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Il Leone Verde: Leggere è un gusto

Gian Burrasca. Ragazzi di marzapane e cervello di crema. La cucina di Vamba

Gian Burrasca. Ragazzi di marzapane e cervello di crema. La cucina di Vamba

Roberta Anau

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2010

pagine: 88

Luigi Bertelli sotto lo pseudonimo di Vamba - dal nome del giullare folle, irrequieto e fedele dell'Ivanhoe di Walter Scott - diede vita al più famoso personaggio della letteratura italiana per l'infanzia dopo Pinocchio, Gian Burrasca. Preadolescente irrequieto, un po' folle e fedele, Gian Burrasca ha appassionato i lettori fin dalle sue prime avventure apparse a puntate sul "Giornalino della domenica" nel 1907. Giannino è goloso e di buon appetito, ma raramente mangia a tavola, a causa delle sue malefatte. Per lui i pasti diventano così qualcosa di clandestino, una sorta di avventura nell'avventura...
10,00

La cucina del piccolo principe. Taccuino di volo nella mia cucina, da Antoine de Saint-Exupéry

La cucina del piccolo principe. Taccuino di volo nella mia cucina, da Antoine de Saint-Exupéry

Daniela Messi

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2010

pagine: 88

Il Piccolo Principe, il personaggio e la fiaba moderna più famosi al mondo, un elogio poetico all'infanzia e una piccola educazione sentimentale. Che cosa mangia un piccolo principe? Poco. Lui non ha mai né fame né sete, gli basta un po' di sole... Proprio da questa diversità scaturisce una nuova riflessione sul significato del cibo. Un percorso alternativo nel capolavoro di Saint-Exupéry. Cucina dei semi, cucina delle stelle, cucina dei fiori... attenzione, però: non a base di fiori, bensì per i fiori, come il caffè e latte per il fiore che si è appena svegliato: E il piccolo principe, tutto confuso, andò acercare un innaffiatoio di acqua fresca e servì al fiore la sua colazione. Anche il nutrimento, in questo piccolo mondo fatato e filosofico, assume più significati, sapori diversi, seducenti e inaspettati.
10,00

A cena con Luchino Visconti. Banchetti e osterie tra decadenza e neorealismo

A cena con Luchino Visconti. Banchetti e osterie tra decadenza e neorealismo

Luca Glebb Miroglio

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2010

pagine: 96

"Ossessione", "Senso", "Bellissima", "Il Gattopardo", "La caduta degli dei", "Morte a Venezia", "Ludwig2, sono alcuni dei film di uno dei più grandi registi del cinema italiano: Luchino Visconti. Aristocratico e comunista, fu definito il primo dei neorealisti ma anche l'ultimo dei decadenti; nei suoi film raccontò storie stritolate nella Storia, scandalizzò, al cinema e a teatro, innovando e lavorando con i grandi attori del suo tempo - nella lirica fu lui a creare la diva Maria Callas. Lascia un corpus importantissimo di opere e di insegnamenti che oggi sono patrimonio della civiltà italiana. Attraverso i suoi film - e con un occhio al ruolo che il cibo ha in essi - si rileggono grandi romanzi e momenti della storia europea, si esaminano diverse situazioni sociali e culturali e si apprezza l'abilità descrittiva, l'amore per il particolare e per le psicologie umane di un grande uomo di cultura.
10,00

Manhattan a tavola. Delicatessen bistrot, trattorie, take away e nevrosi. Le ricette dai film di Woody Allen

Manhattan a tavola. Delicatessen bistrot, trattorie, take away e nevrosi. Le ricette dai film di Woody Allen

Luca Glebb Miroglio

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2009

pagine: 130

A cena con Annie in un diner di Manhattan oppure a pranzo da Hannah e le sue sorelle il Giorno del Ringraziamento, e ancora in un bistrot di Parigi, al Gritti di Venezia o in un pub londinese. Woody Allen sorprende anche per come utilizza nei suoi film il cibo e le bevande. Che sia per far pensare e sentirsi "più intelligenti", per sognare gli amori più dolci e frustranti, per parlare e parlare con gli amici, per descrivere nevrosi da raccontare sul lettino dello psicanalista, in ogni caso il cibo è spesso il "contorno" giusto della narrazione del grande regista americano. Da Ciao Pussycat a Vicky Cristina Barcelona il percorso é lungo, ricco di soprese e di riferimenti culinari inaspettati.
10,00

Orchidee a tavola. Le ricette di Nero Wolfe

Orchidee a tavola. Le ricette di Nero Wolfe

Enzo Tumminello

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2009

pagine: 80

A differenza del commissario Montalbano, non mangia quasi mai al ristorante né tanto meno in trattoria; ama e apprezza però la cucina raffinata e non preparerebbe mai un piatto senza l'aiuto del suo fidato cuoco Fritz Brenner. Appassionato lettore, non userebbe mai un libro per accendere il fuoco come fa invece Pepe Carvalho e non concluderebbe mai un pranzo accendendosi la pipa come il commissario Maigret. Nero Wolfe può dunque definirsi una sorta di moderno Sherlock Holmes, con al fianco il fidato Archie Goodwin nei panni di un dottor Watson certamente più atletico, più intraprendente e sicuramente più sensibile al fascino femminile. Detective tra i più originali della letteratura gialla essenzialmente per due motivi: il modo con cui conduce le indagini, non uscendo "quasi" mai dalla sua grande casa in arenaria di Manhattan e la passione con cui cura le sue diecimila orchidee. Resta però un elemento che lo accomuna ad alcuni famosi investigatori: l'amore per il cibo. Sei proposte di menù, sei come il numero massimo di persone che Wolfe sopporta a tavola. Un itinerario gastronomico che vuole non solo suggerire alcune delle ricette più amate dal genio investigativo del n. 918 della 35ª Strada, ma provare a raccontare anche i lati più affascinanti della sua complessa personalità.
10,00

Il giro del mondo in 80 ricette. In viaggio con Jules Verne

Il giro del mondo in 80 ricette. In viaggio con Jules Verne

Irene Cabiati

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2009

pagine: 150

Ghiotto, anzi, ingordo. Non si sapeva controllare Jules Verne di fronte alle delizie della tavola. Ed era altrettanto avido di conoscenza scientifica: lo interessava tutto ciò che poteva alimentare le trame dei suoi romanzi. Ma gli eroi di tante strabilianti avventure, perennemente alla ricerca di luoghi, persone o tesori non indugiano sul cibo, anzi, spesso di trovano nella condizione di doverselo procurare. Diventano quindi cacciatori (Cinque settimane in pallone), agricoltori (L'isola isteriosa) o pescatori e allevatori negli abissi (Ventimila leghe sotto i mari) che non rinunciano al buon vino (Dalla terra alla luna) e si lasciano attrarre da sapori sconosciuti (Il giro del mondo in ottanta giorni) o stordire (Viaggio al centro della Terra) fino ad arrivare al limite estremo, il confine sottile e maligno dove la fame, spietata, acceca, confonde, trasforma (I naufraghi del Chancellor). Le loro avventure permettono di tracciare un atlante dei sapori del mondo, di spezie e intingoli che oggi non stupiscono più, perché scrittori come Verne ci hanno accompagnato a capire che il viaggio è conoscenza, anche del gusto.
10,00

Il mio apprendistato in cucina. Le ricette di Colette

Il mio apprendistato in cucina. Le ricette di Colette

Graziella Martina

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2009

pagine: 140

Il cibo occupa un posto importante nell'opera di Colette, nata Gabrielle Sidonie, diventata madame Willy, poi baronessa di Juvenel des Ursins, e infine semplicemente Colette. Gli alimenti, il modo di cucinarli, il piacere provato nel gustarli sono una fonte d'ispirazione importante nella scrittura di questa donna gaudente e golosa, che ha saputo elevare la propria ghiottoneria trasformandola in una componente essenziale del suo genio creativo. Danzatrice, attrice di mimo, giornalista, oltre che scrittrice, Colette è una donna ambigua dalla personalità ricca e controversa, dotata di un'energia infaticabile, il cui merito lei attribuisce al cioccolato, consumato in grande quantità e considerato "un filtro che abolisce gli anni". Appassionata della natura e degli animali, lo è ancora di più della buona tavola e il suo potere verbale nel comunicare gli aromi e i piaceri del cibo, insieme a quello di risvegliare l'immaginario dei sensi del lettore, sono fuori del comune. Mettendoci a tavola con lei scopriamo i piatti dell'infanzia, come il dolce di Natale, capolavoro di Sido, il gateau cornu, la ciambella tradizionale della sua regione, e le ricche pietanze degli interminabili pranzi di nozze di campagna, da lei divorate fino a crollare esausta sul tavolo. Conosciamo i piatti ingegnosi del tempo di guerra, cucinati con i pochi ingredienti a disposizione, quelli portati con sé nei pic-nic vicino a Saint-Tropez e quelli, raffinati, del famoso ristorante del Palais Royal, dove Colette andava a mangiare la lepre alla royale e la torta di allodole. E, seguendo il suo insegnamento e i suoi suggerimenti, noi arriveremo a trasformare, per usare il titolo di uno dei suoi libri, le nostre prigioni quotidiane in piccoli paradisi.
10,00

Colazione con un centauro. Cibo e cucina nelle «Cronache di Narnia» di C.S Lewis

Colazione con un centauro. Cibo e cucina nelle «Cronache di Narnia» di C.S Lewis

Andrea Maia

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2009

pagine: 112

Le "Cronache di Narnia" sono un grande classico per bambini, nel quale al fascino del meraviglioso e al chiaro intento educativo si aggiunge un insolito scopo apologetico. Lo scrittore confidò agli amici che le storia voleva rispondere alla domanda: "Che aspetto potrebbe avere Cristo se ci fosse davvero un mondo come Narnia ed egli scegliesse di incarnarsi, morire e risorgere di nuovo in quel mondo, come effettivamente ha fatto nel nostro?". Il leone Aslan, creatore di Narnia, che si lascia uccidere per salvare uno dei protagonisti e poi risorge, che aiuta e sostiene i bambini in difficoltà e infine appare come Giudice universale, è allegoria di Cristo. Quanto al cibo, la tematica è frequente, ed è collegata sia al realismo del racconto, sia ai protagonisti bambini, sia al pubblico infantile. E l'intrecciarsi del gesto quotidiano del mangiare con il continuo stupore dello straordinario è una delle cause della suggestione che il libro esercita sul lettore bambino o su chi nella maturità ha saputo conservare nel cuore un po' di sana "fanciullaggine".
10,00

L'amore, la morte e il basilico. La cucina marsigliese di Jean-Claude Izzo

L'amore, la morte e il basilico. La cucina marsigliese di Jean-Claude Izzo

Pierpaolo Pracca

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2009

pagine: 126

Leggere Izzo vuol dire entrare in un rapporto di pelle con certe strade,locali, con un'umanità disperata, pulsante, che non possiamo fare a meno diamare. Vuol dire farsi assorbire dagli odori: quello del basilico, dellespezie che si trovano nei mercati rionali; ma anche odore di voluttà, di sangue. Effluvi pregnanti che ricordano l'Oriente. Esperienze estreme e accecanti: violente come la passione, la morte, il cibo. Quest'ultimo, in particolare, diventa veicolo di sentimenti, di cultura, richiamo ad un istinto primordiale; musica a cui si torna per nutrirsi come fece Ulisse conil canto di Ligea.  Il cibo nelle sue valenze allegoriche rispecchia le infinite contraddizioni di cui è ricca l'esistenza umana: amore e odio; vita e morte, bene e male, ma anche la capacità di sussumerle e quindi di superarle. Le mette insieme tutte, le comprende nel tentativo di conciliarle, alla ricerca della felicità possibile. Questo il significato della ridondante attenzione che Izzo ha nei confronti della cucina e che fa della lettura dei suoi romanzi un'esperienza anche sensuale che passa attraverso l'evocazione di continue suggestioni gustative.
10,00

A tavola nel paese che non c'è. Il regno di utopia e la ricerca dell'altrove

A tavola nel paese che non c'è. Il regno di utopia e la ricerca dell'altrove

Pierpaolo Pracca

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2008

pagine: 132

Il cibo ha un legame di profonda complicità con l'utopia ed è spesso uno dei motivi che la caratterizza. Cibo e alimentazione sono elementi fondamentali nella descrizione di una società immaginaria e, a seconda delle epoche storiche, possono essere segno distintivo di mondi fantastici dove prevale l'idea della frugalità quaresimale oppure dell'abbondanza. Questo libro ne racconta la storia e il significato, dai miti dell'Età dell'oro alle ideologie novecentesche. Un viaggio dantesco sospeso tra “inferni” e “paradisi”, da Platone ad Huxley, da Esiodo a Orwell, dal rito del cibo al conformismo di quello industrializzato.
10,00

La tavola delle meraviglie. In cucina con Alice

La tavola delle meraviglie. In cucina con Alice

Cristina Caneva

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2008

pagine: 125

Se non avete mai assaggiato il budino di panfarfalle e la mostardaazzuffa baruffa, se vi attira l'idea di invitare gli amici e offrire lorofunghi ambidestri o confetti del Dodo, questo libro potrà senz'altro darvi qualche consiglio utile. Basterà seguire Alice. Alice è una bambina curiosa, ed è la sua insaziabile curiosità a guidarla in quel labirinto di parole, paradossi e deliziose pietanze animate che è il Paese delle Meraviglie. Qui il cibo non è mai un dettaglio, o una pausa tra un'avventura e l'altra: è un'avventura di per sé.  Si mangia per diventare grandi, oppure piccoli, il cibo è gratificante ma anche minaccioso e cela un lato aggressivo e cannibalesco, perchè chi mangia può a sua volta apparire molto appetitoso.  Spesso il cibo è una tortura, una ripetizione ossessiva degli stessi gesti all'infinito, come il tè del Cappellaio Matto che non conosce tregue, neppure per lavare le tazze. Scivolando giù nella tana del coniglio, Alice afferra un invitante barattolo di marmellata... vuoto. Tutto il suo viaggio è segnato da una forte frustrazione gastronomica: il cibo viene continuamente evocato ma non c'è, e se c'è non si può mangiare, scompare all'improvviso o produce strani effetti collaterali. Quelle rare volte che viene consumato e gustato, l'abbuffata porta con sé un senso di colpa e un retrogusto crudele, come nel racconto del Tricheco e delle povere ostrichette. Il cibo ispira filastrocche, canzoni, storielle e giochi di parole, solletica il palato ma anche la mente e la fantasia. Per questo La Tavola delle Meraviglie è al contempo un viaggio nel mondo bizzarro di Carroll e un tuffo goloso nella più autentica tradizione culinaria britannica, troppo spesso - e a torto! - svalutata.
10,00

La salsa del diavolo. Beppe Fenoglio e la cucina della sua Langa

La salsa del diavolo. Beppe Fenoglio e la cucina della sua Langa

Paolo Ferrero

Libro: Libro in brossura

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2008

pagine: 136

"La salsa del diavolo" propone più di cinquanta ricette raccolte in Alta e Bassa Langa dalla viva voce di cuochi e cuciniere di paese, per ritrovare il senso riposto e profondo della poetica fenogliana in quella singolare consonanza tra il racconto del cibo e il tessuto della narrazione che attraversa le sue opere più note. Una scrittura originale quella di Paolo Ferrero, impastata di stati d'animo e ricette, che tenendo come scenario i racconti fenogliani ripercorre i piatti della cucina tradizionale contadina delle Langhe, a partire dall'immancabile Bàgna del diàuv.
12,00

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