Nuova Prhomos
Carmi latini. Testo latino a fronte
Gregorio Tifernate
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 142
"...Tutt'altro che apprezzata dalla critica romantica e dalla critica crociana, la poesia latina umanistica è stata oggetto nel secolo scorso di pregevoli edizioni critiche e di attenzioni filologiche. Ma si tratta di una letteratura che merita un pubblico più ampio di quello degli addetti ai lavori, non solo per ragioni di rilievo culturale: e necessita dunque oggi di traduzioni e commenti... Gregorio Tifernate non fu un poeta 'di professione': come molti poeti umanisti si dedicò anche ad altro, e anche la sua produzione letteraria ha come fulcro le traduzioni dal greco, che apprese in giovane età da Gemisto Pletone, recandosi nel Peloponneso e probabilmente a Costantinopoli. Come le vicende biografiche di Gregorio presentano somiglianze con la vita tipica di molti umanisti (studi indefessi, viaggi, ricerca di sistemazioni soddisfacenti, delusioni), così la sua poesia, nello stretto rapporto con la tradizione classica, presenta tratti comuni con la produzione umanistica standard... in questo libro si può leggere il testo definitivo (dei carmi), presumibilmente corrispondente all'ultima volontà dell'autore - che, per quanto criterio recentemente messo a vario titolo in discussione, resta pur sempre ciò che è giusto privilegiare, per non far torto all'autore stesso. Il ricorso dell'editore alla tradizione manoscritta, l'interpretazione chiarita dall'inserimento di una punteggiatura conforme all'uso moderno, ci fanno comprendere il lavoro che sta dietro il recupero della lezione delle stampe antiche. La fruibilità del libro è ulteriormente garantita e ampliata dalla traduzione che accompagna i testi: si tratta di una traduzione fedele, precisa, rispettosa, 'filologica'. A dispetto delle teorizzazioni della traduttologia che privilegiano il testo di approdo, una traduzione filologica è una traduzione 'straniante', che mira a conservare caratteristiche, informazioni e fascino dell'originale allontanandosene il meno possibile: una traduzione insieme ausilio alla lettura dell'originale e, per quanto possibile, 'sostituto' dell'originale. Una tipologia di traduzione di cui anche i testi umanistici dovranno d'ora in poi essere corredati, se si vuole ampliare il numero dei loro lettori." (Dalla Prefazione di Donatella Coppini)
Le ali della poesia
Maria Rosaria Ciaccio
Libro
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 90
Le poesie raccolte in questo volume si presentano volutamente con uno stile semplice e colloquiale, al fine di poter essere comprese da tutti. Lo scopo di questi versi è, infatti, quello di comunicare sentimenti, stati d'animo, suscitando nel lettore emozioni che possano renderlo partecipe, in modo da potersi facilmente "ritrovare" in ciò che legge. Il tono è quasi sempre pacato, sussurrato perché la poesia, per l'autrice, non deve mai sconvolgere o turbare con toni troppo forti, aspri o violenti, deve invece poter accompagnare per mano il lettore e riuscire a sublimare anche sentimenti negativi come la tristezza, il senso di solitudine, il dolore, trasferendoli in un'altra dimensione che è quella del canto e dell'armonia. I temi prediletti sono quelli dell'amore, degli affetti, della natura, quest'ultima vista sempre con stupore, gratitudine e ammirazione. Introduzione di Tino LaVecchia.
L'Inferno. Versione in dialetto umbertidese dalla «Divina Commedia» di Dante Alighieri
Luca Montanucci
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 192
La traduzione in dialetto umbertidese della Divina Commedia, la principale opera letteraria di riferimento per la costruzione nei secoli della nostra lingua nazionale, è sicuramente un esperimento tanto interessante quanto piacevole la lettura. La veste linguistica che Dante Alighieri scelse per la sua Commedia fu a suo tempo una scelta coraggiosa, in un'epoca in cui la letteratura impegnata e di importante spessore culturale veniva redatta in Latino, allora lingua della cultura scritta non solo in Italia ma in tutta Europa. Dante era giustamente convinto che nel volgare, inteso come lingua del volgo e pertanto popolare e soprattutto orale, ci fossero adeguate capacità espressive da permetterne un uso letterario. Nel De Vulgari Eloquentia, alla ricerca di quale potesse essere tra i tanti volgari italiani quello più adatto per tale scopo, e cioè il volgare "illustre", Dante pone dei criteri selettivi quali un lessico che si elevi rispetto ai registri linguistici più umili, e passa poi in rassegna le numerose parlate italiane, eliminandole in base a varie considerazioni. Tra i tanti volgari cita anche il nostro umbertidese, o meglio la lingua della Fratta, come Umbertide era chiamata allora.
Il Pacioli. Dall'economia del PIL all'economia civile
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 362
Dalla Presentazione di Matteo Martelli: "Sull'onda della crisi da Covid-19, una nota economista, Mariana Mazzucato, ha lanciato un appello accorato ai governi, ai politici e agli economisti, invitando a «non sprecare la crisi». Le società di tutto il mondo sono «caratterizzate da disuguaglianze crescenti». Mazzucato osserva che i governi di tutto il mondo non operano allo scopo di combattere le disuguaglianze e favorire una crescita sostenibile e inclusiva. Anzi, negli ultimi anni si sono mossi con l'obiettivo di tagliare gli investimenti per la sanità e per la cura della società, mentre i profitti giganteschi delle imprese private sono stati dirottati nelle tasche degli azionisti. Proprio tenendo conto degli effetti disastrosi provocati dalla pandemia - sostiene la studiosa - è urgente dar vita ad una «nuova economia, incentrata sulla strategia del Green New Deal», allo scopo «di ridurre le emissioni di carbonio, investendo al tempo stesso sui lavoratori per aiutarli ad adattarsi alle nuove tecnologie». Dobbiamo modificare radicalmente il sistema economico capitalista, altrimenti le società saranno sempre più povere e divise e il pianeta diventerà sempre più inabitabile. Dobbiamo "definanziarizzare" l'economia, consapevoli che oltre «il 98% dei capitali che circolano nel mondo non ha nessuna finalità produttiva, e non è legato all'economia reale. Ma serve unicamente alla speculazione» . Senza dire che, al tempo del Covid-19, non possiamo fare affidamento sull'economia dominante, che sanziona l'impossibilità di essere curati per milioni e milioni di esseri umani, ai quali - con la pratica dell'«apartheid vaccinale» (Jayati Gosh) - viene negato il diritto alla salute e, quindi, l'accesso alle cure anti-pandemiche. Di economia civile in Italia si parla e si scrive da almeno tre secoli, come confermano le riflessioni di Stefano Zamagni e di altri studiosi, che rinviano all'opera di intellettuali come Antonio Genovesi, contemporaneo di Adam Smith, ma influenzato dalla cultura dell'Umanesimo civile e ispirato alla dottrina francescana, alla quale fa diretto riferimento il frate di Sansepolcro Luca Pacioli, attento all'etica del governo aziendale (Massimo Ciambotti) e, soprattutto, ispirato alla dimensione francescana dell'economia, come «autentico luogo di solidarietà sociale» (Felice Autieri).
Le imprese dell'ispettore Verlasca
Mario Bitetti
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 276
"Eravamo amici da ragazzini, da adolescenti. Mi ricordo ancora i pomeriggi estivi trascorsi sul terrazzo di casa sua a strimpellare le nostre chitarre, immaginando un domani di emulare le gesta di Carlos Santana. Poi ci perdemmo di vista, inspiegabilmente. Capita, talvolta, senza delle plausibili ragioni, di non ritrovarsi più. Poi, all'improvviso, ci siamo rivisti dopo oltre quaranta anni, ognuno oramai libero dai suoi impegni di lavoro. E ci siamo raccontati, in un primo approccio, i nostri trascorsi lavorativi. Il mio sicuramente più piatto del suo, ma comunque gravido di rogne ed anche di qualche insidia fisica (chi ha lavorato presso i Centri per l'impiego sa che una utenza particolare e talvolta esacerbata può condurre spesso ad azioni improvvide). Il suo lavoro, invece, alquanto più "movimentato", per usare un eufemismo. Verlasca aveva fatto niente popò di meno che per ben trentacinque anni un lavoro da poliziotto. E per lunga parte, nel ruolo di tutto rispetto, di ispettore capo. Quindi già da un primo approccio, dai primi contatti, mi aveva anticipato più di una sua impresa condotta contro il crimine, organizzato e non, che s'era trovato a fronteggiare. Mi raccontava, con giustificata fierezza, del come, da giovanissimo disoccupato del sud, s'era arruolato nelle forze di polizia. E del come, pur potendo fare affidamento soltanto sul diploma di licenza media inferiore, aveva registrato sorprendenti avanzamenti nella carriera raggiungendo, ancora in giovane età, il grado di ispettore capo. Niente male davvero! Poi, una volta che i nostri incontri si erano regolarizzati, vivendo nella stessa bellissima e vivibilissima comunità murgiana, abbiamo approfondito le sue vivaci… azioni. Intrigato e stimolato dai suoi input avventurosi un giorno lanciai la provocazione: "Quasi quasi ne potrebbe nascere un romanzo"...
Allons enfant 1748-1796
Felice Denza
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 300
In Europa, il diciottesimo secolo iniziò con una serie di guerre fra le grandi famiglie regnanti imparentate tra loro, dette "guerre di successione". Guerre inutili che portarono alla ribellione dei popoli contro i privilegi dei nobili e contro i regimi assolutisti che avevano ridotto alla fame i vari Paesi. Questo romanzo racconta le avventure di una famiglia bresciana, dalla pace di Aquisgrana del 1748 al 1836; una famiglia protagonista del periodo illuminista, della Rivoluzione Francese, del periodo del Terrore, e dell'epopea Napoleonica, culminata, dopo la caduta dell'imperatore Bonaparte, nella conseguente pace armata siglata al Congresso di Vienna nel 1815 che rimetteva sul trono le vecchie monarchie soppiantate. Iniziò così il periodo cosiddetto della "Restaurazione dell'ancien régime". Felice, un avvocato di grido, è il protagonista fino alla Rivoluzione francese; mentre Marcello, suo nipote, un pittore all'avanguardia, residente a Parigi e gran patriota, è al fianco di Napoleone partecipando a tutte le sue battaglie, fino alla sua caduta e all'esilio sull'isola di Sant'Elena. Un romanzo pieno di suspense in cui l'arte, le guerre, gli amori, le pestilenze fanno da sfondo ad una società in evoluzione con l'obiettivo di ottenere maggiore uguaglianza, prodromo del Risorgimento italiano.
Achille Bargossi. L'uomo locomotiva
Roberto Leonardi
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 162
Achille Bargossi è un corridore di fine '800 che ha avuto il coraggio di vivere la propria ambizione ispirato dalla sua natura più profonda. Un bel sogno che l'ha portato durante una lunga corsa a sfilare veloce davanti a migliaia di persone, al fianco di Re e Regine entusiasti e curiosi. Ad essere atteso come una rockstar nelle varie città del mondo in cui si è esibito. "Chi non conosce l'uomo-locomotiva, il Bargossi, che ha corso ormai quasi tutta l'Europa ed ora vuol recarsi negli Stati Uniti d'America per sfidarvi i più veloci yankees degli Stati Uniti? Per chi nol sa, il Bargossi è nativo di Forlì, di statura piuttosto bassa, bruno, occhi neri, capelli neri crespi, ampio torace, ventre asciutto, gambe di acciaio, piedi di granito. Bisogna dir così, perché ormai ha corso tanto, che non si sa spiegare come abbia potuto resistere. Ad onta dei suoi 35 anni circa, è ancora agile, snello, leggierissimo e nelle corse di resistenza, nessuno lo vince." (Da un quotidiano del 1883)
Arte, matematica e scienza a Sansepolcro nei secoli XV-XVI-XVII
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 162
Si pubblicano gli Atti del Convegno, svoltosi in streaming il 4 e il 5 dicembre 2020, in collaborazione con l'Associazione Storica dell'Alta Valle del Tevere, il Progetto Valtiberina, la Regione Toscana e il Comune di Sansepolcro, nel 420° anniversario della nascita e nel 385° della morte di Niccolò Aggiunti, che documentano e illustrano, da una pluralità di punti di vista e con diverse metodologie scientifiche, la ricchezza culturale del contributo che la comunità di Sansepolcro ha saputo dare allo sviluppo delle arti, della matematica e della scienza nei secoli XV-XVI-XVII. Nella prima metà del secolo XV a Sansepolcro si registra il trapasso dal potere della Chiesa alla conquista della città e del territorio da parte della Repubblica di Firenze. La famosa Battaglia di Anghiari (29 giugno 1440) determina il passaggio del territorio della Valtiberina biturgense all'area toscana del dominio fiorentino, che si protrarrà dalla seconda metà del 1400 al 1860. Come hanno confermato recenti studi, la vita culturale di Sansepolcro nel Quattrocento (e soprattutto nella seconda metà del secolo) registra uno sviluppo straordinario. La presenza di scuole comunali e conventuali, l'attività di grandi intellettuali come Piero della Francesca (1412?-1492), come Francesco dal Borgo (1415-1468) e Luca Pacioli (1447?-1517) e la presenza di grandi artisti come Pietro di Giovanni d'Ambrogio (1410-1449), Bartolomeo della Gatta (1448-1502), Matteo di Giovanni (1430-1495), segnano per sempre il volto del Borgo. Anzi, Sansepolcro non diventa soltanto una capitale artistica, bensì uno dei luoghi che più contribuiscono alla rinascita delle matematiche. Il Cinquecento registra un evento di portata epocale: l'elevazione a sede vescovile e il passaggio di Sansepolcro da Borgo a Città (17 settembre 1520). Come è stato osservato: «Il primo vescovo fu l'ultimo abate camaldolese del Borgo». E la vita culturale e artistica segna uno sviluppo straordinario. Nei primi anni del secolo, l'opera di Fra' Luca Pacioli richiama in città il Genio di Vinci, alla ricerca di testi che avrebbero potuto sostenere il cammino della sua ricerca artistica e scientifica. La città registra, a metà del secolo (1575), la nascita dell'Accademia degli Sbalzati, per iniziativa di Pietro Gherardi, intellettuale di primo piano, morto nel 1580, e - per l'intero spazio secolare - l'affermazione della grande famiglia degli Alberti: «Ben diciotto membri di essa, fatto più unico che raro, raggiunsero fama nell'architettura, nella scultura, nella pittura, nell'intaglio del legno, nell'incisione su rame». Senza dire degli altri grandi artisti che operarono al Borgo tra Cinquecento e Seicento: Raffaellino dal Colle (1498-1566), Giovanni De' Vecchi (1537-1615), Bernardo Buontalenti (1536-1608), Iacopo Carucci detto il Pontormo (1494-1557), Luca Signorelli (1450-1523), Santi di Tito (1536-1603), i Cantagallina (Antonio (??) e Remigio (1582-1615)). Il secolo XVII brilla subito per l'attività del giovane Niccolò Aggiunti (1600-1635), che come intellettuale e come scienziato, pur nei pochi anni di vita e di ricerca, svolta come professore all'Università di Pisa, testimonia l'altissimo livello della sua ricerca intellettuale e scientifica. Se il Seicento non uguaglia i secoli del Rinascimento sul terreno della produzione di manufatti artistici, registra uno sviluppo senza precedenti nella ricerca musicale, come attesta soprattutto la vicenda di Gaspare Torelli, compositore nato a Borgo Sansepolcro nel 1572.
Tracce d'esilio. Il C.R.P. di Laterina 1948-1963. Tra esuli istriano-giuliano-dalmati, rimpatriati e profuganze d'Africa
Giuliana Pesca, Giovanni Ruggiero, Serena Domenici
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 228
Il Centro profughi di Laterina fu uno degli oltre cento Campi disseminati sul territorio italiano, attivati o riattivati da precedenti strutture militari e concentrazionarie per accogliere sia esuli provenienti dai territori ceduti dall'Italia alla Jugoslavia (a seguito del Trattato di Pace di Parigi e del Memorandum di Londra) sia rimpatriati dall'estero e dalle colonie. Un calvario che, al di là delle diverse cause, ha interessato vasti territori europei dell'area centro-orientale all'indomani del secondo conflitto mondiale e coinvolto milioni di persone. Erano soprattutto tedeschi, ucraini, polacchi, espulsi dai luoghi di nascita o di elezione dove avevano vissuto e anche convissuto per secoli, ai quali si aggiunsero gli italiani della Venezia Giulia e coloro che con la fine della colonizzazione furono costretti ad abbandonare case, lavori o proprietà di recente o più lontana acquisizione. La presente ricerca si sofferma in particolare sulla presenza al Campo di Laterina degli esuli istriano-giuliano-dalmati, ma amplia l'interesse ai profughi italiani dell'Africa settentrionale, in particolare a coloro che provenivano dalla Tunisia e dalla Libia. Esperienze accomunate dai disagi, dal disorientamento, dalla delusione e disillusione, dalle privazioni, dalla necessità di farsi coraggio per ricominciare da capo, dal difficile tentativo di reinserimento nella società, nel periodo particolarmente complesso della ricostruzione post-bellica e delle controversie nell'opinione pubblica tra condanna e rimozione del periodo fascista e del passato coloniale, di cui spesso i profughi sono state le vittime dimenticate. Ma anche "profuganze" diverse, innanzitutto per la storia insediativa delle comunità di etnia italiana nei luoghi da cui erano state espulse, con riflessi e conseguenze sulla percezione dell'identità nazionale.
La guerriera dell'amore
Berta Cavicchi
Libro: Libro rilegato
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 160
Daniela Nucci scrive: "La vita è strana. Quando, inaspettatamente, la Berta è morta, ho detto agli amici: "Ho perso il treno, con la Berta", intendendo dire che troppo tardi ho capito chi fosse. Purtroppo, nel corso degli anni in cui ci siamo frequentate, non avevo compreso quale dono la vita mi aveva fatto facendomela incontrare. Ed ecco che ora, in modo inaspettato, di nuovo il destino torna a bussare alla mia porta offrendomi la possibilità di curare un libro in sua memoria, raccogliendo, su richiesta dei familiari, i ricordi di quanti l'hanno conosciuta e le hanno voluto bene. Ed è stato proprio grazie a questi scritti e a molti altri documenti che mi sono resa conto di chi fosse realmente questa donna formidabile e indimenticabile." E la cognata Mariapia Bruni aggiunge: "Da sposata ho vissuto nella famiglia della Berta e la mia convivenza con lei è durata 56 anni. Dopo che è morta, è stato mio desiderio far scrivere qualcosa per ricordarla perché nella sua camera ho ritrovato tanti scritti, diari, testimonianze, studi e lavori che lei aveva svolto nel corso della sua vita. La cosa che mi ha sempre colpito di Berta era il suo amore per gli altri, soprattutto per i malati, i poveri e per chiunque avesse qualsiasi bisogno. Dopo aver lavorato 40 anni in ospedale, ha continuato a fare del bene, collaborando con le Assistenti Sociali della Asl, aiutandole a risolvere problemi, talvolta anche complicati. È stata l'"amica" degli Albanesi, i tanti che negli anni '90 emigrarono verso l'Italia e che assisteva in tante loro necessità. La nostra lunga convivenza non è stata certo facile, a causa del suo carattere forte e autoritario: il suo lavoro da caposala nel reparto di Chirurgia l'aveva abituata a dare ordini, anche se lei era la prima a fare quello che c'era da fare. La vita con lei in famiglia ha lasciato un segno indelebile che solo la fede nella "Comunione dei Santi" me la fa ritrovare nella preghiera, assieme a suo fratello, mio marito. L'ho sentita vicina soprattutto nel mio ricovero in Ospedale per il Covid-19, dove ho sofferto tanto e sono stata molto male. Spero che questo libro scritto in collaborazione con Daniela Nucci serva di esempio e stimolo a chi l'ha conosciuta e a chi in futuro sentirà parlare di lei."
Haeresis. Le favole eretiche
Salvino Caputo
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 84
Un nuovo appuntamento con il prof. Salvino Caputo, che ci presenta la sua nuova raccolta di favole: "Nella stesura di Haeresis mi sono tuffato a capo fitto nei ricordi più teneri del mio vissuto, senza adombrare sconfitte e successi, amarezze ed euforie. Ho scelto una nuova dimensione della mia scrittura, navigando tra eresia ed irrazionale, utopia ed alchimia, diacronie pazzesche e sincronie del mio soul. Le mie cicatrici storiche ed anatomiche, mi hanno restituito la voglia matta di combattere con il pugnale tra i denti come un ardito del corpo dei mitici Bersaglieri Italiani. Vivo arroccato nel mio piccolo posto di trincea e scrivo le mie benedette eresie, in memoria di Gesù di Nazareth e del mio maestro Leonardo Sciascia".
Il progetto sperimentale di Assistenza Domiciliare Integrata Dedicata al Covid-19 (Progetto ADI Covid)
Enrico Bernini Carri, Pierluigi Camboa, Donato Monopoli
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Prhomos
anno edizione: 2021
pagine: 42
Così gli autori illustrano il volume: "Nel nostro lavoro non abbiamo centrato il discorso su temi attinenti all'epidemiologia o alla clinica, ma esclusivamente su una proposta di profonda revisione organizzativa della rete dei servizi di assistenza sanitaria territoriale e di istituzione di servizi assistenziali ad hoc per i pazienti con Covid-19, con un focus particolare sulle forme croniche in costante e rapida ascesa; a tal proposito, abbiamo deciso di non stressare il discorso sulle eventuali differenze tra Sindrome post-Covid e Long Covid, perché il principio fondamentale del nostro impegno è stato la ricerca di un modello di servizio di assistenza domiciliare disegnato ad hoc sulle problematiche dei pazienti con Covid e, in particolare, con Covid "cronico". Prefazione di Filippo Anelli.

