Le Mani-Microart'S
Finale... non solo mare. Ospitalità, storia, natura e sport nell'entroterra finalese
Marco Tomassini
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 320
Questa guida descrive agriturismi, bed&breakfast, case vacanza, campeggi, locande, rifugi e trattorie con camere presenti sul territorio del Finalese. Il comprensorio preso in considerazione và dal comune di Borgio Verezzi a Varigotti (comune di Finale Ligure) e dalla linea di costa sino alle alture del colle del Melogno (comune di Magliolo). Ad ogni attività è dedicata una scheda che riporta i dati di utilità immediata come numeri di telefono, indirizzo, rilevamento GPS, posti letto, una descrizione sommaria della struttura, l'accesso dal casello autostradale più vicino e una mappa di localizzazione sul territorio. Le attività sono state suddivise per zone territoriali e ad ognuna è dedicata una breve rubrica storica, una descrizione delle principali attrattive o delle attività da svolgere e i consigli dell'autore su dove pranzare, mangiare un buon gelato o bere un buon caffè.
Cinergie. Il cinema e le altre arti. Volume 19
Libro
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 62
Il numero si apre con tavola rotonda che affronta il tema complesso e quanto mai attuale del rapporto tra cinema e politica, nel contesto italiano ma non solo. Lo speciale è dedicato a quello che viene oggi definito Transmedia Storytelling, letteralmente una narrazione configurata su più piattaforme mediali. Si tratta di un'indagine interdisciplinare del fenomeno finalizzata a metterne in luce le caratteristiche sia testuali che economiche e sociali. Ultimo spettacolo propone, tra i vari film analizzati, un focus su Inglourious Basterds di Quentin Tarantino, con tre analisi che offrono sguardi originali sull'opera tanto discussa e acclamata del regista americano.
Cinema & generi 2010
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 141
Come si trasforma anno dopo anno il cinema di genere? Thriller, horror, fantascienza, noir o commedie continuano a essere i film più visti dal grande pubblico, ma si evolvono in continuazione, inventando sempre nuove forme. Al suo sesto anno, "Cinema e Generi" guarda a Herzog e al poliziesco americano, al gangster film di Michael Mann e al carcerario francese, alle nuove tendenze della fantascienza, alle bande giovanili nel cinema giapponese, al successo di horror anomali come "Martyrs", "Lasciami entrare", "Antichrist". Con un'attenzione particolare per grandi icone come Clint Eastwood e Mickey Rourke. E con interviste a Werner Herzog, al Jacques Audiard di "Il profeta" e a Mario Lanfranchi, nome storico del cinema di genere italiano anni Sessanta e Settanta.
L'idea e la ciminiera. Riformismo, cultura e futurismo ad Alessandria 1899-1922
Alberto Ballerino
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 221
Agli inizi del Novecento .Alessandria sta vivendo forse la; sua stagione più felice, il processo di industrializzazione, guidato dalla Borsalino, è .affiancato dal riformismo delta borghesia liberale e da quello dei movimento operaio. Le battaglie del partito della .scuola, la costruzione di nuovi teatri e la loro brillante attività, lo sviluppo di importanti strutture culturali, la partecipazione a dibattiti è movimenti dell'epoca ci offrono l'immagine di una società -vivace e in crescita. Il grande concerto" di Arturo Toscanini sembra aprire simbolicamente la via a un'idea nuova di città all'ombra delle ciminiere, dei grandi cappellifici. Il sogno, però, svanirà presto sotto i colpi della violenza squadrista: i bagliori dell'incendio del Teatro del Popolo illumineranno la fine di un'epoca e delle sue speranze.
Senso come rischio. 60 anni di Filmcritica
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 264
Di "Filmcritica", tutto si può dire meno che i suoi 60 anni non siano percorsi da una pluralità di storie, tali che qualcuno potrebbe ritenere perfino in contrasto tra loro: Rossellini e Hollywood, Bresson e Hitchcock, il grande cinema sovietico e il grande cinema americano, Pasolini e Orson Welles, de Oliveira e Clint Eastwood, Straub/Huillet e Godard, Raoul Ruiz e Gitai, oppure anche il cinema mainstream e quello sperimentale. Coppie di opposti che non sono opposti, alla prova della scrittura e della sensibilità filmica. Contro il cattivo cinema, il cinema pretenzioso, contenutistico, mero veicolo di ideologismi. Come dice Godard, il cinema non è un'arte né una tecnica, ma un mistero. E il mistero implica il rischio. "Forse - come concludeva Emilio Garroni in Estetica -, il senso è il rischio che non possiamo non correre, di cogliere la sensatezza, mentre la conquistiamo". Senso come rischio, quindi. Testi di Deleuze, Garroni, Jameson, Lizzani, Montani, Matte Bianco, Nancy, Schroder ecc., che "Filmcritica" ha segnalato nel corso degli anni, e di cui ha caldeggiato, se del caso, la traduzione italiana, cercano di rispondere alle domande poste dai film, senza operare nessuna scissione tra cinema e pensiero, ma anzi esplicitando il carattere della filosofia come pensiero dei cinema.
Tim Burton. Il paese gotico delle meraviglie
Simone Spoladori
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 204
Il volume, proponendo la schematizzazione dell'opera burtoniana, dedica approfondimenti dettagliati ai quindici lungometraggi del regista americano, senza trascurare i cortometraggi degli esordi, i primi lavori amatoriali, gli spot pubblicitari, i videoclip, i disegni, i quadri e le fotografie esposte nell'allestimento che il Museum of Modern Arts di New York gli ha dedicato dalla fine del 2009. Cinque saggi, inoltre, analizzano trasversalmente temi specifici dell'immaginario di Tim Burton, come l'intertestualità, il corpo, l'utilizzo dell'attore, lo storytelling, la ricorrenza della figura dell'outsider.
Isabelle Huppert. La seduzione ambigua
Deborah Toschi
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 224
Intelligente e sofisticata, fredda e appassionata, tragica e multiforme, sono solo alcuni degli aggettivi utilizzati per descrivere il talento naturale e la ricercata arte di Isabelle Huppert, raffinata e straordinaria interprete del cinema e del teatro francese, conosciuta e apprezzata a livello internazionale. Il volume propone una lettura critica della figura attoriale di questa coraggiosa artista che ha saputo trasformare sagacemente la propria immagine e incarnare modelli femminili di volta in volta fragili, dolorosi, scomodi, sconvolgenti, ambigui, assolutamente atipici. Ripercorrendo sinteticamente la ricca e ancora incompleta filmografia esistente e analizzando la ricezione da parte della critica italiana e francese, si dà conto delle importanti collaborazioni con cineasti del calibro di Cimino, Ferreri, Godard, Haneke, Pialat, Schroeter, Tavernier e molti altri che ricorrono al fascino impenetrabile dell'attrice plasmando personaggi che si imprimono indelebili nella memoria dello spettatore. Ma sono le pellicole di Chabrol che fissano i gesti, i "tropismi", le intuizioni più felici che la Huppert matura e vive sulla propria pelle, sul volto intenso, nel fisico asciutto. Perché la straordinaria capacità di questa attrice, come suggerisce Elfriede Jelinek, è che non si limita a rappresentare, ma "è".
My name is Virzì. L'avventurosa storia di un regista di Livorno
Alessio Accardo, Gabriele Acerbo
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 334
"My name is Virzì" è la storia semiseria del creatore di "Ovosodo", "Caterina va in città", "Tutta la vita davanti", "La prima cosa bella", raccontata da lui stesso e da trenta testimoni d'eccezione: dalla madre Franca a Sabrina Ferilli, e poi Massimo Ghini, Laura Morante, Claudia Pandolfi, Edoardo Gabbriellini, Valerio Mastandrea, Monica Bellucci, Furio Scarpelli, fino alla moglie Micaela Ramazzotti. Un quasi-romanzo sulla vita e i film del regista di Livorno, ma anche una carrellata sugli aspetti più ricorrenti del suo cinema: l'inadeguatezza degli eroi ragazzini, il fascino discreto della provincia, il ruolo salvifico delle donne, i finti happy end intrisi di struggimento.
Guerra in cento film
Claudio G. Fava
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 236
Sin dagli inizi il cinema, prima muto e poi sonoro, predilesse l'argomento della guerra. Non è facile riassumere in 100 titoli l'enorme apporto nel cinema e del cinema sulta volgarizzazione e la retorica dei conflitti. È questo, forse, uno dei temi più difficili in assoluto che i film possano affrontare, dato che alla base stessa della guerra e della sua descrizione risiede la paura. Sentimento quasi impossibile da ricreare artificialmente sui volti dei protagonisti, dei caratteristi e delle comparse. Nonostante questo elemento di fondo, una minoranza di opere riesce, almeno in parte, a restituire la terribile occasione di vita e di morte che fisiologicamente è presente in un conflitto e che, a parte il cinema, anche alcuni grandi romanzi ci hanno offerto. In questo libro si tenta un censimento che l'autore stesso riconosce essere forzatamente incompleto e, per paradosso, implicare semmai l'esigenza di un "sequel". Ad esempio qui, per ragioni di spazio, sono stati evocati solo i film che prendono occasione dalla prima guerra mondiale, fino ai giorni nostri. Rinunciando perciò a quell'importante magazzino che va dalle guerre dell'antichità, via via sino a quelle dell'Ottocento, ed alle magnifiche descrizioni della vita militare di cui siamo debitori a tanti registi, a cominciare dal grande John Ford. Inoltre, Fava ha scelto di analizzare un solo film per regista, limitandosi a citare altri eventuali titoli all'interno del testo consacrato al film considerato "principale".
Cronache di poveri amanti. Pagine di celluloide
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 361
"Cronache di poveri amanti". Pagine di Celluloide (in analogia con "Achtung! Banditi!". Parole per Film, edito nel 2009) non vuole raccontare la genesi storica del film, ma vuol proporne una lettura approfondita per un pubblico vasto e senza barriere. Il libro si fonda sulla sceneggiatura originale di Cronache di poveri amanti. Carlo Lizzani firma entrambe le pellicole. Tuttavia se in Achtung! Banditi! viene rappresentata la fine del dominio nazifascista, in Cronache di poveri amanti si rievoca l'inizio dell'avventura mussoliniana, drammaticamente sottolineata dai fatti fiorentini dell'ottobre 1925. Le due opere letterarie, così accostate, formano una sorta di cofanetto in cui riporre la storia della "Cooperativa Spettatori Produttori Cinematografici s.r.l.": una storia italiana, davvero unica nel mondo cinematografico e nell'ambito della cultura democratica. Arricchiscono la sceneggiatura del film saggi di qualificati studiosi, oltre al testo autorevole di Carlo Lizzani ed al ricordo significativo di Giuliano Montaldo. Una sezione toponomastica mette a confronto le strade fiorentine all'epoca del romanzo pratoliniano con quelle che percorre la troupe cinematografica all'alba degli anni Cinquanta. L'ultima sezione è a carattere iconografico: mostra ventiquattro fotogrammi del film; altrettante fotografie degli stessi luoghi, scattate un cinquantennio dopo.
John Woo. La violenza come redenzione
Marco Bertolino, Ettore Ridola
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2010
pagine: 160
John Woo (Guongzhou, 1946) è il regista che negli Anni Ottanta ha avuto il grande merito di restituire vigore e linfa a un genere cristallizzato come quello del cinema d'azione. Arruolato da Hollywood all'inizio degli anni Novanta, con Face/Offe Missioni impossible 2 ha dato prova del suo impareggiabile talento pirotecnico. Chiusa temporaneamente la parentesi americana, Woo è tornato in Cina per raccogliere l'ennesima sfida: mettere in scena La battaglia dei tre regni, film epico di respiro storico con il quale ha ritrovato lo smalto dei tempi migliori. Uno stile fiammeggiante, una poetica che mescola superomismo, mèlo e umano disincanto: questi gli ingredienti che gli hanno valso il Leone d'Oro alla carriera, il prestigioso riconoscimento ricevuto nel corso della 67° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

