ABE
Streghe, cavalieri e fanti in cammino sulla via Traiana. Sacri serpenti, monaci, pellegrini, santi
Giovanni B. Cavalletti, Roberto Patrevita
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2014
pagine: 80
Il volume evidenzia la rilevanza degli insediamenti dislocati lungo la direttrice della via Traiana con particolare riferimento alla centralità di Benevento, punto di partenza e di arrivo della stessa via consolare. Fu questa la circostanza che offrì al capoluogo sannita l'opportunità di riappropriarsi, nel Medioevo, del ruolo di capitale che aveva dovuto lasciare dopo la conquista romana. Erede e custode, dopo la capitolazione di Pavia, del patrimonio politico e culturale dei Longobardi d'Italia, ed unico baluardo alle vittoriose campagne belliche di Carlo Magno, la città di Benevento accentrò in sé la forza del nordico popolo mutuandola, in una sorta di sincretismo magico religioso, con l'eredità sannita e romana. Di qui la nascita ed il propagarsi della magica tregenda delle streghe, che intorno al terrificante albero della tradizione imparavano da Satana ogni sorta di maleficio. Fu a Benevento che papa Pasquale II approvò l'ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.
Niccolò Gaetani dux del Lazio antico. L'assassinio di re Andrea e la rivolta di città dell'Aquila
Arturo Bascetta
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Crudele, spietato, a tratti falso, ora bugiardo, ma sicuramente un vero condottiero di ventura, forse il primo cavaliere italiano del secolo in cui terminarono le vere rivolte e si diede inizio ai grandi stati europei. Niccolò Gaetani, alias Nicola Caetani, non ebbe pietà per nessuno. Partì da Fondi e si arroccò ad Itri, prese Gaeta ed insediò un antipapa a Suessa. Non contento sfidò i Genovesi a Terracina dando battaglia a qualsiasi invasori, finendo con l'annientare l'esercito napoletano sul Garigliano. Niccolò fu il nemico principale della Regina di Napoli. Riuscì a smembrare un intero Regno e a sfidare il Papa, finendo ora prigioniero, ora graziato per le sue promesse da marinaio di fare pace con tutti. Ma, tornato ad Itri, divenne piu' spietato di prima, tagliando orecchi ed accecando gli occhi a chi non era dalla sua parte, né mancò di amputare dita e gambe, cavare denti e stirare membra ad amici e nemici, ma fu un grande, il piu' potente dei condottieri di ventura della prima metà del Trecento. Così, mentre il Conte Niccolò Gaetano, partito dal suo Castello di Fondi, occupò il Lazio Antico, Terracina, Gaeta, Itri e Formia, Sessa.
Attendolo Sforza. 1369-1424 da Spoleto all'Aquila, da Napoli a Benevento, vita del condottiero di ventura di Cotignola che diede origine alla casa dei Duchi di Mila
Arturo Bascetta, Paolo Giovio, Lodovico Domenichi
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Attendolo Sforza, anzi, Giacomuccio alias Muzio detto Sforza, della famiglia degli Attendoli, era rimasto per molti anni a fare il caporale a Cotignola e in altri paesi dell'Emilia. Il suo nuovo lavoro, abbandonata la zappa, divenne quello di saccheggiare ed occupare Terre, essendo spesso al soldo di piccole città per sfamare la nutrita figliolanza e la folta parentela al seguito, tutti provenienti dalla natìa Cotignola. L'ascesa del 'caporale' Sforza cominciò dopo l'occupazione di Roma da parte di Re Ladislao nel 1408 e proseguì con quella di Perugia e L'Aquila, città dove fu ripristinato un Viceré degli Abruzzi soggetto a Napoli. Il sovrano, nominatosi Re d'Italia, forte dell'amicizia con Giacomuzio, portò a termine le scorrerie nell'Umbria prima di morire e lasciare il trono alla Regina Giovanna II che elevò lo Sforza al grado di Gran Contestabile del Regno Partenopeo. Nonostante ciò Attendolo passò al servizio del Papa come Gonfaloniere della Chiesa, fino alla morte nel fiume di Pescara.
L'invasione dei romagnoli di Galeotto Malatesta. La gran compagnia di ventura dall'Abruzzo a Terracina 1347
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
In origine erano a Rimini, ma presto divennero famosi a Cesena. La carriera dei fratelli Malatesta cominciò con Galeotto, un giovane faccendiere che ben presto si distinse fra i signori della Romagna per la sua sagacia e intraprendenza nei negozi e negli intrighi. Eccolo a trattare alla corte di Ferrara, ora con la signoria di Cesena, ma la sua fama di grande mediatore la ebbe con lo scoppio della guerra di successione nel Regno di Napoli. Lì, col passaggio del testimone da Re Roberto alla nipote Giovanna I d'Angiò, si ebbero una serie di violenti ribellioni dopo l'uccisione di Re Andrea, fratello del sovrano Ludovico d'Ungheria.
Itrani del Settecento. Persone mestieri chiese. Cognomi del Lazio antico
Sabato Cuttrera, Bruno Del Bufalo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
In questo testo, che è una sorta di vademecum per chi vuole fare l'albero genealogico delle famiglie locali della provincia di Latina e Frosinone, si trovano tutti i cognomi estratti dal catasto onciario del 1754 riferiti a Itri centro e dintorni.
Minori del 1754
Arturo Bascetta, Bruno Del Bufalo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 80
Sono tutti gli abitanti di Minori e delle frazioni: S.Pietro del Petrito, Forcella, Casa Cumbalo, Casa Carola, Villamena, Croce di S.Trofimena, Cartiere a Fiume di Janni, S.Maffeo, Pacchiarotta, Grotticella, S.Maria Vetrana, Boschetto a S.Nicola Vecchio, La Torre di Paradiso abitata dal Capitano del feudo dell'AGP di Napoli. Ma non solo. Il volume contiene anche le chiese, i preti, i nomi antichi delle strade e quanto altro di ufficiale ricavato dalle dichiarazioni dei redditi del 1700. In tal modo il lettore ne ricaverà un minimo di albero genealogico per sapere le proprie origini in provincia del fu Principato Citra di Salerno.
Latina prima di Latina. Itri: estratti dal catasto onciario
Sabato Cuttrera, Bruno Del Bufalo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Sono i cognomi della zona, con particolare riferimento ad Itri e suo circondario, estratti dal catasto onciario del regno di Napoli del 1753.
Minoresi amalfitani del settecento (1700). Persone mestieri chiese. Cognomi della costa d'Amalfi
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 80
È un volume con tutti i cognomi degli abitanti di Minori e dell'area circostante ricavati dal catasto onciario del 1700. Utilissimo per gli alberi genealogici e per conoscere le vere origini della propria famiglia del posto.
Jeanne D'Anjou. Giovanna I D'Angiò regina di Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 106
Alla morte del Re marito si ribellò tutto il Regno, essendo ormai diviso in tre fazioni diverse. Vi fu perfino chi, come il Conte Nicolò Gaetano di Fondi, approfittando della sua debolezza, occupò il Lazio Antico, annettendo Terracina, Gaeta, Itri e Formia, arrivando ad insediare perfino una sorta di antipapa, quale fu il vescovo ribelle di Ascoli, che professò la religione dei Castigliani, invasori dell'intero regno poi cacciati dalla Gran Compagnia di ventura fatta di Ungari, Tedeschi e Romagnoli. Minacciata dal cugino Durazzo, Giovanna provò il brivido del ricatto, in una sorta di colpo di stato nell'ex Reggia di Bosco Reale e Somma Vesuviana. Da qui l'agognata indipendenza chiesta a gran voce dall'Abruzzo dell'Aquila e dal Lazio Antico di Terracina, Gaeta, Formia e Fondi, i cui abitanti, dopo il massacro dei Napoletani ad Itri, furono tutti perdonati e tornarono a far sventolare la bandiera del Regno di Partenope sull'antico Castel S.Angelo di Terracina, il Monte S.Angelo dei normanni del Garigliano, antica Porta del Regno di Puglia.
Jeanne D'Anjou. Giovanna I D'Angiò regina di Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 106
Sposò, amò e lasciò uccidere il giovane marito dagli amici dell'amante Generale Luigi e sfidò il Papa, pur essendo soggetta al baliato e alla chinea verso il capo della Santa Romana Chiesa. Solo grazie a lui era possibile, previo pagamento di 8.000 fiorini, ottenere lo stendardo, cioè il vessillo di S.Pietro, ed annettere al Regno tutte le Terre ribelli di rito greco all'unica chiesa cristiana, la S.R.E. E così, mentre Giovanna tornava incoronata da Avignone, l'Aquila festeggiava la rivolta e annunciava al Regno l'agognata indipendenza che si risolse con un eccidio e con la nomina a Vicerè dell'Abruzzo di Galeotto Malatesta di Cesena. L'amante Luigi le salvò la corona, le ridiede credibilità, le custodì il tesoro e alla fine la sposò. Lei non ripagò con lo stesso amore, anzi, lo fece salire sul trono e poi lo scaricò senza mai farlo diventare Re.
Le tonnare Amalfitane di Cetara e i marinai di Citara di Ischia
Arturo Bascetta
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Sui fiumi Volturno e Torano ricchi di trote e tinche e lattero e i paranzelli di Mondragone e i rombi di Sinuessa. Eppoi c'è il Golfo di Pozzuoli con le anguille del Lago d'Agnano con la pesca nella metropoli napoletana sotto gli angioini che rifondarono l'Urbe dei 36 casali rimasti contrade fino a due secoli fa. Ed ecco i pesci di pietra di Posillipo, onice, madreperna e perle e la tonnara di Castell'Ovi importata da Pisciotta. Il viaggio prosegue nel Nolano vesuviano fra Somma e Torre Annunziata, Nocera, Tramonti, Lettere, Gragnano e il pescoso Sarno. C'è spazio in questo viaggio per il corallo di Torre, Vico e le triglie del Granatello di Portici, per la colatura cetarese delle alici, il garum latino, e per i crostacei giù per i Picentini, pesce azzurro nel Cilento, i Guardacoste per i tre circondari antichi di Castellammare e una appendice documentaria con tutti i nomi dei marinai di citara e forio d'ischia dell'ottocento concludono il testo.

