Edizioni Il Saggio
La chiesa di S. Maria delle Grazie in Ogliastro Marina. Storia e vicende di una comunità
Gennaro Malzone
Libro
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 144
Gocce d'amore dei Clemente nel tempo. La nostra storia
Cosimo Clemente
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 320
Con un saggio di Giuseppe Barra («I Clemente nella storia»).
Giglio Nero
Mehdi Ben Temime
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 332
Concorso nazionale di narrativa. «Le eccellenze del Cilento», «Racconti dell'emigrazione», «Racconti a tema libero»
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 420
Con un saggio di Antonio Capano e il contributo di Francesco Volpe.
Tata Bra
Maria Paraggio
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 102
Racconto autobiografico di una ragazza africana che scappa dal suo paese per raggiungere l'Italia.
Ascea. La nostra lingua
Antonio Rizzo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 96
Fascia tricolore
Antonio Rizzo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 186
"È titolo di onore e di gioia per me l’invito del prof Rizzo a presentare la sua opera che con obiettività ed eleganza narra le vicende politiche che hanno caratterizzato la storia del nostro paese negli anni sessanta - Settanta. Leggendo queste pagine sono ritornata fanciulla ricordando il lontano 1970, quando facevo fatica a capire i discorsi degli adulti, di tanti adulti che in mezzo alla strada, in piazza, nei bar, nelle botteghe, raccontavano, valutavano, criticavano e addirittura litigavano per affermare le proprie posizioni. Nella mia famiglia, una famiglia allargata, direi quasi patriarcale, dove mia nonna cercava di spiegarmi quello che stava succedendo, quando io curiosa le ponevo mille domande. Ricordo che lei mi parlava, anzi un posto particolare occupava in questa famiglia l’amato e stimato prof. Antonio Rizzo per la sua cordialità, per la sua cultura, un intellettuale eclettico semplice e umile, che non ha dimenticato le sue origini e mi diceva “ue’ ni tu devi studiare per diventare maestra, si deve progredire”. Il nostro prof. Rizzo parlava di progresso, quel progresso fatto di istruzione e educazione che doveva invadere la classe contadina per riscattarla dall’ignoranza e capire quello che succedeva nel mondo. Mi ricorda anche un movimento filosofico e culturale da tenere in considerazione: il Positivismo di Auguste Comte che nel 1852 ideava il motto: “L’amore per principio, l’ordine per fondamento, il progresso per fine”. D’altro canto questa corrente di pensiero inneggia al progresso prodotto dall’ incessante sviluppo scientifico quel progresso culturale che cita anche il prof. in queste pagine ho riscontrato un Salvemini che, quando parlava della questione meridionale, evidenziava il male volto della politica che non riusciva a far decollare questo Sud e dove il divario tra Nord e Sud si accentuava sempre di più. Il pensiero del prof. che ha elaborato sulla politica locale degli anni su citati è, di certo, uno dei contributi più lucidi e lungimiranti per le nuove generazioni e le sue battaglie per il bene comune hanno rappresentato un importantissimo patrimonio per il futuro. Egli in questo scritto è un vero democratico, ed è conscio del delicato equilibrio su cui si fonda la democrazia, di come essa pretenda per reggersi di civiltà, istruzione e partecipazione, di come essa possa essere facilmente inquinata e condizionata da potentati economici. Egli è uno studioso e un grande maestro di vita e di impegno etico politico; l’amore per la sua terra, per i suoi concittadini è forte; si evince da questo libro che al primo posto c’è la protezione delle classi più deboli e lui non si è lasciato corrompere dallo spirito di parte ed è stato sempre legato alla realtà concreta e ai bisogni della collettività. Una vita intensa la sua, piena di ricerche, di scoperte, di esperienze che riesce a trasmettere con la bellezza delle sue parole e con assoluta originalità, con espressione concreta come una specie di racconto dove il narratore si esprime in un italiano molto particolare, quasi con le caratteristiche della lingua orale e con un lessico elementare, vivo, colorito, anche ripetitivo dove abbondano parole, espressioni, similitudini, espressioni anche dialettali per dare la possibilità a tutti i ceti sociali di leggere, comprendere e sapere ciò che è stato." (Anella Vaccaro)
Homo sum... Ego sum
Antonio Rizzo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 60
"L’Homo sum… mi ha accompagnato nel corso dell’attività di insegnante e dello stare in mezzo alla gente, anche per effetto dell’impegno politico vissuto nel mio paese. Spesso, anche a scuola, mi sono trovato a cercare strumenti per tenere impegnata la classe, quando me la sentivo sfuggire dalla partecipazione all’ascolto, ed, allora, dovevo sempre trovare espedienti di interesse comune e ciò mi è stato facile, perché sono riuscito a coinvolgere gli alunni. [...] Non dobbiamo vivere in città e demi, separati da norme diverse di giustizia; ma considerarci uomini tutti condemiali e concittadini, con una sola vita ed un sol gregge che bruca unito in un pascolo comune. Pensiero attribuito a Zenone da Panezio nei Doveri. Allora la classe si apriva sul comportamento del cittadino ed io mi tuffavo nel parlare degli enti inter o super comunali e sentivo mormorare di comodità, non comunità, perché erano comunità di comodo di questo o l’altro consigliere comunale o delegato in qualche ente per manipolare a suo piacimento. Allora il parlare di fatti e misfatti significava fare educazione civica! Poi, in un collegio di docenti, si parlava di aggiornamento professionale ed un prof. collega propose subito di metterci in contatto con l’ISPES e chiederne programma e tempi di azione; ed io, tra timore e sfida, riuscii a proporre di farlo da noi stessi su temi che rispondessero ad interessi collettivi, locali e regionali. L’amico prof. Vincenzo Bruno mi appioppò il soprannome di Homo sum! Ne fui felice! In quegli anni, era stato pubblicato Il Giorno della Civetta di L. Sciascia ed il tema dell’omertà campeggiava sui banchi della scuola e nelle discussioni tra colleghi. Fu una trovata brillante! Per due anni, facemmo aggiornamento professionale su “Sant’Antoniu r’Austu” ed “Homo sum…”! Poi sulla cultura e civiltà cilentana. Tralascio le diatribe sui temi di spione, ficcanaso ed argomenti da ventulera di vicinato… perché il tema sociale è interessante e ci fa sentire i problemi degli altri come nostri." (Antonio Rizzo)
Dieta alimentare cilentana
Antonio Rizzo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 266
Erebos e Aither
Giovanna Iammucci
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 86
Sussurri del cuore
Teresa Fabiano
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 50
Nel vuoto dell'anima
Lidia Loguercio
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 76
"In questa prefazione, non mi arrogo la pretesa di fornire giudizi oggettivi. La poesia, come è noto, è per sua natura soggettiva e la mia voce, prima di comunicare, mira ad esprimere, con la sensibilità che mi è propria, i miei particolari stati d'animo, siano essi di gioia o di pena, di turbamento o di commozione, un sentire che coniuga la bellezza con la profondità, il silenzio con lo sdegno, l'amore con l'indifferenza, la solitudine con lo sguardo rivolto al sociale o alla realtà, un sentire che racchiude oltre le emozioni, i desideri, le riflessioni di una vita vissuta con passioni costruttive, tappe salienti di una vita nelle quali anche altri possono ritrovarsi, perché le idee, una volta scritte, appartengono anche alla mente di chi le legge. La magia della poesia, che si serve di parole, parla anche all'orecchio di chi sente, parola che nel poeta è la voce del silenzio, voce di un "iter che, giorno dopo giorno, può diventare poesia se è capace di emozionare il cuore, di avviare un mutamento sia in chi scrive, che in chi ascolta o legge, di produrre vibrazioni nel corpo, consapevole non solo dell'aria che respira, ma anche del sangue che scorre nelle vene, vale a dire di essere vivo e un tutt'uno con l'anima. Circa la forma delle composizioni, pur optando per il verso libero, ho utilizzato anche la metrica tradizionale, sia ne calcolo delle sillabe che compongono il verso (in particolare l'endecasillabo, ma anche il settenario o l'ottonario), sia nell'utilizzo dell'enjambement, sia nella rottura del flusso poetico attraverso l'utilizzo di strofe variamente articolate o nell'uso della rima (baciata, incrociata, oppure velata sotto forma di assonanze), sia mediante l'utilizzo di particolari figure retoriche, quali, ad esempio, la metafora, il paragone, la sineddoche ed altre. Particolare cura ho posto nella scelta delle parole o nella musicalità. L'universo poetico ha privilegiato come temi l'amore per la vita in tutte le sue espressioni, la gioia da cogliere nella semplicità, la bellezza, il sogno, l'infanzia, la giovinezza, la vecchiaia, la tristezza, la solitudine, il viaggio nel passato attraverso il filo della memoria, la tirannia del tempo che passa e racchiude in uno scrigno i momenti felici lasciando trasparire, tra l'indifferenza di giorni tutti uguali, la solitudine di un'anima che ammutolisce di fronte ai mali del mondo e affida alla parola la sua voce, la sua inquietudine, elementi, che si spera, non restino cementati in un mosaico di pietra ma possano disvelarsi alla luce." (l'autrice)

