ABE
Minori del 1754
Arturo Bascetta, Bruno Del Bufalo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 80
Sono tutti gli abitanti di Minori e delle frazioni: S.Pietro del Petrito, Forcella, Casa Cumbalo, Casa Carola, Villamena, Croce di S.Trofimena, Cartiere a Fiume di Janni, S.Maffeo, Pacchiarotta, Grotticella, S.Maria Vetrana, Boschetto a S.Nicola Vecchio, La Torre di Paradiso abitata dal Capitano del feudo dell'AGP di Napoli. Ma non solo. Il volume contiene anche le chiese, i preti, i nomi antichi delle strade e quanto altro di ufficiale ricavato dalle dichiarazioni dei redditi del 1700. In tal modo il lettore ne ricaverà un minimo di albero genealogico per sapere le proprie origini in provincia del fu Principato Citra di Salerno.
Latina prima di Latina. Itri: estratti dal catasto onciario
Sabato Cuttrera, Bruno Del Bufalo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Sono i cognomi della zona, con particolare riferimento ad Itri e suo circondario, estratti dal catasto onciario del regno di Napoli del 1753.
Minoresi amalfitani del settecento (1700). Persone mestieri chiese. Cognomi della costa d'Amalfi
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 80
È un volume con tutti i cognomi degli abitanti di Minori e dell'area circostante ricavati dal catasto onciario del 1700. Utilissimo per gli alberi genealogici e per conoscere le vere origini della propria famiglia del posto.
Jeanne D'Anjou. Giovanna I D'Angiò regina di Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 106
Alla morte del Re marito si ribellò tutto il Regno, essendo ormai diviso in tre fazioni diverse. Vi fu perfino chi, come il Conte Nicolò Gaetano di Fondi, approfittando della sua debolezza, occupò il Lazio Antico, annettendo Terracina, Gaeta, Itri e Formia, arrivando ad insediare perfino una sorta di antipapa, quale fu il vescovo ribelle di Ascoli, che professò la religione dei Castigliani, invasori dell'intero regno poi cacciati dalla Gran Compagnia di ventura fatta di Ungari, Tedeschi e Romagnoli. Minacciata dal cugino Durazzo, Giovanna provò il brivido del ricatto, in una sorta di colpo di stato nell'ex Reggia di Bosco Reale e Somma Vesuviana. Da qui l'agognata indipendenza chiesta a gran voce dall'Abruzzo dell'Aquila e dal Lazio Antico di Terracina, Gaeta, Formia e Fondi, i cui abitanti, dopo il massacro dei Napoletani ad Itri, furono tutti perdonati e tornarono a far sventolare la bandiera del Regno di Partenope sull'antico Castel S.Angelo di Terracina, il Monte S.Angelo dei normanni del Garigliano, antica Porta del Regno di Puglia.
Jeanne D'Anjou. Giovanna I D'Angiò regina di Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 106
Sposò, amò e lasciò uccidere il giovane marito dagli amici dell'amante Generale Luigi e sfidò il Papa, pur essendo soggetta al baliato e alla chinea verso il capo della Santa Romana Chiesa. Solo grazie a lui era possibile, previo pagamento di 8.000 fiorini, ottenere lo stendardo, cioè il vessillo di S.Pietro, ed annettere al Regno tutte le Terre ribelli di rito greco all'unica chiesa cristiana, la S.R.E. E così, mentre Giovanna tornava incoronata da Avignone, l'Aquila festeggiava la rivolta e annunciava al Regno l'agognata indipendenza che si risolse con un eccidio e con la nomina a Vicerè dell'Abruzzo di Galeotto Malatesta di Cesena. L'amante Luigi le salvò la corona, le ridiede credibilità, le custodì il tesoro e alla fine la sposò. Lei non ripagò con lo stesso amore, anzi, lo fece salire sul trono e poi lo scaricò senza mai farlo diventare Re.
Le tonnare Amalfitane di Cetara e i marinai di Citara di Ischia
Arturo Bascetta
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Sui fiumi Volturno e Torano ricchi di trote e tinche e lattero e i paranzelli di Mondragone e i rombi di Sinuessa. Eppoi c'è il Golfo di Pozzuoli con le anguille del Lago d'Agnano con la pesca nella metropoli napoletana sotto gli angioini che rifondarono l'Urbe dei 36 casali rimasti contrade fino a due secoli fa. Ed ecco i pesci di pietra di Posillipo, onice, madreperna e perle e la tonnara di Castell'Ovi importata da Pisciotta. Il viaggio prosegue nel Nolano vesuviano fra Somma e Torre Annunziata, Nocera, Tramonti, Lettere, Gragnano e il pescoso Sarno. C'è spazio in questo viaggio per il corallo di Torre, Vico e le triglie del Granatello di Portici, per la colatura cetarese delle alici, il garum latino, e per i crostacei giù per i Picentini, pesce azzurro nel Cilento, i Guardacoste per i tre circondari antichi di Castellammare e una appendice documentaria con tutti i nomi dei marinai di citara e forio d'ischia dell'ottocento concludono il testo.
La fine del regno delle due Sicilie nell'eccidio di Montemiletto (e Torre le Nocelle) del 1861
Arturo Bascetta
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Quattrocento napoletano. Lo Balzino di Ruggiero de Pacienzia. Nella fine degli Aragonesi di Napoli con re Federico e Isabella del Balzo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2012
pagine: 128
Cortei e feste sul finire del 1400 animano questo viaggio nel Regno degli Aragonesi di Isabella del Balzo e Federico I di Napoli spodestati da Francesi e Spagnoli. Fra lutti e miserie il popolo trovava il tempo per divertirsi festeggiando le visite dei sovrani per i paesi del Sud facendo della sfortuna una continua parodia. Sono le scene di piazza vissute attraverso i cronisti del secolo, specie Ruggerio de Piacentia, da Nerito a Barletta, da Bari a Benevento, ad Acerra e Napoli lungo la Via Appia Antica prima del crollo. Momenti di moda e di folclore che rivivono nelle pagine di storia vera fra le diverse etnie e personaggi goffi e potenti, capitani di ventura e pie donne che impreziosiscono il testo basato su diari coevi e cronache scevre da inquinamenti e manipolazioni storiografiche.
Ferrante, Donna Sabella e il Tasso
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2012
pagine: 64
Il Principino di Salerno, Ferrante Sanseverino, non aveva che due anni quando morì il padre Roberto e subì l'abbandono della madre che il Re Cattolico fece risposare a Jacopo IV Signore di Piombino. Perciò fu accolto in casa della zia Cardona-Villamarina di Capaccio che gli diede in sposa la tenera Isabella, anch'ella padrona di decine di feudi. A soli dieci anni, Ferrante, possedeva mezzo Principato Citra, accettando Fieramosca per Governatore sebbene fosse stato l'artefice della fine del padre. Ma i tempi cambiavano e anche Salerno subì una mutazione trasferendo il Centro storico nell'antico quartiere della Giudecca requisito a banchieri e commercianti ebrei perseguitati dai Viceré. Carlo V fu magnanimo anche con la Principessa Sabella, alla quale non mancò di fare la corte quando fu ospite al Palazzo Terracena di Salerno e al Palazzo di Piazza del Gesù a Napoli, dove l'Imperatore restò per fine anno e per il carnevale, prima di essere incoronato a Bologna col al seguito lo stesso Principe Sanseverino. Sono anni splendidi per la corte salernitana che si arricchisce di poeti e cantori come Bernardo Tasso e Maria di Cardona.
Isabelle de Baucio. Isabella del Balzo di Andria. La regina di Napoli. Le regine del regno di Puglia, Napoli e Sicilia
Arturo Bascetta, Angelo Maietta
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2012
pagine: 128
Isabella dei duchi del Balzo (de Baux di Andria) fu la regina più sfortunata di ogni tempo. Sposò Federico I, il re che stette sette anni sul trono di Napoli senza mai sedersi, per le tante battaglie a cui partecipò. È un viaggio con la viva voce dei protagonisti tirati in ballo senza confondere la vera cronaca di cortigiani, notai e viaggiatori con artificiose storie non coeve. È lo specchio in cui si riflette la principessa nata a Venosa con sullo sfondo la congiura dei baroni irpini e pugliesi distrutti dagli stradiotti veneziani del Duca di Mantova che si elevò a Duce di Ariano e a Governatore di Benevento in nome del papa. La povera Isabella, sballottata fra un paese e l'altro, conobbe il vero volto della gente e, da figlia del Principe Pirro (Pierre), si circondò di musici e cortigiani, a cominciare da Rocziero de Pacientia che scrisse un poema, Lo Balzini, durante il viaggio per l'incoronazione. Fu dopo questo peregrinare che la regina si riunì alle altre principesse tristi ad Ischia prima di vivere e poi terminare i suoi giorni nella splendida Ferrara alla corte del Duca Alfonso D'Este dopo i viaggi a Blois e a Valenza dal marito prigioniero e dal figlio Ferrante III.
La battaglia di Cetara e il pascià Barbarossa. I turchi e le guerre franco-spagnole che sconvolsero il golfo di Salerno. 1508-1544 cronache del Regno di Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2012
pagine: 64
Spagnoli e Napoletani, da Algeri a Tunisi, spalleggiavano il Re tunisino per aver accettato la sottomissione all'Impero cristiano. La risposta si ebbe quando i Francesi si allearono con i Turchi, innescando una crudele Battaglia navale nel Golfo di Salerno, che portò l'armata 'Andrea Doria' a gettare l'ancora a Cetara con a bordo i Mori inferociti e i Francesi giunti dall'Abruzzo. Sotto le bombarde franco-genovesi perì anche il Viceré Moncada che finì i suoi giorni davanti al promontorio di Capo d'Orso. Lasciata Minori la guerra si trasferì a Napoli, assediata dal resto delle truppe di Lautrec, ma i Turchi con infiniti vascelli che percorsero il Mar Tirreno da capo a fondo, conquistando la maggior parte delle isole costiere, spazzarono via antichi luoghi ischitani, come Torino e Panza, e giunsero nuovamente a Cetara. Da qui la partenza dei Salernitani per rincorrere il terribile Pascià Ariodemo Barbarossa, fino in d'Africa, dove si ebbe l'ultima cruenta Battaglia in cui morì il Conte di Sarno e fu ferito il Principe Ferrante Sanseverino.

