LEG Edizioni
Fanteria all'attacco a Caporetto. Ottobre 1917
Erwin Rommel
Libro: Copertina morbida
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 211
Erwin Rommel, la "Volpe del Deserto" della Seconda guerra mondiale, comincia la sua ascesa ai vertici militari tedeschi già durante la Grande Guerra. In queste pagine, egli stesso ripercorre la sua partecipazione alla battaglia di Caporetto come tenente: "In questo libro non si spiega la catastrofe di Caporetto: innanzi tutto perché, per chi lo ha scritto, non si è trattato di una catastrofe, bensì di un successo, e poi perché a Rommel non interessavano le spiegazioni strategiche né la filosofia della guerra, come a uno storico o a un polemologo. Quel che, evidentemente, spinse Rommel a scrivere questo libro fu 11 desiderio di mantenere vivo il ricordo di una grande impresa: cristallizzarlo e, soprattutto, renderlo esemplare, farne uno strumento di emulazione e di apprendimento. Non bisogna mai dimenticare che, nel 1937, anno in cui vide la luce la prima edizione di "Fanteria all'attacco", Rommel insegnava alla scuola di guerra di Potsdam: la cattedrale del prussianesimo. Egli era una sorta di leggenda per i giovani ufficiali: a sua volta il più giovane premiato 'Pour le Mèrite' della fanteria tedesca nella Grande Guerra. Va da sé che il suo libro fosse visto come una sorta di vangelo laico per i futuri eroi della Germania. In più Rommel non scrisse "Fanteria all'attacco" da reduce, visto che la sua carriera militare era tutt'altro che conclusa e, anzi, stava per decollare clamorosamente: il libro non si colloca nella memorialistica reducistica, guanto piuttosto nella letteratura didattico-storica. È una sorta di Baedeker per le nuove generazioni di ufficiali: una specie di guida pratica alla conduzione di un reparto di fanteria".
La guerra russo-afgana (1979-1989)
Gianluca Bonci
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 182
Ancora oggi, il conflitto russo-afghano, l'ultimo della Guerra Fredda, offre spunti e interpretazioni tanto controversi quanto attuali. Iniziata il 24 dicembre 1979, quando reparti appartenenti alla 108º divisione motorizzata dell'Armata Rossa oltrepassarono il confine settentrionale dell'Afghanistan, la guerra segnò profondamente il destino di questo sfortunato paese e decretò anche l'inizio di un progressivo declino che portò il regime comunista di Mosca al collasso. L'Armata Rossa, all'epoca considerata come il più potente esercito del mondo, fu bloccata sulle montagne afghane da un pugno di guerriglieri islamici male armati, ma determinati a conseguire la vittoria finale in uno scontro ideologico e militare senza quartiere. La ricostruzione passa in rassegna l'organizzazione operativa e logistica, l'addestramento, le tecniche e le tattiche impiegate dall'Armata Rossa e dai mujaheddin nel tragico decennio di guerra, fornendo approfondimenti sugli errori che contribuirono in modo determinante alla sconfitta finale russa. L'analisi è inoltre completata da un'appendice che illustra l'odierna situazione politico-militare del paese a quasi sedici anni dall'intervento delle truppe della NATO, attualmente incaricate (nell'ambito della missione "Resolute Support") dell'addestramento, della consulenza e dell'assistenza in favore delle forze armate e delle Istituzioni governative afghane.
Storia del mondo in 100 armi
Chris McNab
Libro: Copertina morbida
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 574
"Storia del mondo in 100 armi" illustra le vicende che hanno portato all'adozione delle armi più rivoluzionarie, quelle che sono state in grado di cambiare il modo di condurre una guerra e di portare a stravolgimenti d'importanza mondiali, sino all'epoca odierna. Dal gladio dell'antica Roma al fucile d'assalto russo AK47, tutte queste armi vengono descritte con testi essenziali e illustrate tramite numerose fotografie in bianco e nero e a colori, completate da schede tecniche. Realizzato con la collaborazione di numerosi storici ed esperti, questo volume traccia la storia e le caratteristiche dell'arma, ma anche chi l'ha ideata, utilizzata, modificata, dove e in quale contesto, spiegando in modo preciso quale sia stato lo sviluppo della tecnologia militare nel corso dei secoli. La guerra è stata tra i principali motori delle vicende umane, al punto che non è possibile osservare il passato senza osservare quanto i conflitti abbiamo modellato le società e le culture. Partendo da tale assunto, verranno descritte 100 armi che hanno segnato il corso della storia, spiegandone tecniche e modalità d'impiego, grazie a un apparato iconografico formato da centinaia di disegni e fotografie. Le numerose immagini consentono inoltre di apprezzare l'estetica di alcuni di questi strumenti realizzati per combattere, espressione della ferocia dell'uomo quanto del suo talento e del suo progresso tecnologico. Prefazione di Andrew Roberts.
Ponte Milvio 312 d.C. La battaglia di Costantino per l'impero e la fede
Ross Cowan
Libro: Copertina morbida
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 146
L'Impero romano all'inizio del quarto secolo dopo Cristo è stato appena salvato dalle energiche riforme di Diocleziano, che con le sue decise azioni mise fine all'anarchia militare protrattasi per lunghi decenni. Tuttavia, il sistema della tetrarchia, ideato per rinnovare l'architettura istituzionale dell'Impero, si rivela da subito fragile: è in questo contesto che si colloca l'ardua ascesa al potere di Costantino, figlio dell'augusto Costanzo. In uno scenario tortuoso e ricco di colpi di scena, numerosi rivali incrociano le loro ambizioni in alleanze e contrasti repentini: oltre a Costantino, Galerio, Massimino Daia, Licinio, Massimiano e Massenzio. Questo libro è incentrato proprio sul contrasto tra Costantino e Massenzio, che signoreggiava sull'Italia e l'Africa. La posta in gioco per i due rivali era la più significativa per l'Occidente e per tutto l'Impero: Roma, l'antica capitale, dove Massenzio si era asserragliato dopo aver rinnovato e ampliato le fortificazioni cittadine. In una veloce campagna, Costantino passò dalla Gallia al Nord Italia: presi i maggiori centri urbani da Torino ad Aquileia, discese verso l'Urbe; alle sue porte, presso il Ponte Milvio, si sarebbe svolta la battaglia determinante per le sorti imperiali. Non si trattava solo di politica: anche la religione giocò un ruolo determinante. Si trattasse di fede o di propaganda, Costantino si dichiarò destinatario di un messaggio di Cristo, che gli ordinò di adottare come vessillo il suo monogramma. Con la successiva vittoria, il suo percorso verso il trono era destinato a intrecciarsi sempre più con il cristianesimo, mentre allo sconfitto Massenzio sarebbe spettata la damnatio memoriae. Tutti questi aspetti sono trattati con lucida completezza nelle pagine del libro, che non trascura gli elementi legati al rinnovamento dell'esercito romano, molto mutato rispetto ai secoli precedenti. Tattica, strategia e armamenti sono analizzati ed esposti con l'ausilio di immagini, fotografie e mappe: la battaglia, breve ma di notevole intensità, è così restituita compiutamente all'attenzione dei lettori, che potranno conoscere nel dettaglio questo momento essenziale per la storia di Costantino e dell'Impero romano.
Attacco a Caporetto
Hans Killian
Libro
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 335
Quando, nella notte del 14 settembre 1917, Hans Killian parte da Strasburgo per la località destinata a divenire uno dei luoghi simbolo della Grande Guerra, ha la consapevolezza di essere in procinto di vivere un'esperienza particolare. Nel suo diario annota: "Immagino che andremo nel Nord della Francia per una qualche impresa particolare, o forse in Turchia. Deve trattarsi di qualcosa di eccezionale, altrimenti non sarebbe stato mobilitato l'ufficiale di Stato Maggiore della unità bombarde n° 3, tenente colonnello barone von Rossing, con tutto il suo Stato Maggiore, io non sarei stato richiesto come specialista di montagna per impieghi speciali delle bombarde. Con la montagna deve averci a che fare". Giunto presso lo Stato Maggiore della 14a Armata di Below, descrive con dovizia di particolari le ricognizioni preliminari che compie nel settore dell'Alto Isonzo, fino a restituirci, come nessun altro prima, la topografia completa del teatro di battaglia. In seguito ha occasione di partecipare alle riunioni dei più alti ufficiali dell'Armata in vista dell'offensiva e di incontrare tutti i protagonisti - dall'imperatore Carlo all'arciduca Eugenio - di quell'evento. "Attacco o Caporetto" è una vasta galleria di figure e un racconto in cui la memoria personale si innesta su fonti già note, arricchito da un ricco corredo iconografico e da ordini completi di battaglia austro-germanici e italiani alla mezzanotte del 24 ottobre 1917 e un'accurata introduzione di Alessandro Massignani.
Pearl Harbor 1941 Tora! Tora! Tora!
Mark E. Stille
Libro: Copertina morbida
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 143
Analizzare l'attacco a Pearl Harbor in soli termini militari non coglie Il punto principale di questo rilevante evento storico divenuto mito. Pearl Harbor fu l'avvenimento centrale della Seconda guerra mondiale perché fece entrare gli Stati Uniti nel conflitto in tempo per influenzarne in maniera risolutiva l'esito e garantire che avrebbero combattuto quella guerra sino alla fine. Questo è il vero retaggio di Pearl Harbor, che sopravvive sino a oggi nello spirito di molti americani e permane durevolmente presso le nuove generazioni di leader del Paese. Per il Giappone il risultato finale fu la totale, benché scontata, catastrofe. Il Paese asiatico entrò in guerra contro la nazione più potente del mondo solo con un'idea vaga di come sconfiggere un così formidabile nemico. Non esisteva la concezione di una vittoria di tipo classico contro gli Stati Uniti, tale per cui il Giappone avrebbe potuto dettare le condizioni della pace. Anzi, ci si immaginava che un accordo negoziato sarebbe stato possibile una volta che gli americani avessero compreso l'inutilità dei tentativi di strappare al Giappone le recenti conquiste nel Pacifico. In sostanza il fervore marziale giapponese avrebbe supplito allo squilibrio di risorse tra i due antagonisti e costretto gli Stati Uniti ad acconsentire a un nuovo ordine del Pacifico occidentale. L'attacco a Pearl Harbor mise fine per gli americani a ogni prospettiva di accordo negoziato. Forse l'opinione pubblica degli Stati Uniti non sarebbe stata disposta a rischiare infinite perdite umane per la sovranità della Cina o per riconquistare le colonie britanniche, ma non esisteva prezzo troppo alto da pagare per vendicare Pearl Harbor. Con lo slogan "Ricordatevi di Pearl Harbor" ben presente a ogni americano, c'erano poche possibilità che gli Stati Uniti sarebbero addivenuti a un compromesso sul risultato della guerra. L'attacco giapponese contro la base hawaiana sollevò il presidente Roosevelt dalle ansie riguardanti l'entrata in guerra degli Stati Uniti. Il giorno seguente l'attacco, il Congresso dichiarò guerra al Giappone; fece seguito due giorni dopo la dichiarazione di guerra alla Germania, dopo che i tedeschi avevano dichiarato guerra agli Stati Uniti a sostegno dell'alleato giapponese. La storia non saprà mai se e quando gli americani avrebbero risposto a un attacco giapponese diretto esclusivamente contro le colonie olandesi e britanniche, ma è chiaro che Roosevelt non possedeva il necessario livello di consenso per portare l'America in guerra nel 1941 sulla scorta di un'aggressione giapponese di questo genere. Pertanto l'attacco - anche alla luce dei nuovi documenti che l'autore usa all'interno di questo libro - deve essere visto come la massima follia di una nazione che provocò una guerra contro un avversario molto più forte, ciò che in definitiva era quasi una garanzia della sua futura sconfitta.
Meglio non navigare con Cristoforo Colombo!
Fiona MacDonald
Libro: Libro rilegato
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 32
Preparati... sei un povero ragazzo che vive in Spagna e sogni di esplorare il mondo via mare. Riesci ad imbarcarti su una nave diretta verso ovest, capitanata da Cristoforo Colombo. Un viaggio difficile! Gli esperiti consigliano: Non permettere alle donne di salire a bordo: si dice portino sfortuna!; Impara a cucire! Un giorno la tua vita potrebbe dipendere dalla tua abilità nel rammendare una vela; Tieni un diario di bordo: se riuscirai a tornare a casa sano e salvo potrai pubblicarlo e guadagnare una fortuna!; Non rimanere imbrigliato nei cavi usati per issare e ammainare le vele! Età di lettura: da 8 anni.
L'esercito di Francesco Giuseppe
Gunther E. Rothenberg
Libro: Copertina morbida
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 468
Goethe ed Engels, due figure tanto rappresentative del mondo germanico quanto distanti per interessi e scopi, sostanzialmente condivisero la veduta secondo cui l'istituzione militare di uno stato ne riflette in modo fedele l'intima "essenza" e le caratteristiche politiche e sociali. Ciò è particolarmente vero dell'esercito asburgico (austriaco prima e austro-ungarico dopo l'Ausgleich del 1867), che nei suoi quattro secoli di storia accompagnò le fortune e il declino della dinastia che esso serviva e di cui fu il più solido pilastro istituzionale. L'apparato militare della monarchia non fu solo uno strumento che la preservò dalle minacce esterne ma si rivelò - soprattutto negli anni 1848 e 1849 - cruciale per la salvaguardia dell'impero quando questo rischiò di soccombere alle potenti pressioni disgregatrici provenienti dal suo interno. Nonostante il suo status preminente, l'esercito, alieno da spinte dirigistiche, non fece mai dell'impero un Militarstaat alla prussiana: esso conservò da un lato la propria lealtà dinastica e dall'altro una straordinaria coesione, tanto che, alla dissoluzione della monarchia e dunque dell'esercito, l'ultimo vessillo asburgico non fu fatto sventolare dall'imperatore a Vienna, ma da un comandante militare nella remota Albania. Il libro narra - come sottolinea l'Autore - l'ultimo secolo di vita di una delle più antiche organizzazioni militari europee, in special modo la lunga fase in cui Francesco Giuseppe improntò di sé - nell'attitudine, nelle scelte e negli errori - quell'esercito che come nessun'altra istituzione sentì suo.
Armi di migrazione di massa. Deportazione, coercizione e politica estera
Kelly M. Greenhill
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 482
Fu Gheddafi a darne una dimostrazione nel 2004, quando ottenne la revoca delle sanzioni da parte dell'Unione Europea: la paura dell'immigrazione e dell'arrivo di masse di rifugiati poteva essere sfruttata come un'arma temibile, era sufficiente poter alimentare, manipolare e sfruttare il fenomeno migratorio. Questo libro è la prima ricerca sistematica secondo un metodo consolidato di comparative history che studia la teoria e la pratica di questo irrituale strumento di persuasione: sono passati in rassegna più di cinquanta casi dal 1953 al recente passato, con particolari approfondimenti dedicati a vicende paradigmatiche, da Cuba al Kossovo, da Haiti alla Corea. Tesi dell'autrice è che i grandi numeri di rifugiati rappresentino una minaccia utilizzata da realtà politiche per perseguire propri obiettivi, a volte contro le democrazie liberali (particolarmente esposte nei confronti delle dinamiche migratorie), altre nei confronti di differenti regimi. Due sono le formule principali tramite cui la pressione diventa allarme: mandare in crisi gli Stati bersaglio sommergendoli con flussi umani così numerosi da renderne impossibile l'accoglienza, oppure ricattarli per ottenere dei vantaggi politici, economici o militari. L'analisi esplicata in queste pagine assume particolare rilevanza alla luce degli ultimi anni, che hanno visto esodi di proporzioni impensabili. Quali sono le dinamiche di un attacco basato sull'emigrazione? Come difendere allo stesso tempo le persone fatte fuggire dalle proprie terre e le nazioni che vedono in questi spostamenti una minaccia per sicurezza, identità e risorse? Ancora una volta, la conoscenza oltre le ideologie, per comprendere una guerra asimmetrica che sta scrivendo la storia del terzo millennio.
Meglio non essere un cavaliere medievale! Un'armatura da indossare
Fiona MacDonald
Libro: Copertina rigida
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 32
Venezia austriaca
Alvise Zorzi
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 393
Venezia è stata austriaca dal 1798 al 1866: meno di sessant'anni, Interrotti prima dal dominio napoleonico, poi dalla rivoluzione di Daniele Manin. Anni non facili per l'ex capitale di una millenaria Repubblica, il cui ricordo aleggia Incancellabile su una quotidianità segnata dalla decadenza economica e sociale ma anche dalla vitalità delle arti e della cultura, e percorsa da fermenti che proromperanno nella gloriosa tragedia del 1848-49 e nella contestazione dell'ultimo periodo. La prima parte del libro rievoca le vicende di Venezia dalla caduta della Serenissima al plebiscito del 1866. Nella seconda Zorzi traccia con la consueta verve narrativa il profilo dei protagonisti, dall'imperatore all'amministrazione, dalla polizia alla marina, dalle classi sociali al clero, agli artisti, agli scrittori, agli scolari, ai cittadini còlti nella loro realtà d'ogni giorno. Non mancano al quadro I patrioti e le spie, I personaggi del dissenso e gli "austriacanti". Ma l'èra austriaca coincide con l'età romantica: ecco dunque una folla di "foresti" straordinari, da Byron a Shelley, dagli ultimi Borboni di Francia a Richard Wagner, a George Sand e Alfred de Musset. Coincide, anche, col tempo del trionfi di Verdi, di Donizetti, di Mercadante (e della "divina" Maria Taglioni) al Gran Teatro La Fenice, e di Maria Malibran in quello che le verrà dedicato.
La forza navale di Roma: Le navi da guerra di Roma-Le flotte di Roma
Michael Pitassi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 718
II cofanetto riunisce i due studi di Michael Pitassi dedicati alle flotte di Roma e alle navi da guerra di Roma. In queste due opere vengono esaminati tutti gli aspetti dell'affermazione marittima romana, ripercorrendo le vicende belliche, l'utilizzo strategico e gli aspetti tecnici della navigazione, nell'ampio arco di secoli tra le guerre puniche e la fine dell'Impero.

