Luni Editrice
Gutenberg. Inventore della stampa
Alphonse de Lamartine
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 64
Gobetti. Un'idea dell'Italia
Giovanni Spadolini
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 464
«Nella mia vita Gobetti è stato l’inalterabile punto di riferimento, il costante termine di paragone, nelle convergenze, nelle discussioni, negli approfondimenti, anche nelle revisioni». Così scrive Giovanni Spadolini nella prefazione al volume. Il libro raccoglie tutti gli scritti su Gobetti e il gobettismo sparsi nel corso di mezzo secolo di immutabile fedeltà gobettiana dell’autore. Nessun italiano di questo secolo ha avuto una così alta idea dell’Italia e nessuno ha insieme scrutato quanto fossero profonde le crepe, gli squilibri, le eredità negative della vita e del costume italiano fino a giudicare, con spietatezza rivelatrice, lo stesso fascismo come «l’autobiografia della nazione». Ricordare Gobetti vuol dire guardare a un’altra Italia, quella in cui egli credette e per la quale si sacrificò intero, «perché dalla nostra sofferenza nascesse uno spirito, perché nel sacrificio dei suoi sacerdoti questo popolo riconoscesse se stesso». Contro tutti i compromessi tradizionali della storia italiana, Gobetti richiamò al coraggio dei propri ideali, all’assunzione delle proprie responsabilità, all’eroismo del proprio impegno: vero esempio di eroe borghese – come lo definì Eugenio Montale, che disse di lui: «il compagno di strada, eguale a noi, migliore di noi, l’uomo che fu cercato invano da una generazione perduta, l’uomo che noi ci ostiniamo a cercare ancora nella parte più profonda di noi stessi». In Gobetti dominava un fondo di idealismo tragico. La pugnace laicità liberale di Gobetti si riassume per noi in queste parole: «La sicurezza di essere condannati – la crudeltà inesorabile del peccato originale per usare forme mitiche di espressione – è la sola che possa dare l’entusiasmo dell’azione, con la responsabilità, con il disinteresse». Quasi un Ecclesiaste laico.
Il garbuglio diplomatico. L’Italia tra Francia e Prussia nella guerra del 1866
Carlo M. Fiorentino
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 608
L’autore analizza un periodo storico estremamente complesso, che ha gettato le basi per quella che è l’attuale struttura politica e territoriale dell’Europa. La guerra del 1866 dell’Italia alleata della Prussia contro l’Austria è ricordata per le sconfitte di terra a Custoza (24 giugno) e di mare a Lissa (20 luglio). Alla loro origine stava il modo con cui il governo presieduto fino alla vigilia della guerra dal generale La Marmora, a capo anche del Ministero degli Esteri, aveva condotto le trattative diplomatiche con la Francia. La Marmora e ancor più il ministro italiano a Parigi, Nigra, furono irretiti da Napoleone III. Questi aveva spinto l’Italia ad allearsi con la Prussia e nello stesso tempo sostenuto l’Austria contro la sua rivale tedesca, ingiungendo surrettiziamente all’Italia stessa di non combattere con determinazione. Dopo Custoza l’esercito italiano, che aveva subito perdite inferiori a quelle austriache, ripassò il Mincio e fu per oltre due settimane come paralizzato; mentre il generale Cialdini, che aveva condiviso con La Marmora, capo di Stato Maggiore, dimessosi alla vigilia della guerra dalle cariche governative, la responsabilità delle operazioni militari, tardò ad attraversare come nelle attese il Po e dar battaglia all’esercito austriaco. La pace di Praga del 24 agosto tra Austria e Prussia consentì a quest’ultima, vincitrice il 3 luglio a Sadowa, di raggiungere i suoi obiettivi territoriali ed egemonici sulla Germania, frustrando Napoleone III, che intendeva lucrare territori lungo il Reno in seguito al suo intervento di mediazione del 4 luglio. La pace di Vienna del 3 ottobre dell’Italia con l’Austria, se consentì alla prima di ottenere il Veneto, amareggiò l’opinione pubblica nazionale per il modo con cui avvenne la cessione di Venezia: non direttamente dall’Austria, ma dalla Francia, che l’aveva ricevuta in pegno della sua mediazione. A ciò si doveva aggiungere la delusione per la mancata unione all’Italia del Trentino e delle terre giuliane. Un quadro esaustivo e approfondito che permette al lettore di avere una visione precisa e completa dell’Italia che si stava costruendo un posto tra le grandi potenze europee.
Cesare Merzagora. Un liberale europeista tra difesa dello Stato e anti-partitocrazia
Silvio Berardi
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 304
Nel panorama politico-istituzionale dell’Italia repubblicana, Cesare Merzagora simboleggia l’immagine di uno statista senza dubbio atipico poiché, pur tra i padri della rinascita del paese dopo il secondo conflitto mondiale, fu certamente tra coloro che denunciarono con veemenza la corruzione governativa. Personalità libera, non esitò mai a biasimare le gravi manchevolezze del sistema; antifascista, criticò sempre un certo tipo di antifascismo viscerale e di maniera. Il suo complesso percorso istituzionale di uomo liberale, liberista, europeista e anticomunista, fu contraddistinto dall’intransigente difesa dello Stato e dalla perentoria condanna del sistema partitocratico. Queste furono, accanto all’impegno per la costruzione di un’Europa politicamente unita, le direttrici perseguite da Merzagora nel corso di tutta l’esistenza, con tenacia e continuità, nelle quali confluirono le sue esperienze di economista, di industriale, di politico, di diplomatico, di giornalista, di musicista, di scrittore, di scultore, in una sintesi armonica ed equilibrata. Fedele agli insegnamenti di Alcide De Gasperi e dunque contrario a ogni forma di nazionalismo, ritenne essenziale, per il paese, un ruolo da protagonista nel processo di integrazione europea. Nel ridimensionamento dell’assemblea parlamentare, Merzagora scorgeva un grave pericolo per la democrazia del paese e si rammaricava che buona parte delle stesse forze antifasciste non sembrassero avvertire tale rischiosa situazione. Le sue preferenze furono sempre espresse per la costituzione di un governo centrista ed europeista, direttamente appoggiato dai partiti laici, in grado di dimostrarsi sensibile alle richieste del mondo produttivo e della borghesia, capace di accogliere al suo interno un elevato numero di tecnici.
L'inizio della retta guida
Ghazâlî Al
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
"L'inizio della Retta Guida" tratta le cose più importanti che un musulmano aspirante alla perfezione deve apprendere e praticare, e precisamente, nella prima parte gli atti di culto da eseguire; nella seconda parte, i peccati da evitare, sia quelli del cuore sia quelli delle membra; nella terza e ultima parte, le norme da osservare nelle relazioni sociali. Ma il lettore non si lasci ingannare: non si tratta di una sequela di precetti da seguire, ma è bensì una raccolta di istruzioni spirituali. L'autore raccomanda la Bidayah al-Hidayah in quanto la hidayah – direzione – frutto della scienza e corrispondente alla pietà, ha un principio – bidayah – che è l'aspetto esteriore della pietà, e un punto d'arrivo – nihayah, – che invece è l'aspetto in-teriore della stessa pietà. Il libro, dunque, è d'introduzione alla nihayah, la quale comprende «segreti, profondi misteri, conoscenze e rivelazioni», segno evidente che l'autore intende parlare a persone elette, dedite allo studio, desiderose di perfezione e dedite a un determinato metodo di vita.
Vita di G.B. Bodoni. Con uno scritto di Giovanni Mardersteig
Piero Barbera
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 80
Come si può entrare nella storia dell'umanità esercitando il semplice mestiere di tipografo? Quanti ce ne sono stati prima di Bodoni e quanti dopo? Incalcolabile il numero. Ma del par suo, la storia della tipografia e dell'editoria degli ultimi secoli ne conta pochissimi. E di questi, ancora meno hanno raggiunto fama eterna e sono diventati degli esempi da imitare: per estensione del lavoro e creatività generale, possiamo accostare a Bodoni solo un altro genio della stampa, Aldo Manuzio. Bodoni si è occupato di libri straordinari, ha inventato e disegnato un carattere tipografico che ha preso il suo nome, si è occupato di alfabeti "lontani" e ha compilato il più interessante e perfetto dei "campionari", il Manuale tipografico, pubblicato postumo dalla "vedova" nel 1818 in quella Parma che gli aveva dato i secondi natali e nella quale potè costruire il suo genio. Per apprezzare appieno la maestria di Bodoni bisogna avere avuto la fortuna di sfogliare i suoi libri, averne toccato la carta che "crocchia", bianchissima, in contrasto furibondo con il nero timbrato del carattere "bodoni", che nella pagina di ampie dimensioni trova la sua naturale spettacolarità visiva. Colpisce dei libri stampati da questo maestro della tipografia, la marginatura perfetta della pagina, il timbro del carattere assolutamente inconfondibile e un rapporto tra la gabbia del testo e il margine bianco della pagina così meravigliosamente esatto da lasciare storditi. Questo libro racconta la vita di Bodoni negli aspetti più sconosciuti e in quelli che hanno costellato di successi il suo lavoro, facendoci entrare timidamente nella sua tipografia per uscirne a braccetto insieme a lui, affascinati e innamorati.
Dante e il suo tempo
Dimitrij Sergeevic Merezkovskij
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 80
Merežkovskij, spinto dalla nostalgia per la madre patria, scrisse le seguenti parole dai colli fiorentini dove studiava la Divina Commedia: «Oh terra straniera e familiare! Perché proprio qui più che in qualsiasi altro luogo sento che la nostalgia della patria è inestinguibile?». La vita di Dante che qui viene descritta negli aspetti più sconosciuti anche per il lettore più attento, trae fondamento dagli studi profondissimi che l'autore fece dell'intera opera dell'Alighieri, raccontandoci la quotidianità del sommo poeta e quella del suo tempo, delle persone che lo amarono e odiarono e che "riempirono", per così dire, la sua esistenza. Il racconto della vita di Dante e del suo tempo inizia, ritorna e ruota intorno alla Commedia: tutto è in essa contenuto e ogni cosa rappresentata trae origine dalle terzine eterne. Merežkovskij è pervaso di quel sentimento poetico che porta spesso chi ama un autore e la sua opera maggiore a scorgere anche nei passaggi più chiari e semplici le risonanze delle intenzioni più recondite. In questo modo egli tratteggia la figura di Beatrice, di Virgilio, dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso con una penna intrisa di desiderio di trasmettere al lettore non solo il suo stesso amore per Dante ma con la volontà di far conoscere la quotidianità del Duecento perché anche noi possiamo apprezzarne e tratteggiarne un quadro per comprendere appieno l'Opera del Divino Poeta.
Lo Zar non è morto. Grande romanzo d'avventure
I Dieci
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
Storia della mia vita. Volume Vol. 1
Giacomo Casanova
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 288
Scrive Casanova in questo volume: «Passai a Padova un altro anno a studiare giurisprudenza. A sedici anni mi sarei laureato dottore in diritto civile con una tesi sui testamenti, e in diritto canonico sulla possibilità per gli ebrei di edificare nuove sinagoghe. A me sarebbe piaciuto studiare medicina, ma non mi diedero retta; detestavo la giurisprudenza. Mi dicevano "Con la parlantina che hai, farai fortuna da avvocato" (e peggio: "da avvocato ecclesiastico"). Se ci avessero pensato meglio, mi avrebbero dato retta e sarei diventato medico: la ciacola del ciarlatano rende ancor più soldi di quella dell’avvocato. Risultato: non praticai né da avvocato né da medico. Dirò di più: evito di litigare in giudizio, come evito le cure mediche. I litigi rovinano le famiglie, le cure ammazzano più malati di quelli che guariscono. Sbarazzarsi di quelle due categorie renderebbe il mondo migliore». Il manoscritto delle memorie di Casanova. Eccolo qui allegro e spettinato, con voce limpidissima, in barba alle alterazioni editoriali, alle condanne capitali, o alle lodi reticenti dei censori che ha subito per due secoli. Fa un effetto curioso: emerge dalle nebbie come un grande della nostra narrativa. Il maggiore del suo secolo e di alcuni altri, prima e dopo.

