Segni e Parole
Tutte le volte che non sono morta
Natascia Sgarbossa
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 136
Con una prosa secca, tagliente e senza retorica in una scrittura veloce, quasi giornalistica, l'autrice racconta cosa succede
Remigrazione? Critica alla nuova parola d'ordine dell'Internazionale nera
Corrado Mornese
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 260
In questo libro viene meticolosamente confutata e destrutturata la parola "Remigrazione", bandiera di propaganda dell'estrema
From Genesis to Transformation. La favola dei Genesis, dall'arte prog ai successi pop-rock
Davide Grassi, Steve Hackett
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 172
I Genesis hanno rappresentato uno dei punti più alti del rock progressivo con le loro composizioni articolate, i tempi dispari
Immagini di realtà
Alberto Fregonara
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 84
L'Autore non si considera né un poeta né un letterato
Se non sembra un omicidio è perfetto
Rosaria Carfagno
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 176
A Milano, il clamoroso sequestro di cocaina guidato dal commissario Pallavicini si trasforma presto in un enigma: parte della
Storia di Davide e Andrea
Emanuela Barco
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 232
Davide e Andrea, un ragazzo e una ragazza accomunati, grazie all'amicizia fraterna delle madri, nel percorso delle loro vite
Uo! Vado via col bisonte
Biagio Bagini
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 168
Questo libro parla di me in un tempo che non si sa se sia mai esistito
Avremmo preferito di no. Stefano Brugnolo nel ricordo degli studenti
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 108
Nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Stefano Brugnolo, sulla porta del suo studio sono iniziati a comparire
Per dignità e non per odio
Ivano Taietti Tajetti
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 56
Ci sono luoghi che non smettono di parlare, anche quando sembra che nessuno li ascolti più
La luce, il tempo, la pace. La natura e l'uomo nella visione di Albert Einstein
Andrea Cattania
Libro
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2026
pagine: 364
Quando sentiamo parlare di Einstein, il nostro pensiero corre alla Teoria della Relatività, ma Einstein fu molto di più
Il diario immaginario (e altre storie)
Roberto Giacomini
Libro: Libro in brossura
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2025
pagine: 120
L’urlo proveniva dal laboratorio del dottor emerito e professore per tutte le ore Giovanni Luigi Filippo Oreste. E basta. Questo inventore, pensate un po’, ha quattro nomi e neanche un cognome. Questo perché suo padre, prima che lui nascesse, aveva inventato un sistema per eliminare i cognomi di quelle persone che avevano lo stesso cognome e dunque creavano, secondo lui, soltanto confusione. Iniziò da quelli che si chiamavano Rossi. Poi Bianchi. Poi Verdi, insomma, di tutti i colori. La macchina però aveva un problema, toglieva sì i cognomi, ma aggiungeva dei nomi. Siccome il papà di Giovanni Luigi Filippo Oreste di cognome era Rossi Bianchi e Verdi, ecco che il povero figliolo si ritrovò con ben quattro nomi e nemmeno un cognome.
Fra Dolcino, Gherardo Segarelli e il Regno futuro della libertà
Mauro Rossetti
Libro: Libro in brossura
editore: Segni e Parole
anno edizione: 2025
pagine: 176
Gherardo Segarelli, che inizia la sua predicazione a Parma nel 1260, viene definito da Salimbene de Adam, il frate minorita autore della Cronica, “zotico e illetterato”, mentre i suoi seguaci, che dalla gente comune venivano chiamati “apostoli”, per lui non sono altri che “ribaldi e imbroglioni, che sfuggono la zappa e si rifiutano di lavorare, ai quali starebbe meglio custodire le vacche e i porci o pulire le latrine, e fare qualche altro vile mestiere, o comunque rimanere a coltivare i campi”.Dolcino, divenuto la guida della fratellanza dopo il rogo di Segarelli del luglio 1300, per gli inquisitori che lo condanneranno a una morte crudele è il “perfido eresiarca”, il “figlio di Belial”, l’angelo ribelle, signore dell'arroganza e della superbia che porta con sé solo cattiveria e distruzione.A una lettura più attenta della Cronica e delle testimonianze su Dolcino più vicine al suo tempo emergono, però, due figure molto più complesse di quelle, totalmente negative, tratteggiate da coloro che ne hanno tramandato la storia.

