Abscondita
Saggio sul gusto
Charles L. de Montesquieu
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 92
"Nel nostro attuale modo di essere, il nostro animo gusta tre specie di piaceri: alcuni emergono dal fondo della sua stessa esistenza, altri derivano dalla sua unione con il corpo, altri infine sono fondati sulle pieghe e sui pregiudizi che certe istituzioni, certe usanze e certe abitudini gli hanno fatto assumere. Sono questi diversi piaceri dell'animo a formare gli oggetti del gusto, come il bello, il buono, il gradevole, l'ingenuo, il delicato, il tenero, il grazioso, il non so che, il nobile, il grande, il sublime, il maestoso... Per esempio, quando proviamo piacere nel vedere una cosa di una certa utilità, diciamo che è buona; quando proviamo piacere nel vederla, senza distinguervi un'immediata utilità, la chiamiamo bella. [...] Le origini del bello, del buono, del gradevole sono dunque in noi stessi; ricercarne le ragioni vuol dire cercare le cause dei piaceri del nostro animo."
La regola del gusto e altri saggi
David Hume
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 124
Nel saggio "La regola del gusto" il punto di partenza è la varietà e variabilità dei gusti. Vi è in essi un'apparente concordanza: le stesse parole, osserva Hume, designano in tutte le lingue approvazione e pregi, oppure disapprovazione e difetti. Ma questo accordo non va al di là delle parole; anche nella critica, come nell'etica, queste concordanze universali non oltrepassano il significato tautologico delle espressioni: nessuno può negare che il bene è bene e il bello è bello, ma la diversità comincia quando si tratta di determinare quali cose siano buone e quali belle. Tuttavia questa istanza scettica è per Hume solo un punto di partenza. Essa sta a provare che il gusto è soggettivo, e quindi non si possono trovare regole critiche universali; ma soprattutto che non esistono regole a priori, e che anche le regole del gusto, come tutte le altre, sono empiriche, a posteriori. Con ciò è posto il problema fondamentale dell'estetica di Hume: trovare un fondamento alle regole del gusto, tale che renda compatibile la loro universalità con la soggettività che abbiamo prima constatata. La ricerca di Hume non è metafisica. Egli non mira a definire un'idea trascendente del bello. Il suo problema è quindi precisabile in questo senso: come si formano quei "campioni" quei "modelli" del giusto che stabiliscono la norma effettiva e positiva del giudizio del gusto?
Studi su Rembrandt
Georg Simmel
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 104
"Per quanto le figure di Rembrandt ci appaiano intimamente scosse da una vita profonda, per quanto lunghe siano le fila del destino a cui sono intrecciate, nessuna di esse presenta quell'elemento caratteristicamente enigmatico tipico della Monna Lisa o del Giuliano de' Medici di Botticelli, delle teste dei giovanotti di Giorgione o del giovane inglese di Tiziano. Paragonato con essi il modo di concepire di Rembrandt è incomparabilmente più vibrante, procede nell'indistinto ma nonostante questo l'uomo rappresentato è per noi molto più aperto, un essere che ci è familiare." (Georg Simmel)
Il chiarismo
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 128
Agli inizi degli anni Trenta, a Milano, un piccolo nucleo di artisti si dedica a una pittura chiara, impostata soprattutto sulla luce. I più vecchi di loro hanno poco più di trent'anni, e si raccolgono intorno al critico Edoardo Persico. Nelle loro opere un nuovo rapporto fra arte e sentimento, fra arte e vita, subentra all'arte staccata dalla psicologia predicata dal Ritorno all'ordine; un senso inquieto della brevità del tempo sostituisce la ricerca di una dimensione di eternità. Nasce così una pittura che comunica un senso di fragilità, la cui leggerezza stessa è l'emblema della vulnerabilità di tutto ciò che esiste. Definita inizialmente "romanticismo impressionista", questa pittura verrà chiamata da Leonardo Borgese, e poi da Guido Piovene, chiarismo.
Asfissiante cultura
Jean Dubuffet
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 136
"Quando la cultura pronuncia la parola arte, non è l'arte a esser chiamata in causa, ma la sua nozione. La mente dovrà esercitarsi a prendere coscienza - e a conservarla in modo permanente - dell'enorme differenza di natura esistente, nell'arte come in ogni altra cosa, tra la cosa stessa e la nozione della cosa. Il pensiero culturale assume in tutti i campi la posizione di spettatore, non d'attore; prende in considerazione forme, non forze; oggetti, non movimenti; elementi statici, non spostamenti e traiettorie. Nella sua ossessione di confrontare ogni cosa e di misurarla, nella sua ossessione di attribuire valori e di classificarli, il pensiero culturale può operare soltanto su oggetti concreti e tangibili, di misure stabili."
Le lettere
Amedeo Modigliani
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 96
Sono qui raccolte, in modo organico, tutte le lettere di Amedeo Modigliani (Livorno 1884-Parigi 1920), i principali scritti che rimangono dell'artista. Dalle lunghe confidenze, pervase di slanci dannunziani e nietzscheani, inviate all'amico Oscar Ghiglia, alle brevi corrispondenze con il suo mecenate parigino Paul Alexandre, a cui scrive tra l'altro il celebre aforisma "la felicità è un angelo dal volto grave"; dalle righe asciutte e commoventi indirizzate alla madre ai messaggi allegri e disperati mandati al mercante Zborowski, dettati da esigenze pratiche, ma capaci di aprirsi a riflessioni non occasionali, questi scritti, nella loro essenzialità, disegnano un ritratto dell'artista più autentico di tante testimonianze romanzate.
La mia vita segreta
Salvador Dalì
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 304
"Ho trentasette anni. È il 30 giugno 1941, giorno in cui promisi di consegnare questo manoscritto all'editore. Ho appena finito di trascriver qui i segreti della mia vita; la mia vita soltanto, infatti, mi conferisce l'autorità di farmi ascoltare. Desidero essere ascoltato. Sono l'incarnazione più rappresentativa del dopoguerra europeo, ne ho vissuto tutte le avventure, tutti gli esperimenti, tutti i drammi. Protagonista della rivoluzione surrealista, ho seguito giorno dopo giorno gli incidenti intellettuali e le ripercussioni che il materialismo dialettico di dottrine pseudofllosofiche ha fondato sui miti del sangue e della razza del nazionalsocialismo."
Hieronymus Bosch: il regno millenario
Wilhelm Fraenger
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 190
È proprio dei grandi spiriti sollecitare indagini e interpretazioni talvolta antitetiche tra loro, soprattutto quando, come nel caso di Bosch, la loro opera è enigmatica e la loro vicenda umana rimane avvolta in un alone di leggenda impenetrabile. Wilhelm Fraenger coglie nell'arte di questo "Virgilio della pittura olandese" una proiezione del messaggio religioso e rituale della comunità adamitica dei "fratelli del Libero Spirito", ai cui misteri il pittore sarebbe stato iniziato ricevendone la commissione del Trittico del Regno millenario, concepito dunque con intenti e finalità pedagogiche, in quanto documento da "leggere" secondo la libera e personale interpretazione degli adepti-osservatori. Secondo questa tesi Bosch non è dunque soltanto uno straordinario inventore di immagini: la sua è una visione del mondo che in ogni particolare obbedisce a un disegno allegorico di vaste dimensioni, in cui fonti teologiche, tradizione ermetica e metamorfosi alchemiche sono evocate con immagini di eccezionale pregnanza figurativa. La tesi si precisa quando Fraenger dietro al trittico, e più in generale dietro l'intera opera di Bosch, adombra la presenza di un mentore dai vastissimi orizzonti, il Gran Maestro del Libero Spirito, "artefice di un progetto tanto ambizioso quanto articolato in ogni minimo dettaglio", nel quale si sarebbe configurato un sistema spirituale fondato su una triplice istanza: teologica, filosofica e pedagogica.
Estetica dei visionari. Daumier, Rembrandt, Piranesi, Turner, Tintoretto, El Greco
Henri Focillon
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2006
pagine: 80
"I visionari formano un ordine a parte, singolare, confuso, in cui prendono posto artisti di talento molto diverso e forse anche d'ingegno ineguale. Talvolta fanno apparire quanto di più ardito e libero caratterizza la genialità creatrice, una forza profetica tutta concentrata sui domini più misteriosi dell'umana fantasia, gli effetti infine di un'ottica speciale che altera profondamente la luce, le proporzioni e persino la densità del mondo sensibile. Li si direbbe a disagio nei limiti dello spazio e del tempo. Interpretano più che imitare, e trasfigurano più che interpretare."
Corrispondenza
Camille Claudel
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2005
pagine: 296
L'edizione critica della corrispondenza di Camille Claudel qui presentata propone una nuova logica costruttiva della biografia dell'artista. Ogni documento è stato accuratamente analizzato e le informazioni in esso contenute sono state confrontate sistematicamente con altre fonti, manoscritte o stampate.
Il paradiso di Cézanne
Philippe Sollers
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2005
pagine: 96
"Tanti sono i pittori che amo, ma nessuno mi emoziona, senza un motivo evidente, come Cézanne. Cerco ogni volta di spiegarmi questa emozione distaccata, violenta. Mi sembra che si tratti della stessa emozione del pensiero al di là di ogni rappresentazione. La devozione religiosa di Picasso e di Matisse nei confronti di Cézanne mi pare doverosa. "Cézanne, è Dio". Si, ma quale? Non un dio nascosto, comunque. "Vicino e difficile da cogliere, il dio" dice Hòlderlin. Molto vicino. Infinitamente vicino. E per questo tanto più difficile da cogliere."
Scritti
Marcel Duchamp
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2005
pagine: 312
"Gli scritti di Marcel Duchamp sono accumulati come una grande deriva che procede a lampi di magnesio, fatti di frammenti ellittici, di rimandi e vuoti. Un'intenzionale incompletezza presiede agli scritti. Essi non disdegnano il sogno grandioso della totalità, eppure rinnovano il senso incompleto dell'imperfezione attraverso l'uso del frammento. Il frammento prevede il conforto del vuoto e dell'interruzione, dell'illuminazione e della pausa, dell'edonismo del gioco di parole e della icasticità della definizione. Il frammento permette ancora di sognare, di rinviare e di sostare." (Dallo scritto di Achille Bonito Oliva)

