La Vita Felice
La ferita celeste 2017-2018
Silvio Raffo
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 112
"Con 'La ferita celeste', Silvio Raffo rielabora alcuni motivi delle sue precedenti raccolte: la vanitatis vanitatum del biblico Qohelet e le mutazioni causate dal tempo (presto il mio volto non sarà più il mio) tema costante di molta poesia – ma con che tono? Spesso con la levità della sua amata Emily Dickinson, enunciando sconfitte e meraviglie come li possiamo cogliere in Annuncio di nozze della raccolta Stanchezza di Mnemosyne: «Io/ e Madamigella Poesia/ ci siamo sposati/ stasera/ alla Casina Valadier/ senza grandi cerimonie/ proprio all’ora del tè». Matrimonio ideale e senza testimoni, perché il poeta e la sua Damigella – a dispetto dei pronostici novalisiani – sono rimasti soli in un mondo spoetizzato. Come si vede, a preservarlo relativamente dai disagi della vita è la facoltà di rendere bello il dolore e la caducità attraverso la fiaba, la sublimazione e l’arabesco sonoro i cui versi, nella loro circolare bellezza, si snodano in base al principio di costanza tipico delle decorazioni. Proprio per questo il lettore non mancherà di notarne il flusso indefinito, sia per l’assenza di vere figure – noi abbiamo, semmai, delle parvenze – sia per la costante ripresa delle stigmate esistenziali venate da continui riflessi musicali." (Dalla Postfazione di Silvio Aman: Le ondose malie del poeta-sirenide )
E l’angelo non gli fermò la mano. La violenza sulle donne in prosa e in versi
Salvatore Malizia, Daniela Turi
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 111
"Per un essere umano, esperienza dolorosa, in alcuni casi drammatica, è la separazione dalla persona un tempo amata. Abbiamo delineato un ampio panorama di problemi psicologici e socio-economici, tratteggiando quei tipi di personalità per i quali separarsi è un evento destrutturante, soprattutto quando a volerlo è la donna o le condizioni economiche della famiglia sono precarie. Le interviste di Daniela a professionisti di diversa competenza delineano i più importanti aspetti della violenza sulle donne. Da parte mia, debbo una spiegazione al lettore sull’impiego di versi liberi, mezzo alquanto insolito nella trattazione di problematiche psico-sociali. Freud scrive: «Non è facile parlare scientificamente dei sentimenti» [...] «I poeti... hanno la sensibilità necessaria per percepire negli altri i moti reconditi della psiche...» Confortato da tali osservazioni, sono stato tentato dalla narrazione poetica, con una silloge a tema da leggere come una storia che permetta di cogliere, da diversi vertici d’osservazione, l’indicibile dei sentimenti e il clima emotivo dei più comuni conflitti di coppia. Meta ambiziosa, raggiungibile forse da “poeti laureati”. Mi riterrò abbastanza soddisfatto se sarò riuscito a raccontare la drammaticità degli affetti per il dolore arrecato e subito."
La disciplina degli alberi
Giancarlo Stoccoro
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 92
Introduzione di Paolo Steffan.
L'ora di chiusura
Vittorino Curci
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 80
Da una «provincia di esistenze umbratili», da una «terra sconsolata/ sfuggita alle carte geografiche/ dell’eterno», Vittorino Curci ci offre un libro intenso e commovente. I temi sono quelli che caratterizzano da sempre l’universo creativo di questo poeta: le partite perse del presente, il drammatico fluire del tempo, il legame indissolubile tra i vivi e i morti, la scrittura e l’essenza della poesia, i distacchi dalle persone e dai luoghi amati. Su tutto, sin dai primi testi della raccolta, scende una luce melanconica che, davanti alla frammentazione della vita reale, rinnova il mistero di una parola che nasce nel segno indefettibile della verità e più che mai necessaria in un «tempo che ha svenduto le nostre illusioni/ senza comprenderle».
Tra il cielo e la terra. Ediz. cinese classico, inglese e italiana
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 232
Il mondo del poeta cinese classico è talmente diverso dal nostro! La poesia cinese è come una virtuale realtà letteraria. Le poesie ci trasportano non attraverso la narrazione, né la descrizione, bensì per mezzo dell’evocazione di congeniali esperienze sensoriali nel lettore. Creano significato musicalmente, visualmente, come un quadro, orizzontale e verticale, e come un libro. Ci sono due ostacoli alla traduzione di queste poesie per gli occidentali: la lingua e il contesto culturale. Il cinese letterario, una lingua non flessiva e non fonetica, è integrante all’arte della poesia cinese classica. La sintassi e la giustapposizione sono fondamentali alle qualità espressive della poesia. Benché il lessico ricco dell’inglese possa offrire una scelta ampia per esprimere il contenuto culturale dei testi, a volte le convenzioni restringono la posizione delle parole all’interno del periodo. D’altro canto l’italiano possiede una sintassi molto più flessibile, in grado di riportare le parole, come i caratteri originali, al loro posto iniziale. I traduttori hanno collaborato in modo stretto per recuperare le posizioni originali delle parole, per mantenere la portata evocativa dei versi. Sono riusciti a farci entrare in quel mondo così diverso unico e polivalente.
Intervista a Plutone
Elio Sena
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 43
Nel quinto episodio della collana Dialoghi sul filo, un "atomo pensante", di professione giornalista scientifico, incontra il pianeta "cadetto" del sistema solare, l'ultimo e il più lontano dal sole, cui è stato imposto il nome romano del dio dell'aldilà. Plutone mostra la saggezza dell'anziano filosofo, non priva di arguzia e ironia, ma anche l'irriverente vivacità del bimbo curioso. Non curandosi affatto di non essere considerato più un pianeta vero e proprio, egli si scontra gioiosamente con la supponenza dell'umano impaurito e a tratti cinico ma arroccato nelle pseudocertezze della sua conoscenza codificata che ammette solo a fatica eccezioni e diversità.
Sacro, magia e tradizioni in Brianza
Franca Pirovano
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 214
Franca Pirovano è da sempre studiosa delle tradizioni e del folklore in Brianza. Ha recuperato, salvandole dall'oblio, feste, credenze, canti, giochi dell'infanzia, usi e costumi che si sono protratti nei secoli fino alla prima metà del Novecento. "Sacro, magia e tradizioni in Brianza" presenta una serie di ricerche dove è centrale il rapporto con la natura e la sua simbologia. Il mondo rurale viene raccontato andando a illustrare una cultura che aveva forte il rispetto dell'ambiente e la dimensione del sacro. Una fede semplice ma tenace si manifestava nel culto dei santi protettori, nei riti per il buon raccolto fino alle pratiche da adempiere per propiziare la pioggia e per scongiurare la grandine. Si parla delle fonti e dei poteri dell'acqua, di piante, di nuvole. Spaccati di vita che consentono di rivivere la cultura e le relazioni interne al mondo contadino. Il volume affronta anche i temi del dramma popolare, della presenza celtica nel personaggio della Gibiana, delle festività, dei santi minori venerati esclusivamente in Brianza. Un libro dalle numerose suggestioni, prezioso per rintracciare le peculiarità culturali e umane della gente di Brianza. I brianzoli ricorrevano alla magia soprattutto quando scienza ed esperienza non erano sufficienti a risolvere un problema o a evitare un pericolo: solo, per così dire, in caso di necessità, e senza che per questo venisse meno il loro attaccamento al cattolicesimo. La contraddizione tra religione e magia, così evidente per la Chiesa, non lo è altrettanto per i fedeli, capaci di vivere senza apparenti contrasti la fede nel soprannaturale magico e religioso, o, più spesso, magico-religioso. Eppure i contadini sapevano bene che «var piissé la fedascia che ul legn de la barcascia». Il detto nasce da una storiella probabilmente inventata: una donna malata aveva chiesto una reliquia a un mercante in partenza per la Terra Santa. Il mercante dimenticò l'incarico ma pensò di consegnare una scheggia del legno della sua barca alla donna, che guarì. Era fede o magia? La ricerca, partendo dal piccolo osservatorio della Brianza, esplora il mondo magico di cui tutti possiamo avere esperienza, forse senza neppure accorgercene. È un mondo di tanti anni fa, ma che a volte sopravvive in parole, modi di dire e in piccole manifestazioni quotidiane. Prefazione di Giovanni Santambrogio.
Povera mucca
Margherita Coldesina
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 80
"Per poter leggere 'Povera mucca' di Margherita Coldesina bisogna fare un salto indietro nel tempo e immergersi in una corrente letteraria chiamata Patafisica [...] «la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità». In Povera mucca l’enunciato primario della Patafisica, ovvero l’equivalenza dei contrari (per citare Boris Vian) risuona con tutta la sua immaginifica presenza. Il linguaggio è tanto aperto quanto sfuggente e inafferrabile, talvolta profondamente oggettivo quanto disarticolato. La portata tellurica è l’estetica dell’assurdo combinata alla continuità di quel linguaggio la cui origine vocale si relaziona con l’ipotesi gestuale: il risultato è la segmentazione ricombinata, lo spostamento della struttura che regge i limiti della dimensione inventivo-comunicativa del linguaggio stesso. Liberata dalla morsa della logica, la realtà non ha più nulla di reale: la realtà non è realistica, e l’immaginazione ha la stessa consistenza (reale) di un macigno, ma è un macigno alato. La segnaletica delle nostre percezioni viene stravolta e ci troviamo in un territorio ignoto. Il coraggio è il senso dell’avventura nel volersi perdere nello spettacolo pirotecnico delle effusioni mentali contro tutto ciò che ci vuole statici. La poesia di Margherita Coldesina è scienza delle identità immaginarie, è l’azione che guida alla soluzione amoreggiante con il controsenso e con gli attriti. Ma non appena si alzano gli occhi al cielo, tutto torna puro." (Dalla prefazione di Fabiano Alborghetti)
Morale del giocattolo. Testo francese a fronte
Charles Baudelaire
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 70
"La Morale del giocattolo", nella classificazione delle opere di Charles Baudelaire, appartiene ai "Saggi estravaganti". Si tratta di poche pagine sorrette da intuizioni improvvise, svincolate dai progetti in corso, ma che portano alla luce un pensiero intimamente legato a esperienze personali in grado di rivelare accenti e sfumature di un articolato sistema di valori. In questo caso, al centro dello scritto c'è la relazione tra il gioco e il bambino dove il giocattolo svolge un compito pedagogico rilevante. Più in generale, il tema si allarga al confronto tra la stagione dell'infanzia e quella della maturità, all'influenza dei genitori, al rapporto tra gioco e arte, al nesso con l'immaginazione fino allo sviluppo della sensibilità artistica. Il testo viene pubblicato il 17 aprile 1853 sul periodico «Le Monde Littéraire». Baudelaire da una settimana ha compiuto 32 anni. Che sia una riflessione per leggere, accompagnare e sostenere un anno iniziato all'insegna di non pochi problemi? Un autoregalo? Non è da escludere.
La morte di Cicerone (libro CXX). Testo latino a fronte
Tito Livio
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 149
Il 7 dicembre del 43 a.C. sul Tirreno tirava un forte vento. La spiaggia di Gaeta era deserta; tanto più incongrua sembrava perciò la piccola imbarcazione ormeggiata nel porto, preda del mare grosso. All'improvviso, una piccola pattuglia fece la sua comparsa sulla spiaggia e prese posto a bordo. Dopo qualche minuto la barca mollò l'ormeggio e provò a spingersi al largo. Era un'impresa quasi disperata, ma il timoniere era un uomo che sapeva il fatto suo. Alla fine la furia del mare ebbe la meglio. Dopo il terzo, inutile tentativo, la piccola nave rientrò in rada e il suo unico passeggero scese a terra. Era un uomo dell'apparente età di sessant'anni; aveva con sé solo una toga di lana pesante e nessun bagaglio. Gli schiavi che poco prima lo avevano scortato sino al porto di Gaeta, portandolo a spalla in lettiga, lo sollevarono nuovamente sulle spalle, senza dire una parola. Era certo difficile riconoscerlo, ma quel vecchio era stato uno degli uomini più potenti di Roma. Ora stava andando a morire: il 7 dicembre del 43 sarebbe stato l'ultimo giorno della sua vita. Ma come si era arrivati a quel giorno?
Il crimine di Sylvestre Bonnard
Anatole France
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 206
Sylvestre Bonnard ci racconta qui due favole. Una favola del buon Natale e una della buonanotte; favole dal lieto fine senza essere melense, a metà strada tra la storia molto umana di Don Chisciotte e quelle molto animalier di La Fontaine; storie in cui ogni elemento poggia su se stesso e su cento altri, formando una cattedrale della parola dallo stile fiammaggiante, dove non mancano né le spaventose gargouilles né le scene grottesche, che tanto piacevano ai nostri antenati medievali. Perché la storia è una favola che non ha morale e, per questo, è la morale. In appendice "Lo stratagemma".
Amore e morte nei tragici greci
Ernesto Buonaiuti
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 172
Nel 1935 Ernesto Buonaiuti tenne un corso di lezioni all'università di Losanna come Gastprofessor, iniziando così un'attività che si protrarrà fino allo scoppio della guerra. In Italia, le sue conferenze ebbero a oggetto l'affacciarsi delle concezioni dualistiche nel mondo greco: Buonaiuti lo individua nella reinterpretazione, in termini di religiosità orfico-dionisiaca, della vecchia tradizione mitologica operata dai tragici greci; rielaborate, esse vennero pubblicate a Roma nel 1938 con il titolo "Amore e morte nei tragici greci". Tra i temi trattati: l'amore nei tragici greci (passando dalle Supplici di Eschilo alle donne di Sofocle); il dolore nei tragici greci (sia il dolore fisico sia quello morale); il rimorso e la morte nei tragici greci; la religione e l'arte (la religione blasfema di Euripide; l'entusiasmo e l'estasi in Platone e Aristotele). Introduzione di Carlo Carena.

