Einaudi: Gli struzzi
Le commedie. Volume 11
Dario Fo
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 304
Autore, attore, regista, scenografo, uomo di spettacolo in senso totale, Dario Fo, è da quasi quarant'anni uno dei protagonisti più vitali del nostro teatro, e uno degli autori italiani più rappresentati all'estero. Ha reinventato i procedimenti classici del repertorio comico, da Plauto in poi, ricuperando la tradizione giullaresca per scatenare i suoi congegni teatrali che, senza mai rinunciare al divertimento, si traducono in pamphlet sulla politica e sul costume. Questo volume, raccoglie tre commedie scritte tra il 1960 e il 1984: "Storia vera di Pietro d'Angera, che alla crociata non c'era", "L'opera dello sghignazzo", "Quasi per caso una donna: Elisabetta I".
Africo. Una cronaca italiana di governanti e governati, di mafia, di potere e di lotta
Corrado Stajano
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 203
Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi
Elsa Morante
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: X-229
A chi voglia ad ogni costo sapere a quale "genere letterario" appartenga questo libro, non si può rispondere che così: "E' un romanzo d'avventure e d'amore (regolarmente diviso in parti e capitoli dove i personaggi protagonisti riappaiono sotto diversi travestimenti). E' un poema epico-lirico-didascalico in versi sciolti e rimati, regolari e irregolari. E' un'autobiografia. E' un memoriale. E' un manifesto. E' un balletto. E' una tragedia. E' una commedia. E' un madrigale. E' un documentario a colori. E' un fumetto. E' una chiave magica. E' un sistema filosofico-sociale... Insomma, è un libro".
La decadenza dell'Europa occidentale
Mario Silvestri
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 409
Il diario di David Sierakowiak. Cinque quaderni dal ghetto di Lodz
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 360
Nel 1939 Dawid ha 15 anni. E' un ragazzo della buona borghesia di Lodz, frequenta i campi di vacanza dei giovani sionisti, coglie lucidamente tutto quello che avviene intorno a lui. Al contrario del ghetto di Varsavia, su cui esiste un'abbondante documentazione, poco si sapeva del ghetto di Lodz, la cui vita viene ora illuminata da questi taccuini, ritrovati in un archivio dell'Istituto storico ebraico di Varsavia. Dawid parla della vita di tutti i giorni: la ricerca del cibo, il denaro che non vale più niente, i problemi di vestiario, gli affetti, la vita sociale. Né gli sfugge la sinistra abiezione di colui che si è proclamato "imperatore" del ghetto: quel Chiam Rumkowski cui i nazisti hanno delegato l'amministrazione del ghetto stesso.

