Einaudi: Saggi
La fotografia
Ugo Mulas
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 178
Calder che lavora sull'incudine a una delle sue celebri sculture equilibriste; Burri con in mano invece del pennello la fiamma ossidrica; Segal che plasma le mummie bianche di gesso; Fontana mentre squarcia con un taglierino la tela bianca; Warhol al lavoro nella confusione della Factory; Giacometti che cammina tra i suoi uomini scorticati e filiformi; ma anche Melotti, Pistoletto, Duchamp, Newman... Una serie di ritratti di grandi artisti del Novecento al lavoro nell'atelier o per le strade delle loro città. Artisti-amici ricordati per immagini nei magici momenti della creazione artistica; ma anche con le parole, in pagine nelle quali Ugo Mulas riesamina il significato del loro e del suo lavoro, e "verifica" gli elementi costitutivi e il valore dell'operazione fotografica.
L'universo senza stringhe. Fortuna di una teoria e turbamenti della scienza
Lee Smolin
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 368
Secondo Lee Smolin, la teoria delle stringhe, che ha regnato incontrastata negli ultimi venti anni, è prossima alla fine. Più che una vera e propria teoria è una congettura, un'elaborazione matematica raffinata e imponente, ma che manca di ogni possibilità di sperimentazione, di verificabilità. Lee Smolin è convinto che i fisici stiano facendo l'errore di inseguire una teoria "bella" ed "elegante", invece di trovarne una che sia supportata dagli esperimenti. Il celebre scienziato americano, che agli inizi della carriera aveva aderito alle tesi unificanti della teoria delle stringhe, oggi critica la direzione che la fisica sembra aver intrapreso con troppa sicurezza, e sprona i colleghi a cercare strade alternative, sottolineando e descrivendo il lavoro particolarmente promettente di alcuni di loro.
L'infinito istante. Saggio sulla fotografia
Geoff Dyer
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: XIII-263
Geoff Dyer è considerato in patria tra gli autori più originali degli ultimi anni ed è noto in Italia soprattutto per il suo "Natura morta con custodia di sax". Oltre che di musica è anche, da sempre, appassionato di fotografia. Eppure, confessa in questo nuovo libro, non possiede nemmeno una macchina fotografica: "le sole volte che scatto delle foto è quando i turisti mi chiedono di fargliene una, con la loro macchina. (Queste rare opere sono adesso disperse in giro per il mondo in collezioni private, soprattutto in Giappone)". Ma così come il non conoscere la musica non gli ha impedito di scrivere un libro in piena empatia con l'universo del jazz, Dyer ha ora bilanciato questo apparente svantaggio con tutta l'originalità che i lettori gli riconoscono e ha scritto una particolarissima storia della fotografia. Cercando di identificarne gli stili specifici, Dyer guarda al modo in cui figure di riferimento come Alfred Stieglitz, Pani Strand, Walker Evans, André Kertész, Dorothea Lange, Diane Arbus e Wiliam Eggleston hanno fotografato gli stessi oggetti (cappelli, scale, panchine, negozi di barbiere, cartelli, strade): "volevo capire se lo stile può essere identificato nel e dal contenuto, se è inerente a esso. L'unico modo per farlo era vedere come persone diverse fotografavano la stessa cosa". Ne risulta un racconto originale e divertente in cui questi fotografi, molti dei quali non si incontrarono mai, vengono continuamente a contatto gli uni con gli altri.
Cercando Quirino. Traversata sulle onde elettromagnetiche nel suolo del Quirinale
Andrea Carandini
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 96
Dov'era il Quirinale, chi era Quirino? Queste domande non hanno avuto finora risposte chiare e sicure. Indagare quel mondo, che ci riporta indietro di 2900 anni, prima che Roma fosse "caput mundi", è stato cammino arduo e ricco di interrogativi irrisolti. Colli, monti e il sistema di rioni aggrumavano la forma arcaica di quella che sarebbe divenuta la città più famosa del mondo antico. Ma insieme a luoghi via via apparsi con maggiore chiarezza altri sono rimasti circondati da un'alea di mistero e di incertezza: l'Oppio, il Cispio, il Viminale, il Celio e per l'appunto il Quirinale. Anche la figura di Quirino divinità delle curiae a cui Romolo era stato assimilato, aveva mantenuto una fisionomia enigmatica. La ricerca ci aveva restituito informazioni preziose: la complementarità di Marte e Quirino, di guerra e pace; la connessione con la leggenda di Romolo; l'uso politico di quelle figure da parte di Cesare e Augusto, strateghi nel legare la propria immagine a quella di quei mitici attori dell'inizio di Roma. Nel corso di una imponente opera di ricostruzione di Roma antica in un Sistema informativo archeologico denominato "Imago Urbis" Carandini e il suo gruppo di lavoro hanno scrutato con il Georadar alcuni luoghi rimasti vaghi nelle mappe: fra questi il collis Quirinali e il Tempio di Quirino. Hanno individuato tracce importanti sia del colle che del tempio, il monumento gigantesco edificato da Cesare e da Augusto fra il 49 e il 16 a.C. Questo libro è la sintesi di questa esperienza archeologica.
Tra le pieghe delle parole. Lingua storia cultura
Gian Luigi Beccaria
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 230
Le parole racchiudono memoria e fantasia. Portano il segno del passato, sono intinte nella storia, nei suoi grandi avvenimenti, ma anche nei piccoli, nella piccola storia e la sua casualità. Il loro significato si lega spesso a usanze perdute, ad abitudini da tempo dismesse, a racconti e leggende. Perché chiamiamo Oscar la statuetta d'oro e croissant il cornetto a forma di mezzaluna? E dove hanno avuto origine espressioni come: "Cavarsela per il rotto della cuffia" o "Allevare una serpe in seno" o "Fare la gatta morta"? Perché il luogo dove abitiamo porta quel nome, e qual è l'origine dei nostri cognomi? In essi c'è sempre traccia evidente e duratura del passato. Anche i nomi di inventori, viaggiatori, scienziati, legati alle loro scoperte, sopravvivono come termini d'uso comune: mansarda, biro, bignami, magnolia, ecc. La lingua nomina quel che siamo, giudica il diverso, lo straniero, genera un cumulo di "parole contro", testimonia distacchi culturali e differenti punti di vista. Ogni scelta linguistica, ogni parola-chiave che in determinati momenti storici è diventata una sorta di parola-bandiera, si fa strumento per sistemare il mondo circostante. La lingua testimonia cosi le stratificazioni del tempo, protrae nel presente immagini e pareri condivisi e sedimentati nei modelli sociali e culturali del passato.
Le montagne dei faraoni. Storia mai raccontata dei costruttori delle piramidi
Zahi Hawass
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 221
Cosa nascondono le stanze segrete della Grande Piramide? Dove si trova il corpo di Cheope che la fece erigere come propria eterna dimora? Dove sono finite le ossa e il tesoro del faraone? Chi erano e come vivevano i costruttori delle piramidi? La valle di Giza con la Sfinge e la Grande Piramide è sicuramente una delle immagini più note dell'antico Egitto e insieme una delle più misteriose. Interrogativi sulla costruzione e sullo scopo di questi maestosi monumenti non sono mancati fin dall'antichità. Nel V secolo a. C. Erodoto fu il primo di una lunga schiera di esploratori che viaggiarono in Egitto nel tentativo di decifrarne i segreti e tornò in patria con molti racconti fantastici che dettero vita a tenaci leggende. Scoperte più recenti, alcune delle quali guidate dallo stesso Hawass, forniscono oggi importanti informazioni che gettano nuova luce sulla vita dei faraoni e dei costruttori reali. Questi costruttori non erano schiavi, e tantomeno extraterrestri, ma artigiani specializzati che lavorarono, volontariamente, per il grande progetto del re e per la gloria del proprio signore. Zahi Hawass, archeologo e conservatore ufficiale dei tesori senza tempo dell'Egitto, incrocia la ricostruzione di una complicata saga famigliare (quella della quarta dinastia dell'Antico Regno) con le ultime scoperte archeologiche, dando vita al singolare racconto di una civiltà che non smette mai di affascinare con i suoi eterni misteri.
Enrico Fermi. Il genio obbediente
Giuseppe Bruzzaniti
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: XIII-386
"Che cosa stupida aver scoperto questo fenomeno casualmente senza averlo saputo prevedere", Questo è il commento di Enrico Fermi dopo aver osservato in maniera del tutto fortuita i sorprendenti effetti della paraffina sui neutroni e averne dato, a distanza di poche ore, la giustificazione teorica. La scoperta dei "neutroni lenti" porta nel 1938 il fisico romano a Stoccolma a ritirare il premio Nobel e da lì direttamente negli Stati Uniti, a costruire la prima pila atomica e poi a dirigere una sezione del Progetto Manhattan per la costruzione della bomba. In questo libro Bruzzaniti traccia la storia scientifica di Fermi, che è anche la storia dei trent'anni che hanno sconvolto la fisica e che hanno cambiato per sempre la nostra concezione della materia e del cosmo.
Il mito delle sirene. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi
Maurizio Bettini, Luigi Spina
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 268
Donne pesce o donne uccello? Esseri alati con volto umano e corpo di volatile o donne con squame e code di pesce? La mitologia antica e la pittura hanno tramandato immagini ricche e complesse di Sirene: esseri già in sé doppi, ibridi, capaci di far convivere nella propria identità somatica sembianze umane e sembianze animali, esseri non estranei a nessuno dei grandi spazi del mondo, acqua, terra, cielo. Esseri, tutto sommato, facili da incontrare. Per alcuni secoli, infatti, forse sull'onda dei viaggi e delle scoperte di nuovi mondi, le apparizioni di Sirene furono all'ordine del giorno. Le vide Alessandro il Grande dopo la vittoria su Dario. Le videro Teodoro Gaza e Giorgio Trapezunzio. Le vide Cristoforo Colombo di ritorno dalle Americhe. E ognuno di loro, a proprio modo, le raccontò. Molti sono gli incontri e molte le Sirene che ancora si possono conoscere e sognare nelle pagine di questo libro. Molti sono i ricordi del loro canto che ammalia e spaventa chi lo ode; il più noto dei quali è nel racconto di Ulisse che, per ascoltare le Sirene, si fece incatenare all'albero della nave. E non fu il solo. Ma se in realtà le Sirene non avessero mai cantato? se invece nessun suono fosse mai uscito dalle loro affascinanti bocche socchiuse? e se fosse stato piuttosto il silenzio a incantare e a sedurre? Emblema di ciò che resta inaccessibile e insieme attira senza fine, la Sirena-uccello, pesce, ape, demone, musica celeste, non ha ancora finito di sedurre (e spaventare) gli umani.
Atlantide. Breve storia di un mito
Pierre Vidal-Naquet
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2006
pagine: 141
Questa è una lunga storia, che ha inizio verso il 355 a.C. quando Platone scrive due dialoghi: Timeo e Crizia. Il filosofo greco attinge certo alla cultura del tempo, dal poeta Omero agli storici Erodoto e Tucidide, ma sua soltanto è la creazione del mito del continente perduto che ha poi attraversato i millenni alimentando tanti sogni e racconti fantastici. Sembra dunque che Atlantide non vada cercata nelle sterminate profondità del tempo né in quelle del mare, e che la sua esistenza sia piuttosto inseparabile da quella di una Atene altrettanto immaginaria. Nei secoli, però, il mito di Atlantide ha avuto incredibili sviluppi, specialmente dal Rinascimento, dopo la scoperta dell'America, che alcuni identificarono proprio con il continente di cui parla Platone. Eruditi e sapienti ricorsero a questo mito per spiegare la storia del pianeta, oppure per illuminare la preistoria minoica della civiltà greca. In seguito se ne impadronirono i nazionalisti, dalla Spagna alla Svezia, dall'Italia alla Germania di epoca nazista. La letteratura stessa non ha saputo sottrarsi al suo fascino e piú volte, da Jules Verne a Georges Perec, ha percorso le strade di Atlantide. In questo libro, Pierre Vidal-Naquet ricostruisce la storia, ancora in corso, di uno dei più celebri miti della nostra cultura.
La biblioteca inglese. Lezioni sulla letteratura
Jorge Luis Borges
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2006
pagine: XXX-332
Nel 1966, a Buenos Aires, Jorge Luis Borges dedicò un ciclo di venticinque lezioni alla letteratura inglese; queste furono registrate e trascritte. I temi affrontati sono i prediletti dall'autore, in un itinerario personale che parte dalle origini (l'"oro antico" come lo chiama Borges): la letteratura anglossasone, il Beowulf, i vichinghi, le radici della poesia, per attraversare poi le opere, e la vita di Samuel Johnson, Blake, Coleridge, Carlyle, William Morris, Dante Gabriele Rossetti, Dickens, Stevenson e Wilde.
Leonardo. Nella mente di un genio
Martin Kemp
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2006
pagine: 199
Il libro illumina diversi aspetti della vita di Leonardo: la sua strana carriera, le relazioni con i potenti, il suo credo religioso, le sue geniali manie ma è soprattutto l'analisi del famoso "Codice" che permette all'autore di spiegare come lavorava la mente di Leonardo e quali innovative investigazioni della natura contribuirono alla sua visione della realtà. Quale relazione c'era tra lo studio del corpo e la sua passione per le macchine, o tra la Terra e il corpo umano? Perché i suoi quadri sono cosi perfetti?
Un ricordo al futuro. Lezioni americane
Luciano Berio
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2006
pagine: XV-114
"Berio musicista è universalmente noto. Meno, ovviamente, il Berio saggista. Ma, fin dalla pubblicazione di una rivista dalla vita breve, di grande impatto teorico, che è stata negli anni Cinquanta "Incontri musicali", attraverso scritti rivelatori come il suo saggio sul rock, sino a queste Lezioni americane, le pagine critiche e teoriche di Berio ci rivelano non solo un artista che riflette sulla propria opera e sulla situazione della musica, ma un pensatore a tutto campo, di cui queste pagine sono forse il testamento spirituale." (Umberto Eco)

