Edizioni di Pagina
Boccaccio e lo spettacolo della parola. Il Decameron dalla scrittura alla scena
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: XVIII-124
Nelle origini del racconto moderno il "Decameron" svolge la funzione anticipatrice di una grande opera-mondo, destinata ad irradiare in Europa una nuova idea di 'esemplarità' narrabile: il grande paradigma di una ragione solidale, che reagisce all'insidia della dissoluzione con una visione problematica e insieme costruttiva del rapporto con la realtà. Un rapporto che sa farsi teatro, talora spettacolo di piazza, evento-narrazione ad alta densità 'scenica'. L'inclinazione performativa, attraverso il sapido ingrediente dell'ascolto attivo e del commento, è alla base del dialogo novellistico inscenato della brigata decameroniana. Le Giornate del 'Progetto Boccaccio', sintetizzate nei contributi di questo volume, mettendo a fuoco da punti di vista diversi la peculiare teatralità dell'arte novellistica boccacciana, hanno rivolto lo sguardo alla fenomenologia articolatissima e mai scontata dei rapporti fra i generi e gli stili che affiora dalla straordinaria polifonia del mondo decameroniano. Una polifonia che non soltanto illumina la tradizione novellistica, ma delinea, nella sua speciale natura aurorale, i caratteri originalmente polimorfici del "narrativo italiano", che sono anche la base genetica della moderna letteratura europea.
La colpa del coltello
Giacomo Annibaldis
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 120
"Sotto il guasto viene l'aggiusto": è la rassegnata, quanto efficace, filosofia di vita adottata da un popolino abituato a trarre vantaggio anche dalla cattiva sorte. Come avviene agli orfani di famiglie povere di una città del Sud, accolti, e "felicemente reclusi", in un istituto che si assume il ruolo di risollevare il loro destino, di migliorarlo rispetto alle aspettative del loro ceto. Nelle vicende di una scolaresca chiusa in collegio si riverberano le dinamiche psicologiche e sociali di una società emarginata, ancora in grave ritardo rispetto al boom economico che si appresta ad avvolgere l'Italia. Nel racconto di Giacomo Annibaldis, la memoria ritesse la vita di bambini sfortunati, i "figli dei morti", ai quali tuttavia sarà offerta una chance rispetto ai loro compagni e parenti: storia di un'infanzia del tutto inusuale, intrecciata con l'ordito di una cultura mediterranea dai riverberi arcaici.
Narrazioni. Volume Vol. 3
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 148
Rivista semestrale di autori, libri ed eterotopie.
Il destino della bellezza
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 286
Tra il 17 e il 19 aprile 2012 il tema della Bellezza ha convocato presso la prima università ortodossa di Mosca studiosi russi e italiani che si sono confrontati attorno all'esperienza che più di ogni altra rivela il desiderio di infinito impresso nel cuore di ogni uomo. In quei giorni è stato sorprendente - e lo è ancora leggendo le pagine di questo volume - scoprire la profonda unità che da secoli agisce nelle due più antiche tradizioni cristiane, quella orientale ortodossa e quella occidentale cattolica, nelle innumerevoli occasioni che hanno sollecitato la loro creatività espressiva e la loro riflessione critica, dalle origini fino ai nostri giorni. È una tenace testimonianza al mondo della pertinenza della fede alle urgenze della vita e della storia. L'iniziativa promossa dall'Università San Tichon di Mosca, in occasione del suo ventennale, è stata accolta dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano a seguito di una collaborazione che da alcuni anni favorisce scambi di docenti e studenti nell'ambito delle discipline umanistiche, in particolare filologiche, linguistiche e artistiche.
Lupi e cani randagi
Maurice Bignami
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 272
Per unità di tempo, luogo e azione - una storia metropolitana di amore e morte lunga tre giorni e tre notti in una Roma sventrata dalle acque - "Lupi e cani randagi" è una tragedia classica. Per il linguaggio è un hard boiled. Duro e travolgente, tenero e struggente. Ne ha tutti gli stilemi, e li ha per farli tutti a pezzi. Dall'impianto drammatico alla lingua, dai personaggi agli ingredienti di genere. Ideologia zero. Biografia auto-assolutoria zero. È il primo autentico romanzo sul terrorismo e gli anni '70. Implacabile, demolisce ogni steccato e trascina dietro le quinte, al fondo degli eventi, al cuore degli uomini e delle donne che fecero quegli anni. Apre anche uno squarcio sul nostro desolato presente, sulla decomposizione irreversibile della modernità. Narra infine del Male all'origine certa delle cose narrate; dei Sette vizi capitali, senza trascurarne nemmeno uno. E di come, forse, si possa incontrare l'unica salvezza perfino lì. Tre possibili chiavi di lettura, tre giochi narrativi che si incrociano senza ledere le proprie valenze: una trama avvincente da romanzo vero; il '68, la Rivoluzione e il dopo raccontati a quelli che c'erano e a coloro che li hanno solo sentiti dire; l'inferno andata e ritorno.
Le parole e la vita
Giovanni Cera
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 96
La non coincidenza di realtà e linguaggio; il destino come il farsi del tempo; l'esperienza e il futuro; l'assoluto in quanto limite: questi, fra gli altri, i temi sviluppati nel volume, sulla base dell'idea che la vita ha in sé le occasioni e le ragioni del sapere e del senso.
Domesticating Ibsen for Italy. Enrico and Icilio Polese's Ibsen Campaign
Giuliano D'Amico
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
Perché gli amanti del teatro italiani non smettono di ridere quando i personaggi di Henrik Ibsen parlano dell'"anatra selvatica"? Perché "Ghosts" (Fantasmi?) divenne il più grande successo di Ibsen sul palcoscenico italiano, differentemente da come veniva recepito altrove in Europa? Che tipo di sfide i traduttori e mediatori di Ibsen affrontano in Italia e come ha reagito il pubblico locale a questo nuovo dramma proveniente dal Nord? "Addomesticare Ibsen per l'Italia" affronta queste questioni e indaga le trasformazioni radicali che hanno subito i testi di Ibsen quando furono introdotti in Italia. "Addomesticare Ibsen per l'Italia" si concentra sulla "campagna di Ibsen" condotta tra il 1891 e il 1894 dagli agenti teatrali Enrico e Icilio Polese, che hanno tradotto e introdotto otto opere teatrali di Ibsen sul palcoscenico italiano. Sulla base di approfondite ricerche d'archivio e analisi testuale delle traduzioni, questo libro documenta come il Polese abbia contribuito alla canonizzazione di Ibsen modellando e commercializzando un nuovo Ibsen "italiano".
Eidolon. Saggi sulla tradizione classica
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
Il riflesso, l'immagine, l'eidolon dei testi e delle opere 'classiche' ha continuato ininterrottamente a riverberarsi nella letteratura e nell'arte occidentale moderna e contemporanea; lo studio dei Greci ha condizionato la nascita e lo sviluppo delle istituzioni universitarie e museali; il confronto con la vita politica e sociale dell'antichità ha plasmato riflessioni filosofiche e storiografiche. I saggi qui raccolti offrono esempi di storia della tradizione classica dal XVIII secolo ad oggi. Marco Castellari scrive dell'Antigone di Bertolt Brecht rivista nel 2006 da George Tabori; Sotera Fornaro affronta il frammento drammatico Prometeo di Goethe; Mario Marino esamina un manoscritto inedito di Johann Gottfried Herder con annotazioni sul De rerum natura; Corinne Bonnet ricostruisce il ruolo attribuito a Cartagine nella Storia romana di Theodor Mommsen; Daniela Summa disegna un panorama delle vicende storiche e individuali che hanno accompagnato dagli inizi dell'Ottocento l'elaborazione del corpus epigrafico di Cipro; Carlotta Santini delinea il confronto sul mito tra Thomas Mann, Karoly Kerényi e Furio Jesi; Eleonora Cavallini tratta dei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese e del giudizio che ne dette Italo Calvino.
Terre di mezzo. Poetiche e metafore tra «Avatar» e «Il Signore degli Anelli»
Giuseppe Grossi
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
Il cinema è una "terra di mezzo" tra reale e fantastico. In questo territorio ibrido, "Il Signore degli Anelli" e "Avatar" si sono imposti come due fenomeni del raccontare e del vedere, due storie epiche e fantastiche con il gusto per l'innovazione estetica, ma sempre legate all'etica della tradizione. Fantasy e fantascienza si riscoprono generi lontani nelle epoche messe in scena, ma simili nel recupero di solide basi narrative orientate al passato. Peter Jackson e James Cameron non hanno solo girato dei film, ma creato dei mondi, dato forma alla fantasia e sostanza all'immaginario collettivo. Pandora e Terra di Mezzo sono spazi dentro i quali il pubblico si riconosce, si perde e rimane ammaliato da eroi complessi, storie mitiche, personaggi esemplari.
Che cos'è un classico? Il classico in J. M. Coetzee
Sotera Fornaro
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
Che cos'è un classico? I classici svolgono un ruolo concreto nella vita? Per quale mistero hanno la capacità di infondere coraggio e forza alle vittime di poteri politici aberranti? Perché attraverso i classici accettiamo meglio la malattia e l'avvicinarsi della morte? Sono questi alcuni degli interrogativi a cui lo scrittore di origine sudafricana J.M. Coetzee risponde nei suoi romanzi e nei suoi saggi. Attraverso la scrittura di Coetzee, premio Nobel per la letteratura nel 2003 e oggi uno degli scrittori più famosi al mondo, questo libro riflette sul concetto di classico dal punto di vista di una classicista di mestiere e approda ad alcune seppur provvisorie conclusioni. Classico è ciò che è umano e si oppone alla barbarie; ciò che resiste e aiuta a resistere all'orrore e alla violenza. Classico è sempre un atto d'amore, per la vita, per l'umanità, per l'idea stessa dell'amore. Classico è quel che perdura, passando al vaglio del tempo e di giudici competenti. Classico è il cuore che cerchiamo in un mondo spesso senza cuore.
Bricks to build a teaterlaboratorium. Odin Teatret and Chr. Ludvigsen
Franco Perrelli
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
La vicenda dell'Odin Teatret, nascente gruppo norvegese capitanato dall'italiano Eugenio Barba, che, nel 1966, si stabilisce nella cittadina danese di Holstebro, non è solo di per sé significativa. Infatti, dimostra che l'Odin, con l'aiuto di collaboratori come lo storico del teatro Chr. Ludvigsen, è stato in grado d'imporre una visione culturale d'avanguardia, al di là degli spettacoli, anche su quel piano legislativo che di norma fissa determinanti categorie di un periodo e di una cultura. Il successo di questa formazione è chiaramente conseguenza della sua intraprendenza, ma soprattutto della capacità strategica di costituire alleanze complesse ed efficaci. Da questo punto di vista, il rapporto fra l'Odin Teatret e Chr. Ludvigsen appare cruciale nella storia del gruppo di Eugenio Barba ed è divenuto il tramite per affermare il riconoscimento di uno scatto epocale dalla nozione di sperimentazione scenica a quella di teatro laboratorio.
Giovanni Duns Scoto
Guido Alliney
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2012
Giovanni Duns Scoto è uno dei più importanti filosofi del medioevo. A lui si devono molte delle intuizioni teoretiche che fondano il pensiero moderno: la concezione della metafisica come ontoteologia, o la nozione di possibile logicum come tutto ciò la cui definizione non implica contraddizione. Anche in psicologia Scoto introduce elementi significativamente innovativi, come la conoscenza intuitiva e la nuova concezione della volontà, non più potenza esecutrice dei giudizi della ragione ma autonoma facoltà spirituale capace di libere scelte e centro della personalità del soggetto. Nonostante questi – e altri – contributi indubbiamente decisivi per la storia della filosofia occidentale il pensiero di Scoto è ancora relativamente poco conosciuto. Ciò è in parte imputabile a un'inadeguata attenzione al suo pensiero, parzialmente estraneo al paradigma storiografico della filosofia medievale come necessaria integrazione fra aristotelismo e Rivelazione. Anche se oggi è abbondantemente superata, per molti anni questa interpretazione del medioevo filosofico ha indicato in Tommaso d'Aquino il vertice della riflessione scolastica, togliendo così rilievo a pensatori di indubbio valore speculativo ma non pienamente riducibili a tale schema interpretativo. Questo volume colma ora una lacuna editoriale presentando con un linguaggio piano le più importanti posizioni del filosofo scozzese. Di esse viene dato conto con il rigore di un'esposizione chiara ma sempre attenta alle più aggiornate ricerche sul pensiero di Scoto.

