Carofiglio, Covacich, Di Paolo, Durastanti, Janeczek, Parrella, Pecoraro, Piccolo, Rapino, Saviano, Scurati, Trevi. La scelta è caduta su opere che: i) presentano aspetti della società di oggi o momenti della nostra storia del Novecento; ii) sono una testimonianza delle tendenze vive nella narrativa (non solo italiana) del nostro tempo; iii) riflettono, nella lingua e nello stile, tendenze dell'italiano di oggi. L'analisi si sofferma sui caratteri della testualità, della sintassi del periodo e dello stile, ma riguarda anche la tecnica del dialogo, l'intreccio, la costruzione delle scene e dei personaggi. In un capitolo finale si esamina la possibilità di leggere la narrativa contemporanea nella scuola.
Tra Ungaretti e Valéry. Indagini intertestuali e relazioni interdiscorsive
Marilena Ceccarelli
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 216
Il volume propone uno studio di ricezione sulla lettura ungarettiana dell'opera di Paul Valéry, la cui influenza emerge soprattutto nel capitale passaggio che dall'Allegria conduce al Sentimento del Tempo, accompagnandone l'evoluzione almeno fino alla Terra Promessa. Sullo sfondo del dibattito critico entro cui risulta inscriversi la ricezione italiana dell'opera di Paul Valéry nella prima metà del Novecento, l'analisi segue il filo rosso dell'inflessione autoreferenziale della pagina critica ungarettiana che agisce come sistema complementare all'esercizio della poesia. Muovendo da un approccio interdiscorsivo, nella considerazione del versante saggistico quale indispensabile corredo alla produzione in versi, si giunge per questa via a considerare una prospettiva più strettamente intertestuale tra l'opera del poeta di Alessandria e quella del maître d'oltralpe, utile alla definizione di alcuni nuclei tematici chiave del discorso poetico ungarettiano.
Interlinee. Studi comparati e oltre
Hydeyuki Doi
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 206
Le sedici tracce raccolte in questo volume rispecchiano la plurilinearità del percorso decennale compiuto dal loro autore che, formatosi da italianista tra il Giappone e l’Italia, era fatalmente “condannato” a sondare non un contenuto per volta ma più di uno allo stesso tempo. Ad emergere da tale percorso sono piuttosto alcune “interlinee”, qui intese non tanto come sfumature, ma come sovrapposizioni e iati interpretativi (ciò che in giapponese si definirebbe gyōkan). Si affiancano, al di là dell’intento strutturale, scritti su temi di italianistica e di comparatistica, che aspirano a porsi come riflessioni artistiche e storico-sociologiche sulle modernità italiana e giapponese. Tali scritti, è bene chiarirlo, non sono da ritenersi il risultato complessivo di un progetto a lungo termine, bensì costituiscono per lo più lavori – su commissione o in circostanze non prive di casualità – realizzati con il fine di essere presentati in vari paesi, dall’Italia al Giappone, dall’Argentina all’Inghilterra. Finalmente raccolti in questa sede danno forma a quattro sezioni: Altre avanguardie; Pasolini tradotto e riletto; Lettere italiane nella modernità giapponese; Giappone, un’Italia allo specchio. Con la prima si cerca di ridisegnare la costellazione artistico-letteraria originatasi dai fervori futuristi e avanguardisti degli anni Dieci, senza fare ricorso a predefiniti centri di gravità, bensì prendendo in esame alcuni nomi “minori” con il fine di gettare uno sguardo critico di più ampio respiro alla modernità tout court; e a seguire una sezione monografica dedicata al primo e all’ultimo periodo di un poeta contemporaneo, troppe volte incorniciato in un’univoca figura schematica confusa tra vita e opera, che nel presente lavoro si cerca di esporre a possibilità di rilettura (e di traduzione) finora mai esperite. La seconda metà del libro, invece, mette costantemente a paragone le due nazioni, giovani e antiche, le loro civiltà letterarie parallele, le coscienze dei popoli moderni tormentati in un esperimento mai risolutivo di comparatistica.
Celati '70. Regressione fabulazione maschere del sottosuolo
Giacomo Micheletti
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 120
Quattro romanzi, quattro voci monologanti: in altrettanti capitoli (e un “preludio”) Giacomo Micheletti ripercorre per intero la prima produzione di Gianni Celati, quella che dal “pararomanzo” di Comiche (1971), passando per Le avventure di Guizzardi (1973) e La banda dei sospiri (1976), approda alla “fiaba di formazione” di Lunario del paradiso (1978), e che presenta caratteri per più aspetti irriducibili alle successive narrazioni. Muovendo da una ricognizione intorno ai concetti di regressione e fabulazione, decisivi nell’elaborazione della poetica celatiana (da cui la scelta di intitolare ogni capitolo in omaggio al personaggio-maschera al centro delle singole opere, giusta la concezione “medianica” della pratica narrativa sviluppata dall’autore), il discorso critico incrocia riferimenti al contesto storico-letterario (e culturale in senso lato), affondi di natura stilistica e ipotesi intertestuali, indugiando in particolare sull’influsso esercitato sui singoli romanzi dalle coeve traduzioni da L.-F. Céline, firmate a quattro mani con l’amico Lino Gabellone.
Una teologia della frustrazione. L'opera letteraria di Walter Siti
Silvia Cucchi
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 192
Romanziere, critico letterario, saggista, poeta mancato: Walter Siti è una delle figure intellettuali più significative del panorama letterario italiano degli ultimi trent'anni. Da Scuola di nudo a La natura è innocente, la sua scrittura dà voce alle ambivalenze e alle derive dell'Occidente contemporaneo, raccontate attraverso una moltitudine di personaggi animati da ossessioni e conflitti irrisolti. Tutta la sua produzione è dominata da una tensione oppositiva tra immanenza e trascendenza, tra finito e infinito, tra realtà ordinaria e desiderio di Assoluto, costantemente frustrato e incarnato da feticci del sacro, primo fra tutti il culturista. La chiave di lettura adottata per interpretare la scrittura di Siti è il dualismo, che caratterizza la sua opera a più livelli e che ha un'origine gnostica. Nel libro si analizzano le diverse manifestazioni tematiche, stilistiche e strutturali di questa opposizione costitutiva, determinanti per definire il concetto di realismo, inteso come una retorica capace di riprodurre e rielaborare artisticamente la ricerca nella realtà dell'«orma vuota di Dio».
Prospettive letterarie sulla migrazione nel romanzo italiano contemporaneo
Alessandra Giro
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 152
Come interpretare le migrazioni italiane nel XXI secolo? Le scienze politiche, la storia, la sociologia e l'antropologia affrontano l'argomento da vari punti di vista con modalità molto diverse tra loro, senza giungere a una definizione di "migrante" universalmente riconosciuta; d'altro canto, le rappresentazioni mediatiche si rivalgono del lessico della migrazione per creare scenari stereotipati delle persone in movimento. Analizzando gli immaginari fittizi ma verosimili che gravitano attorno alle parole "migrare", "straniero", "profugo", "esodo", "trasferimento" e "integrazione" in quattordici romanzi italiani degli anni Duemila, il volume intende mettere in luce i diversi significati di cui si fa portavoce il lessico della migrazione e al contempo interrogarsi su di una parola che, rappresentando gli spostamenti umani, include una percezione del mondo tanto individuale quanto collettiva e globale.
Decostruzioni dell'Homo Italicus nella poesia italiana del Novecento. (Pascoli, Gozzano, Campana, Gobetti, Montale e il secondo Novecento)
Carla Chiummo
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 156
La riflessione sullo strappo nella poesia del Novecento rispetto ai canoni più tradizionali e vincenti dell'Homo Italicus, come potremmo chiamare il prototipo letterario e culturale dell'Italiano sedimentatosi nei secoli, emerge sin dal titolo del volume. Fondamentale, nel rompere quel canone, è il Gobetti lettore di poesia e critico implacabile degli aspetti più inquietanti e reazionari dell'«autobiografia della nazione». Proprio il dialogo di Montale con Gobetti e Papini fa da cerniera tra primo e secondo Novecento, riflettendo su «ciò che siamo» e ancor più «non siamo». A precederlo alcuni dei suoi padri nobili: Pascoli, Gozzano e Campana; a seguirlo, le voci maggiormente rappresentative del genere poetico di contestazione più radicale: quella forma invettivale quanto mai viva nel secondo Novecento e oltre. Tra le peculiarità di questo volume di Carla Chiummo spicca la scelta di un taglio "militante" e insieme attento - come è proprio della metodologia della studiosa - alle caratteristiche stilistiche, linguistiche e intertestuali degli autori qui attraversati.
«Da dove piovono le immagini?». La parola e l'immagine nelle Cosmicomiche di Italo Calvino
Marina Pagano
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 194
Immergendosi per la prima volta nella lettura delle storie del fumettistico Qfwfq, scritte da Italo Calvino fra il 1963 e il 1984, si ha l'impressione che le parole prendano forma d'immagini, fluide e plastiche nel loro scorrere nella mente. Perché? Questo è stato il punto di partenza che ha destato l'interesse sul rapporto parola-immagine nei racconti cosmicomici: alla ricerca di uno strumento che potesse essere allo stesso tempo cognitivo, linguistico e stilistico, la trattazione approfondisce la vasta teoria sulla metaforologia per giungere ad una densa interpretazione dei testi, riportandoli, in ultima battuta, al confronto con alcune illustrazioni, ad oggi non ancora raccolte in volume, che accompagnarono diversi racconti nella loro prima uscita su quotidiani e riviste. Un viaggio ultragalattico che cerca di spiegare il legame fra il dato scientifico e l'immaginazione visuale nelle cosmicomiche, segno di una rinascita creativa per l'autore nella seconda metà degli anni Sessanta. Il volume è stato insignito dal Ministero austriaco dell'Istruzione, della ricerca e della scienza del premio Award of Excellence 2020, in qualità di una delle quaranta migliori tesi di dottorato del 2020 scritte e pubblicate nell'intera Austria.
Insolite e ignote. Drigo, Brin, Bonanni: scritture femminili negli snodi del Novecento
Antonio Rosario Daniele
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2020
pagine: 240
Il volume è dedicato a quel lato nascosto della narrativa e della scrittura femminile del Novecento italiano che merita di essere portato alla luce, non solo per ragioni di riscatto sociale. Vi sono motivi letterariamente intesi, per una collocazione ai crocevia del secolo XX che non appaia solo la "riserva indiana" per scritture minori. Paola Drigo dal regionalismo veneto merita di avere voce in quella narrativa d'inizio secolo scorso che va dallo smarcamento dell'ipoteca verista e della scrittura d'appendice a forme di realismo autentico, impiantate sul femminismo e sull'esame del mutamento delle funzioni e sul ruolo domestico della donna, dietro la spinta di nuovi agenti culturali. Un contributo importante, talvolta ambiguo, alle dispute femministe negli anni Trenta è anche quello di Irene Brin: animatrice di dibattiti sul garbo donnesco e di imprese artistiche, Brin fu prima ancora il primo grande esempio al femminile di giornalismo, di critica e di narrativa colta negli anni di cambiamenti di rilievo nel romanzo, al campo sociale e professionale. Infine Laudomia Bonanni, a cui una vicenda personale di riservatezza ha impedito il riconoscimento di un indubbio talento narrativo. Da un contesto ambientale non agevole, Bonanni ha riflettuto con raro effetto artistico novità anche radicali nel nostro romanzo tra anni Cinquanta e Sessanta, ponendosi ad osservatorio critico fuori dalle facili etichette delle scritture femminili dell'epoca.
Sullo scrittoio di Verga. «Eros» e l'officina del romanzo
Margherita De Blasi
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2020
pagine: 125
Il volume tratta degli anni milanesi di Giovanni Verga, con particolare riguardo al periodo della stesura di "Eros", romanzo a cui Verga avrebbe voluto affidare la sua fama, in un momento in cui iniziava a riflettere sui temi che sarebbero stati alla base dell'impegno verista. Per il giovane Verga, l'incontro con Milano rappresentò l'occasione per entrare in contatto con la moderna narrativa europea e con la nuova imprenditoria editoriale. L'ambizione dell'autore era quella di diventare uno scrittore e di vivere del proprio lavoro letterario. Seguendo la composizione di "Eros" - con l'ausilio di osservazioni filologiche basate sui manoscritti d'autore - si ripercorrono i temi centrali nei primi anni milanesi di Verga, tenendo presente il rapporto con il romanzo di Manzoni e con la successiva produzione verista. L'osservazione delle varianti d'autore si configura pertanto come il primo passo per analizzare la costruzione di "Eros", anche sulla prospettiva della futura produzione verghiana.
L'Odissea di Ulisse nella cultura italiana. Un insolito pellegrinaggio in sette tappe
Brigitte Urbani
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2020
pagine: 313
Una vera e propria odissea, quella di Ulisse nella cultura italiana... Oggi, di tutti gli eroi antichi Ulisse è forse il più amato, e particolarmente in Italia. Invece è ben lungi dall'essere stato sempre popolare. La sua vicenda italiana, a giudicare dalle numerose riscritture di cui fu oggetto, è caotica, intervallata da periodi d'ombra. Solo col secolo XX risorge alla luce. Questo libro propone un percorso sulle tracce di Ulisse nei vari secoli della cultura italiana, un pellegrinaggio che porta il lettore dal mondo antico alle soglie del Duemila, in cui le tradizionali Sette Chiese hanno la forma di sette tappe (i sette capitoli del libro). Mette in rilievo le opere che in passato lo celebrarono, ma anche rivela, tramite tanti testi ormai dimenticati, la forma di penitenza nella quale fu mantenuto, e soprattutto la fosca figura che di lui propose il teatro. Parallelamente esamina le possibili ragioni dell'occultazione o dell'incredibile deprezzamento di cui per secoli Ulisse fu vittima, ma anche i motivi, altrettanto inauditi, della sua riabilitazione alla fine dell'Ottocento. Mettendo in rilievo il ruolo di primo ordine giocato dall'Italia nella storia europea di Ulisse, questo percorso conduce il lettore nei vari settori della cultura, in compagnia di autori del passato, sia maggiori (Dante, Petrarca, Boccaccio, Monteverdi, Foscolo...) che minori (innumerevoli), fino a quelli del Novecento e dopo.

