Longo Angelo
Retrospettiva 1965-2014. Marco Bravura, Marco De Luca, Verdiano Marzi
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2014
pagine: 156
Scrivere un libro di novelle. Giovanni Boccaccio autore, lettore, editore
Lucia Battaglia Ricci
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2014
pagine: 238
Quando, verso la fine della sua vita, si accinse a redigere quella che era destinata a diventare l'edizione definitiva del "Decameron", l'esperto editore di opere proprie e altrui Giovanni Boccaccio scelse la forma di libro propria dei libri scientifici universitari, la stessa da lui adottata per il coltissimo repertorio mitologico scritto in latino registrato sotto il titolo di "Genealogia deorum gentilium". Fin dalla prima uscita dell'opera, l'operazione è risultata incomprensibile, così che nel corso dei secoli i lettori, i copisti, gli editori, i critici hanno in vario modo contribuito a cancellare quella scelta, finendo per offrire una lettura del libro che di fatto privilegiava la dimensione ludica delle novelle, trascegliendo, magari, le più sboccate e licenziose e obliterando, se non addirittura smontando, il complesso montaggio messo in atto dall'autore per inserire ogni singola novella in un discorso argomentante teso a proporre precise modalità di lettura dei cento racconti. La vera e propria rivoluzione che ha profondamente modificato in questi ultimi anni gli studi su Boccaccio permette oggi di tentare una riflessione complessiva sul "Decameron" a partire proprio dalla forma di libro scelta dal suo autore. "Scrivere un libro di novelle" intende guardare al capolavoro del Certaldese adottando le indicazioni di lettura imposte dall'edizione d'autore.
Ravenna mosaicos y monumentos
Giuseppe Bovini
Libro
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2013
pagine: 168
Eternal Ravenna. From the Etruscans to the Venetians
Massimiliano David
Libro: Copertina rigida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2013
pagine: 288
Ravenna è una delle più importanti città del Mediterraneo, dispone tuttora di una serie straordinaria di monumenti eccezionalmente conservati, spesso con la decorazione originaria, in particolare musiva. Non sbagliava il grande storico Arnaldo Momigliano quando diceva: "Se vuoi conoscere la storia dell'Italia, prendi un treno e vai a Ravenna". La città costituisce infatti un caso urbanistico eccezionale per la sua capacità di autoconservazione. Su di essa restano peraltro luoghi comuni o formule stereotipate che dall'Ottocento giungono sino ad oggi, come la denominazione di "Bisanzio d'Italia". Si tratta di una definizione semplificante che non fa cogliere la peculiarità e la grandezza di questa straordinaria città "romana", con Onorio e Galla Placidia, che vede, solo dopo il periodo di Teoderico, un'importante stagione bizantina. A fronte del moltiplicarsi vertiginoso di studi specialistici negli ultimi anni mancavano pubblicazioni di sintesi generale che enucleassero con efficacia i tratti salienti di Ravenna. Il presente volume, che unisce rigore scientifico a una scrittura di grande chiarezza, traccia la vicenda storica e urbanistica della città dalle lontane origini etrusche sino alla battaglia del 1512 che cambia in modo definitivo il destino di Ravenna, segnandone l'ingresso nei domini pontifici.
L'arianesimo nei mosaici di Ravenna
Emanuela Penni Iacco
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2011
pagine: 76
Risulta oggi difficile comprendere i mosaici ravennati senza riferirsi alle medesime fonti culturali dei committenti e senza conoscere i testi sacri che circolavano nel periodo storico in cui questi mosaici vennero concepiti e realizzati. Queste immagini, infatti, non sono solo magnifiche opere d'arte o sequenze di motivi colorati o di ritratti, ma compongono un programma iconografico, determinato dalla funzione liturgica e simbolica del monumento e concepito per mettere in luce un messaggio facilmente comprensibile dai destinatari. Ogni immagine, quindi, diventa una sorta di libro aperto e un insegnamento ben preciso per il fedele. Ravenna, città cosmopolita e aperta a diverse religioni, porta ancora oggi le tracce di quella fede ariana che con Teoderico, re Goto, suo sommo rappresentante, all'inizio convisse pacificamente con la fede cattolica ortodossa per essere poi condannata alla damnatio memoriae in tutte le sue rappresentazioni artistiche. I mosaici di Sant'Apollinare Nuovo e del battistero degli Ariani, pur non esplicitamente collegati al culto ariano e per questo tuttora visibili, ci possono trasmettere, grazie anche allo studio delle opere dei più grandi teologi ariani del periodo, il credo di quell'eresia che, dopo il 518, l'imperatore di Bisanzio Giustino condannò definitivamente all'oblio e alla persecuzione.
L'Alighieri. Rassegna dantesca. Volume Vol. 36
Libro: Libro di altro formato
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2011
pagine: 160
Wine and interculturality. Judaism, christianity and islam
Mauro Manaresi
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2011
pagine: 104
Il mondo si è rimpicciolito. Il "villaggio globale" che è venuto a crearsi implica un aumento dell'interconnessione fra gli individui e un'intensificazione degli scambi culturali. Un corretto processo di globalizzazione non deve portare all'eliminazione di tutte le differenze, perché questo significherebbe la fine dell'uomo come essere culturale; deve invece predisporci a cercare di guardare al contributo che ciascuna cultura e tradizione ha dato e può dare all'umanità. L'incontro tra le diverse culture comporta una ridefinizione dei propri confini culturali e impone il confronto con culture diverse dalla nostra. Si deve lavorare per perseguire la strada del dialogo ed evitare lo scontro. Senza dubbio per realizzare questo progetto occorre una ridefinizione della strategia e del significato del dialogo interculturale. La vite è una pianta presente in moltissime parti del mondo ed il vino, con i commerci, ha raggiunto ogni parte del globo. Ovunque sia arrivato, il vino ha trasceso l'essere un semplice alimento per diventare un elemento culturale ricco di significati simbolici e perciò, data la sua diffusione, si è ritenuto di poterlo utilizzare come elemento utile ed efficace per analizzare culture diverse dalla nostra.
Vino e interculturalità. Ebraismo, cristianesimo e islam
Mauro Manaresi
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2011
pagine: 108
Il mondo si è rimpicciolito. Il "villaggio globale" che è venuto a crearsi implica un aumento dell'interconnessione fra gli individui e un'intensificazione degli scambi culturali. Un corretto processo di globalizzazione non deve portare all'eliminazione di tutte le differenze, perché questo significherebbe la fine dell'uomo come essere culturale; deve invece predisporci a cercare di guardare al contributo che ciascuna cultura e tradizione ha dato e può dare all'umanità. L'incontro tra le diverse culture comporta una ridefinizione dei propri confini culturali e impone il confronto con culture diverse dalla nostra. Si deve lavorare per perseguire la strada del dialogo ed evitare lo scontro. Senza dubbio per realizzare questo progetto occorre una ridefinizione della strategia e del significato del dialogo interculturale. La vite è una pianta presente in moltissime parti del mondo ed il vino, con i commerci, ha raggiunto ogni parte del globo. Ovunque sia arrivato, il vino ha trasceso l'essere un semplice alimento per diventare un elemento culturale ricco di significati simbolici e perciò, data la sua diffusione, si è ritenuto di poterlo utilizzare come elemento utile ed efficace per analizzare culture diverse dalla nostra.
«La tigre e la neve» di Roberto Benigni. Parole poetiche e immagini d'autore
M. Chiara Cugusi
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2011
pagine: 138
Può un film essere anche una fittissima antologia di testi poetici e letterari? È il caso del film "La tigre e la neve" di Roberto Benigni, incentrato sulla Seconda Guerra del Golfo, qui rivisitato alla luce della grande quantità di citazioni letterarie che sottostanno alla sceneggiatura (da Dante ad Auden, da Shakespeare a D'Annunzio, da Le mille e una notte a Caproni) e degli intrecci simbolici, dietro cui si cela il significato più profondo della pellicola. L'impiego stesso delle citazioni ha una precisa funzione simbolica, nel tentativo di dimostrare che la letteratura è in grado di riscattare anche le situazioni più tragiche della vita. Proprio alla luce di questo intento, si giustificano e si caricano di nuovo significato elementi del film che a prima vista appaiono inefficaci, inutili o addirittura controproducenti dal punto di vista registico. Un lavoro innovativo, finalizzato a rivalutare un'opera considerata da parte della critica poco riuscita nella sua struttura filmica.

