Longo Angelo
Il pensiero estetico di Gianvincenzo Gravina
Manfredi Piccolomini
Libro
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1984
pagine: 120
Il fondamento delle scienze della cultura
Heinrich Rickert
Libro
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1983
pagine: 192
Commedie: commedia in versi, La Pisana, La Violante
Lorenzo Strozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1980
pagine: 309
È irresistibile - e utile al riguardo di qualche riflessione sulla specificità del teatro - il fascino che destano l'improbabile filologia e il disordine astratto della storia. Lorenzo di Filippo Strozzi è autore pressoché ignoto, del quale, tuttavia, secondo un'equivoca attribuzione a Machiavelli, almeno fino a tutto l'Ottocento, s'è ammirata la prima delle commedie che qui si pubblicano: la Commedia in versi, una composizione soffocata dal moralismo e che vale solo come documento. Mentre l'ultima sua commedia, La Violante, che riesce a rompere con la facile risoluzione gnomica, rimase, come la terza commedia che esaurisce la produzione dello Strozzi, La Pisana, del tutto inedita fino ad oggi. L'intervento sul nascere della commedia si dirama in una varia complessità di motivi, anche questi incongruenti: le fonti fraintese deliberatamente; la remissione della funzione sovvertitrice; la stessa non recitabilità dell'endecasillabo, se non attraverso il ricorso ad una lingua dalle inflessioni vernacole; le strutture retoriche individuate nell'antagonismo essenziale; la riflessione nell'interno, infine, ma non nella profondità, di quanto si vede rappresentato, tutto ciò riabilita l'unità e salva dalla scissione, operando prima; prima che la recita avvenga, prima che sia pensata o scritta la commedia. Una commedia, tra l'altro, scritta in collaborazione (ora con rassegnata pazienza, ora con trasporto) dallo Strozzi e da Machiavelli e, ancora, dal Gelli.
La letteratura nello stato d'assedio
Pasquino Crupi
Libro
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1977
pagine: 120
Le satire
Ludovico Sergardi
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1976
pagine: 412
Nella tradizione culturale romana è agevolmente individuabile un "genere" dalle caratteristiche non solo d'assoluta originalità ma anche radicalmente autoctono e tale da trovare soltanto in Roma le ragioni storiche della sua produzione e del suo consumo: la pasquinata. Nella sua storia di durata plurisecolare, dalla fondazione aretiniana sino agli epigoni sette-ottocenteschi, difficilmente si colgono modificazioni rilevanti, sia di statuto specifico che di riferimenti: in questa tradizione istituzionalmente ripetitiva l'esperienza del Sergardi provoca una brusca modificazione della satira "romana", ne fa strumento di polemica intellettuale, e quindi di deformazione in grottesco delle manie e delle abitudini della società romana, nelle sue fondamentali componenti aristocratica e nobiliare. Il punto di vista del Sergardi (uomo di Curia, uno dei più autorevoli quadri dirigenti tra Sei e Settecento) resta tutto all'interno della classe dominante, lo spirito corrosivo che anima le sue Satire non proviene da una esigenza del diverso, di trasformazione dei rapporti sociali: le Satire sono la deformazione in grottesco di un sistema di vita sociale e intellettuale che non solo è quello del Sergardi, e nel quale egli si riconosce, ma è anche l'unico sistema possibile, perché ontologicamente immodificabile, essendo il sistema, di lunga durata per volere divino, della Chiesa romana. E allora la carica aggressiva di queste Satire si trasforma in una sorta d'istinto cannibalesco.
Risorgimento d'Italia negli studi, nelle arti e nei costumi dopo il Mille
Saverio Bettinelli
Libro
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1976
pagine: 752
I romanzi
Alessandro Verri
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1975
pagine: 789
Alessandro Verri, più noto come protagonista della rivolta illuministica della milanese Accademia dei Pugni e come collaboratore del " Caffè ", fu anche autore di tre romanzi (qui per la prima volta pubblicati insieme), che egli concepì e redasse dopo essersi trasferito, per amore della marchesa Margherita Spampani Boccapadule, da Milano a Roma. Il clima di chiusura e d'inerzia culturale dello Stato Pontifìcio agi su di lui, facendolo allontanare gradualmente dall'impegno e dagl'ideali giovanili e portandolo ad adattarsi a un compromesso tra vecchio e nuovo, tra orizzonti conoscitivi definitivamente acquisiti e volontà politica di una strumentalizzazione conservatrice. Di qui l'esemplarità della sua opera narrativa, che rivela la conflittualità in atto nella nostra cultura settecentesca. Nella dolorosa e tragica passione di Saffo per Faone (Le avventure di Saffo, 1782) è evidente infatti come l'adesione dell'autore alla nuova, rivoluzionaria valutazione del sentimento si sottoponga all'acquisita ideologia della convenienza moralistica e del rispetto delle istituzioni. In questa direzione si muove il secondo e per certi aspetti più interessante romanzo, Le Notti romane (1792-1804), in cui il senso tragico della storia, la pessimistica e dolente contemplazione del destino umano, dell'ineluttabile caducità del tutto, conducono al riconoscimento di un imperscrutabile disegno divino. Sullo stesso registro si mantiene l'ultimo romanzo, La vita di Erostrato (1793, ma pubblicato nel 1815).
Ravenna e la Romagna negli studi danteschi
Giovanni Pascoli
Libro
editore: Longo Angelo
anno edizione: 1966
pagine: 70
Il Convivio di Dante
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2015
pagine: 228
Gli studi sul Convivio stanno conoscendo una stagione eccezionalmente ricca, a cominciare dalla notevole impresa dell'edizione delle Philosophische Werke Danies 11993-2007) ideata e diretta da Ruedi Imbach - la quale comprende l'edizione bilingue del Convivio provvista di ampio commento -, passando per la monografia di Paolo Falzone (2010), fino a giungere alla nuova edizione commentata curata da Giorgio Fioravanti (2014) e a quella di prossima pubblicazione, a cura di Andrea Mazzucchi. Il presente volume raccoglie le ricerche che furono presentate in occasione del convegno di Zurigo, tenutosi nei giorni 21-22 Maggio 2012. L'incontro venne organizzalo con l'intento di far conversare insieme filosofi e filologi, storici del pensiero e storici della letteratura: invitarli a dialogare, a maglie strette, sul prosimetro incompiuto dell'Alighieri.

