Il Saggiatore
Non ci resta che l'amore. Il romanzo di Mario Dondero
Angelo Ferracuti
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 296
Anni cinquanta. In mezzo a una strada di Parigi sono raccolte alcune persone, ferme, come in attesa di qualcosa o qualcuno. Uno di loro ha i capelli ispidi e brizzolati, un altro è quasi calvo, parlotta con un uomo baffuto, le mani incrociate sul petto; un altro ancora sputa in aria il fumo di una sigaretta, assorto in chissà quale pensiero. Qualcuno è lì di fronte con una Leica in mano, preme il pulsante, clic. La foto che teniamo in mano ora, sessantadue anni dopo, sembra uno scatto rubato o fortuito; eppure il dito di Mario Dondero non lascia nulla al caso, e la foto che ha scattato a Samuel Beckett, Claude Simon, Robbe-Grillet e gli altri esponenti dell’avanguardia letteraria francese è uno dei suoi capolavori. Ma Dondero non si circonda solo dei grandi del secolo – Fidel Castro, Pasolini, Francis Bacon –: va a cercare la vita negli angoli più remoti del pianeta, instancabile e insaziabile, scatta e scatta. Foto di fornai iracheni, contadini tunisini, pescatori portoghesi, operai francesi in sciopero, perché anche chi non ha un nome ha qualcosa da raccontare. Dove non trova la vita la inventa lui, ogni rullino è una metamorfosi della realtà in poesia. Per chi lo ha conosciuto, Dondero è l’ex partigiano infiammato per l’umanità, un «folletto dei luoghi» costantemente in viaggio, alla ricerca del cuore pulsante che pompa sangue nella Storia. Angelo Ferracuti, che di Dondero è stato amico e discepolo, compie la metamorfosi della realtà in arte, scrive l’avventura di questa vita eccezionale e racconta, con uno stile denso e appassionato, un’epoca di attese e speranze, un’epoca in cui tutto era ancora possibile. “Non ci resta che l’amore”, come una fotografia, cattura l’istante irripetibile in cui l’esperienza umana si trasmuta in vicenda universale.
Vivi smart. Perché il denaro può dare vita a una rivoluzione e come fare per metterla in atto
Alberto Dalmasso
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 128
Pensateci. Qual è lo strumento che usate di più nella vita di tutti i giorni? No, non è lo spazzolino, né l'automobile, e nemmeno la moka. È qualcosa allo stesso tempo di immateriale e di tangibile, che può essere contenuto in un caveau gigantesco o in una piccola tasca, sotto forma di numeri binari o di cilindretti dorati. Qualcosa, soprattutto, che vi permette di accedere a cibo e medicine, concerti e gite fuori porta, libri e serie tv; salute e felicità. Si tratta del denaro, uno degli strumenti tecnologici più rivoluzionari della storia dell'uomo: ricordarlo sarà sempre più importante nei prossimi anni per lo sviluppo della società. Perché il denaro, nel suo accumulo, non ha alcun valore; ha valore solo nell'utilizzo. Da questa considerazione parte Alberto Dalmasso, co-fondatore e ceo di Satispay, per guidarci a una visione innovativa del denaro che è anche una filosofia di vita e di relazione con il mondo. Alternando le proprie riflessioni al racconto della nascita e della straordinaria affermazione di Satispay, spunto dopo spunto Dalmasso ci sfida a reimmaginare il nostro quotidiano, a dare vita a nuovi spazi di lavoro, nuove procedure per scambiare idee e informazioni, nuove forme di azienda completamente diverse da tutto ciò che è esistito sinora. Per creare modi di pensare e agire sempre più efficienti, rapidi e convenienti per tutti; in una parola, sempre più smart. "Vivi smart" è insieme un pamphlet critico, un manifesto e una storia di successo scritta per ispirare altre storie di successo. Un invito a rivolgersi con sguardo nuovo agli inerti bacini di risorse - mentali, economiche, progettuali - che ci circondano e ad aprire finalmente le chiuse, perché quelle potenzialità si mettano in movimento trasformandosi in energia, intuizioni, ambizioni; in una rivoluzione che, come un fiume inarrestabile, ci trasporti in un mondo nuovo.
Micromondi. Storie di animali, piante e forme di vita nascosti in luoghi irraggiungibili o dietro la porta di casa
Emanuele Biggi
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 176
Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, la natura è un'esplosione di creatività e bellezza. E se per gli «infinitamente» servono attrezzature sofisticate in grado di cogliere macrostrutture e dettagli invisibili, i nostri occhi e una mente capace di lasciarsi meravigliare sono lo strumento più potente per avvicinarci ai mondi incredibili che brulicano di vita attorno a noi, anche sotto lo zerbino di casa. In questo reportage scientifico e autobiografico Emanuele Biggi, uno dei più noti divulgatori naturalistici italiani, è la nostra guida ai "Micromondi", alla scoperta degli organismi più bistrattati della Terra eppure dotati di un fascino a cui non è facile resistere. La lucertola che viveva sul balcone di casa sua quando era bambino, il rospo adulto che ha incontrato in campeggio, le vespe studiate sui libri, dai meccanismi vitali tanto precisi quanto letali, sono stati fra i primi e più significativi incontri di Biggi, che, sedotto, ha deciso di dedicare la sua vita alla biodiversità del nostro pianeta. Dall'ambiente che circonda casa sua alle dune del Namib, fino al sottobosco del Borneo, Biggi ci presenta le piccole creature che ha incontrato nei suoi viaggi intorno al globo, ce ne racconta abiti e abitudini come se fossimo accanto a lui, compagni di viaggio a cui strizzare l'occhio in totale sintonia. E così scrutiamo ragni dalle abilità predatorie inarrivabili, chiocciole ipogee dall'appetito formidabile, l'accoppiamento di due geotritoni che respirano attraverso la pelle; ci facciamo fare il solletico dalle zampe discoidali dei gechi del deserto e poi ci incantiamo davanti a fiori che sono formicai, orchidee che sembrano api, piante carnivore nelle cui corolle piene d'acqua i girini sguazzano in attesa della metamorfosi. "Micromondi" è un invito a far diventare lo sguardo di Emanuele Biggi un po' nostro: aperto, diverso rispetto a prima di partire, amico anche delle creature che fino a ieri credevamo minacciose. E, con questo sguardo rinnovato, a sorprendere noi stessi in ammirazione di ciò che è sconcertante e insolito, anche e soprattutto dove siamo certi che non si possa trovare nulla.
Le scrittrici della notte
Libro: Copertina rigida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 208
Cimiteri infestati, bare inchiodate troppo in fretta, corpi palpitanti di terrore, simulacri in cui albergano divinità intrappolate e spettri assassini di donne innamorate. Loredana Lipperini indice una seduta spiritica e chiama a raccolta le scrittrici della notte: donne che hanno sfidato il canone letterario, che si sono cimentate con il fantastico e con il perturbante e ancora terrorizzano chi mette gli occhi sulle loro pagine. La corona di racconti composta da Loredana Lipperini mostra tutte le sfumature nella palette del buio letterario. Troviamo il gotico spettrale di Carolina Invernizio e Marchesa Colombi, la tensione al sublime e all'eroico di Paola Masino, il fantastico frammisto al folklore di Grazia Deledda e Matilde Serao, la fusione di ricordo e fantasticheria di Anna Maria Ortese, la visionarietà poetica di Gilda Musa e Chiara Palazzolo - due autrici che hanno scardinato i cancelli della letteratura di genere e che, come Paola Capriolo, hanno saputo aprire il fantastico a nuove, contemporanee vastità. Instancabile esploratrice di libri, Loredana Lipperini scava nella terra del nostro passato letterario e ne riemerge con nuove possibilità per il lettore del presente e del futuro, componendo con "Le scrittrici della notte" l'antologia definitiva dell'orrore al femminile; il canone inverso dell'inquietudine più dolce e terribile che la nostra letteratura abbia conosciuto.
La specie che cambia se stessa. Come l'abbondanza ha plasmato l'essere umano e continua a farlo
Edwin Gale
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 416
Milioni di anni fa i nostri progenitori si facevano strada nella savana africana e c'era poco da scommettere che sarebbero diventati la specie dominante sul pianeta; oggi siamo esperti di sopravvivenza nella giungla metropolitana e abbiamo stravolto l'ecosistema globale. Cosa ci ha permesso di compiere un simile balzo? Cosa riserva il futuro? Con "La specie che cambia se stessa" Edwin Gale intreccia storia, antropologia, epidemiologia e biologia per raccontare il modo in cui l'abbondanza materiale che abbiamo ottenuto grazie ai nostri progressi tecnici, scientifici e sociali ha mutato il nostro corpo e trasformato il pianeta in un ambiente modellato sulle nostre esigenze. Il controllo del fuoco prima e la Rivoluzione agricola del Neolitico poi hanno nutrito in modo sempre più efficiente una popolazione in crescita. La Rivoluzione industriale ha reso disponibile l'energia dei combustibili fossili e ha sancito il nostro predominio sulla natura. La medicina ha debellato gran parte delle malattie infettive, consentendo alla nostra specie di sfuggire ai vincoli della selezione naturale e favorendo l'incremento demografico. I cambiamenti nella nostra dieta, con l'introduzione di cibi cotti e cereali, hanno fatto allungare il nostro scheletro e stringere le mascelle, sviluppare corpi più grandi e perdere resistenza muscolare. Più che una specie naturale siamo ormai un prodotto della nostra cultura, come l'ambiente che ci circonda. "La specie che cambia se stessa" è il racconto di come siamo giunti all'abbondanza e alla prosperità materiale che contraddistingue la nostra era e di come questo processo abbia trasformato irreversibilmente noi e il pianeta. È uno stimolo a interrogarci su cosa siamo diventati e sulle conseguenze che le nostre azioni hanno sull'ambiente e sulle altre specie dei viventi. È un segnale di allarme per il futuro che ci attende se non riusciremo a rendere innocui i cambiamenti che abbiamo innescato.
Scriviamo un film. Manuale di sceneggiatura
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 208
Scrivere un film, proprio come girarlo, è frutto di un lavoro corale in cui l’ascolto delle voci è fondamentale. Dal soggetto al trattamento, dal trattamento alla sceneggiatura, bisogna ascoltare e prendere spunto da continui stimoli esterni: una semplice chiacchierata, una favola di Fedro, la celebre battuta finale di “A qualcuno piace caldo”. In questa filiera le immagini fanno quasi da cornice: compaiono all’inizio, nella mente degli autori, e alla fine, sulla pellicola, seguendo un tracciato di parole scritte in cui il cinema dialoga con il teatro, la poesia e la letteratura. È questa la via percorsa da Age, uno dei più noti sceneggiatori del cinema italiano, il quale si immagina come un artigiano capace e invisibile che identifica e risolve i problemi della costruzione di una buona sceneggiatura e che fornisce, grazie a un’esperienza pluridecennale, preziosi suggerimenti e saldi punti d’appoggio per l’aspirante sceneggiatore: regole da manuale fissate a modello, anche e soprattutto per essere riscritte o rovesciate. Ideare un buon incipit, rendere esplicito un antefatto, tenere viva la suspense, costruire un dialogo serrato e credibile: sono ostacoli nei quali, quando si scrive un film, è impossibile non incappare, ma che vengono superati da Age con la dimestichezza del veterano; problemi risolti con la medesima vivacità, ironia e immediatezza dei suoi dialoghi. “Scriviamo un film” ci porta dietro la macchina da presa, dall’origine concettuale del film fino al progetto che muove la regia, svelando un lavoro troppo spesso sconosciuto, nel quale è essenziale immaginare, anticipare e rispettare il futuro spettatore per creare i grandi capolavori di domani.
Maimamma
Veronica Lucchesi, Dario Francesco Mangiaracina
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 224
Lavinia ha trent’anni. Da poco è andata vivere da sola in una casa ancora vuota, che non sa riempire, in una città dai tratti meridionali che ricorda Palermo, e che forse lo è. A trent’anni è così: la vita sembra fuggire via, nulla si ferma, niente rimane. L’amore è un ricordo burrascoso dell’adolescenza. Il sesso, una medicina da ingerire che, a poco a poco, inizia a non fare più effetto. Lavinia, che ha attraversato tutti i periodi della vita – il periodo felicità, il periodo droga, il periodo amici… – ora vive una fase nuova, fatta di disillusioni, insonnie, routine mortale, orari di lavoro folli in un biscottificio in centro, gruppi di amici scomparsi. Solo nei sogni ritrova un po’ della sua fantasia: sogna il vecchio nonno che quando era piccola “parlava con i Santi”; i genitori innamorati, prima che suo padre morisse e sua madre sprofondasse in una solitudine piena di parole casuali e sigarette; lei bambina, affascinata da tutto, curiosa di ogni cosa. E come se non bastasse: Lavinia vive negli ultimi giorni della Terra. È infatti iniziato un countdown, e nel giro di un anno il pianeta, ormai collassato a causa della stupidità umana, rimarrà vuoto. È in questo momento della sua vita, apparentemente breve e disgraziato, che Lavinia si innamora di nuovo. Lu, questo il nome, è un ragazzo più giovane di lei che la porta via dalla città, in una casa sul mare, e sembra prometterle un epilogo inaspettato. Fino a quando, però, Lavinia rimane incinta, e si trova ad affrontare un’ulteriore fase della sua vita, forse l’ultima: diventare madre a un passo dalla fine del mondo. "Maimamma" è il manifesto di una generazione, il libro che racconta le crisi dei trent’anni scritto dal gruppo musicale che più di tutti riesce a comunicarle. Un romanzo che parla di amore, di solitudine, di disperazione, di speranza. Un romanzo che parla di noi, pronti a tutto anche quando ci ritroviamo a un soffio dalla fine.
What is life. Incontri e interviste
George Harrison
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 672
Quando i Beatles fecero la loro dirompente comparsa sul radar popolare si avvertì la necessità di distinguere e identificare ciascuno dei quattro; e George Harrison fu etichettato come il «Beatle tranquillo». Harrison però divenne molte cose al di là del suo soprannome, e da Beatle tranquillo si trasformò in Beatle indagatore, l’esploratore spirituale del gruppo, il più impegnato a incontrare sciamani, il più determinato a trovare un guru, e intrecciò quella ricerca con la sua musica. Quando, all’apice della popolarità, i Beatles si sciolsero, Harrison fu il primo a raggiungere da solo la vetta delle classifiche, lodando il divino in svariati modi e con svariati nomi e ponendo il più grande tra i grandi quesiti: che cos’è la vita? “What Is Life” riunisce le interviste più irriverenti e penetranti del chitarrista di Liverpool, raccolte dalle sapienti mani di Ashley Kahn. È la cronistoria della metamorfosi musicale e intellettuale di un artista meditativo ed enigmatico, schietto e ironico – da quando, quindicenne, il compagno di scuola Paul McCartney lo presenta a John Lennon e agli altri Quarrymen a quando, nel novembre 1960, la polizia tedesca pone fine alla prima, straordinaria stagione di concerti dei Beatles; da quando, in un letto a Bournemouth, annebbiato dall’influenza e dalla morfina, scrive «Don’t Bother Me», la sua prima canzone, a quando rimane folgorato dal sitar di Ravi Shankar e dalla spiritualità indù; fino a quando, alla vigilia del 2000, un folle lo aggredisce in casa sua, risvegliando i peggiori incubi dei fan dei Fab Four. “What Is Life” è un viaggio nei sentimenti, nell’umorismo, nelle fragilità e anche nelle vanità dell’artista che mise in suoni la finitudine dell’esistenza umana, ricordandoci che tutte le cose, in fondo, devono passare. E che del Beatle tranquillo ha sempre conservato quella sensibilità che ha portato la sua voce a essere un prodigio di modernità, messaggera del bene collettivo, perfino inno alla gioia usato oggi, a vent’anni dalla morte, negli ospedali americani per salutare i pazienti che rinascono dopo la terapia intensiva: «Here comes the sun...».
Sulla libertà. Un canto d'amore e di rinuncia
Maggie Nelson
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 376
Libertà è fare quel che si vuole. Libertà è non calpestare la libertà altrui. Libertà è non avere leggi. Libertà è piegarsi come un giunco ai casi della vita. Libertà è scegliere. Libertà è rinunciare. Qual è il confine tra me e te? Tra me e noi? Dove finisce l'amore per se stessi e inizia l'amore per l'altro? È il 1994. Maggie Nelson è nel pieno di un vortice di alcolismo; seduta con una sigaretta in bocca e una bottiglia di Jim Beam in mano su una scala antincendio dell'Upper East Side, si chiede quale sia il rapporto tra libertà e dipendenza da sostanze. Anni dopo, passeggiando nel campus dell'università in cui insegna, vede uno stand che inneggia alla libertà dove si vendono spille pro vita e pro armi. In questo arco di tempo il tema non ha smesso di ossessionarla. Per lei la libertà è una pulsione complessa, che opera in molti ambiti della nostra vita di tutti i giorni. Nell'arte, dove la libertà espressiva oggi si rivolta contro lo stesso sistema che l'ha garantita; nel sesso, dove la conquista dell'emancipazione cozza col moltiplicarsi dei racconti di molestie; sulle sostanze, dove si consuma con più evidenza lo scontro tra libertà e illibertà; sul clima, per fermare il cui cambiamento è necessario rinunciare ad alcuni diritti individuali. Maggie Nelson definisce la sua scrittura un «pensare ad alta voce». E noi leggendo siamo trascinati dalla corrente elettrica della sua mente, dalla sua scrittura energica e affilata, che penetra come una lama in ciò che diamo per scontato. Tra vicende personali e rimandi alla cultura pop e alla critica, "Sulla libertà" è il racconto del corpo a corpo di Maggie Nelson con il concetto più strumentalizzato della storia. Libertà è un insieme di pratiche; è l'intreccio delle nostre relazioni con gli altri e con l'ambiente intorno a noi; è creare comunità da cui non siano esclusi il conflitto e le differenze. E scriverne, leggerne, parlarne è un gesto di amore e di liberazione.
Atlante dei paesi che non esistono più
Gideon Defoe
Libro: Libro rilegato
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 264
Ci sono nazioni scomparse per ragioni politiche, come la Jugoslavia o la Repubblica Democratica Tedesca. Ma la Storia è anche ricca di paesi dissoltisi per eventi bizzarri, imprevedibili, tragici e, spesso, ridicoli: proprio quelli che Gideon Defoe presenta in questo “Atlante dei paesi che non esistono più”, di confini ormai sfumati, di antiche ambizioni e di pessime idee (per esempio, insultare gli ambasciatori di Gengis Khan e pensare di farla franca insieme al proprio piccolo regno). Guerre e trattati di pace sono state occasioni per ridisegnare le mappe e, complice qualche errore qua e là, creare zone franche i cui abitanti subito si dichiaravano indipendenti. Ricchi occidentali annoiati o avventurieri con pochi scrupoli fondavano una propria nazione ignorando i confini preesistenti e gli abitanti autoctoni, che magari volevano solo essere lasciati in pace. Aspiranti coloni si facevano fregare da descrizioni di terre meravigliose e fertilissime che, curiosamente, nessuno abitava ancora e che potevano essere acquistate con un modesto contributo. Ripercorrete le vicende della Repubblica di Cospaia, del Regno celeste della grande pace, della Grande Repubblica di Rough & Ready, del Regno dorato di Silla, del Libero stato del collo di bottiglia. E se volete fondare la vostra nazione seguite le regole auree per prosperare: non dichiarate guerra ai vicini se sono più grossi di voi e scegliete un nome breve (non come la Repubblica sovietica dei soldati e costruttori di fortezze di Naissaar).
Sconfitti
Corrado Stajano
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 216
Un sogno. Una figura femminile cerea e smunta, vestita di una tunica nera, attraversa una piazza di Milano trainando un carretto vuoto; le vie della città si svuotano mentre tutti corrono ai ripari. L'incubo diventa attualità e storia al tempo stesso: è la primavera del 2020, la pandemia sta soffocando il mondo. Che questo sia l'ennesimo ultimo atto della tormentata esistenza del nostro paese? Forse il Novecento non è ancora concluso; non per l'Italia. L'emergenza sanitaria compromette ogni tentativo di sciogliere i nodi del passato e diventare un paese moderno: stragi senza colpevoli, scandali politici, criminalità organizzata, propaganda nazionalista e propaganda populista. La nostra storia più recente non è che il residuo di lacerazioni non sanate e contraddizioni irrisolte. Bisogna dunque ancora una volta guardare al passato per comprendere questo nostro tempo: la guerra partigiana, la ricostruzione, la trasformazione della campagna, i protagonisti del boom economico, le rivolte operaie; e poi la strage di piazza Fontana e la fine dell'anarchico Pino Pinelli, entrato vivo e uscito morto dalla Questura di Milano, la bomba alla stazione di Bologna, l'assassinio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il maxiprocesso di Palermo e la strage di Capaci, l'ascesa imprenditoriale e politica di Silvio Berlusconi. Il contagio di oggi sembra la coda della cometa tossica del passato, e ancora una volta ci troviamo a chiederci se riusciremo a «dar fiato a una politica della dignità, a ritrovare il senso etico-civile e la speranza». Corrado Stajano continua a condurre con la sua penna la lotta contro il vizio della dimenticanza. "Sconfitti" è un manifesto civile, un momento di raccoglimento volto a scovare ed estirpare la radice del nostro dolore collettivo. Una preghiera laica affinché la lunga notte dell'Italia giunga alla fine.
Il secolo della solitudine. L'importanza della comunità nell'economia e nella vita di tutti i giorni
Noreena Hertz
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 416
Il XXI secolo è il secolo della solitudine. Noreena Hertz lo sperimenta in prima persona: a un colloquio di lavoro viene valutata da un algoritmo; un pomeriggio fa shopping con un’«amica del cuore» affittata tramite un servizio online; di sera si trova a sfiorare la pelle artificiale di un robot progettato per essere il suo animale da compagnia. La solitudine che Noreena Hertz racconta non si limita alla frustrazione del desiderio di avere qualcuno vicino; è un male sottile che si è insinuato dentro di noi e ha permeato ogni aspetto della nostra società. È la solitudine strutturale creata dal sistema capitalistico, che ci spinge a pensare solo a noi stessi e a vedere gli altri come concorrenti o nemici. È l’isolamento provato dalle persone che si sentono trascurate e tradite dai propri rappresentanti e dalle istituzioni, al punto di lasciarsi sedurre dal richiamo del populismo e degli estremismi politici. È l’anziana signora giapponese che fa in modo di farsi arrestare per un reato minore, per poter trovare in carcere una forma di comunità. È il mondo parallelo e incontrollato dei social network, dove l’io si occulta dietro una maschera. È l’emarginazione sul posto di lavoro, dove il lavoratore si percepisce come un ingranaggio insignificante. È la solitudine speciale delle metropoli, dove possiamo ordinare centinaia di menu in consegna a domicilio ma non sappiamo il nome del nostro vicino di casa. “Il secolo della solitudine” è il racconto dolente della condizione in cui ciascuno di noi è venuto a trovarsi e insieme una chiamata alle armi contro le distanze siderali che si infiltrano nelle nostre vite, infettando come un virus tanto la salute dei nostri corpi e delle nostre menti quanto le strutture stesse della società. È una sfida a trasformare questa economia disumanizzante in un sistema più sostenibile attraverso interventi mirati dall’alto e dal basso, come maggiori investimenti nel welfare, ricostruzione delle comunità locali, banche del tempo e condomini solidali. È un invito a riscoprire e cementare i valori della collaborazione e dell’altruismo: la celebrazione del singolo non come atomo isolato ma come parte integrante di una comunità.

