Donzelli: Saggi. Storia e scienze sociali
I due ladroni e i quattro re. Storie oltre il Medioevo
Massimo Oldoni
Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 224
I protagonisti di questo libro sono come sei personaggi «in cerca d’autore» sul palcoscenico della Storia. Sono i Tre Re sapienti venuti da lontano e giunti a Betlemme seguendo una stella. E sono i due Ladroni, crocefissi alla sinistra e alla destra di Gesù, ultimi a parlargli. E c’è un quarto re fantasma, che si fa chiamare Prete e manda al mondo una Lettera gentile e minacciosa: sulle sue terre sconfinate nessuno ha più potere di lui. Sono le figure fuggevoli di una condizione umana che supera i limiti temporali degli eventi e celebra gli atti del Bene o le stirpi di Caino. Il viaggio sulle loro tracce va al di là del Mediterraneo, attraversa popoli e paesi verso la Terrasanta, dall’Eura¬sia all’Africa e al Medio ed Estremo Oriente, mentre le voci, le tradizioni orali e i racconti popolari descrivono un mutevole universo. Ebraismo, Cristianesimo e Islam misurano l’immenso orizzonte di deserti, regioni e distanze mai percorse prima. Questo brulicare di presenze, comunità, linguaggi e abitudini perenni trasmette emozioni che giungono fino ai tempi nostri. Dalla Galilea di Erode e Ponzio Pilato si arriva all’Europa di Goethe, Kafka, Pirandello e Beckett, fino alle strade di Mosca raccontate da Bulgakov. E sempre la domanda ritorna: è bastata la nascita del bambino di Betlemme a cambiare il mondo? Occidente e Oriente se lo chiedono ancora. E se lo chiede la letteratura fra Vangeli, antichi testi, Apocrifi, opere medievali e Libro dei Tre Re, qui tradotto integralmente. Le genti di perdute città, i nomadi delle steppe dell’Asia centrale mandano notizie di sconosciute realtà fra paure, speranze e misteri. Così, ogni anno, i Tre Re si mettono in viaggio per il più antico pellegrinaggio del tempo nuovo. Ogni anno la Lettera del Prete re provoca e ammalia i nemici e, ogni anno, i due Ladroni, crocefissi con Gesù, muoiono insieme a lui, ripetendo il dramma della sofferenza umana o l’ansia incessante per la salvezza. I sei personaggi mettono in discussione i temi del Bene e del Male. Sono attori sempre in scena: la loro storia sta fissata in una realtà che ancora oggi, più di duemila anni dopo, riguarda tutti.
Governare il clima. Strategie per un mondo incerto
Charles F. Sabel, David G. Victor
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 256
La politica climatica è fallita. Nei vertici sul clima, spesso egemonizzati dalle lobby delle energie fossili, l’attendismo imperversa. Come assicurare una transizione che coniughi contrasto al surriscaldamento globale, sviluppo economico e giustizia sociale? In questo libro pioneristico, Charles Sabel e David Victor sostengono che è necessario affiancare ai grandi accordi che hanno caratterizzato le esperienze di Parigi e Kyoto una specifica architettura dei processi decisionali di governance tra imprese, Stato, corpi intermedi e cittadini. L’obiettivo è facilitare la ricerca di frontiera e creare così nuovi mercati, nuovi prodotti e processi, e dare forma a coalizioni di innovatori che traggano beneficio dalle innovazioni necessarie per affrontare la transizione ecologica. Il cambiamento tecnologico «che serve» per la lotta al cambiamento climatico, scrivono Sabel e Victor, dipende dalla capacità di tenere insieme le soluzioni pregresse che forniscono certezze con quelle nuove e incerte in un’unica strategia di innovazione. A partire da queste premesse, il libro descrive in modo operativo quella che gli autori chiamano «governance sperimentalista», che sfugge alla dicotomia oziosa fra centralizzazione e decentramento e grazie alla quale sempre più imprese in tutto il mondo saranno spinte a prendersi il rischio di innovare. Compito delle istituzioni è di dare vita a nuovi standard coerenti con le aspirazioni delle persone, specie delle più vulnerabili e nei luoghi marginalizzati. Il libro, che si apre con il resoconto del «viaggio in Italia» dove Charles Sabel ha incontrato imprese, rappresentanti della politica e degli interessi organizzati, è un’esortazione e una speranza per chi ancora crede che il declino economico e lo sguardo miope della politica non siano un destino inevitabile, ma qualcosa da superare in modo rapido ed efficace.
L'altra scuola. L'educazione popolare tra apprendimento e riscatto sociale
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 256
Nelle nostre città vivono e operano realtà speciali che danno supporto, creano connessioni, spesso con iniziative capaci di richiamare un’intera comunità. Sono le scuole popolari, quelle «esperienze di educazione non formale» che solitamente mettono radici nei quartieri più a rischio e che negli ultimi anni sono tornate a rifiorire, con strutture e modalità eterogenee, tali da costituire un universo multiforme, non sempre di facile inquadramento. Dall’intento di esplorare questo mondo nasce il volume, frutto di un progetto di ricerca dell’Università Roma Tre: attraverso un’indagine sul campo, tramite le testimonianze degli educatori e dei ragazzi, queste pagine sondano in profondità il fenomeno, interrogando le spinte ideali e le finalità di chi anima queste realtà, le motivazioni di chi vi partecipa, le pratiche educative, il rapporto con le istituzioni. Il focus è Roma – vero e proprio laboratorio per la ricchezza delle scuole e un fermento civico particolare – ma lo sguardo si allarga ad altri luoghi: Palermo e Napoli, Bologna e Torino, e anche l’America Latina. Esperienze diversissime, e tuttavia con un’unica anima: legate al territorio in cui agiscono, sono un presidio di democrazia, partecipazione e coesione sociale. Se la spinta iniziale è spesso quella di supplire alle lacune della scuola formale, lungo il percorso le scuole popolari maturano una postura critica verso l’intera società, connettendo la pratica educativa con l’agire politico; si fanno spazi di militanza e di stimolo nei confronti dell’ingessato sistema educativo, spesso adottando metodologie e prassi innovative. È questa la strada maestra per contrastare una società ancora divisa tra oppressori e oppressi e proporre un’educazione che non si limiti a riflettere il presente ma lo trasformi, che non blindi le diseguaglianze ma le abbatta, che non si accontenti di adoperarsi in un «semplice» doposcuola ma aspiri a formare persone, futuri cittadini e cittadine partecipi e riflessivi. Prefazione di Massimiliano Fiorucci.
Dis-union Jack. Immigrazione, minoranze etniche e razzismo in Inghilterra (1945-90)
Simone Duranti
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 306
L’Inghilterra del secondo dopoguerra, bisognosa di manodopera, ha favorito l’immigrazione dall’Europa e dal suo vastissimo mondo coloniale. I governi, pur con gradazioni diverse fra conservatori e laburisti, hanno presto stimolato e sfruttato a fini elettorali l’inquietudine della popolazione bianca per la presenza delle minoranze etniche «visibili». L’ostilità dipendeva dall’impreparazione culturale verso la diversità, dalla memoria dell’impero e dal cambio di prospettiva di un paese che cominciava a guardare più alla Cee che al Commonwealth. Il volume ricostruisce il cambiamento delle politiche migratorie dal 1948, la limitazione dei diritti, il razzismo nei sindacati e nei partiti politici al fine di ridurre l’immigrazione e far convivere la società maggioritaria con la minoranza di origine coloniale. Lo studio si conclude coi governi Thatcher, quando venne riformulato il concetto di cittadinanza (con l’abbandono dello ius soli) e aumentò la discriminazione verso i discendenti dei migranti del New Commonwealth: elementi che ebbero un ruolo decisivo nell’esplosione della violenza di strada nei principali centri urbani del paese. Tramite il dibattito storiografico e sociologico sulle Race Relations (fra razza, genere e classe), la documentazione delle forze politiche e delle associazioni per la difesa dei diritti civili, viene ricostruito il rapporto fra la bianchezza e i cittadini di origine ex coloniale, dimostrando che i problemi dibattuti per decenni in una società sempre più mista sono simili a quelli che osserviamo oggi anche in Italia. Dall’esempio dell’Inghilterra del secolo scorso si possono cogliere spunti utili a orientare il dibattito attuale sul razzismo, l’immigrazione, l’integrazione delle minoranze, la crisi del multiculturalismo e le sfide del presente multietnico.
Pane quotidiano. L'invisibile mercato mondiale del grano tra XIX e XX secolo
Carlo Fumian
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 216
Quando e come il grano, per millenni merce scarsa, deperibile e difficile da conservare e trasportare, è diventato una commodity scambiata in immense quantità, prevalentemente da pochissimi, «faustiani», giganti mondiali? A partire da uno sguardo sui complessi e angusti mercati di ancien régime, dove gli scambi erano convulsi, frammentati, opachi, soggetti al rischio costante del clima, delle guerre e dell’arbitrarietà dei governi e soprattutto a corta portata, questo libro ripercorre l’imponente ma sottostimata «Rivoluzione commerciale» che da metà Ottocento ha fatto del grano una merce improvvisamente «facile» da trasportare e negoziare su scala planetaria. È infatti a ridosso del mercato del grano che nascono sia le prime grandi multinazionali moderne sia il mercato dei derivati finanziari: quei contratti future, divenuti negli ultimi decenni protagonisti della scena finanziaria mondiale, ma nati come assicurazione contro l’oscillazione dei prezzi del grano nella Chicago di metà Ottocento. Nel delineare le «vie del grano» apertesi tra Otto e Novecento, a ridosso della messa a coltura di interi continenti, incontreremo i riservatissimi attori di questo inedito mercato mondiale, dominato da una vera «passione per la segretezza»: attraverso di loro si potranno ripercorrere i meccanismi e le tappe fondamentali dell’evoluzione di un mercato strategico per la sopravvivenza dell’umanità. Scoprendo che il grano ti porta dove vuole: nelle cucine di campagna e nei giganteschi stabilimenti molitori di Minneapolis, nelle aule parlamentari e nelle nuove borse merci ad esso dedicate, nelle foschie dei conflitti geopolitici e negli intrighi dello spionaggio industriale, nella letteratura e nelle guerre alla pirateria, nei codici criptati della telegrafia intercontinentale e nella rivoluzione oceanografica.
L'economia, la politica e i luoghi. Scritti per Fabrizio Barca
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 432
Il volume si propone di restituire, attraverso una serie di interventi molto qualificati, il contributo di Fabrizio Barca alla vita pubblica del paese, con particolare riferimento ai temi dello sviluppo economico e sociale, della centralità dei luoghi e del territorio, della cittadinanza attiva e della partecipazione politica. Il libro è stato progettato per restituire una cartografia storico-politica di un riformismo radicale possibile e realizzato, oltre che auspicabile. È, quindi, la testimonianza che il domani può essere diverso dall’oggi e che la direzione del cambiamento può essere indirizzata da principî e strumenti informati dalla giustizia sociale e ambientale, dalla partecipazione pubblica e dall’innovazione tecnologica ed economica. Anche per questo, i diversi saggi costituiscono un antidoto alla strada delle riforme reazionarie, che tutelano solo gli interessi di chi ha più voce. Un volume scritto «con la testa e con il cuore», non celebrativo, ma in grado di testimoniare metodo, contenuti e prospettive del lavoro di Fabrizio Barca. Una ricostruzione dei processi decisionali, dei contesti territoriali e organizzativi, delle innovazioni istituzionali in Italia e in Europa, che racconta gli effetti virtuosi, senza celare le resistenze e i fallimenti. Si ripercorre così la lunga e sfaccettata biografia politico-professionale di Fabrizio Barca, contrassegnata dall’apertura alla diversità delle persone, dei saperi e dei luoghi, così come dalla convinzione – mai venuta meno, neppure nei momenti più bui – che le istituzioni sono strumenti al servizio della collettività.
Umberto Terracini. Un comunista solitario
Claudio Rabaglino
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 270
Umberto Terracini può a buon diritto essere considerato uno dei personaggi più significativi della vicenda politica del Novecento italiano, del quale ha attraversato molti dei momenti più importanti. Per la prima volta, un libro ne ricostruisce per intero la biografia: dagli anni formativi dell’adesione al socialismo alla fondazione dell’«Ordine Nuovo» con Gramsci, Togliatti e Tasca, poi la scissione di Livorno, vissuta da protagonista, e la militanza nel Partito comunista, del quale fu subito un dirigente di spicco. Passato attraverso il carcere, il confino, il doloroso allontanamento dal partito, la guerra e la Resistenza, fino ad approdare alla carica di presidente dell’Assemblea costituente, che gli concesse il privilegio di apporre la sua firma in calce al testo della Costituzione repubblicana. Figura di grande spessore umano e morale, continuò negli anni successivi ad assumere posizioni originali e controcorrente, ad esempio negli anni settanta, quando si oppose con forza alla politica del compromesso storico voluta da Berlinguer, e nel periodo più cupo del terrorismo, durante il quale si distinse per la sua posizione in difesa della vita di Aldo Moro, schierandosi a favore della trattativa con le Brigate rosse per la liberazione del prigioniero. Altrettanti spunti che, come scrive Aldo Agosti nell’introduzione al volume, fanno dell’avventura umana e politica di Terracini «una storia affascinante». Introduzione di Aldo Agosti.
Politica estera e diritti umani
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 264
La politica estera dell’Italia si è svolta fin dall’inizio all’interno di un quadro di relazioni internazionali di multipolarismo ben temperato. Lo scenario della politica internazionale, dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi, è stato infatti caratterizzato dalla presenza di una pluralità di poli determinanti e da un quadro di relazioni complesso che coinvolge con forme e modalità diverse tutti gli Stati. In questo contesto, i diritti umani hanno acquisito nel corso del tempo maggiore centralità in seno all’ordinamento internazionale, anche attraverso il ruolo delle Nazioni Unite. L’Italia, sin dall’inizio del secondo dopoguerra, ha aderito con entusiasmo all’idea di una costruzione progressiva di una società internazionale pacifica basata, fra gli altri fattori, anche sul rispetto dei diritti umani. Tuttavia, in un quadro soggetto a molteplici crisi e in cui gli equilibri geopolitici sono in fase di cambiamento, è necessario rivalutare la politica estera del nostro paese e considerare con quali strumenti l’Italia può promuovere con maggiore coraggio i diritti umani nelle relazioni internazionali. Il volume ripercorre pertanto, attraverso un approccio multidisciplinare, i settori e le aree di azione di interesse per la politica estera italiana traendo raccomandazioni e lezioni per il futuro.
Destinazione euro. Politica e finanza in Italia dal «miracolo» a Maastricht, 1957-1992
Francesco Giordano
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 350
Gli anni dalla fine del miracolo economico alla firma del Trattato di Maastricht – che definisce le tappe verso la moneta unica europea – costituiscono un percorso tortuoso e insieme appassionante. L’Italia emerge dall’arretratezza economica e si scopre più ricca; entra nel club dei paesi più prosperi, è tra i fondatori della Comunità economica europea. Eppure, in un rapido avvicendarsi di colpi di scena, mostra anche vulnerabilità sconcertanti e debolezze istituzionali – con oscure trame, crisi valutarie, un invadente malaffare – che ne mettono a rischio la traiettoria. Il benessere incrementa i consumi, ma il timore di ricadere nell’annosa povertà, una distribuzione del reddito molto squilibrata e un ampliamento dello Stato sociale in modo disorganico alimentano un conflitto sociale che via via si fa più acceso, fino a raggiungere l’apice nell’autunno caldo del 1969. Dove la mediazione politica fallisce, la tensione si sfoga nell’incontenibile espansione della spesa pubblica e in un’inflazione persistente. All’esigenza di un’economia più matura, che richiederebbe un circuito finanziario moderno e regole efficaci, si risponde con frustrante ritardo, anche in seguito alle ripetute crisi della lira, che impongono interventi di emergenza. A ciò si aggiungono lo shock petrolifero, che costringe a una prolungata austerity; il dissesto della grande impresa, spesso a trazione pubblica, che richiede costose ristrutturazioni; la crisi del sistema bancario; la debolezza delle istituzioni, soggette a opache connivenze. Sull’orlo del tracollo finanziario, il paese tuttavia mostra in extremis una ritrovata concordia, che permette inattesi recuperi al prezzo di intensi sacrifici. Decisivo il traino costituito dall’integrazione europea, che consente – seppure in maniera tardiva – un adeguamento normativo e istituzionale. La moneta unica si profila quindi come un agognato traguardo, al culmine di un cammino travagliato e per nulla lineare, ma capace, proprio per questo, di illuminare non poche lentezze, sviluppi e dinamiche del nostro tempo.
Lenin. Una biografia intellettuale (1870-1924)
Tamás Krausz
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 400
Lenin resta ancora oggi una delle figure politiche più discusse del Novecento. Genio politico che per la prima volta nella storia ha portato al potere masse di diseredati o dittatore che ha fondato un inedito sistema oppressivo? Agitatore e sovversivo abituato a carceri, confino ed esilio o statista internazionale che ha salvato il suo paese dalla catastrofe? Liberatore delle nazionalità oppresse e profeta della fine della guerra tra i popoli o iniziatore di una nuova guerra civile internazionale fra classi sociali? E ancora: filosofo profondo, lettore di Marx e Hegel, interprete della grande cultura borghese o dogmatico sprezzante convinto di possedere la verità? A cento anni dalla sua morte, lo scontro intorno alla figura di Lenin continua a imperversare. E non è un caso. Se da un lato il suo nome è ancora una maledizione per gli eredi di chi lo ha combattuto – dai governi europei agli Usa, dagli autori liberali alla sinistra «rinnegata», passando per il «neo-zar» Putin –, dall’altro la sua opera e il suo pensiero sono un riferimento costante per milioni di contadini, operai, attivisti politici o sociali che lottano per trasformare il mondo. In questo denso volume Tamás Krausz, uno dei più autorevoli storici ungheresi, offre una panoramica completa su Lenin, raccontandone la vita ed esaminando i nodi cruciali del suo pensiero: l’organizzazione del partito, la teoria dello Stato, la questione nazionale, la dinamica dei processi rivoluzionari. Ma allo stesso tempo Krausz ricostruisce le condizioni storiche concrete in cui Lenin agì, il dibattito storiografico intorno alla sua figura, i motivi per cui oggi i problemi da lui affrontati tornano d’attualità. Utilizzando materiali inediti e documenti desecretati degli archivi dell’ex Unione Sovietica, Krausz rende conto dei «molteplici Lenin» che la Storia ci ha consegnato e restituisce l’unità profonda del suo pensiero, mostrando come anche nel XXI secolo esso sia un riferimento per chi ancora crede nella possibilità di un mondo diverso, di un mondo più umano.
Dal rosso al nero. La svolta a destra di una città operaia. Terni, laboratorio d'Italia
Alessandro Portelli
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 288
Cosa è successo alla classe operaia nel nostro paese? Perché non è più la sinistra il suo «naturale» punto di riferimento e sempre più spesso il suo orizzonte politico si tinge di nero? Alessandro Portelli indaga questa vera e propria «mutazione antropologica» andando sul campo di una realtà emblematica, raccogliendo decine di storie e testimonianze di una città storicamente rossa, sede di una delle industrie più rilevanti del nostro territorio, con una lunga tradizione di scioperi e battaglie operaie, che decide di allontanarsi dalla sua storia e passare «dall’altra parte», consegnandosi prima nelle mani di un’amministrazione di estrema destra e, cinque anni dopo, di un tycoon di provincia che aspira ad essere il nuovo Berlusconi. La città è Terni, a cui Portelli ha dedicato decenni di ricerche nell’ambito della storia orale, intervistando centinaia di persone, studiandone l’anima più profonda; in queste pagine prova ora a tracciarne l’itinerario degli ultimi dieci anni, «dal rosso al nero». Terni è stata la prima città importante fuori del Nord a scegliere un’amministrazione leghista, ma anche la prima a sconfiggere in modo inopinato una coalizione di destra guidata da Fratelli d’Italia che sembrava destinata a un facile trionfo: in questo senso, si configura come una sorta di laboratorio, in cui la storia nazionale si manifesta in forme più estreme e clamorose. Processi di deindustrializzazione, crisi della sinistra, disorientamento culturale e identitario, crisi ambientale e sanitaria – ma anche debolezza di una destra senza spessore, litigiosa, culturalmente inadeguata, campanilista ma sospinta al potere da paure e insicurezze (criminalità, droga, immigrazione, revisionismo storico): la storia di questa città che invecchia, ma che ha perso il suo fulcro («Terni è una città che ha dichiarato guerra alla propria storia», denuncia uno degli intervistati) e fatica a immaginarsi un futuro, rischia di essere sempre di più la storia dell’intero paese.
Nazioni in cerca di Stato. Indipendentismi, autonomismi e conflitti sociali in Europa occidentale
Paolo Perri
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 280
I successi riscossi recentemente dai movimenti indipendentisti dalla Scozia alle Fiandre, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il controverso referendum catalano del 2017 e la recrudescenza della violenza in Corsica e Irlanda del Nord sono alcuni degli eventi che hanno contribuito a riportare al centro del dibattito le rivendicazioni delle cosiddette nazioni senza stato dell’Europa occidentale. Uno scenario del tutto imprevisto, almeno secondo le più gettonate interpretazioni che vedevano come residuali le forme di politicizzazione delle identità nazionali e della frattura centro-periferia, alla luce del successo della globalizzazione economica e dei processi di integrazione comunitaria. Un dato interessante della mobilitazione nazionalista è sicuramente la grande differenziazione ideologica di questi movimenti, che va del l’estrema sinistra all’estrema destra, passando per posizioni social-democratiche, cristiano-democratiche, liberali e conservatrici. Una differenziazione che sembrerebbe condizionarne le posizioni anche rispetto alla questione dell’autodeterminazione nazionale (autonomismo/indipendentismo), all’atteggiamento nei confronti dell’Unione europea (pro/contro), all’idea di nazione (inclusiva/escludente) e alla stessa forma stato (federale, confederale, centralista). Ed è proprio la natura apparentemente camaleontica del nazionalismo politico l’oggetto di questa analisi storica di lungo periodo. Per ricostruire le dinamiche che hanno determinato la diversa evoluzione di obiettivi, strategie e orientamento ideologico di un insieme eterogeneo di organizzazioni politiche, Paolo Perri esamina l’interazione tra una serie di elementi socio-culturali e i diversi conflitti che hanno attraversato le società occidentali, mostrando in che modo questi movimenti si sono trasformati da forze marginali, spesso irrilevanti, in veri protagonisti della vita politica. Prefazione di Michel Huysseune.

