Pontecorboli Editore
L'astronomia degli antichi egiziani
Pierangelo Mengoli
Libro: Copertina morbida
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 132
Gli antichi egiziani studiarono per millenni i fenomeni astrali ma, per la loro mentalità, li inserirono nel linguaggio dei miti cosmici, sentito come più pregnante e completo che non quello limitato a nudi elenchi di dati o fatti. Le immagini dell'universo, le raffigurazioni del cielo, le metodologie, le regole e le strumentazioni messe a punto dagli egizi vennero inizialmente trascurate dalle scienze e relegate nel campo degli studi umanistici, fra i materiali riguardanti la religiosità primitiva se non addirittura il folclore. Oggi, grazie alla comprensione dei numerosissimi testi originali, abbiamo interpretato almeno in parte molti dei miti astrali che accompagnarono quella civiltà plurimillenaria, e possediamo gli strumenti idonei per delineare un quadro abbastanza coerente dell'astronomia egizia.
La veneranda pittura della Vera Croce di Piero della Francesca
Marco Mendogni
Libro: Libro in brossura
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 136
Sin dal Concilio di Nicea II del 787, era riconosciuto che «chi venera l’immagine [sacra] venera la realtà di chi in essa è raffigurato», e che «quanto più frequentemente queste immagini sono contemplate, tanto più quelli che le contemplano sono innalzati al ricordo e al desiderio dei modelli originari». Questi due principi costituiscono il filo conduttore del presente saggio, nel quale l’Autore indaga sui motivi per i quali la Storia della Vera Croce dipinta da Piero, nella basilica di San Francesco in Arezzo, era ed è da «venerare; peculiarità dovuta non solo alla bellezza estetica e alla perfezione di forme e di colori, quanto e soprattutto alla «realtà» invisibile che essa «raffigura» all’animo e all’intelletto. Immaginando di inoltrarsi all’interno della basilica prima nelle vesti di un legnaiolo aretino, poi in quelle di un patrizio veneziano, e infine di un magistrato fiorentino, Mendogni propone una rappresentazione della «realtà» invisibile, con le sue sfaccettature, storiche, morali e teologiche, che, nella cultura umanistica e nell’immaginario popolare a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, quegli affreschi dovevano rendere intellegibile a chi li «contemplava».
Napoleone Bonaparte. Trono e altare 1801
Guglielmo Adilardi
Libro: Copertina morbida
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 214
Il compito del libro è quello di esaminare in particolare le vicende del Concordato del 1801, non trascurando la genesi di esso nell'operato di quegli uomini che vi posero mente. Per tale scopo ci siamo avvalsi di alcune indagini sulle fonti e siamo, perciò, pronti, come in un "processo", a far parlare la vasta documentazione, gli indizi, le "memorie" delle parti in causa, i "testi processuali". Compito arduo è essere il più oggettivi possibile, non essendo privi dei nostri vissuti. Tanto più difficile, se riflettiamo quali imputati abbiamo di fronte: dei miti, di cui ancora ne avvertiamo lo scuotere della "catena ininterrotta" che da essi a noi conduce. Miti cui la storia generosamente fabbrica a dismisura e l'opportunismo umano ne cambia il segno: da positivo in negativo e viceversa. Napoleone ne è in questo il più tipico emblema in quanto mito, positivo o negativo fin da quand'egli viveva. Napoleone generale giacobino e montagnardo, duce feroce e sanguinario: uomo dall'orgoglio formalistico da parvenu che ha sempre un addentellato con la crassa ignoranza della storia e delle sue esigenze, tiranno che uccise le speranze di libertà di intere Nazioni.
Le guerre di Cosimo I de' Medici, granduca di Toscana
Giulio Talini
Libro: Copertina morbida
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 168
Era il 1537 quando il giovane Cosimo de' Medici, figlio del noto capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, prese il potere a Firenze quasi per caso. Lo vollero sul trono alcuni ottimati per farne una pedina nei loro giochi di potere, reputandolo niente di più che un timido e schivo rampollo di una illustre stirpe. Nel giro di poco, tuttavia, Cosimo smentì ogni previsione sul suo conto: non solo sopravvisse all'instabilità politica dei primi anni di regno, ma resse saggiamente le sorti di Firenze e della Toscana fino al 1574, anno della morte. Nonostante in storiografia venga spesso taciuto, tanto successo fu possibile anche e soprattutto grazie alla forza delle armi. Appena asceso al trono, infatti, Cosimo dovette affrontare i più acerrimi rivali della dinastia medicea: i fuoriusciti repubblicani guidati da Filippo Strozzi e dal figlio Piero. E a Montemurlo il tragico conflitto civile si concluse con la vittoria delle truppe di Cosimo, finalmente libero di governare.
Diario inedito (1943-1944)
Luigi Federzoni
Libro: Libro rilegato
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 574
Della particolare condizione di ‘pluriricercato’, prima dai fascisti della RSI e poi dal governo ufficiale, nelle ultime parole del diario, Federzoni ne fa quasi un motivo di orgoglio. “Molto lunga e penosa sarà la ‘convalescenza’ dell’Italia stremata e sconvolta”. Ma, quasi prevedendo i lunghi anni di esilio che lo attendono, scrive che altrettanto lunga sarà “quella di questo povero italiano, che dovrà inevitabilmente scontare, insieme con i propri errori, la disgrazia di essere detestato dagli invasati dell’antifascismo settario non meno che dai malfattori del fascismo estremista: posizione mediana disagevole e pericolosa, ma che potrebbe forse legittimare la sterile illusione di essere stato sempre, sostanzialmente, abbastanza vicino al giusto e al vero”. Si tratta di una conclusione ovviamente personale e tendenzialmente autoassolutoria, così come lo erano state molte delle ricostruzioni e delle analisi contenute nei 125 capitoli del diario. Una testimonianza certamente di parte, ma allo stesso tempo un contributo importante per lo studio e la comprensione di un capitolo cruciale della nostra storia. Con saggi di Aldo A. Mola e Aldo G. Ricci.
Gente di via Palazzuolo. Firenze 1931-1956
Carlo Cresti
Libro: Copertina morbida
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 52
Via Palazzuolo a Firenze era, negli anni Trenta del Novecento, una strada di autentico carattere popolare, un territorio di prevalente indigenza che, essenzialmente, dava ricetto a poveri, a meschini, a umili, a 'segnati da Dio', a disinibiti, provvisti - per eccesso - di vizi, e - per difetto - di virtù; individui che, spesso vivevano di espedienti, o si compiacevano di atteggiamenti fuori dell' ordinario, a volte divertenti, grotteschi, mai banali, insaporiti di ragguardevoli stranezze e spregiudicatezze.
Filastrocche, ninne nanne, stornelli, rispetti e canzoni di Toscana. Per il gioco dei bambini, per addormentare i pargoli, per le disturne amorose
Libro
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 62
In Toscana, e specialmente nelle campagne, si cantava: sulle aie, nei campi, nelle fiere di paese, all'osteria, a 'veglia'. Si cantava per passatempo, per attenuare la fatica, per comunicare fra innamorati, per corteggiare la 'bella' o il 'bello', la 'dama' o il 'damo'. Si cantava, sotto forma di stornelli, di rispetti in ottava rima, per far dispetto a qualcuna o qualcuno, per 'prendere in giro' il tonto o il furbo, il giovane o il vecchio, la suocera o la nuora, il contadino o il cittadino, lo stanziale o il forestiero. Si cantava perché la vita sembrasse più gradevole, più sopportabili la miseria e le pene d'amore, più ridenti le gioie dell'amore.
La mamma racconta. Un diario degli anni Trenta
Vittoria Cantoni Pontecorboli
Libro: Libro in brossura
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 78
«Cara Vittoria ti abbiamo letteralmente rubato il tuo quaderno di note, l’abbiamo affidato al tipografo ed egli ce lo ha restituito così come desideriamo offrirtelo. Lo gradirai? Ci perdonerai? Abbiamo pensato che gli umili libricini di note come il tuo, che racchiudono un tesoro di grazia e di bontà, così, senz'aria d’importanza conservati in un cassetto, possono facilmente andare perduti. E sarebbe stato gran peccato che Chico e Luisa non avessero più potuto rispecchiarsi un giorno nella loro infanzia, così come il cuore della loro mamma aveva saputo trarla, nota per nota, dal vero. Se abbiamo pensato male, perdonaci e voglici ugualmente bene. La zia Gilda e la zia Lavinia (Milano, nella primavera del 1933).» (Dalla presentazione). Il libro contiene una breve storia della famiglia Pontecorboli scritta da Paolo Meggiboschi.
Brunelleschi e Leonardo
Roberto Corazzi
Libro: Copertina morbida
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 162
Leonardo da Vinci fu affascinato dal genio del Brunelleschi quando nel 1469 arrivò a Firenze per fare le sue prime esperienze artistiche, e vedendo la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore ne volle studiare le macchine che Filippo Brunelleschi aveva usato per la sua costruzione. Quando nel 1436 Leon Battista Alberti scriveva, 'in lingua toscana', la seconda edizione del suo trattato sulla pittura, dedicandolo a Filippo Brunelleschi, riconosceva il luogo e il principale sostenitore di quella che già si chiamava 'rinascenza'. Brunelleschi, Donatello e Masaccio furono gli iniziatori del Rinascimento, che rappresentava l'espressione di un nuovo modo di concepire l'uomo e la natura. L'uomo veniva messo al centro del mondo. Si ebbe l'esigenza di osservare, definire e rappresentare, secondo principi obiettivi ed empirico-scientifici, la realtà visibile e figurabile. L'uomo 'nuovo' del Rinascimento si poneva in un confronto costante con il tempo, la vita e la morte. L'artista era intento all'applicazione della prospettiva per rappresentare su un piano bidimensionale un soggetto tridimensionale, all'osservazione attenta e indagatrice della natura.
Strumenti e musica nella cultura etrusca
Maurizio Martinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 270
Gli strumenti musicali a disposizione degli Etruschi, come le occasioni per fare musica, per cantare, per danzare, per rappresentare spettacoli, ci parlano di una peculiare confluenza di tradizioni locali discendenti dalla tradizione protostorica, e di influenze dalle civiltà mediterranee coeve, in un mix peculiare che anche in questo campo rispecchia la particolarità di questa cultura, fatta di conservazioni e di acquisizioni, di rielaborazioni e di aspetti caratteristici. L’analisi dei resti di strumenti, delle immagini di musicisti e di cantori, di danzatori e di rappresentazioni di spettacoli ci dimostra come gli Etruschi siano stati il popolo che in Italia, a partire da poco prima della metà del primo millennio a.C., traghettò fattivamente la musica dalla sfera principalmente religiosa a quella anche largamente laica, introducendo la “musica di sottofondo” nella vita quotidiana.
I Medici
Vincenzo Giannetti, Stefano Giannetti
Libro: Copertina morbida
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 318
La famigli medici, la cui storia è così varia e affascinante da sembrare un romanzo, ha dominato per quasi quattro secoli, due dei quali, il quindicesimo e il sedicesimo, sono i due più interessanti, sia dal lato della storia sia da quello dell'arte: un periodo che comprende il passaggio dal Medioevo all'Evo Moderno e, corrispondentemente, il passaggio dal sistema feudale con la formazione di Stati potenti in Europa, in continuo conflitto tra loro. Grande fu il loro mecenatismo che ebbe di mira l'arte e le scienze, per cui le loro immense ricchezze furono largamente elargite a far vivere il sapere e a sostenere le arti. Pertanto può sembrare un atto di alterigia relegare la storia dei grandi e potenti Medici in questa piccola pubblicazione: essa è solo un omaggio, a questa famiglia gloriosa. è una allettante storia che gli autori affidano al lettore, sempre curioso e attento alla conoscenza del passato di Firenze.
La Qabbalah ebraica alla corte di Cosimo I de' Medici. Allegorie e simboli in Palazzo Vecchio
Francesca Rachel Valle
Libro: Copertina morbida
editore: Pontecorboli Editore
anno edizione: 2019
pagine: 212
La "Castrazione di Urano" fu la prima rappresentazione dell'albero cabalistico nella storia dell'arte del XVI sec. a Firenze, alla corte di Cosimo I de' Medici: un elogio prezioso dei dotti Giorgio Vasari e Cosimo Bartoli al loro mecenate illuminato. In occasione della celebrazione per i cinquecento anni della nascita del II Duca di Firenze (1519-2019), questo scritto vuole essere un omaggio alla sua lungimirante e istrionica personalità. Giorgio Vasari e Cosimo Bartoli raggiunsero la vetta più alta della loro ricerca espressiva con la decorazione della "Mutilazione del Cielo", nel quartiere degli elementi, in Palazzo Vecchio, uno dei luoghi simbolo di Firenze e dimora medicea. La rappresentazione visiva della Qabbalah ebraica, in un ambiente privato, è un aspetto inedito di Cosimo I de' Medici, che aggiunge lustro alla ricerca sapienziale in un meraviglioso teatro della memoria.

