Frilli
L'amante di città. Mistero in Monferrato
Raffaella Romagnolo
Libro
editore: Frilli
anno edizione: 2008
La guerra anglo-boera. Anche l'Impero Britannico ebbe il suo Vietnam
Alberto Caminiti
Libro
editore: Frilli
anno edizione: 2008
pagine: 264
I Fieschi. Potere, chiesa e territorio. Sant'Adriano di Trigoso e Santa Maria in Via Lata
Marina Firpo
Libro
editore: Frilli
anno edizione: 2007
pagine: 320
La famiglia Fieschi, fra XIII e XIV secolo, commissionò la costruzione di chiese private e di conventi mendicanti, soprattutto francescani. Nel 1270 Ottobono Fieschi, cardinale di Sant'Adriano - eletto papa nel 1275 con il nome di Adriano V - fece costruire una chiesa all'interno dei possedimenti della sua famiglia, a Trigoso. La chiesa fu svincolata dalla giurisdizione dell'arcivescovo di Genova e legata al patronato dei membri ecclesiastici della famiglia Fieschi, che avevano il diritto di eleggere il preposito e i membri del capitolo. Pochi anni più tardi, nel suo testamento redatto nel 1336, il cardinale Luca Fieschi lasciava tutto il suo patrimonio per la costruzione di una seconda chiesa, dedicata al suo titolo cardinalizio, Santa Maria in Via Lata, come la precedente. Stabiliva che la fondazione doveva essere costruita a Genova, sulla collina di Carignano, dove il padre del cardinale, Nicolò Fieschi, aveva edificato un vero e proprio quartiere gentilizio. Per volontà del committente, questa chiesa fu giuridicamente legata a Sant'Adriano. Le vicende delle due chiese sono strettamente collegate a quelle della famiglia Fieschi. Documentazione inedita ha reso possibile individuare le strategie di espansione territoriale, i legami di parentela con alcune famiglie genovesi di origine nobiliare e mercantile e i privilegi e le esenzioni di cui le due chiese beneficiarono nel corso dei secoli grazie a vari pontefici.
John Martin il trombettiere di Apricale. Da Garibaldi a Custer
Claudio Nobbio, David Riondino
Libro
editore: Frilli
anno edizione: 2007
pagine: 200
Il romanzo di Nobbio narra una delle figure più celebri del passato del piccolo borgo ligure, ricucendo con la fantasia le trame di una romantica avventura. "Quando Giovanni Battista Martini partì alla volta dell'America nel 1865, mettendo tra sé e la sua vita precedente un oceano intero, mai avrebbe potuto immaginare quale sorprendente sorte ci fosse in serbo per lui. Secondo quanto risulta dagli archivi comunali, era nato ad Apricale il 16 marzo 1841, da Giacomo e Giovanna Barberis, e nel 1860 aveva preso in moglie Caterina Rossi Craveta, che nel luglio dell'anno successivo gli aveva dato un figlio, Leonida. Le cose tra i due, però, non dovevano andare molto bene, dal momento che nei registri della popolazione residente, compilati dal 1865 in avanti, i coniugi Martini risultano 'separati': la moglie ed il bambino sono registrati presso i nonni materni, mentre, riguardo a Giovanni, un'annotazione lo segnala come 'trasferito in America'. Da allora Giovanni Martini di Apricale scomparve, lasciando il posto a John Martin, un nome il cui destino si sarebbe compiuto il 25 giugno 1876, entrando nella storia come il 'trombettiere del generale Custer', l'unico superstite della battaglia di Little Big Horn, durante la quale il Settimo cavalleria fu sterminato dagli indiani Sioux e Cheyenne guidati da Toro Seduto e Cavallo Pazzo".
C'era una volta al Ferraris...
Pino Flamigni
Libro: Copertina morbida
editore: Frilli
anno edizione: 2007
pagine: 248
Sullo sfondo le vicende di Genova dal fascismo alla liberazione, dalla guerra alla ricostruzione, alla democrazia. Un mondo di casa nostra con personaggi strani e veri come il Carubba, che traffica, gioca e vince con i defunti di Staglieno, il Batti eroe di guerra che pulisce i cessi e gli spogliatoi del "Luigi Ferraris", ma tiene la fissa, o l'"Angelo Bello" che dice di chiamarsi Juan Carlos Verdeal di Patagonia. Un commissario di polizia siculo-genoano, la trasferta in quel dell'Aquila per un indimenticabile Roma-Genoa, una strana bottiglia della Centrale del Latte dal collo largo, il Brutto Anatroccolo che diventa maestoso cigno durante un Genoa-Inter con aggiunta di visione Celeste. Tutto questo in un libro scritto per i genoani scoglionati e depressi da tante delusioni e "micranie" che da sempre hanno mal sopportato i trionfi della Sampdoria.
Genova com'era. Genova com'è
Stefano Percivale
Libro: Copertina rigida
editore: Frilli
anno edizione: 2007
pagine: 240
Con quest'opera si è voluto operare un raffronto tra la Genova contemporanea e quella del passato, documentando la trasformazione subita dalla città, la progressiva urbanizzazione delle periferie, i cambiamenti della zona costiera e di quella collinare, la nascita delle industrie e la loro dismissione, la riconversione e - talvolta - la decadenza di talune aree.

