Cesati
Amori. Poesie d'amore da Dante a Vasco Rossi
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 112
La storia della poesia d'amore è raccolta in una piccola antologia di trenta componimenti firmati dai più grandi versatori della letteratura italiana: da Petrarca a Boiardo; da Dante a Pascoli; da Montale a Gozzano; da Angiolieri a Bertolucci. Fil rouge della raccolta, il desiderio, la passione, l'alienazione, l'angoscia della perdita, il senso del peccato, cioè i sentimenti amorosi che, con poche eccezioni, caratterizzano la poesia moderna occidentale. Poesia d'amore come poesia dell'inquietudine e della sofferenza, del dolore e della perdita, dunque, secondo la lezione di Petrarca. Pur dando conto di questa condizione dominante e senza perdere di vista i punti di riferimento canonici, i testi raccolti in questo cammeo di versi d'amore cercano di rendere un'idea della varietà della fenomenologia amorosa, del "vario stile", direbbe Petrarca, del "regno d'Amore". Proprio per questo, accanto alle poesie dei padri (Dante 'petroso', Petrarca cantore di Laura) sono stati scelti esempi di eros gioioso (Boiardo), di tormento amoroso (Noventa, Mogol), di trionfo della corporalità (Aretino e Valduga), di forme d'amore assai più compromesse con la quotidianità e con il registro comico-realistico (Rustico Filippi, Cecco Angiolieri, Niccolò Campani, Belli), del punto di vista femminile (Veronica Franco, Moderata Fonte). Il Novecento è rappresentato anche da testi eccezionali rispetto al canone, come quelli dei cantautori (Fabrizio De André, Vasco Rossi, Franco Califano) e dei parolieri.
Spazio domestico e spazio quaotidiano nella letteratura e nel cinema dall'Ottocento a oggi
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 154
Il tema dello spazio domestico rientra in quel recente ripensamento della spazialità che ha preso il nome di spatial turn. Lo spazio interiore della casa è considerato, da una parte, come luogo dell'autoriflessione, avviando così la nascita del soggetto moderno; dall'altra, ridotto a luogo di isolamento, stagnazione e d'immobilità, è svalutato a favore dello spazio urbano. Il presente volume raccoglie studi sul concetto e sulla funzione della casa nel romanzo italiano dell'Ottocento (Nievo, Verga, Marchesa Colombi, Neera), nella narrativa moderna e contemporanea (Sciascia, Camilleri, Agus, Scego, Falco, Ammanti e altri giovani narratori), nel teatro di Antonelli, nel cinema degli anni Cinquanta e nell'ultima poesia femminile (Anedda, Biagini).
Il troppo e il vano. Percorsi di formazione linguistica nel secondo Ottocento
Giuseppe Polimeni
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 242
Il volume raccoglie dieci saggi dedicati alla ricerca di una lingua comune nell'Ottocento italiano. Fulcro storico è l'Unità d'Italia, intesa come spartiacque in cui le istanze del primo Ottocento trovano una concreta possibilità di realizzarsi attraverso il sistema scolastico e i moderni mezzi di comunicazione. Ripercorsi i momenti di un'unificazione intesa come estensione di una varietà all'intera nazione (principalmente attraverso la scuola), il libro si propone di sondare il nodo problematico della definizione di uno strumento linguistico che garantisca a tutti una partecipazione democratica alla vita civile. Centrale si dimostra il concetto di popolo: inteso in prima battuta come una non definita entità a cui lo scrittore è chiamato a rifarsi per costruire una lingua spontanea, il popolo diviene gradualmente proiezione delle istanze della vita civile di un'intera società. I saggi si dispongono lungo un'ideale linea di demarcazione che riguarda il problema della varietà linguistica, di quell'abbondanza di parole e di forme che caratterizza storicamente l'italiano: da un lato i "manzoniani" si adoperano per raggiungere una riduzione di forme concorrenti, considerate come inutile orpello nell'accesso democratico alla parola; dall'altro Graziadio Isaia Ascoli e la sua scuola propongono sondaggi negli strati della lingua con l'intento di ricostruire le valenze storiche della varietà e di favorirne la consapevolezza nell'uso effettivo.
Un mondo fuori chiave. Il fantastico in Pirandello
Franco Zangrilli
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 223
L'intento di questo lavoro è quello di presentare una disamina ampia e complessiva del fantastico in Pirandello. Si è scelto di esaminare le opere più rappresentative del fantastico dell'autore, dalle poesie giovanili al suo ultimo dramma, "I giganti della montagna", sature dei motivi del meraviglioso, del magico, dello spiritismo, del perturbante, del sogno, del doppio, della follia. L'arte pirandelliana non ha ignorato nessun ingrediente del fantastico. In modo tutto particolare essa si ispira a un fantastico umoristico che presenta tante diramazioni e tante novità. L'originalità di Pirandello consiste persino nell'abilità di riscrivere vecchi argomenti della letteratura fantastica, temi, luoghi comuni, canoni, ecc., con uno approccio tutto nuovo, ricco di alta poesia; ecco perché l'autore viene considerato un maestro anche da grandi scrittori del postmoderno fantastico (Landolfi, Buzzati, Borges, Tabucchi ecc.). Il carattere postmoderno di Pirandello sviluppa un discorso metafantastico che si ramifica in tante direzioni - nello sperimentalismo avanguardistico dei mezzi della scrittura e della poetica del personaggio, nella commistione e ricerca di nuovi linguaggi - arrivando a realizzare opere in cui tutti i personaggi si trovano a viaggiare in una foresta di misteri.
Dal manoscritto al web: canali e modalità di trasmissione dell'italiano. Tecniche, materiali e usi nella storia della lingua
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 806
Sms, e-mail, chat, emoticons, twit, post su facebook. Dalla sua invenzione, nel 3200 a.C., a Guttemberg, dalla macchina da scrivere alla tastiera del pc, la scrittura ha subito un enorme cambiamento. Ma in che direzione? In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato e cambieranno l'italiano? Quali sono i livelli linguistici più coinvolti? Molte le tematiche in campo, organizzate nelle sette sezioni che compongono i volumi. Si spazia dalla figura del revisore editoriale a quella dell'autore, per poi soffermarsi sul lettore con un'analisi degli adattamenti letterari, scolastici, della lingua dei fumetti e dei periodici. A rispondere a queste domande sono gli studiosi della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana, autori dell'opera che raccoglie le riflessioni delle giornate di studio di Helsinki. Orale e scritto sono i temi della terza sezione, dedicata all'italiano della televisione, della radio, del telefono e dei film, con un focus sui copioni e le sceneggiature, per poi spostare l'attenzione verso la lingua delle grammatiche e dei manuali, dei discorsi politici, commemorativi scritti e letti. Ampio spazio alla lingua del web nella quarta sezione con un approfondimento sull'italiano delle e-mail, dei blog, dei forum e dei social network; una varietà che si adatta sempre più alle esigenze di brevità e velocità del mezzo utilizzato. Nell'ultima sezione spazio ai linguaggi non verbali con approfondimenti sulla lingua dei segni (LIS), sulla prossemica e il Braille.
Poesia sulla poesia. La «Vita Nova»: una scuola d'amore «novissimo»
Winfried Wehle
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 155
Dopo l'edizione in lingua tedesca esce in Italia lo studio sulla "Vita Nova" di Dante di Winfried Wehle. La "Vita Nova" è la prima opera di sicura attribuzione a Dante, presumibilmente allestita tra il 1292 e il 1293 anche se lo stesso Alighieri parla già di una stesura di alcuni testi databile intorno al 1283. Certamente si tratta di un'opera dalla gestazione lunga riunita sotto il titolo di "Vita Nova" a partire dal 1290, anno della morte di Beatrice. Lo studioso tedesco, tra i maggiori dantisti viventi, propone una lettura assai innovativa dell'opera dell'Alighieri, da lui considerata dal principio alla fine, un libro dell'amor cortese. Wehle, necessariamente, sia dal punto di vista storico che da quello poetologico, vuole svincolare innanzitutto la "Vita Nova" dalla "Divina Commedia" e analizzarla in base alla sua particolare costituzione storica e letteraria. È quindi un'opera di poesia, ma è al contempo poesia sulla poesia - poetica e metapoetica in uno. Pur mostrandosi perfettamente inserita nella tradizione del suo tempo, la sovrasta, con l'esibizione di un'ardita, addirittura azzardata modernità contemporanea.
Faber in fabula. Casi di intertestualità artistica nella letteratura italiana
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 245
Il volume raccoglie ventuno saggi scritti da studiosi di diverse università europee che in occasione del XX convegno AIPI, organizzato da Peter Kuon e dai suoi colleghi di Salisburgo, dal 5 all'8 settembre del 2012, su "L'Italia e le arti. Lingua e letteratura a dialogo con arte, musica e spettacolo", hanno scelto le sezioni "Pittura e letteratura dalle origini al Novecento" e "Oggetti d'arte, fotografie e architettura nella letteratura italiana", coordinate rispettivamente da Franco Musarra e da Ulla Musarra-Schroder. I contributi escono ora riuniti in un solo volume, come era l'intenzione iniziale dei due curatori. Nei vari saggi si studiano campi e modalità del dialogo tra letteratura e arti figurative, dalla pittura alla fotografia, all'architettura, alla scultura e all'illustrazione. Molti contributi analizzano le interferenze artistiche nelle opere narrative e poetiche di noti scrittori e poeti italiani, altri sono incentrati su testi letterari e artistici forse meno conosciuti, altri infine trattano tematiche più generali dalla storia letteraria al pensiero critico filosofico e all'editoria. Nell'insieme del volume si possono distinguere vari orientamenti critici e metodologici, tematici, strutturali, stilistici e ispirati alla filosofia e alla semiotica. I curatori hanno conservato, per quanto possibile, la diversità di stile e di genere d'approccio dei partecipanti, rispettando così la vivacità e la spontaneità dell'incontro a Salisburgo.
Il compendio di Roma antica. Raccolto e scritto da M. Lucio Fauno con somma brevità, et ordine con quanto gli antichi o moderni scritto ne hanno
Lucio Fauno
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 144
Descrizione della topografia della città di Roma dell'antiquario Lucio Fauno.
L'italiano fuori d'Italia
Francesco Bruni
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 270
Durante il Rinascimento l'Italia ha esportato cultura umanistica e nuovi linguaggi nelle arti figurative e nell'architettura. Prima tra le lingue europee, l'italiano si dota di regole grammaticali e di un grande dizionario. Non è questa l'unica linea della sua storia: nel mondo plurilingue del Mediterraneo tra XVI e XVIII secolo l'italiano è impiegato per le transazioni marinaresche, anche in assenza di interlocutori italiani. Ancora, l'italiano ha avuto ripetuti, inaspettati impieghi nella diplomazia dei Balcani e nell'Oriente della Turchia Ottomana. La vita avventurosa di Lord Byron, conclusasi in Grecia, è un'altra chiave di accesso (non l'unica) che spiega perché sia redatto in italiano il documento che fonda la legittima proprietà delle sculture del Partenone da parte del British Museum. Con la sua leggerezza l'italiano, privo del sostegno di uno stato (almeno fino alla svolta dell'Unità d'Italia, e qualche volta anche oltre), è presente in ambienti diversi da quelli studiati tradizionalmente, con risultati che invitano a una revisione seria del luogo comune secondo cui la lingua nazionale sarebbe stata confinata, prima dell'Unità, a un ruolo quasi esclusivamente libresco.
Satire
Luigi Alamanni
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 317
Le "Satire" di Luigi Alamanni non appartengono alla grande tradizione satirico umoristica rinascimentale inaugurata da Ludovico Ariosto. Le "Satire" dell'Alamanni infatti, qui riproposte, in un edizione critica curata da Rossana Perri, si inseriscono all'interno della assai più copiosa produzione di questo "poeta ancora da scoprire", che vanta escursioni in tutti i generi letterari: dalla lirica amorosa all'elegia, all'egloga, all'epigramma, al poema epico e didascalico, per finire alla tragedia, sino alle composizioni religiose dei Salmi penitenziali e alla novella. Le tredici "Satire", curate dalla Perri, in terza rima, furono composte probabilmente fra il 1524 e il 1527 in Francia e date alle stampe tra il 1532 e il 1533 per i tipi dell'editore Sebastien Gryphe di Lione, nel primo dei due volumi delle Opere Toscane, con dedica al sovrano francese Francesco I, novello mecenate sotto la cui egida si colloca pressoché tutta l'attività poetica del fuoriuscito fiorentino Luigi Alamanni (nemico giurato dei Medici visse in esilio dopo la congiura ai danni del Cardinale Giulio dei Medici, poi Clemente VII e la sua avversione alla casata medicea).
Ippolito Nievo: l'avventura del romanzo. Atti della Giornata di studio(Roma, 11 aprile 2013)
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 98
Eroe dell'Italia Risorgimentale, Ippolito Nievo da sempre suscita l'interesse dei letterati per la sua duplice veste di scrittore e soldato. Il volume "L'avventura del romanzo", curato dalla presidente della fondazione dedicata al patriota veneto, si inserisce a pieno titolo tra i più interessanti saggi sull'autore, raccogliendo le riflessioni di autorevoli accademici. A introdurre il volume è Roberto Bigazzi il quale, dopo un excursus sui romanzi della prima metà dell'Ottocento, propone un confronto tra le "Confessioni" e il romanzo storico "Waverley", nel quale Walter Scott tematizza il conflitto tra realtà e ideali creando così una versione popolare del romanzo di formazione. Si prosegue con il testo di Ugo Maria Olivieri sull'evoluzione dello schema del romanzo durante il periodo rivoluzionario, che pone al centro la figura del giovane e il suo impegno a comporre assieme agli altri la società civile. Interessanti anche il saggio di Simone Casini sul passaggio dall'idillio della novella "Il Varmo" alle "Confessioni" e l'articolata trattazione di Giulio de Jorio Frisari sul problema complesso del rapporto tra le fonti e l'opera dell'autore risorgimentale. A concludere il volume è la riflessione di Fabio Pierangeli sulla dimensione del romanzo breve di Nievo, in particolare sul "Barone di Nicastro", e sulla sua vena satirica.
La nazione necessaria. La questione italiana nell'opera di Massimo d'Azeglio
Claudio Gigante
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 142
Massimo d'Azeglio è uno degli emblemi decaduti del Risorgimento: se nel clima postunitario era considerato uno dei personaggi simbolo della stagione dell'indipendenza e dell'Unità, oggi è più spesso ricordato per le sue perplessità sulla spedizione garibaldina e lo scetticismo variamente manifestato sull'integrabilità del Mezzogiorno al nuovo Regno d'Italia. Scopo di questo libro, fondato in larga parte su un'analisi dei testi letterari e politici di d'Azeglio, è da un lato collocare l'opera di d'Azeglio nel suo contesto, riconoscendo i meriti della sua feconda attività di pubblicista senza nasconderne i limiti e le contraddizioni; dall'altro ricostruire le fasi del suo pensiero, dall'entusiasmo patriottico (e unitario) di prima giovinezza sino al disincanto delle prose mature: nella convinzione che l'Unità sia un valore e che ogni attività letteraria spesa per approssimarsi a tale valore debba essere storicizzata con rispetto.

