Mandragora
Malgrado tutto. Ricordi della pandemia da Covid-19
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 128
La pandemia da Covid-19 negli ultimi due anni ha segnato e stravolto la vita dell'intera popolazione mondiale. In questo contesto la categoria di chi opera nella sanità e negli ospedali ha dovuto compiere uno sforzo enorme per adeguarsi e farsi trovare pronta ai compiti improbi ai quali li ha sottoposti la presenza massiccia di malati - spesso in gravissime condizioni - in particolare nei reparti di rianimazione. Gli operatori di un ospedale non hanno dovuto solo far fronte al semplice lavoro quotidiano, ma, in modo prepotente, con la fine della vita e con le sue paure, le sue sofferenze, ma anche le sue gioie e i suoi dolori, la sua spiritualità, la sua morale, la sua etica, e tutto quello che ne consegue. Hanno dovuto riprogrammare procedure, equilibrare tempi, spazi, impegni con quanto era ad attenderli fuori dal lavoro: gli affetti, la famiglia, la vita privata. Hanno dovuto accettare il rumorio di una società che fin troppo ha messo in discussione il valore di un impegno totale e difficile da sopportare, e che non sempre lo ha trattato con il dovuto rispetto. Il volume "Malgrado tutto" raccoglie le testimonianze, scritte e figurative, dei più diversi profili professionali dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi. Emergono con forza i percorsi di umanizzazione delle cure e l'impegno comunicativo e relazionale degli operatori stessi. «Le storie, le percezioni ed esperienze degli operatori offrono... un punto di vista unico, insostituibile e forse privilegiato. Viviamo immersi nelle storie: la nostra storia personale, la storia della nostra famiglia, la storia del nostro gruppo sociale, le grandi narrazioni della nostra cultura. La narrazione è alla base della costruzione della nostra identità: la narrazione è il modo con cui l'essere umano dà forma e senso alle proprie esperienze, incluse quelle dolorose come la malattia.» (dall'introduzione di Daniela Massi, già Presidente CUG AOU Careggi)
Fotografe! Dagli archivi Alinari a oggi. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 253
Fotografe! rappresenta un ambizioso progetto che ha per assolute protagoniste le autrici, le fotografe di ieri e di oggi. Il catalogo è completo e fedele testimone della mostra, che ha per sedi Villa Bardini e Forte di Belvedere, in cui si mettono in dialogo opere originali degli Archivi Alinari con produzioni contemporanee. La ricerca negli Archivi Alinari arriva a creare un percorso che dalla fotografia delle origini attraversa il Novecento e arriva ai nostri giorni, affiancando i primi procedimenti fotografici alle sperimentazioni contemporanee. Emerge la centralità di alcune personalità – spesso sottostimate – nello sviluppo della ricerca fotografica sin dai suoi albori, mentre la presenza delle autrici contemporanee costituisce un ulteriore momento di riflessione che investe le pratiche artistiche odierne, a partire dal rapporto con il passato e con la memoria. In mostra vintage prints, album e negativi, opere originali di oltre quaranta fotografe, in molti casi inedite, a partire da quelle delle prime dagherrotipiste degli anni ’40 dell’Ottocento, come la francese Bernardine Caroline Théodora Hirza Lejeune (Parigi 1824-1895). Le stampe originali di Julia Margaret Cameron, Dorothea Lange, Margaret Bourke-White, Lucia Moholy, Maria Mulas, Ketty La Rocca, Lisetta Carmi, Diane Arbus, Bettina Rheims. Opere che hanno fatto la storia della fotografia e che vengono fatte dialogare con le produzioni delle autrici italiane Eleonora Agostini, Arianna Arcara, Federica Belli, Marina Caneve, Francesca Catastini, Myriam Meloni, Giulia Parlato, Roselena Ramistella, Sofia Uslenghi, Alba Zari, rappresentanti della più giovane generazione, nata dopo il 1980.
Il palazzo dell'Antella in piazza Santa Croce a Firenze. Storia, famiglie e vicende costruttive dal Quattrocento ad oggi
Chiara Martelli, Anna Claudia Palmieri
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 112
Il Palazzo Dell’Antella, detto anche degli Sporti, occupa gran parte del lato sud di piazza Santa Croce a Firenze. La conformazione del prospetto potrebbe far pensare a un edificio costruito secondo un progetto unitario ma, dietro la facciata affrescata, si celano le strutture di più case aggregate nel corso dei secoli a partire dall’età medioevale. Proprio nell’indagine tra le sovrapposizioni strutturali e le varie acquisizioni, puntualmente documentate dalle autrici sulla base di una accurata indagine archivistica, questo volume trova la sua raison d’être. Il testo, oltre all’apparato iconografico, presenta cinque schede di approfondimento dedicate sia all’edificio, con planimetrie e rilievi, sia ai proprietari dal Quattrocento al Seicento. La pubblicazione è inoltre completata da una sezione dedicata ai documenti che riporta la descrizione del Palazzo del 1825 ma anche le trascrizioni dei principali atti notarili e degli inventari.
Il Sacro Speco di Subiaco illustrato. Topografia sacra e narrazione per immagini fra Due e Trecento
Virginia Caramico
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 228
Il monastero del Sacro Speco di Subiaco, memoria del romitaggio di Benedetto nella valle dell’Aniene, si presenta oggi come uno straordinario monumento palinsesto di difficile lettura. Le interpolazioni architettoniche e le superfetazioni dei restauri, antichi e recenti, hanno poco giovato alla comprensione della facies medioevale del complesso e, soprattutto, alla lettura dei suoi ricchi apparati d’immagini nei contesti funzionali e liturgici originari. Il volume, risultato delle ricerche dottorali dell’autrice, elegge perciò – a filo conduttore di un’ampia indagine sul complesso benedettino in età medioevale – la decorazione pittorica due e trecentesca della cripta e della chiesa: i cicli affrescati del Terzo maestro di Anagni, di Conxolus, del Maestro del dossale di Subiaco, autore della tavola opistografa un tempo sull’altare maggiore della chiesa dello Speco. Facendo prima chiarezza sulla seriazione cronologica dei cantieri artistici e sulle condizioni d’uso degli ambienti, si persegue lo scopo di restituire idealmente le pitture al contesto funzionale d’origine, così da chiarire la pregnanza semantica delle iconografie, restituire valore alle strategie narrative e retoriche dispiegate lungo le direttrici della topografia sacra, recuperare le modalità di interazione delle immagini con le pratiche monastiche e laicali della devozione specuense. Presentazione di Andrea De Marchi.
Michelangelo: l'effigie in bronzo di Daniele da Volterra-The bronze effigy of Michelangelo by Daniele da Volterra
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 36
Alla Galleria dell’Accademia è conservato uno dei busti che Daniele da Volterra fece del maestro Michelangelo Buonarroti alla sua scomparsa. La mostra “Michelangelo: l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra” per la prima volta riunisce nove busti simili, alcuni apparentemente quasi uguali, che riportano del grande maestro rinascimentale. Si tratta di un’occasione importantissima per offrire un raffronto diretto dei busti e per rivederne i dati, i documenti e la relativa bibliografia. Daniele Ricciarelli, detto da Volterra fu non solo allievo di Michelangelo, ma anche amico stretto e di conseguenza lo conosceva benissimo. Per di più era presente alla morte del maestro il 18 febbraio 1564. Sappiamo che Lionardo Buonarroti, nipote di Michelangelo, alla scomparsa di questi non solo diede in affitto la casa a Daniele da Volterra, ma gli commissionò anche due ritratti in bronzo dello zio. Ed è dato per certo che il Ricciarelli abbia fatto un’impronta del volto del maestro deceduto, secondo un’usanza dei tempi. Nonostante nei secoli vi siano stati vari tentativi di identificare le provenienze dei tanti busti esistenti, di creare famiglie o genealogie, a oggi ancora non abbiamo una risposta convincente. Il presente catalogo rappresenta una guida della mostra; a esso seguirà un volume più articolato con gli interventi di vari studiosi e i risultati delle loro ricerche.
Dante e il suo tempo nelle biblioteche fiorentine. Volume Vol. 1
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 392
Il volume, in due tomi, risponde a un progetto scientifico bipartito che vede da un lato l’approfondimento d’indagine sui testimoni fiorentini delle opere dantesche, dall’altro l’innovativo studio sulla formazione culturale di Dante a Firenze, attraverso il recupero e lo studio organico delle testimonianze manoscritte dell’antica biblioteca conventuale di Santa Croce. Il primo tomo è aperto dalle testimonianze storiche e biografiche antiche sul poeta e la sua opera; i suoi scritti sono poi presentati ed esaminati all’interno di tre distinte categorie: 1. Opere volgari; 2. Opere latine; 3. Opere di incerta attribuzione ognuna delle quali contiene, a conclusione dei saggi introduttivi a firma dei massimi specialisti, le schede descrittive e storico-critiche dei manoscritti e degli antichi stampati conservati a Firenze, ma anche dei testimoni di sicura origine fiorentina richiamati nei saggi introduttivi, accompagnate da un ricco apparato iconografico. In chiusura si trova poi il Censimento del patrimonio librario antico dantesco fiorentino, un repertorio mai prima d’ora realizzato che offre in forma sintetica di Index e con dati essenziali un quadro esaustivo e ragionato di tutti i manoscritti, incunaboli ed editiones principes conservati a Firenze per ogni opera di Dante. Il secondo tomo (Leggere e studiare nella Firenze di Dante: la biblioteca di Santa Croce) è dedicato allo studio del nucleo antico dei libri posseduti dalla biblioteca conventuale della basilica fiorentina e realizza un’istanza di ricerca messa a tema dagli studi danteschi – senza poi essere svolta – almeno dagli anni sessanta del Novecento e qui approfondita storicamente e sistematicamente sugli esemplari dei classici antichi e medievali di una biblioteca realmente esistente al tempo di Dante, e verosimilmente da lui frequentata, come conferma il cenno autobiografico inserito nel Convivio (II XII 7). Si offre quindi per la prima volta un approfondimento catalografico dell’antica biblioteca conventuale (schede di 93 mss.), corredato da un nuovo insieme di strumenti che sarà essenziale anche per la prosecuzione del lavoro: l’edizione critica del catalogo quattrocentesco (ms. BNCF, Magl. X.73) e le schede prosopografiche dedicate agli uomini del convento – possessori di libri, bibliotecari, copisti e altre figure – i cui nomi emergono dalle pagine dei codici studiati.
Cucina d'amore e libertà. L'eros e l'arte di volersi bene
Francesco Cavallo
Libro: Libro rilegato
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 164
Può un libro di ricette parlare della relazione che intercorre tra Eros e Cibo? Certamente, specie se le ricette si chiamano "Boiling Moonlight Risotto", "Le carni di Kashgar", "La polpa di Aisha", "Cheek to Cheek", "La bistecchina amorosa", "Un amore del cavolo". Il legame tra piacere e buona tavola è strettissimo. A rendere eccitante un piatto non è solo la chimica dei suoi ingredienti, quanto l'atmosfera che si crea durante la sua preparazione. La cucina può richiamare odori, sensazioni tattili, suoni e immagini di luoghi vicini e legati alla nostra tradizione culinaria, oppure esotici, provenienti da paesi lontani, visitati nel passato ma il cui ricordo rivive improvvisamente in un sapore. Le mille associazioni sono in grado di creare un clima di attesa ed eccitazione. Il suggerimento che l'autore, Francesco Cavallo, ci dà è quello di non avere fretta: il gioco erotico inizia ben prima di sedersi a tavola. Gli ingredienti si possono toccare, guardare, trasformare in inebrianti profumi, e infine comporre con cura e delicatezza. Le ricette diventano pretesto per raccontare storie di luoghi pittoreschi, dai boulevard parigini, ai barrios spagnoli, dai vicoli di Napoli, al Bazar di Damasco. E storie di amori, come la donna ammaliatrice vista al casinò o la bellissima Aisha nelle strade di Marrakech. Perché a sedurre non è solo la cucina, ma è soprattutto la Parola, che si veste delle sonorità della grande letteratura, in un intrigante gioco a due, tra l'uomo e la donna, tra il Cibo e l'Eros, tra l'Eros e la scrittura e tra il lettore e la pagina. Ma senza prendersi troppo sul serio, per carità, che la serietà non ha mai migliorato la vita di nessuno.
Second life. Tutto torna
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 72
«"Second Life: tutto torna" è un concorso dedicato alle opere di giovani artisti che scelgono di interrogare la loro vena creativa in merito al rapporto con la Sostenibilità, uno dei valori di massima attenzione del nostro tempo. Declinata in campo ambientale, sociale ed economico, è l'obiettivo a cui l'Agenda Onu 2030 assegna un imperativo profondo: "Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura". Sono circa cento gli artisti italiani, tutti al di sotto dei ventinove anni di età, che si sono misurati su questa visione. Una qualificata giuria composta dai rappresentanti delle principali istituzioni culturali toscane ha curato la selezione di trenta opere, esposte in questa mostra itinerante che invita tutti noi a riflettere sull'importanza dei nostri gesti quotidiani per il rispetto dell'ambiente e per dare una seconda vita alla materia, osservando la regola delle 4R: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero.» (dalla presentazione di Giuseppe Meduri)
Dante e il suo tempo nelle biblioteche fiorentine. Volume Vol. 2
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 352
Il volume, in due tomi, risponde a un progetto scientifico bipartito che vede da un lato l’approfondimento d’indagine sui testimoni fiorentini delle opere dantesche, dall’altro l’innovativo studio sulla formazione culturale di Dante a Firenze, attraverso il recupero e lo studio organico delle testimonianze manoscritte dell’antica biblioteca conventuale di Santa Croce. Il primo tomo è aperto dalle testimonianze storiche e biografiche antiche sul poeta e la sua opera; i suoi scritti sono poi presentati ed esaminati all’interno di tre distinte categorie: 1. Opere volgari; 2. Opere latine; 3. Opere di incerta attribuzione ognuna delle quali contiene, a conclusione dei saggi introduttivi a firma dei massimi specialisti, le schede descrittive e storico-critiche dei manoscritti e degli antichi stampati conservati a Firenze, ma anche dei testimoni di sicura origine fiorentina richiamati nei saggi introduttivi, accompagnate da un ricco apparato iconografico. In chiusura si trova poi il Censimento del patrimonio librario antico dantesco fiorentino, un repertorio mai prima d’ora realizzato che offre in forma sintetica di Index e con dati essenziali un quadro esaustivo e ragionato di tutti i manoscritti, incunaboli ed editiones principes conservati a Firenze per ogni opera di Dante. Il secondo tomo (Leggere e studiare nella Firenze di Dante: la biblioteca di Santa Croce) è dedicato allo studio del nucleo antico dei libri posseduti dalla biblioteca conventuale della basilica fiorentina e realizza un’istanza di ricerca messa a tema dagli studi danteschi – senza poi essere svolta – almeno dagli anni sessanta del Novecento e qui approfondita storicamente e sistematicamente sugli esemplari dei classici antichi e medievali di una biblioteca realmente esistente al tempo di Dante, e verosimilmente da lui frequentata, come conferma il cenno autobiografico inserito nel Convivio (II XII 7). Si offre quindi per la prima volta un approfondimento catalografico dell’antica biblioteca conventuale (schede di 93 mss.), corredato da un nuovo insieme di strumenti che sarà essenziale anche per la prosecuzione del lavoro: l’edizione critica del catalogo quattrocentesco (ms. BNCF, Magl. X.73) e le schede prosopografiche dedicate agli uomini del convento – possessori di libri, bibliotecari, copisti e altre figure – i cui nomi emergono dalle pagine dei codici studiati.
Il Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti nella Firenze del Quattrocento. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 48
In occasione del convegno "Rinascenza come Resurrezione" e della mostra d'arte sacra contemporanea "Fons Vitae", promossi dall'Ufficio d'Arte Sacra dell'Arcidiocesi di Firenze insieme alla Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, è stato elaborato questo racconto didattico, che si svolge in prossimità del Santo Sepolcro albertiano, per suggerire il senso dell'opera stessa nella Firenze di allora, la quale vedeva nel rinnovamento della cultura antica un segno del trionfo pasquale di Cristo. Il Santo Sepolcro albertiano, infatti, rappresenta una icona architettonica e religiosa, realizzata tra il 1457 e il 1467 dall'Alberti per Giovanni di Paolo Rucellai, che riassume fondamentali caratteristiche del primo Rinascimento fiorentino, offrendosi come chiave di lettura dell'Umanesimo cristiano del tempo. I curatori ci accompagnano dunque alla scoperta del sacello, ma anche del contesto in cui è nato – per occasione e tradizione – e dei protagonisti: il committente, Giovanni di Paolo Rucellai, e l'architetto, Leon Battista Alberti, senza tralasciare le testimonianze parallele a cui è dedicato uno specifico approfondimento. Il volume, riccamente illustrato, è corredato da una bibliografia di riferimento.
Fons Vitae. Peter Brandes, Maja Lisa Engelhardt, Susan Kanaga, Filippo Rossi. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 56
In occasione del convegno "Rinascenza come Resurrezione. Il Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti nella Firenze del Quattrocento", quattro artisti di fama internazionale – Peter Brandes, Maja Lisa Engelhardt, Susan Kanaga e Filippo Rossi – riflettono sul mistero di cui parla il capolavoro albertiano: la resurrezione di Gesù e la prospettiva di una vita nuova. Il titolo della loro installazione, Fons Vitae – Fonte di Vita esposta al Museo Marino Marino, echeggia san Paolo che per primo collegò le acque del Battesimo con la Pasqua. Con i simboli dell'acqua, della luce e della natura fiorita, Brandes, Engelhardt, Kanaga e Rossi parlano al visitatore di "resurrezione", proprio come il sepolcro albertiano. Il catalogo, oltre a offrire una dettagliata riproduzione delle opere d'arte, è completato dalle biografie degli artisti firmate dai curatori: Timothy Verdon ed Ettore Rocca.
Un incunabolo della nuova pittura senese alla fine del Duecento. Alle radici del Maestro di Città di Castello (Nerio di Ugolino?)
Andrea De Marchi
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 80
Il volumetto analizza in modo sistematico e puntuale la Madonna col Bambino benedicente, opera del tutto ignota agli studi fino al 2001 quando – appartenente a una collezione privata – fu pubblicata da Gaudenz Freuler sulla «Revue de l'art», con una riproduzione in bianco e nero e priva di un ampio commento, ma con una attribuzione al Maestro di Città di Castello. I numerosi fori a vista dimostrano che fu venerata in età moderna, ma in un luogo sconosciuto; sicuramente era il centro di un pentittico caratterizzato dai santi a mezzo busto sotto centine riquadrate e sormontate da cuspidi, tipici della tradizione senese nel passaggio tra Due e Trecento attorno alla bottega di Duccio di Buoninsegna. Andrea De Marchi si concentra su una stringente analisi iconografica che, attraverso serrati confronti con altre opere e con i loro particolari – secondo un ritmo incalzante e sapiente, tipico dell'autore, capace di muoversi con assoluta maestria tra dipinti, affreschi, vetrate ecc. –, arriva a delineare un profilo autoriale e una collocazione cronologica del dipinto. Grazie a questa Madonna col Bambino benedicente è possibile sostanziare una prima storia del Maestro di Città di Castello che si rivela essere uno dei seguaci di Duccio della prima ora. Forse il maggiore.

