ABE
Pietradefusi. Dentecane, Venticano, Castel del Lago. Storia dell'ex Casale di Montefusco nel confronto con i paesi del Principato Ultra di Benevento
Dionisio Pascucci
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2011
pagine: 192
Il volume è un tutto un documento sugli ex casali di Montefusco con la possente Parrocchia di S.Petri de Ferrari e dell'antica Abbazia di S.Maria Venticano da cui trae origine il nucleo abitato di S.Pietro a Sala. Ma sono migliaia i toponimi citati e inediti, come ad per esempio un non meglio precisato mulino a vento, anzi un territorio ubi dicitur Li Molino ad Ventum del 1500. Come pure il luogo propri ubi dicitur Li SS.Apostoli Petri seu La Cappella de Santa Paolina, oggi comune.
1656. La peste
Edmondo Marra
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2010
pagine: 96
Nessun evento negli ultimi millenni, né guerre, né terremoti, né carestie, ha determinato conseguenze così disastrose come l'epidemia di peste che si abbatté sull'Italia meridionale dall'estate del 1656 all'anno successivo. Fu eliminata più della metà della popolazione esistente con cambiamenti sociali ed economici di portata inimmaginabile. Migliaia di persone oggi viventi derivano da uno dei sopravvissuti, magari fortunosamente, a quell'ondata di morte silenziosa e micidiale che non trovava ostacoli di nessun genere e si insinuava in ogni meandro visibile o nascosto.
1809. Il brigante Aniello Rinaldi della comitiva di Laurenziello
Edmondo Marra
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2010
pagine: 96
Il romanzo rievoca il periodo del brigantaggio volturarese del primo ottocento attraverso le vicende umane dei fratelli Nicola ( 1780 1808 ) e Aniello Rinaldi ( 1784 1809 ) di Volturara, e di Laurenziello (1774-1812 ) di Santo Stefano che tennero in scacco per un decennio le forze dell'ordine, prima borboniche e poi francesi, mettendo a ferro e a fuoco l'intera provincia di Principato Ultra, come allora si chiamava l'Irpinia, e commettendo atroci delitti che restarono per decenni nella memoria di tutti. Si richiama a documenti storici, attraverso una minuziosa ricerca, e vuole dare uno spaccato senza pregiudizi di un periodo che vide profonde trasformazioni sociali, dalla fine del Feudalesimo alla nascita dei moderni Comuni, a nuovi codici legislativi ed alla ripartizione delle terre degli ex feudatari tra i contadini, in un contesto di povertà allucinante e di una situazione igienico - sanitaria aberrante. I Rinaldi appartenevano ad una delle famiglie più in vista del paese ed erano imparentati con la maggior parte dei notabili locali.
Memorie storiche di Cesinali. Comune di Cesinali (Av)
Lucio Fiore, Marco Fiore
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2010
pagine: 80
Monografia storica sul paese dell'Irpinia contenente i nomi dei luoghi del paese e degli abitanti che si sono fatti notare nel corso dei secoli. Gli autori hanno realizzato un volumetto in linea con la collana sui paesi della Campania e sui 119 comuni irpini, che si avvale di un contributo del parroco Don Antonio Testa e della collaborazione del presidente della Pro Loco Giuseppe Galasso.
Isabelle de' Clarmont. Isabella I d'Aragona dei Chiaromonte di Lecce
Arturo Bascetta
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2010
pagine: 80
Figlia della Contessa di Matera e del Cavalier Tristano de' Clermont dei reali di Francia, ereditò il Principato di Taranto, il più grande stato d'Italia. Bella, alta e formosa, dal collo lungo e dalle dita affusolate, fece innamorare Ferrante I. Divenuta Duchessa di Calabria a Bari, e poi Regina sul trono della Sicilia Ultra in Napoli, Isabella dei Clermont di Lecce, italianizzati in Chiaromonte, fu luogotenente generale a Nola in tempo di guerra e abile sovrana in tempo di pace. Prima salvò il Re dai debiti chiedendo soldi in prestito ai baroni e poi strinse parentela con gli Sforza di Milano. Ebbe la tenacia di cambiare la vita dei napoletani, perché, senza saperlo, oltre al modo di ragionare, al diffondersi dello studio, della lettura e delle arti, contribuì a mutare i costumi e le abitudini di corte. Mai, prima del suo tempo, s'erano visti sovrani spiegare umilmente ai sudditi di essere in difficoltà economica, oppure portare a spasso gli eredi fra i vicoli. Vuoi per familiarità, vuoi per vezzo, Isabella trasferì dal Palazzo in strada la musica e le feste, la corte e i cortigiani. Fu Regina del Rinascimento Napoletano anticipando la fine del Medioevo.
Re Ferrante il Pidocchio (1442-1465). Il regno di Napoli (la rotta di Sarno)
Libro: Copertina rigida
editore: ABE
anno edizione: 2010
pagine: 80
È Re Ferrante colpito dalla congiura dei baroni fomentata dall'Orsini, principe di Taranto e zio della moglie Isabella de Clermont di Lecce. La Regina incontrò segretamente il parente per dissuaderlo ma il Re ricevette una sonora lezione agli Aragonesi. Era il 6 luglio del 1460 quando si ebbe la sommossa in cui persero la vita Simonetto dei Simonetti e gran parte dei capitani nella Rotta di Sarno. Le truppe vennero disfatte il Re fu spogliato del Regno, restandogli la sola signorìa di Napoli. La Regina Isabella, del sangue della casa dei Chiaromonte del cavalier Tristano riunì i baroni napoletani nella chiesa di S. Pietro per avere un prestito e pagare anche i debiti del marito chiamato Ferdinando Il Pidocchio, il quale aveva impegnato agli Sforza di Milano perfino la corona che portava sul capo.
Isabelle de Lorraine. Isabella di Lorena. La regina di Napoli
Arturo Bascetta
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2010
pagine: 64
Moglie di Re Renato d'Angiò, gli subentrò durante la sua prigionia e divenne Regina di Napoli per decisione dei reggenti istituiti dalla defunta Giovanna II. Sbarcata a Gaeta e fu accolta in festa a Castelcapuano, sedendo sul trono affiancata dal vicario Orsini e dai vicerè Caldora e Cotignola, delle due regioni di Calabrie e Abruzzi, comprendenti le diverse province del regno. Aiutata dal papa a ristabilire l'ordine sobillato dalle truppe dell'antagonista Re Alfonso, fu magnanima e pianse la morte del fratello Pietro l'Infante. Isabella di Lorena restò solo otto anni sul trono, ma fu amata e piacque per la sua serietà. Ricordata nelle canzonette napoletane per aver perso i baroni di Puglia e Basilicata, viene presentata come una Regina equa e giusta,rappresentata finanche nelle commedie popolari. Re Alfonso la riporterà in Provenza, a godersi il Rinascimento incubato a Napoli, chiamando a corte maestri, musicisti e pittori per meglio rivivere i canti popolari e i balli della Pastorella provenzale così simili a quelli delle novene napoletane. Renato fu costretto alla famosa fuga sul Partenio di Montevergine, mangiando uova arrostite e fegatini beneventani.
La fuga di re René. Renato d'Angiò (1435-1442). Il regno di Napoli
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2010
pagine: 64
Combatté fino allo stremo l'avversario Alfonso d'Aragona, al fianco della moglie Isabella di Lorena, per ricondurre il regno di Napoli all'obbedienza. Giunse dalla Provenza per cercare di godersi il Rinascimento Napoletano tentando in tutti i modi di restare nella capitale, magari fra una passeggiata allo zoo del serraglio e una tarantella,ma fu costretto alla famosa fuga sul Partenio,che lo condurrà a Lucera e a L'Aquila. Dopo mille peripezie, alla scoperta di cibi tradizionali, bevendo vino nei cicinielli di creta e assaggiando le frattaglie di agnello che gli vennero servite nella Rocca di Benevento durante le cene conviviali, tornò alle sue giostre e alle Pastorelle musicate sulla Loira. Sono pagine tratte da Diari e Giornali dei cronisti dell'epoca che ripercorrono fedelmente le conquiste di René, facendoci scoprire un uomo che dedicò la sua vita all'ordine militare della Mezzaluna, ma anche ai libri, riscrivendo le regole di giostre e tornei solo per la felicità dell'amata Isabella.
Santo Masaniello. La rivolta di Tommaso Aniello nella collana de Il Regno di Napoli in più epoche. Gli spagnoli della dinastia degli Asburgo d'Austria (1598-1647)
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2009
pagine: 80
Gli Asburgo si insediano a Madrid con Filippo III che siede un vicerè a Napoli e uno a Palermo. Chiese corrotte ricche d'argenti danno vita alla fuga sugli eremi. Nasce l'Incoronta del Beato Giulio da Nardò col rinnovamento dei Carafa e San Pietro a Cesarano di Mugnano con Trabucco. A Napoli si fonda l'Oratorio dei 4 altari per i più potenti, ma il popolo è oppresso dalle tasse, specie nei feudi. Da qui i moti di fronda e la rivolta di Masaniello contro il Viceré d'Arcos. Dal partito frondista napoletano di Genoino e Vitale, ai 3 giorni da guappo di Tommaso Aniello, Capitano che si svenge per un po' di pesce alla Duchessa. Viene assassinato e la rivolta scoppia in tutto il regno con La Pelosa e D'Alessi, masanielli siciliani.
Golpe di Cavour. La fine del Regno delle Due Sicilie annesso alla Stato di Sardegna e del Piemonte di Torino (1859-1861)
Arturo Bascetta
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2009
pagine: 144
Francesco II Borbone, alias Franceschiello, fu l'ultimo sovrano sul trono di Napoli. Regnò poco e con un Governo retrò, osteggiato dallo zio filo-francese Principe Luigi, mentre cominciavano le istruzioni al Comitato Unitario di Benevento e Garibaldi era già in Sicilia. Promulgò Statuto, amnistia per i moti del 1848, ma lo zio tradì con un colpo di stato democratico. Mentre Garibaldi si nominava Direttore del Movimento "Ordine" e poi Dittatore sebbene osteggiato da tre traditori filo-cavouriani: LL., GG. e BB. Ma gli Ammiragli e Governo tradiscono, lo Zio del Re è per un altro Golpe. L'esercito di Flores è in ritardo rispetto a Turr, seguono i massacri di Ariano e Montemiletto. È la fine per l'ex Re che si rifugia a Roma e fomenta il brigantaggio, osservando inerme l'annessione allo stato di Sardegna al fianco del Papa che perse Benevento, sebbene inviarono De Crescenzo a costituire il Comitato di Portici.
Joanna II La Nova. Giovanna d'Angiò di Durazzo
Arturo Bascetta
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2009
pagine: 208
È la prima biografia completa. Giovanna la Nova fu Regina di Sicilia in Napoli e seconda Magnanima del Regno di Partenope quando successe al fratellastro Ladislao I. Conosciuta per essere una Regina degli amori, fu in realtà la sovrana che riuscì a riunire gli ex Regni di Accola, Taranto e Napoli senza Trinacria. Giovannella, fu maltrattata 'di impudica natura, dedita a libidinosi abraciamenti'. Sfuggì a 4 pontefici, fra papi ed antipapi. Prigioniera del Re consorte, il francese Giacomo de la Marche, fu vittima degli intrighi di Corte.Fra congiure ed assassinii, tradimenti e rapimenti,si circondò di abili Condottieri e Cavalieri, da Sforza ad Orsini, da Tristano ai Caracciolo di Avellino. In 20 anni, nonostante la miseria, riordinò tutti e tutto: Viceregni, Province, Università e amanti.
Montemiletto nel 1753. Catasto onciario del feudo. Principato del principe Tocco, fra S. Pietro apostolo e S. Nicola in Cibaris (Cibarii)
Arturo Bascetta, Bruno Del Bufalo, Valerio Capone
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2008
pagine: 64
È questo un viaggio nel 1700 nel feudo del Principe Leonardo V Tocco. In esso vi sono nomi e luoghi originali, come il Palazzo dei Giacomantonio e dei Baratta, S.Giovanni, S.Anna, S.Andrea, S.Antonio, il Borgo detto alla Costa e i 5 Casali: S.Angiolo, Fontana, S.Nicola, Festola e Landolfi. Con preti, vergini in capillis, bizzoche,forestieri bonatenenti e quanto altro per la dichiarazione dei redditi espressa in once, come da collettiva generale. I dati sono tratti dal Catasto Onciario di Monte Miletto presente all'Archivio di Stato di Napoli.

