Quodlibet
Pragmatismo e filosofia analitica
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2007
pagine: 260
All'interno del dibattito filosofico internazionale le dottrine pragmatiste attraversano vicende alterne: dopo una iniziale e attiva affermazione a cavallo tra il XIX e il XX secolo, segue una fase di declino, durante la quale il pensiero pragmatista finisce per essere considerato null'altro che una sorta di pre-storia della filosofia americana; infine, in epoca più recente, esso recupera nuova vitalità, una rinascita che porta con sé l'inevitabile intreccio con altri movimenti di pensiero. Ma in cosa consiste la "svolta pragmatica" che si tende ad attribuire all'epistemologia e alla filosofia pratica? Come si può coniugare una prospettiva di tipo fallibilista ma allo stesso tempo costruttivista con la mentalità relativistica generata dalla crisi dei modelli tradizionali della razionalità? Con il presente volume gli autori si propongono di chiarire gli sviluppi di questo processo e di focalizzare l'attenzione sulla ripresa di alcuni temi classici della corrente pragmatista all'interno della filosofia analitica, sulla scorta dell'eredità teoretica di Peirce, James, Dewey, il secondo Wittgenstein, e in riferimento all'interazione fra le due correnti operata, in modo diverso, dal pensiero di Putnam e Rorty.
Effetto Sicilia. Genesi del romanzo moderno
Carlo A. Madrignani
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2007
pagine: 256
Dialettica. Tradizioni, problemi, sviluppi
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2007
pagine: 336
Casi critici. Dal postmoderno alla mutazione
Alfonso Berardinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2007
pagine: 418
Definizioni. La fine del postmoderno. Alla ricerca di un canone italiano. Destra e sinistra in letteratura. Postmodernità e neoavanguardia. Come insegnare letteratura moderna? Dov'è finita l'industria culturale. Esempi. Calvino moralista. Elsa Morante e il sogno della cattedrale. Per Enzensberger, una lettera dall'Italia. Per Auden, in confidenza. Adorno, filosofo e scrittore. Pasolini e la classe dirigente. Eco e la letteratura. Un pamphlet: Stili dell'estremismo. I rumori dell'essere: Heidegger, Derrida, Severino. Stili dell'estremismo: Fortini, Zolla, Tronti, Calasso. Cioran, il più pessimista. Tre panorami. Le angosce dello sviluppo. Scrittori italiani e modernizzazione 1958-1975. La poesia italiana alla fine del Novecento. Saggistica e stili di pensiero 1980-2000.
Il volto e la parola. Psicologia dell'apparenza
Felice Cimatti
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2007
pagine: 208
"Oh questi Greci!" scriveva Nietzsche nella Prefazione della Gaia scienza "Loro sì sapevano vivere; per vivere occorre arrestarsi animosamente alla superficie, all'increspatura, alla scorza, adorare l'apparenza, credere a forme, suoni, parole, all'intero olimpo dell'apparenza! Questi Greci erano superficiali - per profondità!". L'idea di questo libro nasce da questa sfida: è possibile immaginare una psicologia che sfugga alla contrapposizione fra interno ed esterno, cioè il linguaggio, i gesti, il comportamento, l'insieme di mezzi attraverso i quali l'interiore diventerebbe esteriore? Nulla ci sembra più naturale di quell'antica immagine che ci vuole divisi in due parti, la psiche da un lato, il corpo con le sue manifestazioni dall'altro. E allora o si sta per l'interno (da ultimo, il cognitivismo), oppure si sta per l'esterno (l'aborrito comportamentismo). Intorno a questa coppia potentissima se ne articolano molte altre. La proposta di questo libro è abbandonare questa vetusta e impensata contrapposizione, e proporre come immagine guida della psicologia il magico nastro di Möbius, una superficie che ha una sola faccia e non permette di distinguere in modo assoluto fra interno ed esterno. Questa mossa è stata fatta tante volte, nella storia della filosofia e della psicologia. È una mossa inutile, perché rimane impigliata in quella stessa contrapposizione che critica. Bisogna invece pensare, di nuovo, una psiche unitaria, al di qua delle divisioni e delle contrapposizioni.
La crocifissione di Cristo-La crocifissione di Aman
James George Frazer, Edgar Wind
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2007
pagine: 254
Racconta la Bibbia che Aman, primo ministro persiano, una volta appreso che il suo antagonista Mardocheo è ebreo, si adopera affinché, insieme a lui, siano sterminati tutti gli ebrei del regno. Le sorti però si rovesciano e Aman finisce sulla forca che lui stesso aveva fatto predisporre per Mardocheo. La vicenda, narrata nel Libro di Ester, è al centro della festa carnevalesca di Purim, in cui si ricorda la salvezza degli ebrei e la morte di Aman, il ministro che ne aveva progettato lo sterminio. Nella sua congettura, che si basa su un'originale quanto controversa interpretazione del Libro di Ester, Frazer ipotizza che Cristo sia stato ucciso nel corso di una sacra rappresentazione di Purim. Scartare l'ipotesi frazeriana come un esercizio di immaginazione sarebbe facile. Più interessante è seguire Frazer nella convinzione che all'interno della sua congettura su Cristo siano presenti, e possano quindi ricercarsi, "grani di verità". Questo volume introduce un nucleo problematico nello studio dell'intreccio-scontro tra cristianesimo ed ebraismo. Il testo di Frazer è pressoché ignoto, perché non incluso nella versione ridotta del "Ramo d'oro" preparata dall'autore, tradotta in tutte le lingue). Alla "Crocifissione di Cristo" seguono alcune pagine di Edgar Wind, che studia, in relazione con la tesi di Frazer, la raffigurazione di Aman proposta da Michelangelo nella Cappella Sistina, dove Aman è rappresentato crocifisso.
Autobiografia documentaria. Scritti 1950-2004
Renato Solmi
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2007
pagine: 836
Sono raccolti in questo volume quasi tutti gli scritti e gli interventi, in gran parte dimenticati o dispersi in periodici e libri pressoché inaccessibili, che Renato Solmi ha pubblicato nell'arco di oltre cinquant'anni. La prima sezione riflette il periodo della formazione e degli studi postuniversitari. Essa coincide cronologicamente con la seconda, in cui si manifestano interessi più propriamente politici - che accompagneranno negli anni successivi l'intera esperienza di Solmi - attestati dai principali interventi usciti fra la fine degli anni '40 e l'inizio dei '50 del Novecento nel foglio ciclostilato "Discussioni". La terza sezione, Il lavoro editoriale, dà un'idea del ruolo culturale che Solmi ebbe per oltre un decennio, come redattore e consulente, presso la casa editrice Einaudi; essa si lega saldamente alla quarta, dedicata alla Scuola di Francoforte. I testi della quinta sezione, La contestazione nella scuola, affrontano temi e narrano episodi significativi legati all'attività d'insegnante svolta da Solmi per oltre trent'anni. La sesta riguarda soprattutto fatti, figure e movimenti della scena internazionale, legati in particolare alla guerra del Vietnam e all'opposizione sviluppatasi contro di essa negli Stati Uniti d'America negli anni '60 e '70. Gli scritti dell'ultima sezione si situano fra la testimonianza autobiografica e il ricordo puntuale e commosso di persone legate all'autore da vincoli di parentela, d'impegno politico, di amicizia.
Terrore al servizio di Dio. La «Guida spirituale» degli attentatori dell'11 settembre 2001. Con testo arabo a fronte
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 140
Dopo l'11 settembre l'FBI scoprì un documento che svelava come gli attentatori avevano concepito e preparato l'attacco. Scritto in arabo su fogli spillati, esso era una vera e propria "guida spirituale" approntata per condurre gli attentatori al martirio. "Terrore al servizio di Dio" contiene la "Guida spirituale" in traduzione italiana con testo arabo a fronte e un ampio commento storico e interpretativo. Emergono domande cruciali: è innanzitutto la "Guida" un falso? Nella "Guida" si può rintracciare il pensiero di Osama Bin Laden? Può l'Islam ammettere tale violenza? Che tipo di mussulmani erano gli attentatori? Il volume si rivolge agli studiosi dell'Islam, delle religioni e di politica, e per la cura e ponderatezza dei suoi apparati critici anche alle scuole, alle università e in generale a tutto il pubblico che in Italia non ha finora avuto modo di accedere a questo documento.
Le radici del naturalismo. W.V. Quine tra eredità empirista e pragmatismo
Giancarlo Zanet
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 170
Il naturalismo filosofico è fra le alternative teoriche dominanti la filosofia contemporanea e trova nell'opera di W.V. Quine un ispiratore originale e profondamente influente. Il tentativo di ricostruire le radici del naturalismo è qui compiuto sia nel senso di una ricostruzione teorica della proposta naturalistica quineana, sia nel senso di una ricostruzione genealogica della sua matrice empirista e pragmatista che ne evidenzi e motivi le opzioni teoriche di fondo. Nell'interpretazione qui proposta il naturalismo attribuisce alla speculazione filosofica un ruolo critico rispetto alla scienza, in un approccio interdisciplinare di ampio respiro.
Dieci inverni senza Fortini (1994-2004). Atti delle Giornate di studio nel decennale della scomparsa (Siena, 14-16 ottobre 2004; Catania 9-10 dicembre 2004)
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 464
Ludwig Binswanger. Esperienza della soggettività e trascendenza dell'altro. I margini di un'esplorazione fenomenologico-psichiatrica
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 814
Il significato dell'opera di Ludwig Binswanger (1881-1966) consiste nell'aver tradotto proficuamente, sul terreno della psichiatria, quelle impostazioni geisteswissenschaftlich che tuttora faticano ad affermarsi nel mainstream di questa disciplina. In tal senso, la riflessione binswangeriana va giudicato un tentativo riuscito di dischiudere orizzonti epistemologici che rinnovano la loro pregnanza di fronte al diffondersi di stili di pensiero improntati ai requisiti della tradizione tecnico-naturalistica. Nell'obiettivo di conferire uno statuto unitario alla scienza psichiatrica, Binswanger coniuga le esigenze di una peculiare riflessione antropologica con il ricorso a nuove modalità esperienziali frutto di un'attitudine trascendentale di segno fenomenologico realizzando così sul piano terapeutico una comprensione dell'esistenza patologica "con gli occhi stessi del malato", e perciò guidata da un senso di guarigione non più affidato al riscontro di una normalità di fatto, bensì reso efficace da un ordine intersoggettivamente condiviso. Il volume si articola in una sezione di testi, affiancati da un ampio ventaglio di saggi a vario orientamento tematico.
I bambini perduti. Il mito del ragazzo selvaggio da Kipling a Malouf
Matteo Baraldi
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 200
I "fanciulli selvaggi" incarnano la speranza di un impossibile ritorno alla natura, a una selvatichezza libera e incontrollata, e interpretano un mito che continua a parlare alle nostre coscienze. Il tema che questo saggio si propone di affrontare si concentra sul rapporto tra l'idea di feral child espressa da Kipling nel celeberrimo personaggio di Mowgli e quella che emerge nelle opere del narratore e poeta australiano David Malouf. Mowgli cela in sé un'idea di conciliazione, ma anche di violento contrasto tra la maturità inglese e l'infanzia indiana del suo autore, sintetizzate in una identità imperiale. Per contro la visione offerta da Malouf è quella di un puer in grado di destabilizzare, di mettere in discussione identità e ruoli imperiali acquisiti come inderogabili. Da un lato, quindi, si analizza un mito coloniale e, dall'altro, una sua sfuggente ed elusiva interpretazione postcoloniale. Matteo Baraldi collabora con il Centro Studi Omeoglotti dell'Università di Bologna occupandosi principalmente di letteratura e cultura australiana.

