Astrolabio Ubaldini
Dal dramma musicale alla Literaturoper
Carl Dahlhaus
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 298
L'impresa che si propone Dahlhaus è indagare un periodo della storia dell'opera in musica quanto mai vario e in qualche modo anarchico, ossia non riferibile a una forma che storicamente si presenti come egemonica: è il periodo racchiuso tra due estremi che sono, da un lato il dramma musicale wagneriano (dalla Tetralogia in poi), dall'altro quella che Dahlhaus chiama la Literaturoper, ossia "un'opera composta su un testo drammatico preesistente, ripreso alla lettera sebbene abbreviato", forma che nel Novecento costituisce un tipo caratteristico di teatro musicale. Il pensiero corre immediatamente ai prototipi come Pelléas et Mélisande o Salome, e a una quantità di opere venute dopo di esse, ma il periodo preso in esame da Dahlhaus comprende anche un gran numero di lavori concepiti in antitesi all'opera tradiziona-le, che vanno dalle operine di Stravinskij alla drammaturgia di Brecht-Weill, passando per l'Oedipus Rex, fino al Rake's Progress, opera solo apparentemente tradizionale.
Quando il cioccolato finisce
Yesce (lama)
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 136
Ci piace moltissimo il cioccolato, forse talmente tanto da creare una filosofia fondata sul cioccolato e organizzarci la vita mettendolo al primo posto. Purtroppo, come tutti i piaceri e tutti i problemi, il cioccolato è impermanente, va e viene, svanisce. Tutti i piaceri transitori sono così, e se la nostra ricerca di felicità ci spinge ad afferrarci al mondo sensoriale, incontreremo molta sofferenza perché non abbiamo nessun controllo sul mondo sensoriale, nessun controllo sull'impermanenza. Ma c'è un metodo per trovare una soddisfazione e una felicità indistruttibili e, come ci insegna Lama Yesce, è a portata di mano, proprio qui nella nostra mente... anche quando il cioccolato finisce.
Il libro tibetano del vivere e del morire
Sogyal (Rinpoche)
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 432
Al suo primo incontro con la cultura occidentale, Sogyal Rinpoche rimase costernato nello scoprire che, a dispetto di tutti i suoi successi nel campo tecnologico, la società moderna occidentale non comprende minimamente quel che accade al momento della morte: “Quasi tutti muoiono impreparati a morire, così come hanno vissuto impreparati a vivere”. In Tibet, al contrario, nel corso dei secoli si è sviluppata una vera e propria ‘tecnologia sacra’ della morte, un’ars moriendi che raccoglie il corpo di conoscenze più accurato, complesso e completo sulla morte e lo stato successivo, o bardo. Il termine ‘bardo’, letteralmente ‘sospeso tra’, e quindi ‘intervallo, transizione’, è un concetto chiave per comprendere la concezione tibetana della vita e della morte. Nel buddhismo tibetano, la vita e la morte appaiono come un tutto costituito da una serie di realtà in mutamento costante, che presentano dei bardo, ovvero giunture di transizione in cui si manifesta la dharmata, la vera natura della mente, illimitata ed eterna. I quattro bardo (della vita, della morte, del dopo morte e della rinascita) offrono quindi una grandissima possibilità di liberazione, ma solo il bardo di questa vita consente di prendere familiarità, tramite la meditazione, con la natura essenziale della mente, così da poter riconoscere la sua potente e terrificante manifestazione spontanea al momento della morte. Chi si è preparato per tempo attraverso la pratica e la contemplazione dell’impermanenza non vedrà la morte come una disfatta, ma come una vittoria, il momento più fulgido a coronamento dell’esistenza. Edizione del XXX anniversario.
L'adolescente e il suo psicoanalista. I nuovi apporti della psicoanalisi dell'adolescenza
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 240
Sapere come ognuno di noi diventa soggetto della propria esistenza è la questione centrale per comprendere, oggi, i processi dell'adolescenza: i contributi che compongono questo volume, sintesi del pensiero psicoanalitico francese sull'adolescenza, sono incentrati sulla metamorfosi pubertaria come paradigma della creazione di sé. Passato e presente, infantile e pubertario collaborano alla formazione dell'adolescente come soggetto sociale. Quello adolescenziale è il processo intersoggettivo per eccellenza, perciò è fondamentale il confronto tra le rappresentazioni che ciascuno ha di se stesso e quelle che vengono rimandate dagli altri. Il terapeuta ha in questo senso una responsabilità importante nel rapporto con l'adolescente: deve essere un referente adeguato e fornirgli un ambiente sufficientemente facilitante. I quattro lavori di cui si compone questo libro si soffermano su altrettanti aspetti della creazione di sé: Cahn approfondisce l'ambito clinico, e nel suo ragionamento sulla soggettivazione ipotizza una 'terza topica' per l'adolescenza, che servirebbe da apparato di trasformazione, di legame e di creazione di legami nella relazione intersoggettiva. Gutton si sofferma su una nuova concettualizzazione della seduta con l'adolescente, che mette al centro il vissuto comune di psicoanalista e paziente. Tisseron prende in esame la 'cultura degli schermi' e il suo effetto sui giovani pazienti videogiocatori e sulle loro famiglie, delineando i possibili interventi clinici...
Il colloquio in psicoanalisi e psicoterapia
Antonio Pérez-Sánchez
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 246
Quali sono i fattori che determinano una diagnosi e, di conseguenza, un invio a un determinato tipo di terapia? Il testo di Pérez-Sánchez, pensato non per i soli psicoterapeuti o psicoanalisti ma per tutti gli operatori sanitari (soprattutto del settore pubblico) cui il paziente si rivolge in prima istanza alla ricerca di aiuto, analizza attentamente la dinamica del colloquio diagnostico, a metà strada tra il colloquio psichiatrico e l'assetto del colloquio psicoanalitico, condotto con lo scopo di valutare l'opportuna indicazione terapeutica per il paziente.
La terapia del respiro. Dall'esperienza sensoriale all'espressione musicale
Silvia Biferale
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 176
Parlare di respiro significa parlare di corpo nella sua espressione più impalpabile e allo stesso tempo più concreta. Attraversando un territorio ad alto rischio di astrazione e imprecisione, da una parte, e di eccessivo tecnicismo, dall'altra, questo testo riesce a collegare saldamente l'ambito terapeutico e quello dell'espressione musicale seguendo il movimento del respiro. Rivolto a terapeuti, cantanti, musicisti, docenti e professionisti della voce, ma anche a chiunque sia interessato alla valenza profondamente conoscitiva che il respiro può dischiudere, se pure slegato dagli approcci più specificamente spirituali, il percorso qui proposto si basa principalmente sul lavoro di terapeuta e pedagoga del respiro svolto dall'autrice con la ricerca di Ilse Middendorf (del cui testo fondamentale, "L'esperienza del respiro", ha curato per questi tipi l'edizione italiana) e con l'"Atem-Tonus-Ton" di Maria Höller Zangenfeind. Partendo dunque da un approccio fisiologico al movimento del respiro e alla sua funzione di modellamento dello schema corporeo, l'autrice approda all'ambito espressivo e creativo e al ruolo fondamentale che il respiro assume in relazione al suono e alla voce, presentando vari casi esemplificativi del lavoro da lei condotto sul corpo, sul respiro e sull'ascolto con cantanti, musicisti e in generale con persone che lavorano con la voce.
Neuroscienze e spiritualità. Mente e coscienza nella tradizioni religiose
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 212
Neuroscienze, filosofia e studi religiosi si interrogano in questo testo sui fondamenti dell'esperienza spirituale: la mente, il corpo, la coscienza. Con un viaggio nel tempo e nello spazio che parte dall'antica Grecia, passa per il cristianesimo delle origini, la cultura ebraica, la filosofia occidentale, la tradizione induista e quella buddhista, e approda alle neuroscienze, gli autori fanno dialogare e intersecare in modo fecondo i concetti fondamentali dei diversi sistemi filosofici e spirituali. Frutto di una serie di iniziative culturali e di ricerche sperimentali condotte presso l'Università di Udine, lo studio affronta tematiche come il contributo della filosofia e della neuropsicologia allo studio della religione e della spiritualità, il rapporto tra corpo mente e spirito nella cultura ebraica e nel cristianesimo delle origini, lo studio della coscienza nell'induismo, la teoria della mente buddhista a paragone con la filosofia occidentale, l'insegnamento e la pratica della meditazione in ambito clinico e psicologico. Nell'ottica di approfondire il rapporto fra spiritualità, malattia e guarigione, sotto la guida del curatore di questo volume è stato tra l'altro avviato un percorso sperimentale di meditazione orientata alla mindfulness in cui, oltre alla pratica meditativa, vengono discussi gli aspetti neuropsicologici, storici, religiosi e spirituali, con particolare attenzione allo studio della personalità e alle modificazioni che il percorso meditativo può determinare.
La mente non limitante. La natura radicalmente esperienzale della psicologia buddhista
Andrew Olendzki
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 202
Il mondo è alle soglie di una nuova era e non sappiamo se quelli che ci attendono saranno tempi peggiori o migliori. Che la nostra sia un'epoca di speranza o disperazione, comprendere noi stessi e i nostri comportamenti meglio di quanto facciamo attualmente offre indubbi vantaggi. Addirittura potrebbe darsi che la consapevolezza psicologica sia un fattore chiave nel determinare quale dei due scenari ci troveremo a vivere. La psicologia, disciplina che ha poco più di cent'anni di vita, è uno dei contributi caratterizzanti del ventesimo secolo. I pionieri della psicologia scoprirono la mente inconscia e preconscia e svilupparono nuovi strumenti per esplorare e interpretare il suo misterioso territorio. Dopo gli sviluppi più vari e rigogliosi di forme di ricerca psicologica nate da questo ceppo, e dirette spesso verso l'utilizzazione di metodi più affini alla ricerca scientifica "oggettiva", oggi si assiste a un ritorno della psicologia alle sue radici introspettive dietro la spinta crescente di una fonte inattesa: le pratiche contemplative della meditazione. L'esperienza accumulata durante secoli di pratica meditativa dall'Oriente comincia ad avere un impatto significativo sul modo di comprendere ed esplorare la mente nell'Occidente contemporaneo. Gli psicoterapeuti, naturalmente, hanno sempre saputo che la componente soggettiva del fenomeno che chiamiamo coscienza, ossia quello che si prova a essere coscienti, è parte importante di qualunque modello della mente.
L'Arte della terapia della famiglia
Salvador Minuchin, Michael D. Reiter, Charmaine Borda
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 272
Cosa fare quando una famiglia si presenta nello studio del terapeuta? Qual è il modo migliore di cominciare la seduta? Chiedere qualcosa sul problema che li ha portati lì? Offrire aiuto? Sorridere e chiedere com'è andato il viaggio? Tacere finché un membro della famiglia comincia a parlare? Ognuna di queste opzioni può rivelarsi appropriata. La terapia è un incontro fra estranei che si accingono a fare insieme un viaggio importante. La prima presa di contatto sarà dunque assolutamente individuale, dipenderà da quella particolare famiglia e da quel particolare terapeuta. È un viaggio che comincia nell'incertezza. Il terapeuta alle prime armi tenderà probabilmente a rifugiarsi nella teoria, per ridurre l'ansia e poter funzionare adeguatamente. Ma quale teoria? Come scegliere una teoria che permetta di agire efficacemente? A qualunque indirizzo si scelga di rifarsi, per quanto eclettico, la terapia non si esaurisce certo nei concetti e nelle tecniche di quel modello teorico. Due terapeuti possono usare la stessa tecnica, perfino con la stessa famiglia, e trovarla uno di grande aiuto, e l'altro inefficace. Il sapere nasce dal fare, e questo manuale è il prodotto del tempo passato da Minuchin e dai suoi colleghi con i tirocinanti del corso di terapia della famiglia. Nella prima parte del libro l'autore analizza alcune sedute da lui condotte, sottolineando i concetti chiave, mentre nella seconda parte viene descritto il processo, talvolta arduo per un terapeuta alle prime armi.
Il nettare dello yoga
Tirumalai Krishnamacharya
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 173
Perché praticare lo yoga, qual è la meta finale? Quali sono i suoi benefici? Per quanti anni si dovrebbe praticare e quanto dovrebbe durare la pratica quotidiana? Questi gli argomenti centrali del libro. Esso comprende la descrizione dettagliata di asana, bandha, mudra, elencandone gli effetti, e spiegando le tecniche sotto forma di vinyasa, ovvero sequenze che conducono alla postura finale. Tratta dei canali energetici (nadi), dei cakra e del pranayama, che insieme alle posture permette di ottenere il controllo del sistema nervoso, un'ottima salute e la longevità. Scopo dello yoga è la cessazione dell'attività della mente rivolta all'esterno e poi la concentrazione sulla propria vera natura; infatti la disciplina fisica non è che una preparazione all'indagine sulla verità ultima. I suoi benefici, ossia la purificazione dell'organismo e la forza, si riflettono sulla mente rendendola stabile e lucida, non più preda di emozioni o sensazioni, e promuovono la crescita spirituale in termini di gioia ed entusiasmo. Occorre applicare uno sforzo sistematico fino al raggiungimento della meta e stabilire in ogni fase i dettagli della pratica: luogo, durata e attività connesse. Krishnamacharya ha rinnovato una disciplina antica che stava scomparendo e l'ha adattata alla vita moderna; a lui va tale merito. Il testo è corredato da un'ampia Appendice che illustra tutte le sequenze descritte dall'autore. Presentazione di B. K. S. Iyengar.
Il concetto di identificazione proiettiva. La sua nascita e la sua evoluzione
Elizabeth Spillius, Edna O'Shaughnessy
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 378
Quando il termine 'identificazione proiettiva' fu introdotto nel linguaggio della psicoanalisi, già esisteva un materiale molto ricco, per quanto non sistematizzato, sul concetto di identificazione. Per primo Freud, poi Abraham e Ferenczi, come pure Anna Freud, contribuirono a delineare la nozione di 'identificazione'. Fu però Melanie Klein a dare profondo spessore teorico al concetto, concependo l'identificazione come creatrice di un intero mondo interno sin dalle prime fasi dell'esistenza, attraverso i processi di introiezione e proiezione. La Klein giunse nel 1946 alla definizione dell'identificazione proiettiva', un meccanismo di difesa utilizzato precocemente dall'Io in stati di ansia in cui, in una fantasia onnipotente, scinde e proietta parti di sé nell'oggetto. Il presente volume risale alle origini del concetto esaminando i lavori pubblicati e non pubblicati presenti nell'Archivio Melanie Klein. Viene ricostruita la sua successiva evoluzione nell'opera dei kleiniani inglesi, nonché la storia di come esso sia stato accettato o rifiutato o trasformato da parte di analisti di diverse scuole psicoanalitiche in Inghilterra, Europa e America. Si tratta di un concetto che ha sempre sollevato un particolare interesse tra gli psicoanalisti, sia per il suo ruolo nello sviluppo infantile, normale e anormale, sia per il potere illuminante che l'identificazione proiettiva può assumere rispetto al funzionamento della comunicazione tra paziente e analista...
Musorgskij. Otto saggi e un epilogo
Richard Taruskin
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 388
Profondo conoscitore della letteratura storiografica e critica, oltre che della lingua e dell'universo culturale russo, dotato di una rara sicurezza analitica, in grado di penetrare in profondità nel materiale originario e nelle fonti inedite, di muoversi liberamente nel vasto continente che è la musica popolare russa, Taruskin ha prodotto un testo utile per la conoscenza e la collocazione storica dell'opera di Musorgskij. In una serie di saggi (otto) su vari temi musorgskiani cruciali, l'autore ha messo in questione e rivoluzionato il quadro convenzionalmente accettato della vita di Musorgskij, delle sue opere e del contesto storico in cui operò. La visione tradizionale del musicista russo come un artista populista engagé, e della sua opera come una parabola che ascende fino a raggiungere il suo zenit in Boris Godunov, per poi declinare inesorabilmente fino alla sua morte, ebbe origine negli scritti di Vladimir Stasov, il critico musicale e letterato che si adoperò per primo per salvare dall'oblio e diffondere l'opera dell'amico musicista, diventandone il primo biografo e l'instancabile propagandista fino ai primi anni del '900. In questa attività di per sé meritoria, tuttavia, egli fabbricò un'immagine che ha distorto, non solo la realtà storiografica, ma addirittura la persona storica di Musorgskij, e che ha finito per condizionare pesantemente la visione e la ricezione delle sue opere per più di un secolo.

