Einaudi: Saggi
Il mito di Circe. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi
Maurizio Bettini, Cristiana Franco
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 402
Figlia del Sole e di una ninfa, ambiguamente oscillante fra dea e maga, femmefatale e dama soccorrevole, amante vendicativa e divinità benigna, prostituta e madre di eroi, signora della natura selvaggia e maestra di raffinati lussi, da secoli la figura di Circe si modula sulla doppia natura dei pharmaka cui è affidato il suo potere. Essi sono veleni potenti in grado di produrre qualunque trasformazione: lugubri degradazioni in cui l'umanità della vittima rimane imprigionata in un corpo bestiale, ma anche luminose sublimazioni, capaci di rendere l'individuo migliore (più giovane, più forte, più bello) o addirittura di trasformarlo in dio, donandogli l'immortalità. Molteplici e singolari sono le identità che il mito di Circe ha assunto nei secoli. Maurizio Bettini e Cristiana Franco la seguono lungo l'intera tradizione mitologica che la vede protagonista nel corso dei secoli, dall'antichità al Novecento di Joyce, H. Mann e Margaret Atwood, passando attraverso alla figura di maga seduttrice dell'epica rinascimentale e alla deformazione in infelice amante che la potente dea subisce nella cultura barocca.
Beirut. Storia di una città
Samir Kassir
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 697
Da sempre Beirut, tra i bagliori di una città aperta - orientale e occidentalizzata, cristiana e musulmana, moderna ma profondamente radicata in una storia che ha visto passare Pompeo, Saladino, i Pascià Jazzar e Ibrahim e gli incubi di un luogo esposto di continuo alla guerra, con i suoi abitanti di svariata provenienza, i suoi scrittori e artisti, i suoi contrasti ed eccessi, continua ad alimentare l'immaginario più variegato. Restituendo alla città i mille volti della sua storia, Kassir racconta le grandi contraddizioni della prima metropoli del mondo arabo. Spesso idealizzata in passato per lo scenario felice e la natura lussureggiante, nella seconda metà del Novecento Beirut vive la sua età dell'oro, ponendosi al centro di interessi economici che superano i confini della piccola Repubblica Libanese. Al proprio potere di attrazione la città sottomette i vicini arabi: Beirut con la sua dolce vita rappresenta l'Occidente più vicino. Ed è allo stesso tempo luogo di ritrovo di esuli e intellettuali, fucina di idee e crogiolo di lingue e di culture. Tutto questo subirà una prima battuta d'arresto nel 1967 con la guerra dei sei giorni, per spegnersi del tutto nel 1975, quando il nome Beirut diventa sinonimo di guerra civile. Quindici anni di bombe e sangue che squarciano i muri e gli animi e riempiono i giornali, orfani della guerra del Vietnam. Estroversa e cosmopolita nella prosperità, la città lo sarà anche nella rovina, diventando il teatro della prima guerra evento televisivo.
Glenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto
Katie Hafner
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: XVI-207
Ci sono uomini il cui genio è conclamato fin dalla più tenera età. Crescono strani. Non sono troppo bravi a vivere e a volte, purtroppo, muoiono presto. Ma è difficile dimenticarli, perché riescono a lasciarsi dietro segni incancellabili, anche quando si tratta di segni delicatissimi ed eterei fatti di note musicali, o del tocco inimitabile delle loro dieci dita su una tastiera. Ci sono uomini i cui talenti sono handicap. Da subito, pagano tutto più caro degli altri. Non brillano. Devono lavorare sodo per far emergere le loro immense ma inconsuete capacità. Perché lunga è la strada che separa un povero contadinello semicieco di una remota regione canadese dai sontuosi pianoforti della Steinway & Sons. Anche se quel bambino vede le note musicali come colori e ha un udito prodigioso. Ci sono oggetti che dovrebbero essere uguali in tutto ad altri oggetti. Sono costruiti artigianalmente da maestranze di grande competenza, certo, ma escono pur sempre da una fabbrica, secondo specifiche codificate. E invece, per qualche motivo, sono magici. Se li si accudisce e li si ama diventano perfetti. Ma gli oggetti, si sa, si usurano o - peggio - si rompono. Spezzando dei cuori.
Quando l'Asia era il mondo. Storie di mercanti, studiosi, monaci e guerrieri tra il 500 e il 1500
Stewart Gordon
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 222
Dopo la caduta di Roma il fulcro della vita politica, culturale e commerciale si sposta dal Mediterraneo verso l'Oriente: l'Asia diventa la culla delle scienze, della filosofia e delle dottrine religiose. Unite tra loro da una ramificata rete di traffici e contatti, le numerose e diverse regioni del vasto mondo orientale, dall'Arabia alla Cina, vivono un'epoca di vivaci relazioni commerciali e diplomatiche e di fitti scambi culturali. Stewart Gordon cattura in questo volume tutto il fascino e la varietà di un universo cosmopolita dalle mille sfumature attraverso le vite e le avventure di uomini - pellegrini, monaci, mercanti, studiosi, diplomatici, militari - che vissero, lavorarono e viaggiarono nell'immenso territorio asiatico superando deserti sconfinati, valicando i passi delle catene montuose più alte del mondo e incontrando una straordinaria varietà di popoli. Le loro memorie permettono di ripercorrere le vie delle carovane, di scoprire grandi città, come Baghdad e Pechino, e di conoscere le consuetudini, i codici d'onore e le meraviglie dell'Asia medievale.
I signori degli orizzonti. Una storia dell'impero ottomano
Jason Goodwin
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 355
Quella degli ottomani fu una storia di espansione e declino durata seicento anni. Cominciò ai piedi delle montagne dell'Anatolia, si nutrì delle energie delle zone di frontiera per poi travolgere il potere bizantino e portare alla costruzione di un impero che all'epoca del suo massimo splendore si estendeva dal Danubio al Nilo. L'impero era islamico, ma molti dei suoi sudditi non erano musulmani e nessuno cercava di convertirli. Controllava le più importanti vie commerciali tra Oriente e Occidente, ma non era particolarmente interessato al commercio. Era un impero turco, ma molti dignitari, funzionari e soldati erano slavi dei Balcani. Chi viveva fuori dai suoi confini lo temeva, i popoli che ne facevano parte lo consideravano un miracolo di dinamismo e organizzazione. Prodigioso anche nella decadenza, nonostante la crescente corruzione, l'inconcludenza di alcuni sultani e l'inettitudine dei comandanti militari, smentì per trecento anni continui pronostici di imminente collasso e riuscì comunque a sopravvivere ai suoi più acerrimi nemici: lo zar di Russia e l'imperatore asburgico. Jason Goodwin accompagna il lettore in un viaggio dilatato nel tempo e nello spazio in cui capitoli narrativi si alternano ad altri dedicati ad aspetti particolari, come il ritmo di vita all'interno dell'impero o il modo in cui gli ottomani combattevano o andavano per mare.
La Germania di Weimar. Utopia e tragedia
Eric D. Weitz
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 446
La Repubblica di Weimar è stata a lungo dipinta solo come un momento di passaggio tra la Grande Guerra e il Terzo Reich. In realtà, fu molto di più. Il sistema di democrazia parlamentare che seppe realizzare fu sorprendente: non solo perché nacque pochi mesi dopo la fine di un conflitto mondiale da cui la Germania era uscita sconfitta e gravata dal Trattato di Versailles, ma, soprattutto, per la portata delle trasformazioni politiche, sociali e del costume che la contraddistinsero. Alle riforme di welfare si accompagnò una vivacità intellettuale e una creatività che fecero in particolare di Berlino una capitale mondiale dell'arte d'avanguardia: da "Essere e tempo" di Martin Heidegger all'"Opera da tre soldi" di Bertolt Brecht, da "Metropolis" di Fritz Lang alle realizzazioni del Bauhaus di Walter Gropius, da Erich Mendelsohn a Bruno Taut, la letteratura, l'architettura, il cinema, la fotografia e la filosofia furono illuminati da personalità le cui opere sono divenute capisaldi della cultura occidentale del Novecento. Ne emerge un quadro dei quattordici anni della repubblica, con le sue molte luci e le sue numerose zone buie. Alle conquiste della democrazia e al fervore culturale, infatti, fecero da contraltare la frammentazione politica, il gioco delle alleanze parlamentari, gli interessi di parte e l'incapacità di governare gli efftti del cambiamento. Nelle pieghe di quella società prosperarono l'idea della purezza della razza e i germi dell'intolleranza e dell'assolutismo.
Archeologia classica. Vedere il tempo antico con gli occhi del 2000
Andrea Carandini
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 207
Per Andrea Carandini è necessario che l'archeologo (ed è soprattutto ciò che devono fare i giovani archeologi senza preconcetti) si depuri d'ogni residuo classicistico e che sappia ricostruire il passato a partire da un presente in evoluzione perenne. I metodi d'indagine e le realtà trascorse non sono da considerarsi concetti e dati stabili, ma problemi le cui soluzioni si perfezionano nel tempo, restando pur sempre provvisorie. L'autore dipinge un insolito affresco dell'archeologia del mondo antico, che mira a destabilizzare tradizioni di studio congelate e istituzioni accademiche e amministrative vetuste e deteriorate. "Essere giusti" verso il passato è possibile oggi soprattutto se si è mentalmente oltre l'antichità: "tanto meglio capiremo gli antichi quanto meno fuggiremo dalla realtà loro preferendo l'"ideale classico", quanto più riusciremo a creare nuove possibilità di vita dalle quali più acutamente osservarli nella stranezza più che nella familiarità dei loro costumi".
L'orso. Storia di un re decaduto
Michel Pastoureau
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: XXI-348
Per molto tempo in tutta Europa il re degli animali non fu il leone, bensì l'orso: ammirato, venerato, considerato come un progenitore o un antenato dell'uomo. I culti dedicati all'orso migliaia di anni prima della nostra era hanno lasciato tracce nell'immaginario e nelle mitologie fin nel cuore del Medioevo cristiano. Ben presto la Chiesa si sforzò di sradicarli. I prelati e i teologi erano impauriti dalla sua forza brutale, dal fascino che esercitava su re e cacciatori e soprattutto da una credenza secondo la quale l'orso maschio rapiva e violentava le giovani donne: da quell'unione nascevano uomini mezzi-orso, guerrieri invincibili, fondatori di dinastie o antenati totemici. L'apice della sconfitta fu raggiunto quando dal diabolico si passò al ridicolo e l'iconografia, la letteratura e la pratica comune finirono per identificare l'orso come il goffo bersaglio di bastonate, senza corona ma con catene e museruola. Eppure, la caduta dell'orso non è stata totale: lo si ritrova ancora oggi, tenero confidente, nella culla di ogni bambino.
L'eleganza della verità. Storia della simmetria
Ian Stewart
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 328
lan Stewart è uno dei matematici più popolari al mondo, autore di numerosi e acclamati bestsellers. Con questo saggio esplora un concetto allo stesso tempo semplice e complesso e che interessa molti campi del sapere: la simmetria. Nessun concetto è più importante nella storia della fisica e della matematica di quello della simmetria. È fondamentale per la teoria della relatività, la meccanica quantistica, la teoria delle stringhe e buona parte della moderna cosmologia. lan Stewart ne narra lo sviluppo dall'antica Babilonia al mondo contemporaneo, passando per Pitagora, l'aritmetica araba, il Rinascimento italiano, Évariste Galois, Niels Henrik Abel e vari altri personaggi e momenti cruciali della storia della scienza. Un percorso che si conclude con le simmetrie della numerologia nelle "matematiche reali", in cui alcuni numeri hanno singolari e imprevedibili proprietà, e con quelle dell'universo così come è concepito dalla teoria delle superstringhe.
Incertezza. Einstein, Heisenberg, Bohr e il principio di indeterminazione
David Lindley
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 245
Nel 1927 il giovane fisico tedesco Werner Heisenberg sfidò secoli di conoscenze scientifiche introducendo il "principio di indeterminazione". Attraverso la nuova teoria quantistica Heisenberg dimostrava che dall'osservazione di un fenomeno si può ottenere un'informazione solo a costo di perderne un'altra. La sua teoria implica che quantità e concetti scientifici non hanno un significato assoluto e indipendente, ma che lo acquistano soltanto grazie agli esperimenti usati per misurarli. Un'asserzione che insidia la credenza che la scienza possa rivelare il mondo fisico con precisione illimitata e che fece di Heisenberg il diretto avversario di Albert Einstein. Niels Bohr, mentore di Heisenberg e amico di Einstein, si trovò a mediare fra i due. Einstein era per istinto e intellettualmente deciso a dimostrare la falsità del principio di indeterminazione. Heisenberg, che rappresentava una nuova generazione di fisici, era sicuro del suo ragionamento e rispose a ogni obiezione. Bohr capì che Heisenberg aveva ragione, ma riteneva essenziale il supporto di Einstein per divulgare le scioccanti implicazioni del principio elaborato da Heisenberg. In questo libro David Lindley narra la storia di questa lotta, dei suoi protagonisti e delle sue molteplici e affascinanti implicazioni, facendo rivivere uno dei momenti più importanti del pensiero scientifico.
Voci. Antropologia sonora del mondo antico
Maurizio Bettini
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 309
Sono molti i suoni che il mondo antico aveva e noi abbiamo perduto e che tra poco non sapremo forse piú riconoscere (il colpo di martello dei fabbri, lo strepito delle macine dei mugnai, il cigolio dei carri, lo schiocco della frusta). Ma quali altre sonorità poteva contenere oltre a queste? Sicuramente molto presenti erano le voci degli animali, che facevano parte del tessuto economico, sociale e umano di quel mondo. Non solo la fonosfera antica era molto piú sgombra e le voci degli si udivano meglio, ma erano anche voci piene di significato. Per gli antichi il canto degli animali era di buono o cattivo augurio, annunciava le stagioni. Le voci animali erano capaci di resuscitare nella mente tracce di antichi racconti e come tali rientravano nel di diritto nel mondo del folclore e della narrazione, oltre a fornire a musicisti e poeti uno straordinario serbatoio di memorie sonore da riutilizzare nella composizione artistica.

