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5 Continents Editions

Le pavillon du Canada a la Biennale de Venise

Le pavillon du Canada a la Biennale de Venise

Libro: Libro in brossura

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2020

pagine: 192

45,00 €

The Canada pavilion at the Venice biennale

The Canada pavilion at the Venice biennale

Libro: Libro rilegato

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2020

pagine: 184

45,00 €

Kifwebe. A century of Songye and Luba masks

Kifwebe. A century of Songye and Luba masks

François Neyt

Libro: Libro rilegato

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2020

pagine: 368

Le maschere Kifwebe sono oggetti cerimoniali utilizzati dalle società Songye e Luba (Repubblica Democratica del Congo), dove vengono indossate con una lunga barba di fibre vegetali e con costumi composti da una lunga veste. Come in altre culture dell'Africa centrale, la stessa maschera può essere utilizzata in cerimonie magiche, religiose o festive. Per comprendere le maschere Kifwebe è essenziale considerarle all'interno della cosmogonia del serpente arcobaleno, della lavorazione dei metalli nella fucina e di altre simbologie vegetali e animali. Tra i Songye, le maschere femminili di natura benevole rivelano ciò che è nascosto e bilanciano l'energia bianca e rossa associata a due iniziazioni successive, il cosiddetto bukishi. Le maschere maschili, maggiormente aggressive, erano coinvolte fin dall'inizio nel controllo sociale e avevano una sorta di ruolo di polizia, svolto secondo le istruzioni degli anziani del villaggio. Le due forze maschili e femminili agiscono in modo equilibrato per rafforzare l'armonia all'interno del villaggio. Tra i Luba, anche le figure mascherate sono benevole e compaiono in corrispondenza della luna nuova, e il loro ruolo è quello di aumentare la fertilità. Sebbene le maschere maschili e femminili svolgano funzioni non del tutto sovrapponibili, hanno alcuni caratteri in comune: una cresta frontale, gli occhi rotondi e fortemente sporgenti, le narici svasate, la bocca e le labbra a forma di cubo, una decorazione a strisce colorate. Gli storici dell'arte e gli antropologi hanno nutrito un interesse sempre più evidente per le maschere Kifwebe negli ultimi anni. Questo libro, attraverso lo studio della collezione di Woods Davy, offre una nuova prospettiva sulle maschere Kifwebe dei Songye e dei Luba.
100,00 €

Kifwebe. Un siècle de masques Songye et Luba

Kifwebe. Un siècle de masques Songye et Luba

François Neyt

Libro: Libro rilegato

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2020

pagine: 368

Le maschere Kifwebe sono oggetti cerimoniali utilizzati dalle società Songye e Luba (Repubblica Democratica del Congo), dove vengono indossate con una lunga barba di fibre vegetali e con costumi composti da una lunga veste. Come in altre culture dell'Africa centrale, la stessa maschera può essere utilizzata in cerimonie magiche, religiose o festive. Per comprendere le maschere Kifwebe è essenziale considerarle all'interno della cosmogonia del serpente arcobaleno, della lavorazione dei metalli nella fucina e di altre simbologie vegetali e animali. Tra i Songye, le maschere femminili di natura benevole rivelano ciò che è nascosto e bilanciano l'energia bianca e rossa associata a due iniziazioni successive, il cosiddetto bukishi. Le maschere maschili, maggiormente aggressive, erano coinvolte fin dall'inizio nel controllo sociale e avevano una sorta di ruolo di polizia, svolto secondo le istruzioni degli anziani del villaggio. Le due forze maschili e femminili agiscono in modo equilibrato per rafforzare l'armonia all'interno del villaggio. Tra i Luba, anche le figure mascherate sono benevole e compaiono in corrispondenza della luna nuova, e il loro ruolo è quello di aumentare la fertilità. Sebbene le maschere maschili e femminili svolgano funzioni non del tutto sovrapponibili, hanno alcuni caratteri in comune: una cresta frontale, gli occhi rotondi e fortemente sporgenti, le narici svasate, la bocca e le labbra a forma di cubo, una decorazione a strisce colorate. Gli storici dell'arte e gli antropologi hanno nutrito un interesse sempre più evidente per le maschere Kifwebe negli ultimi anni. Questo libro, attraverso lo studio della collezione di Woods Davy, offre una nuova prospettiva sulle maschere Kifwebe dei Songye e dei Luba.
100,00 €

We

We

Alain-Michel Boyer

Libro: Copertina rigida

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2020

pagine: 125

Il volume all'interno della collana Visions of Africa, affronta la storia e le tradizioni del popolo We, originario della Costa d'Avorio. Si tratta di una vera e propria "civiltà delle maschere". Ogni villaggio ha le proprie, e ne ha in abbondanza. Insolite, esuberanti, fantasmagoriche, sorprendono per la loro diversità.
35,00 €

We

We

Alain-Michel Boyer

Libro: Libro in brossura

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2020

pagine: 126

35,00 €

Before time began. Aux origines de l'art aborigène contemporain

Before time began. Aux origines de l'art aborigène contemporain

Libro: Libro in brossura

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2020

pagine: 164

L'arte aborigena può essere considerata la più antica forma di espressione artistica e da sempre la sua funzione è stata quella di tramandare tradizioni e credenze attraverso le più eterogenee manifestazioni. Pittura, incisione, scultura e fotografia per creare un legame tra l'uomo e la terra.
35,00 €

Theatres. Art Brut the collection

Theatres. Art Brut the collection

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2019

pagine: 144

Il teatro è il tema centrale di questo quarto volume della serie Art Brut - The Collection, pubblicato in occasione della quarta biennale dell'Art Brut.
32,00 €

Theatre

Theatre

Libro

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2019

pagine: 144

32,00 €

Mur murs. Jacques Kaufmann, architechtures céramiques. Ediz. francese e inglese

Mur murs. Jacques Kaufmann, architechtures céramiques. Ediz. francese e inglese

Libro: Libro rilegato

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2019

pagine: 108

È il mattone, una delle forme primitive legate sia all'habitat che al corpo, il soggetto e oggetto di questo libro. Ma non solo: lo sguardo si allargherà al ruolo dell'artista nel panorama internazionale delle creazioni in ceramica nonché al suo impegno pluriennale nell'utilizzo della ceramica in architettura. Il mattone diviene il modulo fondamentale con cui si relaziona la mano dell'uomo, e partendo da questo presupposto l'artista iscrive i suoi progetti nel paesaggio. Attraverso questo elemento, tanto semplice quanto portante, Kaufmann è capace di costruire un immaginario, non unicamente legato alla materia ma anche ai simbolismi che esso porta con sé (il concetto di trasparenza, i muri fisici e metaforici, e gli immaginari connessi). Il libro accompagna la mostra di Jacques Kaufmann che si terrà presso il Musée Ariana di Ginevra, un progetto espositivo che si svilupperà tanto all'interno quanto all'esterno. La mostra sarà allestita anzitutto nel parco, e una delle pareti “entrerà” nel museo dirigendo i passi del visitatore negli spazi interni. Le opere esposte saranno in totale dieci, e ciascuna di esse sarà presentata nel volume attraverso un'introduzione firmata dallo stesso Kaufmann. L'introduzione, curata da Anne-Claire Schumacher, avrà l'obiettivo di collocare il percorso dell'artista all'interno della storia della ceramica nonché nel contesto artistico contemporaneo. A questa farà seguito il contributo di Luca Pattaroni che tratterà l'argomento all'interno di un saggio socio-politico.
35,00 €

Allo Kafi Gida. Planches coraniques secrètes du Nigeria septentrional

Allo Kafi Gida. Planches coraniques secrètes du Nigeria septentrional

Antoine Lema

Libro: Libro rilegato

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2019

pagine: 192

È la segretezza ciò che accomuna le tavole coraniche cosiddette "allo kafi gida" conservate dal gruppo etnico degli Hausa che popola il nord della Nigeria. Se da un lato tra loro vige una neanche troppo celata paura di rivelare agli estranei le formule beneaugurali che decorano tali manufatti, dall'altro è chiara la volontà di non mettere in mostra le immagini di animali ed esseri umani che potrebbero causare ripercussioni in un contesto islamico iconoclasta. Basti pensare che ancora oggi il possesso di un "allo kafi gida" è punibile severamente da parte dei più fervidi islamici, e tra le possibili sanzioni compare anche l'esecuzione capitale. Così come che ognuna delle tavole di questo libro se non fosse stata salvata nel corso degli anni sarebbe andata incontro alla distruzione ad opera di aderenti al fondamentalismo islamico. I realizzatori delle decorazioni che arricchiscono le tavole coraniche non sono semplicemente illustratori bensì veri e propri cantastorie che hanno dipinto su supporti lignei racconti che raffigurano le connessioni cosmiche della società in cui vivono. Attraverso la pratica artistica idee cosmiche straniere e lontane sono state incorporate nel sistema di pensiero della popolazione Hausa, e questi "allo kafi gida" sono così diventate delle capsule cosmologiche incorporate su tavole di legno. Alla luce del difficile contesto, i proprietari di queste opere d'arte possono essere definiti “curatori” di queste tavole segrete che, sebbene di religione islamica, accolgono la cosmologia Hausa. I manufatti che impreziosiscono questo volume, un vero e proprio unicum nel campo delle arti extraeuropee, sono parte di una collezione privata costruita in oltre vent'anni di ricerche.
65,00 €

Éloge du corps. Arts d'Afrique, d'Océanie et d'Amérique

Éloge du corps. Arts d'Afrique, d'Océanie et d'Amérique

Charles-Wesley Hourdé, Jean-Pierre Weill

Libro: Libro rilegato

editore: 5 Continents Editions

anno edizione: 2019

pagine: 272

Se la storia della collezione di Josette e Jean-Claude Weill vede i suoi primordi nella pittura, è altrettanto vero che la loro incessante ricerca per forme nuove li ha condotti in poco tempo ad appassionarsi alle arti primitive. Ampliata nel corso dei decenni sotto l'entusiastica guida del figlio Jean-Pierre, la loro collezione comprende oggi oltre 120 opere di altissimo livello, provenienti dall'Africa, dall'America e dall'Oceania. È possibile distinguere diverse grandi categorie che riflettono il gusto della famiglia Weill per le forme audaci ed espressionistiche: statue Dogon e Tellem che combinano forme geometriche con superfici testurizzate, così come le potenti figure di Kongo dotate di proprietà magiche. Nella collezione sono inoltre ben rappresentate le tipologie espressive di Nigeria, Camerun e Melanesia. Tra le opere più classiche si individuano pezzi che si connotano per uno status iconico – si pensi alla statua di Bena Lulua che apparteneva a Jacques Kerchache, alla figura reliquiario Fang di Edward Robinson, o al potente flauto Biwat della collezione Lemaire – tutti pezzi che testimoniano la profonda sensibilità dei Weill nonché l'istinto acuto che li ha condotti ad apprezzare quest'arte appartenente a un altro mondo. Un terzo dell'intera collezione è inoltre costituito da un importante gruppo di piccoli avori finemente intagliati. Per consentire al lettore di cogliere tutta la ricchezza e l'eterogeneità dei suoi contenuti, le opere sono accompagnate da schede scritte da esperti, tra cui Viviane Baeke (Africa Museum, Tervuren), Philippe Dagen (storico e critico d'arte), Jean-Paul Colleyn (antropologo), Bertrand Goy (autore specializzato in Costa d'Avorio), Hélène Joubert (museo del Quai Branly-Jaques Chirac), Hélène Leloup (storico e antiquario), Sean Mooney (Fondazione Rock) e Philippe Peltier (già al museo del Quai Branly-Jaques Chirac).
65,00 €

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