Electa
The Big Love. Una storia (d'amore) lunga 20 anni
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 144
A vent'anni dal debutto della nuova MINI, questo volume ripercorre la storia italiana del marchio che celebra i primi 20 anni di produzione sotto le insegne del BMW Group, proponendo un percorso fatto d'immagini, conversazioni ed interventi che accendono un riflettore sui protagonisti del marchio e sulle loro storie: dalla comunicazione del primo lancio dell'8 settembre 2001, fino all'interazione con gli ecosistemi più contemporanei di moda, cinema e design. Il libro raccoglie contenuti di esperti di design, giornalisti e comunicatori, tra cui Massimo Bottura, Mario Calabresi, Aldo Colonetti e Michele Lupi. Il libro documenta il "viaggio nel tempo" che ha visto MINI crescere ed affermarsi modello dopo modello, confrontandosi con uno scenario sociale in continua evoluzione, fino a diventare una gamma completa. Stabilendo nuovi punti di riferimento per il concetto stesso di auto, MINI ha anticipato mode, trasportato sogni e veicolato rivoluzioni epocali per il costume. In queste pagine sono presentate anche le famose campagne di marketing e gli spot dedicati alla sicurezza stradale, alle contaminazioni sui temi di attualità accertati già nei primi anni Duemila attraverso numerose iniziative come il "MINI Design Award", fino ad arrivare alla rivoluzione "green" che farà di MINI il primo marchio completamente elettrico del BMW Group a partire dal 2030. "The Big Love" vuole essere un omaggio alle figure professionali che in questi 20 anni hanno contribuito a fare del brand un punto di riferimento nel nostro Paese, ben oltre i confini del mondo automotive.
Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 124
Il Colosseo, nonostante sia il monumento più celebre al mondo, non smette di riservare sorprese agli studiosi e ai visitatori. In questo caso la novità riguarda un'epoca, il XVII secolo, che appartiene alla storia più recente dell'anfiteatro, un periodo molto importante ma ancora poco conosciuto. Nell'agosto del 2020 infatti si è concluso il cantiere di restauro che ha svelato un dipinto murale che si estende, a oltre sette metri di altezza per quindici metri quadrati, sull'arco di fondo del fornice d'ingresso principale occidentale (Porta Triumphalis), rimasto per secoli nascosto sotto la patina del tempo. Ora il dipinto brilla sotto le colossali volte dell'ambulacro offrendo allo sguardo dei visitatori una mappa ideale della città di Gerusalemme all'epoca di Cristo. Quest'opera era nota agli esperti ma, dall'estate del 2021, anche i visitatori del Colosseo possono finalmente ammirarla. Il volume documenta i risultati e le ricerche scaturite da questo complesso lavoro. I saggi sono corredati da una selezione di scatti ravvicinati che rivelano i colori, i contorni delle figure, gli effetti di ombreggiature, l'articolazione del disegno, consentendo al lettore di ammirare dettagli dell'affresco impossibili da cogliere a occhio nudo. Di grande interesse è l'approfondimento introduttivo dedicato al tema della cristianizzazione del Colosseo e alle origini dell'iconografia di Gerusalemme come modello urbanistico della città ideale.
Antonio Calderara. La riscoperta di un maestro italiano
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 88
Il volume raccoglie i contributi della prima giornata di studi su Antonio Calderara (1903-1978), promossa dalla Fondazione Calderara, in occasione del quarantesimo anniversario della morte dell'artista, con l'obiettivo di aggiornare dal punto di vista storico-critico le conoscenze su un artista che beneficia, finalmente, di una ritrovata attenzione. In contatto con molte figure di spicco dei principali movimenti culturali italiani e stranieri - come Fontana, Albers, Bill, ma anche gli esponenti di Novecento o del Gruppo Zero - Calderara manterrà sempre una sostanziale libertà e autonomia di espressione: il suo percorso, libero e fedele a una personale ricerca dell'essenza della pittura, da un periodo figurativo giunge progressivamente all'astrazione, in linea con le esperienze del minimalismo europeo di quegli anni. Nell'indagare tale molteplicità e complessità di riferimenti artistici, gli studi qui presentati evidenziano la dimensione internazionale dell'opera di Calderara e l'attualità della sua poetica nel panorama contemporaneo.
Adolfo Porry-Pastorel. L'altro sguardo. Nascita del fotogiornalismo in Italia-The Other Gaze. Birth of photojournalism in Italy. Catalogo della mostra (Roma, 1 luglio-24 ottobre 2021)
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 128
Il volume accompagna la mostra (Museo di Roma, 1 luglio - 24 ottobre 2021) dedicata a Porry Pastorel, il primo fotoreporter italiano. Si tratta della prima monografia a lui dedicata, a più di cinquant'anni dalla sua morte, nonostante sia considerato il padre indiscusso del fotogiornalismo italiano. Adolfo Porry Pastorel (1888-1959) a soli vent'anni era il fotogiornalista più in voga e conteso della capitale. Il suo estro e la sua insaziabile curiosità lo hanno spinto, per anticipare i colleghi degli altri giornali, a trovare ogni espediente per introdursi nei palazzi del potere, mimetizzarsi nei cortei di protesta, intervistare in esclusiva politici e personaggi della cultura. Nel 1908 ha fondato la sua gloriosa agenzia VEDO (Visioni Editoriali Diffuse Ovunque), poi trasformata in uno dei primi archivi storici fotografici d'Europa grazie al prezioso lavoro archivistico della moglie Franca Cerruti. Dentro l'obiettivo implacabile della sua macchina fotografica e sotto i tasti della sua macchina da scrivere, sono finiti: l'arresto nel 1915 di un giovane Benito Mussolini durante il raduno interventista a favore dell'entrata in guerra dell'Italia, la marcia su Roma, l'inchiesta sul delitto Matteotti, nonché le varie campagne di propaganda fascista, ma anche la vita familiare del Duce, che si avvaleva del suo talento anche per gli scatti privati e familiari. Amico di grandi registi e attori dell'epoca, nel 1953 suggerisce a Luigi Comencini e a Vittorio De Sica il paese di Castel San Pietro Romano, del quale egli era sindaco, per le riprese del film "Pane, amore e fantasia", trasformandolo così in un vivace set cinematografico e dando al suggestivo borgo un forte e durevole impulso culturale che ancora lo contraddistingue. La traduzione in inglese è di Adrian Bedford.
Il Palazzo Ducale di Urbino-The Ducal Palace of Urbino
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 56
Una nuova guida, bella ed essenziale, al Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche. Il volume descrive, con testi puntuali in italiano e in inglese e immagini dettagliate, uno dei luoghi d'arte più belli e importanti e uno dei musei più antichi del nostro paese. Insigni storici dell'arte hanno diretto il museo, istituito nel 1912: tra gli altri, ricordiamo Lionello Venturi, Luigi Serra, Pasquale Rotondi e Paolo Dal Poggetto. Per loro merito lo spazio espositivo si è ampliato restituendo, nel tempo e con i dovuti restauri, gli ambienti del Palazzo, mentre l'allestimento museografico si è sviluppato seguendo un doppio intento: da un lato valorizzando gli spazi rinascimentali con opere d'arte legate alla sua storia e, dall'altro, presentando i capolavori che provengono dal territorio marchigiano, documentando il percorso artistico regionale e, con esso, quello italiano.
Passi. Catalogo della mostra (Siracusa, 17 maggio-31 dicembre 2021)
Alfredo Pirri
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 128
Dopo molte prestigiose sedi in Italia e all'estero, l'installazione "Passi" di Alfredo Pirri arriva per la prima volta in Sicilia (Siracusa, Castello di Maniace, 17 maggio-31 dicembre 2021). Un'opera pensata per mutare nel tempo e nei luoghi, coinvolgendo lo spettatore tra simboli e vertigini luminose. Il Castello Maniace cambia volto e diventa una gigantesca stanza degli specchi, che unisce architettura medievale e arte contemporanea. Camminarci dentro, contribuire a infrangere il suolo e assistere al moltiplicarsi delle immagini, è il modo per far vivere lo spazio, modificandolo tra il passo e lo sguardo.
Un atlante di arte nuova. Emilio Villa e l'Appia Antica. Catalogo della mostra (Roma, 26 giugno-19 settembre 2021)
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 176
Il catalogo amplia i contenuti della mostra allestita presso il Complesso di Capo Bove del Parco archeologico dell'Appia Antica (26 giugno-19 settembre 2021) che mette in luce una pagina poco nota ma straordinaria dell'arte del Novecento. La mostra restituisce alla galleria Appia Antica e alla figura del suo carismatico direttore Emilio Villa, poeta e critico, figura geniale e anomala nel panorama culturale italiano, l'importanza e la visibilità che meritano. La galleria, aperta da Liana Sisti in un casale al civico 20 dell'Appia, nel triennio 1957-1959 ospitò delle mostre di straordinaria importanza: basti ricordare quella dedicata a Cesare Tacchi, Renato Mambor e Mario Schifano o quella dei tre milanesi a Roma (Bonalumi, Castellani e Manzoni), con un focus su creazioni poco studiate perché di transizione, anticipatrici delle opere degli anni Sessanta. Il catalogo e la mostra rileggono inoltre l'opera di alcuni artisti italiani (gli scultori Franchina e Mannucci ad esempio) presenti nelle pagine della rivista "Appia Antica. Atlante di Arte Nuova", la cui redazione condivideva l'indirizzo della galleria. Gli spazi della galleria e le pagine della rivista hanno costituito un terreno favorevole per guardare sotto una luce più autentica artisti ormai affermati, come Alberto Burri, Toti Scialoja e Giulio Turcato, e la loro riflessione sull'opera d'arte e la sua materia come oggetto. Sono state inoltre una vetrina autorevole per presentare le ricerche della più giovane generazione di autori (Schifano, Manzoni, Rotella, Lo Savio e Mauri) che agivano un recupero tutto italiano delle avanguardie. Il volume si compone di diversi saggi (tra i quali quello di Andrea Cortellessa su Emilio Villa e l'arte di scrivere l'arte), di nutriti apparati documentari (foto storiche, lettere, riproduzioni dei cataloghi delle mostre e della rivista), di un'antologia di testi di Emilio Villa, di profili biografici e di fortuna critica degli artisti presenti. Infine analizza in quale misura questa esperienza fu il veicolo di un peculiare approccio all'espressionismo astratto americano a Roma (negli anni in cui anche Hollywood era sbarcata sul Tevere e sull'Appia) in una chiave concentrata sui linguaggi formali.
Orestea. Atto secondo. La ripresa delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco dopo la Grande Guerra. Catalogo della mostra (Siracusa, 1 luglio-30 settembre 2021)
Autori vari
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 224
Il volume, che si avvale della supervisione di Davide Livermore, accompagna la mostra della Fondazione INDA dedicata alla stagione teatrale che nel 1921, con "Le Coefore" di Eschilo, segnò la ripresa degli spettacoli al Teatro Greco di Siracusa, dopo un'interruzione di sette anni dovuta alla Prima Guerra Mondiale. L'esposizione, che vede il Palazzo Greco di Siracusa come prima tappa (1 luglio-30 settembre 2021) di un percorso itinerante, racconta e celebra carismatiche personalità come il conte Mario Tommaso Gargallo, presidente del Comitato esecutivo, l'archeologo Paolo Orsi, direttore del Museo archeologico, il direttore artistico Ettore Romagnoli, il compositore Giuseppe Mulé, il pittore Duilio Cambellotti e il direttore della locale Scuola d'arte applicata all'industria, Giovanni Fusero, protagonisti di un impegno corale che portò alla realizzazione di un grande spettacolo ai primi del Novecento, segnando, cent'anni fa, la resurrezione del teatro antico.
Verso la Nuova Pilotta. 48 mesi di rinascita
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 336
Il progetto della Nuova Pilotta, la ricostruzione di uno dei più antichi istituti italiani del collezionismo e della cultura, riguarda il fondamento teoretico della museologia, il suo radicamento nella ricerca scientifica, che in questo caso, rivela in antiche raccolte i più recenti orientamenti storicocritici. Al Complesso della Pilotta è in corso un vasto ripensamento delle collezioni storiche, grazie all'opportunità rappresentata dalla riforma Franceschini, che ha permesso di riscoprire, attraverso la ricucitura filologica dei vari istituti, l'ottica intellettuale originaria con cui le raccolte sono state costituite e organizzate nel tempo. Oggi un museo come la Nuova Pilotta è anche un luogo di emancipazione intellettuale e civile, in cui lo studio e l'esibizione dei documenti serve a rendere i cittadini più consapevoli e liberi di fronte al passato. Da questo punto di vista, il lavoro museologico è legato a discipline che - come l'antropologia o la sociologia - vanno ben oltre i concetti di "opera d'arte" o di "capolavoro", spiegandoci come alcuni manufatti siano diventati riferimenti simbolici di una comunità. Un ruolo fondamentale in questo processo è svolto dai cittadini che, con le associazioni e le altre istituzioni, rigenerano continuamente il significato e il valore delle creazioni nelle quali la città, in quanto comunità civile, si riconosce.
Villa Frascoli. Piero Portaluppi a Laveno. Ediz. italiana e inglese
Roberto Dulio
Libro: Copertina rigida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 112
Posta al limitare superiore di Laveno Mombello, la villa Frascoli viene costruita a sul finire degli anni Dieci. L'edificio, con interventi di Piero Portaluppi, è compatto ma volumetricamente articolato ed esprime un composto e trattenuto rigore che intreccia etimi storicisti e lievi increspature floreali. Il committente della villa è Giuseppe Frascoli, figlio di Enrico Frascoli, appartenente a facoltosa famiglia locale, volontario garibaldino, consigliere comunale dal 1895 e poi sindaco di Laveno dal 1913 al 1914. Posto al limitare superiore del paese, l'edificio è costituito da un corpo compatto ma volumetricamente articolato da logge e terrazze. Un composto e trattenuto rigore espressivo intreccia etimi storicisti e lievi increspature floreali. Probabilmente negli anni Trenta la villa viene dotata di un padiglione di ingresso tipicamente novecentista. Nella stessa occasione viene modificata una veranda e costruito uno scenografico giardino "cubista" a ridosso di una rampa che mette in comunicazione la stessa veranda con l'ampio parco nel quale sorge l'edificio. Quest'ultimo intervento è ascrivibile a Piero Portaluppi, dal momento che coincide fedelmente con analoghi partiti geometrici già utilizzati dall'architetto, tra gli altri, nelle provocatorie visioni per Allabanuel (1920). Del resto proprio questo episodio architettonico si affaccia sulla villa abitata da Portaluppi durante i suoi soggiorni sul lago. Verosimilmente tra i frequentatori dei Frascoli, l'architetto milanese realizzerà per la stessa famiglia l'arredo di un appartamento a Milano (1935) e la villa Frascoli Fumagalli (1935), costruita a poca distanza dall'altra, probabilmente negli stessi anni dell'intervento sul giardino della stessa. L'intera vicenda si intreccia con quella degli altri interventi di Piero Portaluppi in loco: la fabbrica della Società Ceramica Italiana di Laveno e l'abitazione del suo direttore (1924-26), che insieme alle ville Frascoli costituiscono sicuramente una delle testimonianze più storicamente rilevanti dell'architettura novecentesca sulle sponde del lago Maggiore.
The families of man. Catalogo della mostra (Aosta, 27 maggio-10 ottobre 2021). Ediz. italiana e francese
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 208
Come rialzarsi e ripartire dopo una pandemia e un lockdown globale? Provando, attraverso l'arte dei grandi fotografi, a descrivere come l'uomo ha vissuto e affrontato i cambiamenti della società negli ultimi trent'anni. Il catalogo accompagna la mostra allestita al Museo Archeologico Regionale di Aosta (27 maggio-10 ottobre 2021) che propone una narrazione per immagini della società degli ultimi trent'anni, dalla caduta del Muro di Berlino all'attuale pandemia. È ispirata all'esposizione del 1955 "The Family of Man" organizzata al MoMa per cercare nell'arte le basi della ripartenza dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale. In parallelo questa nuova mostra cerca di trovare le basi per rialzarsi dopo l'immobilismo e il senso di spaesamento provocati dalla pandemia. I temi affrontati sono di straordinaria attualità: la globalizzazione, l'immigrazione, l'affermazione della virtualità, la sostenibilità, le questioni di genere e, infine, la pandemia. Per evidenziare come la cultura fotografica del nostro paese abbia saputo descrivere e interpretare gli eventi e le suggestioni di questi anni il catalogo, come la mostra, propone un dialogo tutto italiano. Attraverso scatti d'autore dei maggiori protagonisti della fotografia contemporanea (Ferdinando Scianna, Giovanni Gastel, Letizia Battaglia), immagini di cronaca e fotografie di talenti emergenti come Antonio Rovaldi e Niccolò De Giorgis, viene raccontata la storia del linguaggio fotografico che si evolve insieme al 'racconto umano' nella società contemporanea. Traduzioni in francese di Jérôme Nicolas e Silvia Guzzi per Scriptum, Roma.
Renata Bonfanti. Tessere la gioia-Weaving joy
Marco Romanelli
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 112
In occasione dell'apertura al pubblico dell'ADI Design Museum a Milano (26 maggio 2021), il volume accompagna una delle mostre inaugurali, dedicato a una straordinaria figura del textile design italiano, vincitrice del Compasso d'Oro nel 1962. La mostra e il catalogo dedicati a Renata Bonfanti presentano una scelta completa dei lavori dell'artista vicentina, dai primi tappeti a pelo lungo annodati a mano, fortemente influenzati dall'arte informale, alla poetica collezione "Algeria", della fine degli anni '50, fino ai più recenti tappeti a telaio meccanico. Centrale nella riflessione di Bonfanti è sempre stata l'attenzione alla tecnica, fra tradizione e innovazione: "Ho sempre cercato di organizzare il mio lavoro in modo che le due tecniche fossero intercambiabili... Credo che un interesse eccessivo, di natura emotiva, per la produzione manuale e il rifiuto a priori delle nuove tecnologie possano ostacolare la ricerca, come d'altronde mi sembra assurdo pretendere che la produzione industriale ricopra tutti i ruoli" (Renata Bonfanti, 1975). Traduzione in inglese di Jon Cox.

