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Salerno

Chiose alla Commedia

Chiose alla Commedia

Andrea Lancia

Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio

editore: Salerno

anno edizione: 2012

pagine: 1312

Il commento in volgare di Andrea Lancia alla Commedia rappresenta una scoperta recentissima nel panorama degli studi danteschi. Conservato nel ms. II I 39 della Bibl. Nazionale Centrale di Firenze, a lungo passato inosservato e ora riconosciuto autografo, fu realizzato tra il 1341 e il 1343 dal colto notaio fiorentino, personaggio di rilievo nella vita del Comune di Firenze, amico e collaboratore di letterati quali Giovanni Boccaccio e Giovanni Villani. L'edizione offre il testo integrale delle Chiose, finora inedite, corredato da un'introduzione e un commento, che consentono di verificare la sua portata innovativa nei confronti dell'antica esegesi alla Commedia (in particolare dell'Ottimo Commento, a lungo e indebitamente attribuito proprio al Lancia). Il commento del Lancia si avvale della lettura di molte opere classiche e medievali, e anche della conoscenza di opere del grande poeta fiorentino che pure ebbero circolazione rarissima e che lui cita esplicitamente: in primis il Convivio e l'Epistola a Cangrande; esso è dunque uno strumento privilegiato per accostarsi al poema dantesco attraverso gli occhi di uno dei suoi primi e più intelligenti lettori.
140,00

Lo spazio letterario di Roma antica. Volume Vol. 7

Lo spazio letterario di Roma antica. Volume Vol. 7

Libro: Libro rilegato

editore: Salerno

anno edizione: 2012

pagine: 1044

Il presente volume dedicato alla prosa si affianca al precedente relativo alla poesia e completa la sezione Testi dello Spazio letterario di Roma antica, un corredo utile per chi intenda accostarsi alla letteratura latina non solo attraverso saggi critici (a questa esigenza provvedono i primi cinque volumi), ma anche ascoltando direttamente le voci degli scrittori ed entrando nel vivo dei problemi interpretativi posti dalle loro opere. Gli autori, come nel caso della poesia, sono raggruppati in sezioni (storiografia, retorica e oratoria, filosofia, romanzo, epistolari, letteratura tecnico-scientifica ed erudita): un criterio che consente di abbracciare la complessa eredità letteraria di Roma seguendone l'evoluzione dal periodo arcaico alla tarda antichità. Ognuna delle sezioni si apre con una premessa generale (corredata di bibliografia) che ne illustra i caratteri complessivi e lo sviluppo storico e comprende varie sottosezioni destinate, a seconda dei casi, a uno o più autori (il rilievo accordato ai "maggiori" non esclude i "minori") presenti con brani significativi, di cui si motiva la scelta e si riassume il contenuto. Le traduzioni a fronte, tutte originali, e un essenziale commento, aperto sia a problemi esegetici che critico-testuali, facilitano l'interpretazione, mentre frequenti rinvii ai precedenti volumi della collana permettono utili collegamenti con l'intero corpus. Chiudono il volume "schede" degli autori antologizzati.
140,00

Operette politiche e satiriche

Operette politiche e satiriche

Pietro Aretino

Libro: Copertina rigida

editore: Salerno

anno edizione: 2012

pagine: 389

Aretino e Pasquino rappresentano un'endiadi apparentemente indissolubile. Malgrado le ampie zone d'ombra che gravano sulle prime esperienze romane dello scrittore e sul costituirsi della sua vocazione di poeta satirico, la sua fama è saldamente legata ai testi pasquineschi prodotti in occasione del conclave del 1521, da cui uscì papa Adriano VI. Molto prima del progetto dei libri di Lettere, i testi poetici e prosastici di argomento politico costituiscono per l'autore uno strumento efficace di intervento nella scena contemporanea. Si tratta di una pratica che, pur sottoposta a inevitabili trasformazioni nei modi, non viene sostanzialmente mai meno nell'arco di circa un quarantennio. Proprio la natura "anonima" del codice satirico-pasquinesco rende talvolta controversa l'attribuzione dei singoli componimenti; da testimonianze coeve sappiamo come ciò si verificasse anche per gli intrinseci di Pietro. Ciò che non perde tuttavia di evidenza dal 1521, negli anni convulsi successivi al Sacco di Roma, fino al periodo contrassegnato dall'avvio dei lavori del Concilio di Trento e dall'affermarsi dell'egemonia spagnola, è la volontà aretiniana di confrontarsi con gli interlocutori più prestigiosi del suo tempo. È vero che le testimonianze ci consegnano l'immagine di una pratica che tende a ritrarsi in spazi privati, abbandonando i testi di ampio respiro con i quali il giovane Pietro si illudeva di ritagliarsi un ruolo nel gioco politico internazionale...
36,00

Leggere Dante oggi. I testi, l'esegesi. Atti del Convegno-seminario di Roma, 25-27 ottobre 2010

Leggere Dante oggi. I testi, l'esegesi. Atti del Convegno-seminario di Roma, 25-27 ottobre 2010

MALATO - MAZZUCCHI

Libro: Copertina morbida

editore: Salerno

anno edizione: 2012

pagine: 300

Nel 2010 il convegno annuale del Centro Pio Rajna si è svolto presso la Casa di Dante in Roma. I lavori si sono svolti in stretta connessione con l'iniziativa varata dal Centro Pio Rajna, la "Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante" su cui sono stati chiamati a pronunciarsi studiosi a vario titolo coinvolti. Dopo 700 anni di letture, indagini, scandagli esegetici, ricostruzioni storiche e critiche, esercitazioni in campo ecdotico ed ermeneutico più o meno libere, estrose, talvolta brillanti, a tutt'oggi la lettera del testo delle opere dantesche presenta varie e talvolta gravi incertezze. Di qui l'obiettivo della NECOD di offrire al lettore medio, anche specialista ma non solo, testi attendibili quanto possibile nella lezione, aggiornata alle acquisizioni più recenti della filologia dantesca; orientando il lettore nella selva delle proposte critiche stratificate nel tempo e offrendo una selezione di ciò che può ritenersi plausibile, contro altre ipotesi giudicate improprie o inattendibili. In questo modo il Centro Pio Rajna intende portare il proprio contributo in vista delle celebrazioni per il settimo Centenario della morte di Dante, nel 2021.
36,00

Per Giorgio Fulco in memoriam. Fascicolo speciale di «Filologia e Critica»

Per Giorgio Fulco in memoriam. Fascicolo speciale di «Filologia e Critica»

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno

anno edizione: 2011

pagine: 320

38,00

L'Inferno di Chantilly. Cultura artistica e letteraria a Pisa nella prima metà del Trecento

L'Inferno di Chantilly. Cultura artistica e letteraria a Pisa nella prima metà del Trecento

Chiara Balbarini

Libro: Libro rilegato

editore: Salerno

anno edizione: 2011

pagine: 135

Nei primi decenni del XIV secolo Pisa è un centro di intensa elaborazione culturale, caratterizzato dalla presenza carismatica dei Domenicani del Convento di Santa Caterina e dalla precoce diffusione della Commedia di Dante Alighieri. Qui, la scena artistica registra le straordinarie novità espressive di Giovanni Pisano, il cui influsso segna in modo originale la pittura e la miniatura coeve rispetto agli iniziali orientamenti verso i modelli di Duccio e di Simone Martini. Una ampia produzione di codici miniati di altissima qualità esecutiva, riconducibile alla ben documentata bottega di Francesco Traini, supplisce alla scarsità delle testimonianze pittoriche monumentali, giunteci spesso in pessimo stato di conservazione. Dal dialogo serrato tra questo assai poco indagato protagonista della pittura trecentesca e uno dei più precoci e significativi commentatori della Commedia, Guido da Pisa, nasce il ciclo illustrativo dell'Inferno di Chantilly (ms. 597 del Musée Condé), oggetto del presente studio. Si tratta di un codice lussuoso, destinato al console dei Pisani a Genova, Lucano Spinola, personaggio chiave nelle trattative di alleanza commerciale tra le due città marinare tradizionalmente avverse. Il dotto commento elaborato da Guido, precettore-consigliere spirituale del giovane Lucano, doveva costituire una fonte di insegnamenti derivati dagli Antichi, da "trattenere nella memoria" per poterli utilizzare nelPagire politico.
32,00

Legazioni. Commissarie. Scritti di governo. Volume 7

Legazioni. Commissarie. Scritti di governo. Volume 7

Niccolò Machiavelli

Libro: Copertina rigida

editore: Salerno

anno edizione: 2011

pagine: 568

Il settimo e ultimo volume del carteggio diplomatico e amministrativo di Niccolò Machiavelli copre il periodo 1510-1527. Comprende gli scritti di cancelleria, in gran parte inediti, e i dispacci di missioni, prevalentemente all'interno del territorio fiorentino, degli ultimi due anni di attività di cancelliere dei Signori, dei Dieci di Libertà e Pace e dei Nove d'Ordinanza (1510-1512). Il volume è corredato da un ampio indice cronologico delle oltre seimilaseicento lettere vergate da Machiavelli nel corso della sua attività cancelleresca e diplomatica tra il 1498 e il 1527, e da un indice cumulativo, esteso ai sette tomi appena conclusi, dei nomi di persona.
60,00

Opere religiose: Vita di Maria Vergine-Vita di Santa Caterina-Vita di Tommaso d'Aquino. Volume 2

Opere religiose: Vita di Maria Vergine-Vita di Santa Caterina-Vita di Tommaso d'Aquino. Volume 2

Pietro Aretino

Libro: Copertina rigida

editore: Salerno

anno edizione: 2011

pagine: 734

Con i tre scritti di materia agiografica qui raccolti, Pietro Aretino chiude la stagione delle opere religiose nel segno della committenza di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto e governatore di Milano. Dopo i Salmi, l'Umanità di Cristo e il Genesi (riuniti nel primo tomo di questo stesso volume), le Vite di Maria Vergine, di santa Caterina d'Alessandria e di san Tommaso d'Aquino costituiscono, oltre che l'estremo e illusorio assalto alla porpora cardinalizia, anche lo strumento, talora sottilmente ricattatorio, per sollecitare la corresponsione delle rate della pensione che Aretino vanta sulle casse milanesi. Composte e date alle stampe in successione nello stretto giro di anni che va dal 1539 al 1543, le Vite rappresentano uno snodo fondamentale nel percorso di ricerca stilistica ed espressiva su cui Aretino ha orientato la riscrittura della materia sacra sin dalle prime parafrasi bibliche. Lo scopo primario resta quello di coinvolgere emotivamente il lettore, restituendo alla sensibilità e al gusto cinquecenteschi alcuni momenti topici della storia religiosa; ma differente è qui la declinazione degli espedienti artistici adoperati nella narrazione degli eventi sacri. Il patetismo a tinte forti, il descrittivismo pittorico e l'impiego diffuso della similitudine assumono nelle agiografie una coloritura peculiare che si vena per larghi tratti delle tonalità più cupe dell'ascetismo, il tutto sempre all'interno di una trama retorica energicamente strutturata.
65,00

«Erano i capei d'oro a l'aura sparsi». Metamorfosi delle chiome femminili tra Petrarca e Tasso

«Erano i capei d'oro a l'aura sparsi». Metamorfosi delle chiome femminili tra Petrarca e Tasso

Alessandra P. Macinante

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno

anno edizione: 2011

pagine: 91

I capelli d'oro sono uno dei topoi più famosi (e abusati) della lirica italiana, almeno fino all'Ottocento. In queste pagine l'autrice analizza i più celebri ritratti femminili della poesia fiorita in Italia nei secoli XIII e XIV, per poi soffermarsi sul magistrale riuso operato da Tasso nella "Liberata". Il tema della descriptio puellae è trattato in maniera innovativa alla luce della teoria classica del tetracromatismo, che prevedeva da parte del poeta l'impiego di soli quattro colori (il bianco, il nero, il giallo, il rosso). Riferimenti al topos dei capelli biondi femminili sono già nei poeti siciliani, ma è con Cino da Pistoia che l'immagine delle chiome dorate assume una valenza significativa, prima che Petrarca la potenzi semanticamente rendendola esemplare. Il percorso definito in queste pagine, ricche di esemplificazioni attinte a testi di varia tipologia e datazione, prosegue con Boccaccio e Tasso: il novelliere e il poeta cinquecentesco contaminano il canone lirico, l'uno ricorrendo a moduli narrativi, l'altro trasformando le esili fanciulle bionde della tradizione lirica in coraggiose eroine pronte alla battaglia. Il volume ricostruisce dunque un percorso tematico che va dalla lirica delle Origini alla fine del Cinquecento, tracciando attraverso il particolare del colore dei capelli una storia dell'immagine femminile che tocca in profondità i valori stessi della poesia.
13,50

Capitoli satirici e burleschi

Capitoli satirici e burleschi

Romano Alberti

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno

anno edizione: 2011

pagine: 232

Sullo scorcio del Cinquecento Romano Alberti (1540 ca.-1600 ca.), pittore originario di Sansepolcro, accademico di San Luca e noto trattatista d'arte, allestiva il suo canzoniere, oggi testimoniato dal solo codice XIII D 54 della Biblioteca Nazionale " Vittorio Emanuele III" di Napoli. Si tratta di una raccolta eterogenea, che allinea 162 componimenti tra sonetti (90), madrigali (49), capitoli in terza rima (15), ottave rime (3), epigrammi (3) e canzoni (2), chiaramente impostata secondo criteri metrici e tematici. Da essa, Ciro Perna ha estratto i 15 ternari, in quanto, a differenza degli altri componimenti, tutti ascrivibili al petrarchismo tardocinquecentesco, presentano una più marcata caratterizzazione e costituiscono un rilevante documento dello sviluppo del genere satirico che, dalle prove ariostesche e bernesche, aveva già percorso una complessa linea evolutiva. Pubblicati in edizione critica e corredati da apparati esegetici ed ecdotici, i capitoli ternari risultano di fondamentale importanza per la ricostruzione del percorso biografico e letterario dell'Alberti. Amicizie, amori, incontri, passioni letterarie, viaggi: l'autore instaura un fitto dialogo con i suoi corrispondenti (tra i quali figurano anche gli Accademici della Crusca), dove acquista valore la riflessione, talvolta risentita, sugli eventi e sulle difficoltà del presente, spesso supportata da efficaci apologhi o elaborata in forma di epistola in versi.
21,00

Dante e la paternità del «Fiore»

Dante e la paternità del «Fiore»

Pasquale Stoppelli

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno

anno edizione: 2011

pagine: 144

Nella storia di tutte le letterature del mondo non esiste altra opera anonima a cui, a pari del Fiore, la critica filologica abbia attribuito tanti possibili autori. Questo testo in 232 sonetti, è stato riconosciuto a Brunetto Latini, Rustico Filippi, Cecco Angiolieri, Folgore da San Gimignano, Antonio Pucci e altri. Ma è Dante che ha calamitato l'attenzione dei filologi. In questo saggio la questione del "Fiore" viene affrontata nella sua complessità, alla luce di tutta la bibliografia critica prodotta dal 1881 a oggi. Il lavoro vuole dissociare definitivamente Dante dal testo del "Fiore". La proposta di un altro rimatore con titoli più solidi ad accollarsene la paternità, le osservazioni critiche sulla lezione del testo vulgato e l'invito a riconsiderare l'effettiva paternità di alcune rime oggi unanimemente riconosciute all'autore della Commedia sono risultati accessori di rilievo, ma tutto sommato secondari rispetto alla finalità di liberare uno dei più grandi poeti della storia dell'umanità del peso di un'opera che attribuita a un autore di secondo piano può risultare anche interessante, ma guardata dall'altezza di Dante risulta irrimediabilmente inadeguata.
14,00

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